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Italia

‘Condizioni inaccettabili’ nel carcere di Pescara: la protesta della Cgil

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Ieri, una delegazione sindacale della Funzione Pubblica CGIL ha effettuato una visita sui luoghi di lavoro del carcere di Pescara.
A darne notizia sono Paola PUGLIELLI, Enrico SODANO e Giuseppe MEROLA- rispettivi Segretaria Generale Regionale Abruzzo Molise, Segretario FP CGIL Pescara e FP CGIL Polizia Penitenziaria – che evidenziano un notevole “stato di abbandono” dell’Istituto pescarese.

“Sovraffollamento della popolazione detenuta, cospicua carenza di poliziotti penitenziari e precarietà strutturali sono i principali punti che da tempo si denunciano all’Amministrazione Penitenziaria e, nella visita di oggi, abbiamo potuto verificare e constatare con spiacevole rammarico”, continuano i sindacalisti.

“Appare evidente che la situazione necessita di urgenti interventi, anche in considerazione delle ultime vicissitudini che hanno interessato la Casa Circondariale (aggressioni, gesti di autolesionismo, incendio, rissa, etc…)
Siamo esausti di assistere a questa situazione – chiosano – e rimanere spettatori di un continuo e assurdo disagio che vivono i poliziotti penitenziari. Abbiamo coinvolto la politica e le Istituzioni, auspicando in qualche azione concreta a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, anche per assicurare dignità alla popolazione detenuta. Siamo pronti a scendere a piazza, manifestando il nostro dissenso, se non dovessimo sortire quanto rivendicato. Ora basta, lanciamo un serio e forte grido di allarme!

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Caserta e Provincia

Camorra, sequestro beni per 36 milioni di euro a imprenditore edile

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I Finanzieri dei Nuclei di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bologna e Napoli hanno eseguito, tra la Campania e il Lazio (nelle province di Napoli, Caserta e Latina).

 

Il provvedimento di confisca di prevenzione di un ingente patrimonio del valore di oltre 36 milioni di euro riconducibile a Morlando Antimo (classe ’61), imprenditore nel settore edile e personaggio di spicco di organizzazioni criminali attive sul territorio.

 

Il provvedimento ablativo è stato emesso dal Tribunale di Napoli (Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione) su proposta della locale Direzione Distrettuale Antimafia e ha riguardato beni mobili, immobili, società e rapporti finanziari riconducibili al Morlando, ai suoi familiari e a “prestanome”.

Già nel mese di luglio del 2017 l’imprenditore era stato tratto in arresto dai citati Reparti nell’ambito dell’operazione “Omphalos”, in quanto ritenuto responsabile dei reati di usura, esercizio abusivo di attività finanziaria, intestazione fittizia di quote societarie, intestazione fittizia di beni e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, aggravati dal cosiddetto “metodo mafioso”, per aver agevolato i clan camorristici “Morelli” prima e “Aversano” poi, attivi nei comuni di Grumo Nevano, Casandrino e Sant’Antimo.

Il Morlando, già tratto in arresto, in passato, per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, era considerato il fulcro della pianificazione delle attività estorsive sul territorio, materialmente eseguite da altri affiliati, come emerso dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

Nel tempo si era poi dedicato ai prestiti usurai, riuscendo a penetrare in realtà societarie già affermate e a prenderne il controllo in maniera occulta e surrettizia. Ha inoltre investito nel settore immobiliare ed è stato artefice di una serie di truffe nel settore assicurativo, pur mantenendo la piena partecipazione alle diverse vicende criminali di carattere associativo perpetrate dai sodalizi camorristici di cui comunque faceva parte.

L’odierno provvedimento di confisca costituisce l’epilogo di complesse indagini di polizia economico-finanziaria condotte in stretta collaborazione dalle Fiamme Gialle felsinee e quelle campane, che hanno permesso di ricostruire l’intero compendio patrimoniale illecitamente accumulato dall’imprenditore e di assicurare nelle casse dello Stato un ingentissimo patrimonio definitivamente sottratto alla disponibilità della malavita.

 

L’attività di servizio conferma, ancora una volta, come uno dei prioritari obiettivi del Corpo sia quello di aggredire, con le misure di prevenzione, i patrimoni illecitamente accumulati dalla c.d. “criminalità da profitto”, ovvero da quanti vivono di traffici delittuosi o traggono il proprio reddito dai proventi dell’attività criminale.

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Attualità

Scossa di terremoto di magnitudo 3.4 a Messina

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terremoto messina

Terremoto stamane, alle 7.53, nella provincia di Messina. La stima della magnitudo, rende noto l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, e’ compresa tra 2.9 e 3.4.

 

Queste le scosse registrate dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia in provincia di Messina. Epicentro a un chilometro da Terme Vigliatore: la maggiore di magnitudo 3.4, alle 7.53, a una profondita’ 10 chilometri. Due minuti dopo scossa 2.9, a una profondita’ di 9 chilometri. Al momento i vigili del fuoco non hanno ricevuto segnalazioni di danni

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