La Banca di Credito Cooperativo di Napoli, per sostenere le piccolissime, piccole e medie imprese promuove un’iniziativa straordinaria per superare il caro bollette, in attesa di eventuali interventi del governo. Pronta una linea di credito per finanziare l’incremento del costo dell’energia e delle materie prime.
Sara’ un mutuo con la durata fino a 60 mesi, con tasso agevolato e senza garanzie reali lo strumento che consentira’ alle imprese dell’area metropolitana di Napoli di poter superare questo momento. “Sono mesi che sosteniamo che le criticita’ relative alla crisi energetica e dei rincari delle materie prime si sarebbero manifestate in autunno. Per questo, anticipando il mercato, abbiamo pensato a una linea di credito dedicata.
Il ruolo delle banche di comunita’ sta nel rapporto con le persone e nella capacita’ di interpretare esigenze e soddisfarne i bisogni. La Bcc di Napoli continuera’ a essere vicina ai napoletani cosi’ come ha fatto per prima durante la pandemia. Questo e’ il rating umano”, spiega Amedeo Manzo, presidente dell’istituto di credito.
Napoli, file di curiosi e sfollati davanti al Teatro Sannazaro distrutto dal rogo
Il giorno dopo l’incendio, davanti al teatro Sannazaro resta un silenzio carico di incredulità. In via Chiaia, nel cuore di Napoli, si alternano curiosi, turisti, giornalisti e residenti che osservano ciò che resta di uno dei simboli culturali della città, devastato dalle fiamme.
Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per domare le ultime fumarole e mettere in sicurezza l’area. Anche questa mattina due squadre sono ancora impegnate nelle operazioni di bonifica, che proseguiranno per l’intera giornata e, con ogni probabilità, anche domani. L’obiettivo è eliminare ogni focolaio residuo e verificare la stabilità della struttura.
Napoli, morto dopo un intervento: mezzo milione di risarcimento ai familiari
Un risarcimento superiore ai 500mila euro per la morte di un paziente sottoposto a un intervento chirurgico rivelatosi fatale. È quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, che ha condannato una struttura dell’Asl partenopea riconoscendo gravi responsabilità sanitarie nella gestione del caso.
Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, l’uomo era stato sottoposto a un intervento addominale ritenuto erroneamente indicato ed eseguito con modalità operative critiche. A questo si sarebbe aggiunta una gestione post-operatoria definita «gravemente carente». Il paziente avrebbe poi sviluppato un grave scompenso metabolico che ha preceduto il decesso.
REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti