

La Cassazione ha confermato la sentenza di non luogo a procedere per l’ex leader della Lega, Umberto Bossi, e per suo figlio Renzo nell’ambito del filone milanese del procedimento sui fondi del Carroccio. Per l’ex segretario della Lega e suo figlio non ci sara’ dunque alcun nuovo processo, dopo che la Suprema Corte ha respinto il ricorso della Procura di Milano, che chiedeva di estendere anche ai due Bossi la querela presentata dal leader della Lega Matteo Salvini nei confronti del solo ex tesoriere Belsito, accusato di appropriazione indebita in merito alla vicenda della truffa elettorale. I giudici della terza sezione penale della Cassazione, infatti, hanno ritenuto “inammissibile” il ricorso presentato dalla Procura generale di Milano che aveva contestato l’assoluzione per Umberto Bossi e il figlio Renzo, nei confronti dei quali il segretario del Carroccio Matteo Salvini aveva deciso di non sporgere querela. Per l’ex segretario della Lega e suo figlio non ci sarà dunque alcun nuovo processo per aver fatto fronte a spese personali con i soldi dei rimborsi elettorali del Carroccio. In primo grado invece Bossi era stato condannato a 2 anni e 3 mesi e il Trota a un anno e 6 mesi. Due anni e 6 mesi, invece, la pena inflitta in primo grado all’ex Tesoriere del Carroccio, Francesco Belsito. Da quanto era emerso dalle indagini della procura di Milano, poi confluite nel processo conosciuto come ‘The Family’, tra il 2009 e il 2011 l’ex tesoriere della Lega si sarebbe appropriato di circa mezzo milione di euro, mentre l’ex leader del Carroccio avrebbe speso con i fondi del partito oltre 208mila euro. A Renzo sono stati addebitati, invece, più di 145mila euro, tra cui migliaia di euro in multe, 3000 euro di assicurazione auto, 48mila euro per comprare un’Audi A6 e 77mila euro per la “laurea albanese” conseguita all’università Kristal di Tirana.
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