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‘Sei morta per senso civico’, la denuncia del figlio di Sonia Battaglia

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 “Te ne sei andata oggi alle 9, per un vaccino, per un senso civico”.

Lo scrive su Facebook, Mario Conte, il figlio di Sonia Battaglia, la 54enne di San Sebastiano al Vesuvio  morta oggi all’Ospedale del Mare di Napoli, dove era ricoverata da diversi giorni per un’emorragia cerebrale. Secondo i suoi familiari, le condizioni della donna erano peggiorate a seguito della somministrazione del vaccino Astrazeneca, alla quale si era sottoposta lo scorso 1° marzo.

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Battaglia lavorava come amministrativa in una scuola di San Giorgio a Cremano e aveva aderito alla campagna di vaccinazione anti Covid-19 per il personale scolastico, ricevendo una dose del lotto Abv 5811, la cui somministrazione è stata sospesa nei giorni scorsi. Il peggioramento delle sue condizioni, secondo quanto ricostruito dai familiari, è iniziato tre giorni dopo il vaccino, con febbre alta e vomito.

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Dopo il ricovero all’Ospedale del Mare, riferiva tre giorni fa il figlio, “i dottori ci hanno informato che nel giro di due ore ha avuto una trombosi massima, emorragia cerebrale e un’occlusione dell’aorta”, entrando in coma. Questa mattina, intorno alle 9, è iniziata la valutazione della morte cerebrale. Alle 15 è stata dichiarata la morte della paziente.

 

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Marina, nome di fantasia scelto per tutelarne la privacy, ha 40 anni e da tempo conviveva con un dolore cronico che limitava autonomia e mobilità. Nonostante la giovane età, aveva già affrontato senza risultati duraturi tutti i percorsi terapeutici convenzionali, dalla fisioterapia ai farmaci, passando per infiltrazioni e programmi di riabilitazione mirata. Di fronte alla persistenza dei sintomi e all’impossibilità di garantire un miglioramento stabile, l’équipe dell’Unità Operativa Complessa di Ortopedia, diretta da Nicola Orabona, ha scelto una strada diversa, in sinergia con la Radiologia Vascolare e Interventistica guidata da Gianpaolo Santini.

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