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Elezioni all’Ordine dei Medici di Napoli: giusto rimandare, una decisione di grande responsabilità. Intanto, occhi puntati su specializzandi e speculazioni ai danni dei medici.

«Procedere con le elezioni nel momento peggiore della curva dei contagi sarebbe stato un errore. Anche se il Consiglio Direttivo aveva messo in atto tutte le norme di sicurezza possibili, è evidente che la scelta di non procedere alle elezioni in presenza è stata giusta. Non a caso di lì a poco la Campania sarebbe stata dichiarata zona rossa». Bruno Zuccarelli, Agostino Buonauro, Antonio De Falco, Raffaella De Franchis, Pierino Di Silverio, Giuseppe Galano, Clara Imperatore, Mario Iovane, Andrea Montella, Vincenzo Schiavo, Silvestro Scotti, Luigi Sodano, Luigi Sparano, Maria Triassi e Gennaro Volpe, componenti della lista Etica e candidati alle prossime elezioni dell’Ordine dei Medici di Napoli, fanno il punto su un tema che continua ad essere di grande attualità e che merita di essere approfondito. «Sorprende e rammarica come ci siano candidati di altre liste che evidentemente non conoscono i regolamenti e le leggi che governano l’Ordine per il quale vogliono candidarsi – dicono dalla lista Etica -, per poter convocare le elezioni in forma telematica bisogna attendere che la Federazione degli Ordini approvi il regolamento».

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Il Decreto Ristori Bis, in particolare, rimanda ai consigli nazionali delle Federazioni degli Ordini di licenziare il regolamento per le elezioni a distanza. «Regolamento che la FNOMCeO dovrebbe licenziare non prima del 18 dicembre. Si convocheranno le elezioni non appena sarà normativamente possibile – aggiungono dalla lista Etica -. Muoversi in presenza sarebbe stato da incoscienti e, in questo senso, il Consiglio Direttivo dell’Ordine ha preso una decisione sofferta, ma giusta». Grazie alla sospensione delle elezioni, poi ratificata anche delle direttive imposte dal ministero della Salute, si è proceduto intanto all’iscrizione dei giovani medici che altrimenti sarebbero rimasti esclusi dalle elezioni. «Rimandare, attendere – proseguono i componenti della liste Etica – non è stata una decisione banale. Basti vedere l’esempio di Roma, che con 40mila iscritti ha comunque voluto proseguire. Per Napoli e provincia, con le criticità che arrivano in quei giorni dagli ospedali del territorio, andare avanti sarebbe stato anche un insulto al lavoro dei colleghi portato avanti negli ospedali e sul territorio».

Intanto, importante è stato il lavoro portato avanti dal Consiglio Direttivo uscente su due temi di molto sentiti: l’attesa degli specializzandi, costretti ad una vita sospesa per ragioni burocratiche inammissibili e, altro tema, lo sciacallaggio posto in essere da alcuni studi legali decisi a speculare sul dolore e sulle perdite causati dal covid.



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