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‘Fame’, con Ludovica Nasti e Massimiliano Rossi: una Napoli al bivio tra delinquenza e onestà

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Napoli, crocevia di culture e colori. Sul Lungomare e nel Centro Storico una contaminazione di etnie tra ricchezza e povertà, il destino di un uomo di fronte ad una scelta: vivere onestamente o delinquere. È in concorso alla diciottesima edizione dell’Ischia Film Festival “Fame” di Giuseppe Alessio Nuzzo, prodotto da Paradise Pictures con Rai Cinema, in associazione con An.tra.cine di Eduardo Angeloni.

 

“Quando ho scritto quest’opera ero spinto dalla necessità di raccontare una tragedia silenziosa, quella della povertà, un tema purtroppo estremamente attuale. Lo presentiamo in anteprima alla kermesse cinematografica dedicata alle location in un momento storico dove le difficoltà e le divisioni sociali sono diventate marcate e insostenibili dopo l’avvento della pandemia da Covid-19 e gli scontri per le uguaglianze negli Usa”. Così Nuzzo che torna dietro la macchina da presa dopo il pluripremiato “Lettere a mia figlia” con Leo Gullotta, menzione speciale ai Nastri d’Argento e primo premio al Giffoni, “La scelta” presentato al concorso Giovani Autori Italiani durante la 72a Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e il lungometraggio “Le Verità” con Francesco Montanari ora disponibile in streaming anche su Amazon Prime Video.

Guarda anche: www.ischiafilmfestival.it

Il film, con il sostegno economico della Direzione Generale Cinema del Ministero dei Beni e le attività Culturali e il turismo e la collaborazione della Film Commission Regione Campania, si basa sul concetto di possibilità. “Quante possibilità abbiamo nella nostra vita? E se avessi intrapreso l’altra strada, cosa sarebbe accaduto? Queste due domande le abbiamo poste a noi stessi almeno una volta nella vita. E il mio obiettivo è che lo spettatore si interroghi ancora una volta, cercando dentro di sé una risposta sincera”.

Grande protagonista la città di Napoli. “Città meravigliosa, multietnica, accogliente, superba, misteriosa ed imponente con il lungomare, il Castel dell’Ovo, i vicoli del centro antico, i caratteristici “bassi”. Un dipinto, un omaggio ad una città che racchiude storie dimenticate ma indimenticabili” conclude Nuzzo.

Completamente senza dialoghi “Fame” conduce lo spettatore alla ricerca della verità della storia, aiutandolo a comporre il puzzle della narrazione e a comprenderne le dinamiche che muovono il destino partendo dalle nostre scelte. Un film breve ma complesso nella sua struttura atemporale per il susseguirsi di momenti e scene in maniera non lineare con un continuo di flashback e flashforward. Fa da sottofondo la colonna sonora originale registrata dalla Budapest Scoring Symphonic Orchestra e mixata presso gli Abbey Road Studios di Londra.

Protagonisti Massimiliano Rossi (“Il Vizio della Speranza” di Edoardo de Angelis), Ludovica Nasti (“L’Amica Geniale” di Saverio Costanzo), Bianca Nappi (“Sirene” di Davide Marengo), Ester Gatta (“Così Parlò Bellavista – a teatro”) e la partecipazione di Gigi Savoia (“Loro” di Paolo Sorrentino, “Rosa Pietra e Stella” di Marcello Sannino).

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La voglia di tornare protagonista, però, non può prescindere dalla prudenza. McTominay è consapevole che forzare i tempi sarebbe un rischio inutile e chiarisce che la priorità resta rientrare solo quando le condizioni saranno davvero sicure. Un equilibrio sottile tra fame agonistica e responsabilità, in una stagione già segnata da diversi problemi fisici.

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