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Sabato sera di risse e violenze. A Pozzuoli e a Frattamaggiore la movida lascia il posto a calci e pugni

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Sabato sera di risse e violenze. A Pozzuoli e a Frattamaggiore la movida lascia il posto a calci e pugni. Borrelli e Simioli: “E’ urgente reprimere il fenomeno con presidi fissi di polizia nei luoghi della movida più frequentati. Per chi esce la sera con l’intento di dare luogo a risse occorre un programma rieducativo.”

Ancora una volta la movida si è trasformata in violenza e risse. Lo scorso sabato sera, 6 giugno, infatti, due episodi hanno caratterizzato l’aggregazione giovanile nel territorio campano: una rissa a Pozzuoli, nella zona conosciuta come “Le Palazzine”, in un video inviato da un cittadino al Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, si vede un individuo arrampicarsi sul cofano di un‘auto in sosta per scaraventarsi su una persona ed aggredirla brutalmente; l’altro episodio è avvenuto a Frattamaggiore, all’esterno del Municipio, in Piazza Umberto, dove un gruppo di ragazzine ha dato vita ad una scena  animalesca con calci, pugni e tirate di capelli.

“Cosa sta accadendo ai nostri giovani? Perché’ mai per una parte dei ragazzi la movida e l’aggregazione sono sinonimi di delirio e violenza? E’ un fenomeno che va represso, per questo noi chiediamo che le aree della movida più frequentate siano presidiate dalle forze dell‘ordine, è un modo per tenere sotto controllo la violenza ed il disordine ma anche per tutelare la sicurezza di quei ragazzi che vogliono divertirsi nel pieno rispetto delle regole e delle leggi. E’ chiaro che c’è una parte dei giovani che la sera esce di casa soltanto per provocare e dare vite a risse, violenze ed atti vandalici, quella parte va rieducata, serve un programma intensivo di rieducazione sociale e civica da parte dell’assistenza sociale, bisogna sopperire alle mancanze educative dei genitori dei questi giovani. C’è ancora un’altra parte ancora che invece ha si ricevuto un’educazione ma che è rivolta all’illegalità, alla violenza e alla sopraffazione, parliamo dei figli dei criminali e dei camorristi, in questo caso riteniamo necessari interventi ancora più drastici.”- hanno dichiarato il Consigliere Borrelli ed il conduttore radiofonico de “La Radiazza” Gianni Simioli.

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Bacoli, uccise il compagno della madre: resta in carcere il 30enne

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Bacoli, uccise il compagno della madre: resta in carcere il 30enne.

Oggi infatti il gip presso il Tribunale di Napoli ha applicato la misura cautelare in carcere a seguito di convalida del decreto di fermo di indiziato di delitto emesso nei confronti di  Danilo Illiano, 30enne di Bacoli, ritenuto responsabile dell’omicidio di Luciano Caronte, 60enne, compagno della propria madre.


Il giovane, indagato in ordine ai fatti avvenuti nel pomeriggio dello scorso lunedì 11 gennaio, allorquando, all’interno dell’abitazione di Bacoli, per ragioni riconducibili ad una situazione di conflittualità dovuta al legame con la madre di cui era geloso, non tollerando la relazione tra i due, avrebbe colpito al petto Luciano Caronte con un coltello da cucina, cagionandone la morte.

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Le immediate investigazioni condotte dai carabinieri della Compagnia di Pozzuoli, dirette dalla Dott.ssa Barbara Aprea, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli appartenente alla IV sezione fasce deboli coordinata dal Procuratore Aggiunto Dott. Raffaello Falcone, hanno consentito di raccogliere plurimi, circostanziati e concordanti indizi di reità in capo al fermato, il quale in sede di interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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