C’è anche Francesco Seibessi, il presidente della ASD Romana Monfalcone, squadra di Prima categoria, tra le cinque persone arrestate dalla Polizia nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri avvenuti al termine della partita tra Udinese e Napoli, alla Dacia Arena di Udine.
Lo riportano i quotidiani locali del Gruppo Gedi sottolineando che la società sportiva ha preso le distanze dal suo presidente e che Seibessi è agli arresti domiciliari. Venerdì scorso la Romana Monfalcone ha festeggiato i 70 anni di attività e oggi, per bocca del direttore sportivo, Gianluca Solidoro, definisce quelli di Seibessi – ripreso da video e foto durante l’invasione di campo dei tifosi udinesi contro i napoletani – gesti che “non possono considerarsi in alcuna misura sportivi” e che i giovani devono “avere un esempio diverso da questo”.
Seibessi, di 54 anni, elettricista, è noto per la lunga militanza nella Romana Monfalcone e per un passato nella tifoseria friulana. Nell’articolo de Il Piccolo e Messaggero Veneto si sostiene che il presidente ha già “chiesto scusa a giocatori, dirigenti e alla società” e si fa riferimento a un incontro venerdì, prima dell’arresto.
Scontri Dacia Arena, Seibessi ha già annunciato dimissioni
In tale incontro, inoltre, Seibessi “ha annunciato le dimissioni dalla carica, ma la decisione non è ufficiale”, come dice Solidori. La squadra, ieri, è scesa regolarmente in campo. La Federcalcio regionale ha inviato gli atti della vicenda alla Procura federale sportiva della Figc a Roma, per eventuali provvedimenti disciplinari.
Scontri Cremonese-Napoli: 16 Daspo per Ultras azzurri
Secondo quanto ricostruito dalla Questura di Cremona, una ventina di ultras del Napoli sono arrivati in città a bordo di un minivan e di due auto a noleggio, muovendosi in gruppo tra le strade e le piazze attorno allo stadio. Durante gli spostamenti, alcuni tifosi azzurri sarebbero scesi dai veicoli e avrebbero aggredito un sostenitore…
Tensione pre Juve-Napoli: 300 ultras identificati, sequestrati esplosivi e aste
Un imponente dispositivo di sicurezza ha caratterizzato il pomeriggio di domenica 25 gennaio 2026 a Torino, a poche ore dal fischio d’inizio di Juventus-Napoli. La Questura torinese, con l’ausilio della Polizia Stradale e della Digos, ha intercettato un gruppo di 300 ultras napoletani in viaggio verso lo Stadium, fermandoli al casello di Trofarello e sequestrando un vero arsenale.
Al momento del blocco, i tifosi hanno tentato di disfarsi di materiale illegale, ma la polizia ha recuperato oltre 100 aste in PVC, numerosi fumogeni e petardi, e due ordigni esplosivi artigianali, prontamente neutralizzati dagli artificieri. L’allerta era scattata già in mattinata dopo violenti contatti tra ultras del Napoli e della Lazio lungo la A1, a Frosinone.
REDAZIONE






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