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Napoli e Provincia

Lavoratori in nero e violazioni alla normativa covid: denunciato

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lavoratori in nero


Tre lavoratori in nero e violazioni alla normativa . Carabinieri denunciano titolare opificio tessile a Poggiomarino.

Ancora la tutela del lavoro al centro dei controlli dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli nelle aree commerciali di città e provincia.
A Poggiomarino, i militari della locale stazione e quelli del gruppo tutela del lavoro hanno denunciato un 36enne di origini bengalesi, titolare di un opificio tessile di Via Iervolino, per violazioni alla normativa sul lavoro.

3 i lavoratori “in nero” identificati, tutti stranieri. 17 le prescrizioni penali e amministrative notificate per sanzioni pari a oltre 90mila euro. Nello stabilimento venivano utilizzati macchinari non a norma e non era garantita la sorveglianza sanitaria dei lavoratori, la loro formazione in materia di sicurezza, né tantomeno erano stati consegnati i dispositivi di protezione individuale. Accertata anche l’evasione contributiva per complessivi 130mila euro. L’attività è stata sospesa.

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Cronaca Giudiziaria

Bimbo morto al parco Verde di Caivano: processo per la madre e l’orco che uccise Fortuna

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Bimbo morto al parco Verde di Caivano: processo per la madre e l’orco che uccise Fortuna.

Il gup di Napoli, Luana Romano (21esima sezione) ha rinviato a giudizio, con l’accusa di omicidio volontario, Marianna Fabozzi, madre di Antonio Giglio, il bimbo di 4 anni precipitato dalla finestra di un’abitazione del Parco Verde di Caivano , il 28 aprile 2013. Insieme con la Fabozzi e’ stato rinviato a giudizio, per favoreggiamento, anche il suo ex compagno, Raimondo Caputo. Entrambi sono stati gia’ condannati in via definitiva per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo, morta 24 giugno 2014, dopo essere lanciata nel vuoto dallo stesso palazzo dove poco piu’ di un anno prima era caduto il piccolo Antonio Giglio.

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Caputo, detto “Tito'”, venne condannato all’ergastolo; a Fortuna Fabozzi invece vennero inflitti dieci anni di carcere. Gennaro Giglio, padre del bambino, difeso dagli avvocati Sergio e Angelo Pisani, ha piu’ volte accusato la ex (Marianna Fabozzi) della morte di suo figlio Antonio. Secondo quanto riferito dalla madre, Antonio sarebbe precipitato dopo essersi sporto troppo dalla finestra nel tentativo di guardare un elicottero dei Carabinieri in volo. A riferire agli investigatori che Antonio Giglio non mori’ accidentalmente fu una donna che si disse testimone della tragedia: si tratta della sorella di Raimondo Caputo la quale riferi’ di avere visto, riflesso in uno specchio, Fortuna Fabozzi compiere l’insano gesto.

Anche Raimondo Caputo ha accusato la sua ex compagna della morte del piccolo. Malgrado la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Napoli, il gip Pietro Carola, il 5 giugno 2019, decise per l’imputazione coatta di Marianna Fabozzi e di Raimondo Caputo, rispettivamente per omicidio volontario e favoreggiamento.

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