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Pompei, pasticciere perde tre dita della mano mentre lavora: aperta un’inchiesta.

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Pompei, pasticciere perde tre dita della mano mentre lavora: aperta un’inchiesta.

 

Ha perso tre dita mentre stava lavorando in un laboratorio di pasticceria.E’ accaduto a Pompei, all’interno del laboratorio-bar ‘Il Santuario’, in piazza Bartolo Longo.

Secondo quanto al momento ricostruito, il dipendente del laboratorio, che ha il ruolo di pasticciere, stava lavorando mentre utilizzava una gelateria industriale quando ha perso le dita.Il macchinario e’ stato sequestrato.

I carabinieri di Pompei sono sul posto ed e’ stata informata la Procura e l’Asl.

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5G a Pompei, La Mura(M5S): “Con i cittadini contro le antenne”

di Antonio Carlino 15 Ottobre 2020 - 14:48 14:48

“Sono vicina ai cittadini nella battaglia contro l’installazione delle antenne a Pompei.

Le antenne da installare, a quanto apprendo dai cittadini, sarebbero tre dislocate in altrettanti punti della città, uno dei quali corrisponde ad un’area altamente urbanizzata e un altro a via Crapolla, del terzo non conosco ancora i dettagli.I comitati cittadini si sono riuniti per raccogliere assieme le firme e per denunciare che, a quanto risulta da un controllo dei documenti depositati in Comune, non esiste il parere preventivo dell’Arpac e le distanze con le abitazioni non verrebbero rispettate.

Firmerò anche io la denuncia perché voglio essere al fianco dei cittadini e da pompeiana voglio chiarezza sul procedimento.So che il sindaco ha bloccato l’iter ed è giusto così.

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Pizzo e droga per il clan Cesarano: chiesti 150 anni di carcere

di Redazione 9 Ottobre 2020 - 08:18 08:18

Oltre 150 anni di carcere sono stati richiesti dal pm Giuseppe Cimmarotta, della Dda di Napoli per capi e gregari del clan Cesarano di Castellammare accusati di estorsione e traffico di droga ai danni di imprenditori e commercianti della zona e in particolare del mercato dei fiori.

  Per il boss Luigi Di Martino 'o profeta, recluso al 41-bis sono stati chiesti 30 anni di carcere nonostante il processo si stia svolgendo con il rito abbreviato.Pesanti le richieste anche per gli altri.

Ovvero  28 anni di carcere per Giovanni Cesarano,  detto Nicola, braccio destro di Di Martino, e 25 per Aniello Falanga, altro elemento apicale della cosca di Ponte Persica.Chiesti 12 anni di carcere anche per Felice Barra da Secondigliano, affiliato al clan Contini e ritenuto il fornitore di cocaina per conto dell’Alleanza, 10 anni per Francesco Mogavero, a sua volta elemento di spicco del clan Pecoraro-Renna di Eboli.

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