“Siamo pronti a dare il nostro contributo. Stiamo valutando in maniera seria quale sia la capacità esistente e i volumi che può generare il nostro stabilimento”.

La notizia è di quelle che potrebbero cambiare il destino del nostro paese e delle prossime generazioni. In una intervista pubblicata stamane da  La Repubbblica, , country president di in Italia e ad di Farma, spiega che il colosso farmaceutico  svizzero mette a disposizione del lo stabilimento di Torre Annunziata per produrre i anti-. “Lo stabilimento di Torre Annunziata potrebbe supportare gli sforzi per produrre in Italia. Entro i prossimi 4 anni abbiamo programmato di investire nel sito oltre 20 milioni di euro per aumentare la sua capacità produttiva. Nel caso fossimo scelti dal , gli investimenti saranno aumentati”, ha aggiunto.

“Produrre in Italia? Assolutamente sì, siamo il primo produttore europeo di farmaci e li esportiamo in tutto il mondo realizzando un giro di affari di 35 miliardi di euro. Abbiamo una ottima base di partenza per produrre anche in Italia. Si tratterebbe di un’operazione intelligente per preparare il nostro Paese all’eventualità in cui i dovranno essere utilizzati e distribuiti in modo autonomo ogni anno per un certo numero di anni a tutti i cittadini o a una parte di loro”.

“Se ci fossero le condizioni di uno sforzo comune e di una partnership pubblico-privato, dal 2022 l’Italia potrebbe trovarsi in una condizione favorevole. Con Pfizer l’accordo si è concretizzato perché esiste nello stabilimento una capacità di produzione di decine di milioni di dosi che saranno distribuite anche in Italia. L’inizio della produzione è previsto nel secondo trimestre 2021, la spedizione del prodotto finito per la distribuzione ai clienti dei sistemi sanitari di tutto il mondo avverrà nel terzo trimestre. Questo accordo non è il primo e non sarà l’ultimo per accelerare la produzione di vaccini in tutto il mondo”, si aggiunge.



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