Fase 2, lettera a Conte per salvare il settore wedding: ‘Aiutateci prima che sia troppo tardi’

L’imprenditore campano Auletta scrive alle istituzioni: “Abbiamo bisogno del vostro sostegno”

“Tutto il comparto wedding, vista la totale assenza di aiuti da parte dello Stato per la ripartenza, vive una vera e propria strage economica senza precedenti. Tante attività si solo illuse e hanno creduto ai falsi decreti di un Governo irresponsabile. Fino ad oggi, tanti dipendenti e piccole realtà, non hanno ricevuto né i 6oo miseri euro e nemmeno la cassa integrazione. Ciò malgrado, si sono ritrovati con delle certezze da pagare: affitti, bollette di luce e telefono, spese per la sorveglianza, le sanificazioni, la formazione del personale, guasti tecnici ai negozi, merce da pagare, e protocolli da applicare. E tutto senza nessun cliente da servire!”.

Inizia così una lunga lettera di 7 pagine che l’imprenditore campano Luigi Auletta, presidente di Impero Couture, ha inviato al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ad aprile Auletta fu protagonista di un gesto definito eroico: non incassò i titoli di pagamento dei suoi 300 clienti per somme intorno ai 3 milioni di euro salvandoli dal fallimento. Ora chiede un intervento delle istituzioni facendosi portavoce di tutto il settore.

“Non c’è ad oggi nessun progetto da parte del Governo per salvaguardare un comparto come il nostro. Non c’è stata una parola da parte di un premier che, con molta classe, ha detto a tutti noi di sbrigarcela da soli! Oggi la nostra filiera è in cattivissime acque e, se non ci saranno iniziative ed aiuti, molti di noi dovranno fallire, per forze di causa maggiore. Questa è una vera dittattura che ci obbliga a distruggere i nostri sogni, gli stessi che abbiamo realizzato con il nostro duro lavoro”.

“Lei, presidente Conte, capisce cosa stiamo provando a vedere i nostri dipendenti senza soldi e senza lavoro? Sono nuclei familiari e hanno figli e spese da sostenere. Si è reso conto di quanto sia grave la situazione per loro? Anche per noi aziende, ci sono merci, assegni non bancabili e negozi sull’orlo del fallimento. Mi chiedo, chi dopo di noi potrò pagare le tasse? Ci potrà dare lavoro a tutte queste famiglie?”.

“Ormai siamo tutti proiettati nel 2021, consapevoli che la nostra stagione è conclusa e in grande perdita, senza la speranza di recuperare almeno le spese di gestione. Anche se lei non dispone di soldi da darci, ci lasci almeno lavorare. Questo le chiediamo. Mi rendo disponibile a dare una mano al Governo con la mia esperienza, per offrire il mio contributo a creare una prospettiva di vita futura a tante attività, invece di vederle inevitabilmente morire”.

“Invito lei e tutti gli organi del Governo a sostenere il mondo del weeding, prima che sia troppo tardi. Nel caso in cui il mio appello non dovesse ricevere risposta, sarò costretto mio malgrado ad invitare tutto il settore a unirsi in piazza per manifestare e rivendicare così i propri diritti”.

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Redazione Cronaca

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