Solidarietà sul territorio

McDonald’s e Banco Alimentare insieme per Napoli: donati oltre 1300 pasti caldi a settimana

La sesta edizione dell'iniziativa solidale coinvolge diciassette ristoranti della provincia per sostenere parrocchie e associazioni caritatevoli impegnate nel contrasto alla povertà
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Il gigante della ristorazione veloce e il mondo del volontariato stringono un patto d’acciaio per rispondere all’emergenza sociale che morde la provincia di Napoli. Ha preso il via la sesta edizione di «Sempre aperti a donare», il progetto solidale nato durante i mesi bui della pandemia che oggi vede schierati in prima linea McDonald’s, Casa Ronald McDonald Italia ETS e il Banco Alimentare della Campania. L’obiettivo è chiaro e ambizioso: garantire 1.375 pasti caldi ogni settimana a chi vive in condizioni di estrema fragilità, trasformando i punti vendita in veri e propri centri di supporto logistico per le comunità locali.

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L’operazione coinvolge capillarmente il territorio partenopeo attraverso una rete di diciassette ristoranti che va dalla Tangenziale di Napoli fino a Torre Annunziata, passando per i centri di Giugliano, Melito, Nola e Pompei. In queste cucine, le brigate di lavoro si occupano quotidianamente della preparazione dei pasti, che vengono poi ritirati e distribuiti da una vasta rete di enti convenzionati. Tra i beneficiari figurano realtà storiche del terzo settore e della Chiesa locale, come la Parrocchia dei Santi Alfonso M. De Liguori e Gerardo a Napoli, l’Associazione «Il Rifugio», la Fondazione Ualsi di Sant’Anastasia e le Caritas diocesane di Nola e Cardito, oltre a numerose altre associazioni che operano nelle periferie più complesse.

Dal 2020 a oggi, l’iniziativa ha superato il milione di pasti donati in tutta Italia, consolidandosi come una risposta strutturale e non più solo emergenziale alla crisi economica. Il progetto si inserisce nel più ampio contenitore «I’m Lovin It Italy», con cui l’azienda punta a restituire valore al tessuto sociale in cui opera. In una provincia dove la povertà alimentare resta una ferita aperta, il gesto di offrire un pranzo o una cena diventa un simbolo di vicinanza e una boccata d’ossigeno per migliaia di persone che, altrimenti, resterebbero escluse dai circuiti del benessere.

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Commenti (1)

Itè una iniziativa utile ma nonè chiara in tutt i punti, sembra bene ma i numeri non quadrano, 1375 pasti a settiman non si sa come vengano contat, i ristoranti lavoranoinsieme ma la rete dei volontari non sempre funziona,servizzi e logistica andrebber chiariti.

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