Problemi di sicurezza alimentare evidenziati da carabinieri e ispettori nel corso dei controlli


Controlli alla Pignasecca: chiusi 7 negozi. Problemi di sicurezza alimentare evidenziati da carabinieri e ispettori nel corso dei controlli.
Quartiere militarizzato e controlli a tappeto. E’ iniziata così la giornata a Montesanto, nel mercato popolare della Pignasecca, uno dei piu’ famosi e visitati di Napoli.
Questa mattina dalle 9 e per diverse ore diverse squadre tra carabinieri, polizia locale, guardia di finanza, agenti della polizia veterinaria e della vigilanza sanitaria dell’Asl Napoli 1 Centro sono arrivati in forze per verificare le condizioni igienico sanitarie delle diverse attività, il rispetto dei limiti per l’occupazione di suolo e la correttezza di fatture, scontrini e bolle di trasporto.
Sul posto anche due camionette della celere per garantire il sereno svolgimento dei controlli. I controlli di prevenzione sono stati possibili grazie al lavoro di 15 medici veterinari, 14 medici e 31 tecnici della prevenzione.
Sono stati ispezionati 41 esercizi (di cui 2 bar, 13 ortofrutta, 6 pescherie, 1 friggitoria, 1 rosticceria, 2 panifici, 2 tripperie, 4 macellerie, 2 surgelati, 2 pasticceria, 3 pizzerie, 1 supermercato, 1 salumeria, 1 ristorante annesso ad una pescheria). Erogate 157 prescrizioni, 7 diffide, 25 sanzioni amministrative (per un totale di 29.500 euro) ed è stata disposta la sospensione completa di 7 esercizi commerciali (1 ristorante annesso ad una pescheria, 1 friggitoria, 1 bar, 1 pescheria con negozio, 1 pescheria ambulante, 2 ortofrutta ambulanti) e di 2 depositi.
Inoltre, sono stati sequestrati beni alimentari per un totale di 880 chili (30 kg di trippa, 371 kg tra pesce e carne, 9 kg di pane, 250 kg di prodotti di friggitoria, 220 kg di frutta) “Ancora una volta un grande impegno profuso nell’interesse della salute di cittadini e turisti, al fine di garantire il rispetto di tutte le norme vigenti”, spiega il direttore generale Ciro Verdoliva.
Le ispezioni proseguiranno nelle prossime settimane in altre aree della città “perché è proprio grazie a queste che abbiamo modo di eliminare dal mercato alimenti potenzialmente pericolosi per la salute e far valere le leggi sulla sicurezza alimentare a tutela dei cittadini, ma anche dei tantissimi esercenti che rispettano le regole e che sono vittime di una concorrenza sleale”.
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