La Francia ripiomba nell’incubo terrorismo, anche se per il momento la prudenza è massima e l’autorità sembrano escludere il movente jihadista. Un attacco sferrato da un uomo armato di coltello contro agenti della polizia francese nella prefettura sull’Ile-de-la Cité, nel cuore di Parigi, ha provocato complessivamente cinque morti. L’aggressore, è emerso, è un convertito all’islam e anche la moglie secondo testimonianze dei vicini di casa sarebbe di fede musulmana. L’episodio arriva proprio all’indomani di uno sciopero della polizia per la preoccupante escalation di aggressioni contro gli agenti. Testimoni hanno parlato di scene di autentico panico, con gente in fuga in lacrime; l’accesso all’area interessata è stato totalmente bloccato dalle forze dell’ordine. Secondo quanto riporta Le Figaro, l’aggressore, anche lui con ogni probabilità agente amministrativo della prefettura, è stato ucciso dal fuoco dei poliziotti; diversi poliziotti sono rimasti feriti. I morti sarebbero almeno cinque, compresi una donna e l’assalitore. L’aggressore si era convertito all’islam da un anno e mezzo e che anche sua moglie, arrestata, sarebbe musulmana. Gli inquirenti in un primo momento sono sembrati escludere il movente terroristico e orientati a “privilegiare la pista di un conflitto interno”, come riferiscono fonti citate dall’emittente Bfm-tv. Secondo fonti citate da LeFigaro, si potrebbe trattare di “una vicenda sentimentale”. Altre parlano di una controversia sul posto di lavoro. Per il segretario generale del sindacato di sicurezza interna francese, Jean-Marc Bailleul, citato da Bfm-tv, l’accoltellatore può essere stato colto “da un raptus di follia”. Il ministro degli Interni, Christophe Castaner, ha tuttavia dichiarato che non aveva mai evidenziato “il minimo segnale” di squilibrio. Castaner ha deciso di rinviare una missione programmata in Turchia e Grecia a causa dell’accaduto.

Renato Pagano
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