La storia della cartomanzia: le origini di un’arte in continua evoluzione
Medium, chiaroveggenti e astrologi, ma anche cartomanti, operatori olistici e sensitivi: sono davvero tanti i professionisti con cui si può entrare in contatto se ci si rivolge a Metatroncenter.
Medium, chiaroveggenti e astrologi, ma anche cartomanti, operatori olistici e sensitivi: sono davvero tanti i professionisti con cui si può entrare in contatto se ci si rivolge a Metatroncenter. Per scoprire di che cosa si tratta, è sufficiente navigare sul sito web https://www.metatroncenter.it e conoscere il modus operandi di persone che mettono a disposizione la propria competenza, la propria passione e la propria esperienza al servizio di chi ha bisogno di un supporto ed è in cerca di ascolto. Le divinazioni offerte, infatti, sono indispensabili per raggiungere la serenità e ottenere tutti i consigli di cui si ha bisogno. Il team di Metatroncenter si impegna a garantire il massimo al prezzo più basso, in virtù di un servizio di cartomanzia che fa della professionalità e della serietà i propri tratti distintivi. Gli esperti che ne fanno parte, infatti, sono competenti nei settori dell’esoterismo e della divinazione, riuscendo a padroneggiare i diversi metodi.
Le origini della cartomanzia
Ma quali sono le origini della cartomanzia? Ci sono numerose versioni, a volte in contrasto l’una con l’altra, a proposito della nascita di questa arte. Secondo alcuni, per esempio, le radici della cartomanzia devono essere ricercate in Cina, dove questa attività era considerata una propaggine del domino, il quale in passato era un mezzo per conoscere la volontà degli dei e non un semplice gioco. Una teoria diversa, però, ipotizza che siano stati gli egizi i primi a poter essere considerati maestri in questo ambito.
La teoria di Alliette
Nella seconda metà del XVIII secolo il francese Alliette si occupò della redazione di un saggio dedicato a questo tema, e affermò che il solo libro che fosse riuscito a sopravvivere alle fiamme che avevano colpito la biblioteca di Alessandria parlava, guarda caso, di cartomanzia. Nell’antico Egitto, essa veniva praticata con 78 carte, che per altro ai tempi non erano carte ma foglie d’oro molto sottili, su cui si trovavano incisi geroglifici intrisi di mistero. I sacerdoti, leggendo questi geroglifici, avevano la capacità di predire il futuro.
Dai geroglifici alle carte
Con il passare del tempo, i geroglifici sparirono e cedettero spazio a molte altre figure ricche di simbolismi. Si può andare in Spagna per trovarne una conferma in epoca medievale, ma lo stesso vale per la Germania e, in un periodo successivo, per la Francia. Fino a quando, più o meno intorno alla metà del XVI secolo, si diede vita al primo tentativo di normare questa arte divinatoria e prevedere delle regole specifiche. Fu Guillaume Postel a dare alle stampe il volume intitolato “Chiave delle cose occulte” (in lingua originale, “Clef des Choses cachées), grazie a cui venne sancita in via ufficiale la nascita della cartomanzia moderna secondo le caratteristiche che le vengono attribuite e che le riconosciamo ancora oggi. Lo stesso vale per i tarocchi, ancora adesso utilizzati anche se con alcune varianti.
I tarocchi per la cartomanzia
Per la cartomanzia, infatti, si usano 78 carte dei tarocchi, che sono distinte in due gruppi. Ci sono, infatti, i 22 Arcani maggiori e i 56 Arcani minori. Gli Arcani maggiori includono una vasta gamma di figure simboliche che hanno una relazione diretta con dei concetti universali, come per esempio la torre, l’impiccato, gli amanti, il carro, l’eremita, la papessa, il matto, la giustizia, la ruota della fortuna, e così via. Gli Arcani minori, invece, sono visivi in quattro semi, e cioè le spade, le coppe, i denari e i bastoni.
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