Facebook le blocca profilo, nipote del Duce scrive a social

FOTO D'ARCHIVIO DEL 1948- BENITO MUSSOLINI (n.0079) ANSA FOTO/cs

Una messaggio Pec – ossia di Posta Elettronica Certificata – diretto alla sezione italiana di Facebook per chiedere che il ‘vecchio profilo’ sul popolare social network di Edda Negri Mussolini, nipote di Benito Mussolini ed ex sindaco di Gemmano, nel Riminese, venga riattivato dopo essere stato disabilitato, nei giorni scorsi alla luce di un post, dello scorso 29 luglio in cui era stato scritto “29 luglio buon compleanno nonno”. A segnalare la vicenda e’ la stessa Negri Mussolini che ha incaricato un legale di seguirla nella sfida al colosso del Web. “Il 29 luglio – spiega raggiunta al telefono dall’ANSA – ho scritto sul mio profilo Facebook ‘buon compleanno nonno’. Non ho scritto altro, non ho inneggiato al fascismo. Il post e’ stato bloccato per 24 ore, poi il profilo e’ stato disabilitato. Su quel profilo avevo piu’ di 7.000 persone che mi seguivano, diverse persone mi hanno espresso solidarieta’ e sono state bloccate. Quindi – argomenta – questa non e’ una battaglia solo mia. Non e’ stata data nessuna motivazione alla cancellazione, non so perche’ il profilo sia stato chiuso. Per aver fatto gli auguri a mio nonno? Vorrei sapere almeno la motivazione”. Per questo, aggiunge Negri Mussolini, che nel frattempo ha aperto “una nuova pagina” raggiungibile online, “ho chiesto all’avvocato Francesco Minutillo di seguirmi. Ha scritto una Pec che e’ stata ricevuta da Facebook”, con la quale viene richiesto di riattivare la ‘vecchia’ pagina. “Non e’ stata data nessuna motivazione alla cancellazione – chiosa Negri Mussolini – vediamo ora cosa accadra’, hanno 15 giorni di tempo. Non e’ solo una mia battaglia ma e’ una battaglia per tutti noi”. E sulla vicenda si e’ espresso sulla sua pagina sul social network anche il legale. “Ringrazio Edda Negri Mussolini per la fiducia – dice – Il suo coraggio e determinazione nel volersi opporre alla censura arbitraria ed illegittima di Facebook saranno fondamentali per questa battaglia di liberta’ e legalita’ che riguarda tantissime persone vittime in questi anni di veri e propri soprusi politici da parte del colosso americano”.

Renato Pagano
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