Aveva preparato una clamorosa evasione il giovane assassino di origini italo marocchine che la notte del 30 giugno uccise per gelosia il 18enne Giuseppe Turco davanti a un bar di piazza Villa, a Casal di Principe.
Ne da notizia la Segreteria Regionale Campania dell‘Osapp Polizia Penitenziaria.Ieri mattina infatti il personale della polizia penitenziaria ha dovuto fronteggiare una sorta di agguato durante il trasporto in ospedale del giovane detenuto.
Racconta l’Osapp: “La scorta si accorgeva che all’arrivo presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Aversa, l’autombulanza veniva circondata da un folto numero di persone 10/15 che aspettavano il detenuto. A questo punto non conoscendo le possibili conseguenze che potevano evolvere anche per una questione di sicurezza pubblica il capo scorta sentito il comando disponeva un repentino rientro in Istituto.
Tutto lascia pensare ad una simulazione di malessere del detenuto al quale era stato sufficiente dichiarare al sanitario di aver ingerito candeggina per poter uscire dall’Istitito, probabilmente veniva comunicato a parenti e amici o a persone male intenzionate l’uscita di quest’ultimo all’esterno a mezzo di cellulare in possesso di altri detenuti occultati illecitamente.
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Al riguardo ci sono accertamenti in corso. L’episodio è emblematico per comprendere i rischi derivanti dai facili ricoveri cosiddetti a vista nonché dal pericolo dell’utilizzo illecito dei cellulari nell’ambito Penitenziario. Un plauso al comandante del nucleo operativo traduzioni e piantonamenti di Santa Maria CV e a tutto il personale di scorta operante”.
Lo ha dichiarato il segretario regionale Vincenzo Palmieri il quale aggiunge che più volte a segnalato la poca collaborazione tra amministrazione e sanità quest’ultima fallimentare nel sistema penitenziario.
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