

Nell’immagine, un riferimento ai fatti narrati.
Una bottiglietta d’acqua limpida versata nei canali del fiume Sarno per denunciare l’inquinamento. È la singolare protesta diventata nelle ultime settimane una sfida sui social e un messaggio lanciato dai cittadini che vivono lungo uno dei corsi d’acqua più tormentati della Campania.
L’iniziativa è partita da Fosso Imperatore, nell’area al confine tra Pagani e San Valentino Torio, in provincia di Salerno, e si è poi estesa fino alla foce grazie alla mobilitazione della Rete difesa del Sarno di Castellammare di Stabia.
A spingere i residenti alla protesta sono anche le immagini di un liquido azzurro documentato nelle ultime settimane all’interno dei canali. Che si tratti effettivamente di acqua limpida o di una sostanza legata a scarichi e sversamenti dovrà essere stabilito dagli accertamenti richiesti dagli stessi cittadini.
«Viviamo un dramma. Da luglio a fine settembre siamo costretti a vivere chiusi in casa, questa non è vita», racconta Daniela, residente sulle sponde di uno degli affluenti del Sarno. Una situazione che, secondo gli abitanti, pesa soprattutto sulle persone più fragili, tra anziani e malati oncologici.
Orsola ricorda invece quando il Fosso Imperatore era molto diverso. «Adesso è un disastro. I miei nipoti non possono nemmeno più giocare all’aperto. Siamo costretti a mettere le mascherine come ai tempi del Covid», racconta, ricordando gli anni in cui da bambina andava a fare il bagno nel canale.
Sul fronte istituzionale, la Regione Campania ha stanziato oltre 400 milioni di euro destinati alla sicurezza e al risanamento dell’area. Il problema più difficile da affrontare resta però quello degli sversamenti illegali, difficili da individuare e contrastare lungo un territorio vasto e caratterizzato da una fitta rete di canali.
Secondo il procuratore di Nocera Inferiore, Luigi Cannavale, controllare ogni possibile scarico abusivo rappresenta una vera e propria impresa, rendendo necessari controlli costanti e un’attività di monitoraggio capillare.
Qualche risultato, intanto, è stato ottenuto. A sottolinearlo è Michele Strianese, sindaco di San Valentino Torio e recentemente eletto presidente del Parco Regionale Fiume Sarno.
«Grazie agli interventi per la realizzazione della rete fognaria, il fiume si è in parte disinquinato. Ovviamente c’è ancora un enorme lavoro da realizzare. Abbiamo chiesto più controlli e nello stesso tempo abbiamo chiesto altri finanziamenti», ha spiegato Strianese.
La protesta delle bottigliette punta così a riaccendere l’attenzione sulla situazione del Sarno, trasformando un gesto simbolico in una richiesta precisa: più verifiche, contrasto agli scarichi illegali e nuovi interventi per restituire ai cittadini un ambiente nel quale poter vivere senza paura.
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