Concussione. È l'ipotesi di reato contestata a Carmine Valentino, ex sindaco di Sant'Agata dei Goti, segretario provinciale del PD, arrestato dalla Squadra mobile.


Sant’Agata dei Goti arrestato l’ex sindaco Carmine Valentino per concussione
Il segretario provinciale del PD è ai domiciliari.
L’inchiesta è relativa a fatti del 2017, quando era primo cittadino, centrata sull’affidamento del servizio rifiuti. Questa mattina l’esecuzione della ordinanza. Valentino è difeso dall’avvocato Marcello D’Auria.
La Squadra mobile di Benevento ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip di Benevento su richiesta della Procura sannita, nei confronti dell’ex sindaco di Sant’Agata dei Goti Carmine Valentino, attualmente consigliere comunale, gravemente indiziato di concussione, turbata libertà degli incanti e rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio.
Secondo gli investigatori, Valentino, all’epoca dei fatti sindaco di Sant’Agata de’ Goti, nell’ambito di una procedura finalizzata ad affidare in concessione le attività di supporto alla gestione e riscossione ordinaria delle entrate tributarie e la riscossione coattiva di imposte comunali, avrebbe tentato di costringere uno dei membri della commissione giudicatrice ad assegnare un punteggio maggiore, e comunque tale da garantire il punteggio complessivo più alto, all’offerta tecnica di una delle società partecipanti, società a cui il sindaco era indirettamente collegato.
In particolare, qualche giorno prima della prima seduta della commissione giudicatrice, Valentino avrebbe avvicinato il commissario consegnandogli tre fogli sui quali erano indicate le caratteristiche dell’impresa che avrebbe dovuto aggiudicarsi la procedura, intimando in maniera diretta e perentoria di assegnare alla suddetta società partecipante il punteggio più alto per l’offerta tecnica, segnalando che l’offerta economica era stata la meno vantaggiosa.
Il commissario, che rivestiva anche l’incarico di segretario comunale, si sarebbe però rifiutato, dimettendosi da membro della commissione giudicatrice e provocando così l’annullamento della procedura, adducendo formalmente vizi procedurali.
Il gip di Benevento, nel condividere parte delle contestazioni provvisorie, ha ritenuto che le esigenze cautelari di reiterazione dei reati sopra indicati fossero ancora attuali, considerato che l’indagato, successivamente ai fatti commessi tra il 2017 e il 2018, e nonostante l’impossibilità di ricandidarsi a sindaco, avrebbe concretamente diretto anche nel 2019 e 2020 l’organizzazione amministrativa dell’ente, tentando di orientare le scelte più importanti e di gestire possibili e futuri appalti pubblici di ingente importo.
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