E’ iniziato stamane il processo per le violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: all’udienza preliminare con 108 imputati e circa 150 parti offese. Il Garante per i detenuti si costituirà parte civile




Caserta. Inizia il processo per le violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

E’ iniziata nell’aula bunker del carcere di in provincia di Caserta, l’udienza preliminare del processo in cui sono imputati 108 tra agenti della Polizia penitenziaria e funzionari del Dap per le violenze ai danni dei detenuti avvenute nella struttura casertana il 6 aprile 2020.

Presenti questa mattina – davanti al Gup Pasquale D’Angelo – molti imputati, anche qualcuno dei venti poliziotti ancora ai domiciliari, tra cui l’ex comandante della Polizia Penitenziaria del carcere di Gaetano Manganelli, tra i principali imputati. Quasi 150 invece le parti offese, tra detenuti vittime dei pestaggi e associazioni che tutelano i diritti dei reclusi, che faranno richiesta di costituzione di parte civile.

All’esterno dell’aula bunker c’era anche una piccola rappresentanza del sindacato di polizia penitenziaria Uspp, in particolare il segretario regionale campano Ciro Auricchio e il suo vice Antonio Flagiello. “Abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura – dice Auricchio – e abbiamo chiesto al di dotare gli agenti di webcam sulla divisa per lavorare in maniera trasparente nelle sezioni detentive e regole di ingaggio chiare in caso di rivolte negli istituti penitenziari”. Nell’udienza di oggi si discutera’ anche della richiesta avanzata dalla di Santa Maria Capua Vetere di prorogare gli arresti domiciliari per i 20 agenti ancora ristretti.

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“Una mattanza di Stato” l’ha definita ieri il garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello, che oggi era presente fuori dell’aula bunker perchè il suo avvocato Francesco Piccirillo si costituirà parte civile nel processo. “E’ un dovere civile, morale e costituzionale dopo le denunce che hanno fatto aprire l’inchiesta ad una attenta, sensibile ed efficace. Noi chiediamo solo giustizia e verita’, i processi servono a questo. Ringrazio il ministro Cartabia e il premier Draghi che quando vennero a Santa Maria Capua Vetere (luglio 2021) hanno detto che lo Stato non dimentichera’”, sottolinea il Garante campano.


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