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Cronaca

Stangata per i narcos napoletani: sequestrati 500 chilogrammi di cocaina

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Scoperto un traffico internazionale di cocaina nel porto di Genova: i funzionari del Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane di Genova e gli uomini del II Gruppo della Guardia di Finanza di Genova, hanno sequestrato 19 borsoni con 493 panetti di cocaina purissima, proveniente dal porto di Cartagena in Colombia, per un peso complessivo di circa 538 chili. La droga era nascosta in un container diretto a . La scoperta è avvenuta lo scorso primo maggio, ma la notizia è stata diffusa solo oggi. L’operazione e’ frutto dell’attivita’ di monitoraggio dei flussi commerciali marittimi che interessano l’hub portuale di Genova, scenario, negli ultimi tempi, di ingenti sequestri, non ultimo quello dello scorso gennaio, operato dai finanzieri genovesi del Nucleo PEF e del II Gruppo, di 2 tonnellate e 103 chili di cocaina: il più grande sequestro di cocaina mai effettuato in Italia. Le attività, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo della Procura della Repubblica del capoluogo ligure, hanno ricevuto il supporto internazionale delle autorità francesi. Lo stupefacente, qualora immesso sul mercato, avrebbe fruttato alle organizzazioni criminali oltre 200 milioni di euro

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Cronaca Giudiziaria

Nascosto nella cella frigo: arrestato nel Casertano ras del clan Di Lauro

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clan di lauro

Nascosto in una cella frigo, arrestato il ras dei Di Lauro, Giovanni Cortese.

E’ Giovanni Cortese ‘o cavallar, il ras di Secondigliano arrestato questo pomeriggio a San Marcellino, in provincia di Caserta. L’arresto è stato effettuato dai carabinieri. L’uomo, ras di lungo corso del clan Di Lauro, sarebbe finito in manette per aver violato un obbligo di dimora. Si trovava infatti presso il locale Tenuta del Barone: all’arrivo dei carabinieri si è nascosto all’interno di una cella frigo della cucina del ristorante venendo poi scoperto.

Tre fratelli ma tre destini completamente diversi. E’ la storia dei fratelli Cortese, per più di vent’anni a capo di un gruppo criminale nel rione Berlingieri. Il più conosciuto è Giovanni ‘o cavallar, persona di fiducia di Paolo Di Lauro (nonchè ambasciatore del clan, era lui che durante la faida recapitava i messaggi del boss) nonchè specialista nei ‘cavalli di ritorno’; Ciro, passato con la Vanella Grassi e ucciso per contrasti interni; Luca, diventato collaboratore di giustizia.

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https://www.campaniacrimenews.com/2017/06/camorra-il-pentito-mio-fratello-ciro-ucciso-dalla-vinella-grassi/

 

Di Giovanni Cortese hanno parlato negli anni diversi collaboratori di giustizia, ma il profilo più completo sembra quello tracciato dal pentito Vincenzo Lombardi.

“Giovanni Cortese ’o cavallaro aveva il ruolo di controllo del rione Berlingieri, in particolare il controllo dei cosiddetti “cavalli diritorno”, acquistando direttamente dai ladri o rapinatori le autovetture per poi contattare i proprietari e fare i cavalli di ritorno. Nel corso della faida si è avvicinato a Pica,anche per fargli conoscere affiliati esterni al rione quali Maurizio Maione, i fratelli Pacchina e altri ancora.Giovanni Cortese –  si è occupato delle estorsioni a Melito. A tutte le persone affiancate da Giovanni Cortese a Giuseppe Pica, nel senso che le indicava per valutarle da un punto di vista criminale, venivano affidate mansioni diverse: chi doveva portare soldi, chi doveva occuparsi del mantenimento dei ragazzi nel rione2.

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Cava de Tirreni

Inseguì il suo vicino fino in chiesa e lo accoltellò: arrestato 52 enne

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Cava dè Tirreni. Inseguì il suo vicino fino in chiesa e lo accoltellò: arrestato 52 enne. Deve scontare oltre cinque anni di carcere.

 

Gli agenti della Polizia di Stato di Cava de Tirreni hanno eseguito l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore nei confronti di L.g., classe 1968, residente nella provincia di Salerno, condannato ad espiare la pena di cinque anni e quattordici giorni di reclusione. Il provvedimento è stato emesso a seguito della pronuncia di rigetto del ricorso in Cassazione avverso la sentenza della Corte d’Appello di Salerno, che già aveva condannato l’uomo.

Infatti, il destinatario della misura, L.g. , si era reso responsabile nel 2015 dei reati di tentato omicidio, lesioni aggravate, porto di armi, resistenza e violenza a p.u., nell’ambito di una violenta aggressione ad un uomo, in Cava de’ Tirreni.

In particolare, il soggetto, destinatario dell’ordine di carcerazione, aveva all’epoca dei fatti aggredito un suo vicino di casa, in Cava de’ Tirreni, colpendolo con un coltello ed una noccoliera. Il malcapitato aveva trovato rifugio in una chiesa, mentre il suo aggressore tentava ancora di aggredirlo, fino all’arrivo degli agenti che intervenivano tempestivamente ed arrestavano l’autore del reato, L.g., che, nell’occasione, si rendeva responsabile anche di resistenza e violenza nei confronti degli agenti intervenuti.

Gli agenti del Commissariato di Cava de Tirreni hanno oggi dato esecuzione all’ordine di carcerazione nei confronti del L.g., che è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria ed associato presso la Casa Circondariale.

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