

Si è avvalso ancora una volta della facoltà di non rispondere davanti a inquirenti e investigatori Fabio Manduca, il 38enne tifoso del Napoli indagato per omicidio volontario nell’inchiesta sull’investimento di Daniele Belardinelli, l’ultrà morto a seguito degli scontri prima di Inter-Napoli del 26 dicembre. L’uomo, che era alla guida della Renault Kadjar nera che, stando alle indagini, potrebbe aver travolto Belardinelli, è stato portato da Napoli in Questura a Milano con un provvedimento di “accompagnamento coattivo per interrogatorio”, ma ha scelto di non parlare, come aveva già fatto quando era stato convocato il primo marzo scorso. “Abbiamo già presentato un esposto alla Procura generale di Milano per evidenziare questo abuso a cui è stato sottoposto il mio assistito oggi e la violazione del diritto di difesa”, ha spiegato il legale del 38enne, l’avvocato Dario Cuomo, chiarendo che l’indagato stamani “è stato messo su un treno a Napoli da due agenti che l’hanno portato a Milano, si sono fatti spendere soldi per niente allo Stato, quando già la Procura sapeva che si sarebbe avvalso”. Il legale ha affermato che “devono essere rispettate le garanzie minime del diritto di difesa, previste dal codice, le prove le deve portare l’accusa e poi depositarle”.
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