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Salerno e Provincia

Scafati, oggi la cerimonia per la restituzione delle tele rubate 25 anni fa dal santuario della Madonna di Bagni

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Scafati.Erano stati portati via dal santuario della Madonna di Bagni. Dopo oltre venticinque anni i due dipinti olio su tela risalenti al Settecento, ritorneranno nella chiesa della frazione Bagni, che segna lo spartiacque tra il territorio di Scafati e quello di Angri.
La cerimonia di consegna avverrà oggi alle 18 e 30, durante la celebrazione della santa messa, che per l’occasione sarà officiata dal vescovo della diocesi di Nocera Inferiore-Sarno monsignor Giuseppe Giudice. I due dipinti sono stati rinvenuti in un negozio di antiquariato di Crotone al termine di una brillante attività info-investigativa condotta dai carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, coordinati dal capitano Bartolo Taglietti che (strano caso del destino) è di Scafati. Sarà proprio il 42enne ufficiale dell’Arma, ex comandante del nucleo operativo e radiomobile di Salerno, a consegnare le due opere nelle mani del ministro dei frati minori francescani della provincia salernitano-lucana, padre Giuseppe Iandiorio, alla presenza del sindaco di Scafati Cristoforo Salvati, della soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, Francesca Casule e del tenente Gennaro Vitolo, comandante della tenenza di via Oberdan.

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Avellino e Provincia

Tumore avanzato al seno: mamma coraggio decide di partorire

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Il 17 settembre, alla trentasettesima settimana, alle ore 0,5, alla Clinica Malzoni di Avellino, dopo solo qualche ora di travaglio, è nata una splendida bimba che pesa 2,800 chilogrammi e che non ha avuto bisogno della incubatrice

Il miracolo della vita irrompe ad Avellino, alla clinica Malzoni di Avellino. Una mamma salernitana, nonostante un tumore in stato avanzato al seno, ha portato avanti la propria gravidenza, assistita dal dottore Raffaele Petta. Si tratta del secondo bambino, che allieterà le giornate di una 31enne salernitana, E.O. le sue iniziali, già costretta a sottoporsi ad un delicato intervento laparoscopico per endometriosi, nel 2017, eseguito dal medico salernitano.

La gioia per la notizia della “seconda cicogna in arrivo” era stata, però, cancellata dalla preoccupazione per la presenza di un nodulo al seno. La paziente si era sottoposta alla consulenza del dottore Giuseppe Santoro che dopo approfonditi effettuava la diagnosi: tumore al seno, con un diametro di 5 centimetri, altamente maligno. Fu ventilata l’ipotesi di interrompere la gravidanza per eseguire subito un intervento chirurgico ma la mamma coraggio non esitò a voler continuare la gravidanza pur di salvare la propria creatura. Fu sottoposta a due cicli di chemioterapia in gravidanza, eseguiti dalla dottoressa Clementina Savastano. Alla paziente, in una consulenza ginecologica fu prescritto da altro medico interrompere la chemioterapia per essere sottoposta a 34 settimane ad un taglio cesareo. Si trattava però di partio prematuro. Il dottore Petta decise di consultarsi con il professore Carmine Malzoni e propose la prosecuzione della gravidanza con l’espletamento del parto per via naturale a 37 settimane.

Il 17 settembre, alla trentasettesima settimana, alle ore 0,05, alla Clinica Malzoni di Avellino, dopo solo qualche ora di travaglio, è nata una splendida bimba che pesa 2,800 chilogrammi e che non ha avuto bisogno della incubatrice. “La paziente è stata sottoposta a due cicli di chemioterapia durante la gravidanza che hanno consentito di fermare la progressione del tumore. Non essendo stata operata di taglio cesareo ha avuto una ripresa immediata che le consente di affrontare in tempi rapidissimi l’intervento chirurgico di asportazione del tumore al seno”, afferma il dottore Raffaele Petta, ginecologo della Clinica Malzoni di Avellino.

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Salerno e Provincia

Emergenza Covid a Salerno: la Questura non autorizza i fuochi per San Matteo

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Per la ricorrenza di San Matteo, Santo Patrono della città di Salerno, che verrà celebrato lunedì 21 settembre, i fuochi pirotecnici non sono stati autorizzati.

La Questura infatti non ha accolto le istanze di autorizzazione ad accendere i fuochi alle ore 12 ed alle ore 23 del 21 settembre, in occasione della ricorrenza.

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