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Cronaca Giudiziaria

Torre Annunziata, crollo di Rampa Nunziante: va a giudizio anche l’avvocato Lafranco

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Non poteva non sapere che i lavori nell’appartamento al secondo piano della palazzina di via a Torre Annunziata, nel cui crollo avvenuto il 7 luglio di due anni fa morirono otto persone, avevano comportato danni ingenti all’intera stabilita’ dell’immobile. Per questo motivo oggi il gup Maria Concetta Criscuolo ha rinviato a giudizio con le accuse di crollo e omicidio colposo, l’avvocato , proprietario dell’appartamento che stava vendendo a Gerardo Velotto, che a sua volta – secondo l’accusa – stava effettuando i lavori che avrebbero minato la stabilita’ della palazzina fino a procurarne il cedimento strutturale. Lafranco, gia’ rinviato a giudizio con l’accusa di falso, sara’ processato insieme agli altri imputati a partire dal prossimo 6 marzo (giudice Francesco Todisco). Il giudice non Ha tenuto conto di una sentenza di condanna per calunnia a carico di Minichini unico teste dell’accusa contro Lafranco, come sollevato dal suo difensore, l’avvocato Elio D’Aquino che aveva chiesto nuove indagini. Questa mattina oltre all’udienza di Lafranco, il giudice Francesco Todisco ha deciso di rinviare l’udienza che riguardava , amministratore del condominio di via , che aveva chiesto il giudizio immediato. Alla base della decisione il fatto che si tratta di un procedimento connesso con altri due processi – quello a Massimiliano Lafranco, oggi apparso dinanzi al gup Mariaconcetta Criscuolo, l’altro che vede gia’ gli altri imputati a giudizio il 28 febbraio con il giudice Luisa Crasta – che sono stati riuniti tutti con data 6 marzo. Il giudice ha accolto le richieste di costituzione di parte civile da parte dei familiari, dei proprietari dello stabile accanto a quello crollato e del Comune di Torre Annunziata.

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Benevento e Provincia

Scarcerato Zampano: fu trovato con 4 kg di marijuana gia confezionata più altre 274 piantine

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Dopo la scarcerazione del figlio Antonio, il Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di S.M.C.V., Dott.ssa Alessandra Grammatica, accogliendo l’istanza dell’Avv. Vittorio Fucci, ha disposto la scarcerazione di Giovanni Zampano, di 51 anni, di Cervino, concedendogli gli arresti domiciliari.

Come si ricorderà, Giovanni Zampano, unitamente al figlio Antonio, fu tratto in arresto il 21 agosto scorso, dai Carabinieri della Stazione di San Felice a Cancello, nella presunta flagranza dello spaccio e produzione aggravati di sostanza stupefacente ed in particolare perché coltivavano 274 piante di sostanza stupefacente di tipo marijuana “amnesia” in un terreno di loro proprietà, antistante la propria abitazione.

Le piante coltivate risultavano in piena fioritura ed erano collocate in vasi di plastica. Inoltre, lo Zampano Giovanni, unitamente al figlio, venivano rinvenuti nella detenzione di circa 4 kg di marijuana “amnesia” già pronta per la cessione.

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