

Si sarebbe spacciata per “curatore” nell’ambito della cosiddetta “Blue Whale Challenge”, e tramite Istagram e Facebook, con la complicita’ di un minorenne e dietro minacce di morte, avrebbe costretto una ragazzina, ora di 14 anni, a infliggersi alcuni tagli sul corpo e ad inviarle le foto, come primo step delle 50 prove di coraggio. Per questo il gip Anna Magelli ha mandato a giudizio per il prossimo 16 aprile una 23enne con le accuse di atti persecutori e violenza privata aggravati. E’ il primo caso a Milano finito a processo.
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