Insigne si racconta: il capitano del Napoli ha parlato in una lunga intervista rilasciata alla rivista 'Undici' ed oggi in edicola.
"La gente si è aspettata sempre tanto da me, ho sempre cercato di ricambiare - dice parlando del rapporto con i tifosi -. Ho avuto screzi in passato, capita e mi dispiace. Credo di aver sempre assicurato che il Napoli non venisse meno all'impegno in campo, come da capitano".
"Ho un carattere particolare - ha aggiunto -. So scherzare con tutti ma all'inizio tengo le distanze. Qualcuno pensa sia superbia, in realtà è solo un atteggiamento di difesa. A volte capita di non essere compreso al 100%, ma chi mi conosce davvero sa bene come sono fatto".
Insigne ha poi proseguito parlando degli allenatori incontrati in carriera e sul rapporto avuto con loro: "Zeman è stato il primo a credere in me, mentre Benitez mi ha completato. Sarri? Il suo calcio è gioia, mi sono divertito tantissimo in tre anni. L'unica delusione è stata non vincere lo Scudetto.
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Il rapporto con Ancelotti? Avevamo idee diverse su cose di campo, ma non è vero che non ci siamo presi. Devo tanto a Gattuso: mi ha rimotivato e mi ha fatto tornare sui miei passi dopo anni così così. Spalletti? Una personalità forte, che ci ha restituito consapevolezza della nostra forza".
L'esterno ha infine parlato della sua passione per il calcio: "Se dovessi comprare un biglietto sarebbe quello di una finale di Champions: non me ne perdo una. La finale perfetta? Forse contro il Liverpool. Una squadra che mi piace guardare sempre? Il Manchester City di Guardiola, un allenatore imperdibile dai tempi del Barcellona".
Vincenzo Scarpa
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