Napoli. C’è un retroscena molto familiare dietro la sparatoria contro il portone d’ingresso della casa dello storico boss dei Quartieri Spagnoli, Ciro Mariano in vico Colonne ai Cariati della scorsa settimana. La protesta inscenata dai capifamiglia di quelli che erano una volta legati alla ‘galassia’ dei Picuozzi con una vera e manifestazione sotto casa del boss nascono dalla decisione di Ciro Mariano di accettare in casa la figlia maggiore del fratello pentito Marco con il quale lo stesso Ciro nel corso degli ultimi due anni è entrato in forte contrasto. Molti di quelli che sono stati tirati in ballo dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia hanno preso la cosa come un affronto. Una sorta di segnale di resa da parte dell’ex padrino, sorvegliato speciale dopo 30 anni di carcere e che sembra voglia pensare solo alla famiglia e agli studi. Non ci sono contrasti con le giovani leve che- secondo l’immaginario collettivo- avrebbero voluto ‘cacciare’ il capo dei Picuozzi dalla sua storica dimora ma bensì i vecchi padrini e in maniera particolare quelli legati alla famiglia di Enrico Ricci detto Giacomino ‘e fraulella. Ma c’è di più perché la settimana scorsa l’affittuario del basso (un pizzaiolo) che occupa la casa di Patrizia Cinque, la moglie del pentito Marco Mariano ( condannata a 4 anni di carcere e che si trova sotto protezione in località segreta ) è stato avvisato che entro fine marzo dovrà lasciare il basso. A chi servirà e perché? Voci di quartiere parlano di un clamoroso ritorno con l’ok dello stesso Ciro Mariano. Le fibrillazioni attorno alla famiglia sono tantissime anche perché in molti sembrano voler colpire Ciro Mariano per il pentimento del fratello.
Altre voci parlano di vecchi rancori e addirittura di un probabile ritorno nella scena criminale napoletana dell’anziano padrino che ha resistito 30 anni in carcere senza battere ciglio. Ma sembrano più leggende metropolitane che verità storiche.
Napoli, i ‘retroscena familiari’ dietro gli spari contro la casa del boss Ciro Mariano
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