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Portici. Non si fermano i sopralluoghi del Movimento 5 Stelle nelle strutture abbandonate di proprietà del comune di Portici.

Negli ultimi mesi, il gruppo consiliare ha largamente documentato lo stato di alcune proprietà comunali ridotte a ruderi nonostante i milioni di euro spesi nel corso degli anni, con il maldestro tentativo di recupero degli immobili. Una tra queste, la cui vicenda giudiziaria è lunga e complessa, è l’Ex Area Kerasav di Portici.

Nel lontano 1997 il Comune acquistò la struttura per 13 miliardi delle vecchie lire, ma successivamente una bufera giudiziaria ne annullò l’acquisto. La struttura in questione è rimasta al centro del lassismo politico e di fatto, in uno stato di abbandono e degrado, come documenta il Movimento 5 Stelle.

“Questa maggioranza, nel 2018, con la delibera n° 30 del 17/05/2018 ha votato per la rinuncia all’azione di recupero dei 13 miliardi spesi nel 1997, quindi ha confermato quell’acquisto nonostante nel 2006 la prefettura avesse comunicato di annullare la delibera che ne sanciva l’acquisto – spiega Alessandro Caramiello, capogruppo M5S -. Con la sentenza n°5346 del 23/05/2019 la struttura è ritornata nelle disponibilità del Comune. Quale sia l’idea di questa amministrazione oggi, non è dato sapere”.

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Di fatto il Comune di Portici è proprietario dell’Ex Area kerasav che al momento è un enorme rudere a cielo aperto per il quale non sembrerebbe esserci alcuna progettualità futura, né l’obiettivo di mettere la struttura a disposizione dei cittadini.

“Al momento non sappiamo quale sia l’intenzione del Comune – prosegue Caramiello – non riusciamo a comprendere quale azione sarà introdotta per l’ex Kerasav: forse dovrà essere messa all’asta? Forse ne vorranno fare un centro commerciale come sembrerebbe dalla modifica del documento di orientamento strategico? Quest’ultima opzione, se fosse vera, ci vede contrari perché distruggerebbe il commercio al centro città, oggi già agonizzante.

Invece si potrebbe puntare all’idea iniziale, al patto del Miglio D’oro, al consorzio con gli altri comuni, ai distretti turistici, adibire parte dell’area a parcheggio d’interscambio così da creare posti auto e finalmente parlare di Smart City e di un trasporto ecosostenibile”.


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