Tre colpi con una pistola a salve sono stati esplosi in aria da un tifoso per intimidire un arbitro poco dopo la fine di un partita under 17 giocata ad Avola, nel Siracusano, tra la Virtus Avola e la Rg.
Il giudice sportivo del comitato di Siracusa ha emesso una semplice multa da mille euro nei confronti della Virtus Avola. E’ un episodio gravissimo e che si commenta da sola ma che allo stesso tempo porta alla luce il fatto che la giustizia sportiva vada riformata.
Il giudice sportivo, che ha reso noto l’episodio, accaduto mercoledì, ha inflitto una semplice multa di 1000 euro alla società “per il reiterato contegno offensivo e minaccioso, da parte di propri sostenitori” e perché “i sostenitori, avvicinata l’autovettura dell’arbitro, assunto contegno offensivo nei confronti dello stesso. Uno dei facinorosi ha minacciato il direttore di gara con una pistola a salve, prima puntandogliela contro e poi esplodendo tre colpi in aria”.
Il direttore di gara è stato inseguito da alcuni sostenitori della squadra di casa, infuriati per il risultato della gara conclusasi per 2-2 con una rissa finale in campo. E così, uno di loro, mentre l’arbitro stava per recarsi in auto ed andare via, ha estratto l’arma, poi risultata essere a salve, e premuto il grilletto.
Sull’episodio stanno indagando anche i carabinieri che sono sulle tracce dei tifosi violenti. Una prima informativa su quanto accaduto è già stata inoltrata alla Procura di Siracusa.
L’AIA ammette: Errore il rigore al Napoli a Genova. In Serie A cresce la polemica contro il VAR
«Che bella una partita senza Var di mezzo…». La frase pronunciata da Gian Piero Gasperini fotografa un malumore sempre più diffuso in Serie A, dove la tecnologia introdotta per ridurre gli errori arbitrali è finita al centro di polemiche quasi quotidiane. Allenatori, dirigenti e tifosi contestano interpretazioni e interventi, mentre la frequenza ravvicinata delle partite amplifica ogni episodio controverso.
L’ultimo caso riguarda il rigore che ha deciso la sfida tra Genoa e Napoli. «Non era assolutamente fallo», ha ammesso Dino Tommasi, componente della Can, intervenendo a “Open Var”. «Cornet tocca il piede ma è una strisciata accidentale. Il fallo deve essere chiaro. Non c’è matrice di step on foot. È un errore valutativo che abbiamo fatto. È stato sbagliato anche richiamare Massa al monitor». Una doppia ammissione che riapre il dibattito non solo sulla decisione finale, ma anche sull’opportunità stessa della revisione al video.
Napoli, pari e veleni: finisce 2-2 contro il Verona (e l’arbitro)
Il Napoli frena nella corsa scudetto: al Maradona finisce 2-2 contro l’Hellas Verona nella 19esima giornata di Serie A. La partita comincia in salita per i campioni d’Italia, che subiscono il doppio vantaggio dei veneti con i gol di Martin Frese e Gift Orban, il secondo su rigore assegnato dopo revisione Var.
I padroni di casa provano subito a reagire: all’8’ Elmas colpisce il primo palo, mentre al 34’ Hojlund sfiora il gol di testa. Al 54’ McTominay riapre il match sugli sviluppi di un corner, galvanizzando il Napoli, che aumenta la pressione con Spinazzola, Marianucci e Lucca. Diverse occasioni sfiorate e due gol annullati – Hojlund per tocco di mano e McTominay per fuorigioco – rendono il finale incandescente. All’82’, Giovanni Di Lorenzo sigla il 2-2 con un destro vincente sul cross di Marianucci, regalando il pareggio agli azzurri.
Caivano, il pusher arrestato al Parco verde era il fidanzato della ragazza morta in un incidente
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
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