Omicidio del pescivendolo Antonio Morione: braccati gli specialisti delle rapine

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Sono 3 i rapinatori assassini del pescivendolo Antonio Morione di Boscoreale. La caccia nei loro confronti è serrata dall’antivigilia di Natale.

Ci sono le immagini delle telecamere che hanno immortalato la scena dalle urla di Antonio Morione agli spari del bandito e alla fuga in auto con la ruota squarciata dalla vittima che aveva visto i rapinatori entrare nella sua pescheria nella centralissima via Giovanni Della Rocca a Boscoreale a pochi passi dalla caserma dei carabinieri.

E proprio i carabinieri sono sulle loro tracce: si tratta di persone note della zona. I militari stanno passando al setaccio le case dei pregiudicati inclini alle rapine. Si sta cercando di capire se qualcuno si è allontanato o si allontana sentendosi braccato. O se commette qualche passo falso e si fa scoprire.

    Intanto prosegue l’omaggio dei cittadini davanti alla pescheria: c’è chi continua a portare fiori e lumini e chi si ferma per una preghiera, un pensiero per il commerciante ucciso, chi commenta quanto accaduto, chi lascia un biglietto, le automobili di passaggio rallentano per osservare il posto teatro dell’assassinio in un contesto di dolore e rabbia per la morte di Antonio Morione.

    “Mio figlio era un commerciante onesto che la legge ha abbandonato a se stesso” ha affermato ieri la madre, Ernesta. “Mezz’ora prima del fatto l’altro mio figlio, Giovanni, aveva subito una rapina, lo stesso era stato rapinato anche l’anno scorso, sempre nel mese di dicembre”.

    “Sei morto per difendere il frutto del tuo lavoro. Spero che chi ha fatto ciò, paghi”. E’ stato scritto ieri su un foglio accanto ad un fascio di rose rosse depositate davanti alla saracinesca abbassata della pescheria.

    ”Prego tanto per Antonio e per la sua famiglia, a cui giunga il mio cordoglio. Il Signore abbia misericordia e ci liberi finalmente dal male della violenza”. E’ quanto ha scritto il vescovo di Nola  monsignor Francesco Marino, in un messaggio inviato al parroco della chiesa dell’Immacolata di Boscoreale e vicario episcopale per l’evangelizzazione e il laicato, don Alessandro Valentino.

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    Il presule ha voluto far arrivare il proprio messaggio, tramite don Alessandro, alla famiglia di Antonio Morione, il pescivendolo 41enne ucciso per aver reagito alla rapina al suo esercizio commerciale a Boscoreale, dove si ripetono preghiere e attestati di affetto per il commerciante.

    ”Ho chiesto ai miei parrocchiani di pregare durante ogni santa messa – ha detto don Alessandro – anche se non conoscevo Antonio, che viveva a Torre Annunziata, sono vicino alla sua famiglia. Ho potuto solo notare la cordialità e la gentilezza sua e della moglie ogni qualvolta passavo davanti alla pescheria. Sarò presente alla cerimonia funebre come parroco della città dove è accaduto l’omicidio, e spero di poter incontrare la famiglia, cosi’ come desidera farlo anche il nostro vescovo”.

    Don Alessandro, inoltre, racconta che a Boscoreale in questi giorni, ”non si respira l’aria di festa del Natale”. ‘‘C’e’ un’atmosfera surreale – spiega – sono tutti molto tristi per quanto accaduto. A questa comunità chiedo di non far vincere il male due volte. I cattivi devono diventare buoni, e il bene deve prendere il sopravvento, ma allo stesso tempo dobbiamo evitare che il male distrugga quanto di buono c’è in noi”.

    E’ questo il vero Natale, ”la luce che splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Ecco, dobbiamo far vincere la luce del bene, affinché nel giorno in cui questa famiglia ricorderà questa tragedia per sempre, non si spenga la speranza”. 

    @RIPRODUZIONE RISERVATA



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