Jabil, prosegue agitazione: “Azienda non ritira licenziamenti”

La proroga di un mese della cassa integrazione con la contestuale sospensione dei licenziamenti per il medesimo lasso temporale non spegne la mobilitazione dei lavoratori dello stabilimento di Marcianise della multinazionale Jabil.

I lavoratori anche domani sciopereranno – lo stanno facendo da quindici giorni – sebbene per un’ora per ogni turno di lavoro, e non per le consuete otto ore.

“Sospensione dei licenziamenti non significa ritiro degli stessi – dice un delegato sindacale Jabil – ma solo che a fine febbraio si riproporrà lo stesso problema, se nel frattempo i lavoratori non avranno ricevuto dalle istituzioni garanzie concrete di una loro ricollocazione una volta licenziati o se non si riproporranno altri strumenti usati in passato come l’esodo incentivato”.

La decisione annunciata dalla rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) di proseguire lo stato di agitazione permanente e di scioperare anche domani arriva al termine di un ennesimo confronto tenuto alla Regione Campania, dove il massimo dirigente di Jabil Circuit Italia Clemente Cillo ha ribadito l’intenzione di continuare sulla strada dei licenziamenti dei 190 lavoratori; “una posizione incomprensibile – commenta l’Rsu – che mette a rischio la tenuta del sito nel medio periodo.

Siamo profondamente preoccupati per l’esito finale della vertenza”. Non sembrano dunque in discussione – almeno per ora – i licenziamenti, per cui la “partita” si gioca sui progetti di reindustrializzazione che possano coinvolgere aziende disposte a ricollocare i lavoratori Jabil licenziati, ma soprattutto che siano in grado e vogliano realizzare produzioni che possano competere sul mercato e garantire un reale futuro occupazionale.

In passato lo strumento della ricollocazione, nonostante la “regia” di Regione Campania e di vari Ministeri – lo Sviluppo Economico in primis – non ha funzionato, come dimostra la situazione degli oltre 250 lavoratori che dal 2018, dietro incentivi, hanno lasciato la Jabil di Marcianise.

I 23 ricollocati nell’azienda sarda Orefice sono stati licenziati, i circa 250 ex Jabil assunti in Softlab vivono una situazione di grande incertezza – sono scesi più volte in piazza di recente – tra stipendi arretrati, cassa integrazione a zero ore e poco lavoro.

Altro strumento che potrebbe essere messo sul tavolo di confronto dai sindacati è quello dell’esodo incentivato, già usato in passato e frutto di un accordo, scaduto nello scorso mese di agosto, che dava la possibilità ai dipendenti di lasciare Jabil percependo una somma di 80mila euro.

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A. Carlino

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