I primi sfollati di corso Umberto I torneranno nei loro appartamenti entro il prossimo 20 agosto.
È quanto annunciato dai rappresentanti dell’amministrazione comunale di Torre del Greco nel corso di una conferenza stampa convocata dal sindaco Luigi Mennella per fare il punto della situazione dopo il crollo di una palazzina di tre piani avvenuto lo scorso 16 luglio, crollo nel quale sono rimaste ferite tre persone.
Insieme al primo cittadino, hanno preso parte all’incontro con i giornalisti il vicesindaco Michele Polese, l’assessore alla protezione civile Antonio Ramondo, il dirigente ai lavori pubblici Antonio Sarnello e il consulente individuato dall’ente per seguire le procedure legate alla messa in sicurezza dei luoghi, Antonio De Luca.
Proprio il docente universitario spiega che, ”i tre stabili posti di fronte a quello interessato dal crollo, sono stati oggetto di controlli di natura statica e a breve sarà dato il via libera per il ritorno delle famiglie evacuate (una ventina, per oltre 50 dei 226 sfollati complessivi) nei loro appartamenti”.
Prima però occorrerà creare una via di accesso sicura: “Sarà compito dell’ente – sottolinea il sindaco Mennella – individuare la ditta che si occuperà di questo intervento”. “Sono in corso – prosegue De Luca – colloqui anche con l’amministratore e i proprietari degli appartamenti dello stabile posto di fronte a quello oggetto del crollo.
L’immobile ha bisogno di interventi per eliminare i danni causati dal cedimento. Una volta ultimati, e su quest’aspetto l’interlocuzione è più che buona, sarà possibile pensare all’individuazione di un accesso a vico Pizza, lì dove vi sono altre otto palazzine tutte per ora evacuate”.
In ultima istanza, il palazzo interessato dal crollo: “Che resta sotto sequestro – fanno presente dal Comune – e per il quale è ipotizzabile occorrano lavori di consolidamento statico. Solo dopo sarà possibile riaprire al transito corso Umberto I, dal giorno del crollo interdetto alla circolazione”.
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
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