La tragedia in piscina, l’autopsia conferma: ‘Sara morta per annegamento e non per un malore’

Nessun malore, Sara e’ morta con ogni probabilita’ per annegamento. I primi risultati dell’autopsia sulla studentessa di 13 anni che ha perso la vita dopo un bagno in piscina in un albergo di Sperlonga evidenzierebbero una “probabile morte per annegamento”. Dall’esame autoptico, eseguito stamattina all’istituto di medicina legale del policlinico Tor Vergata a Roma, non sarebbero emersi segni che possano supportare l’ipotesi di un malore. Per avere un quadro piu’ preciso bisognera’ comunque attendere i risultati degli esami istologici che saranno pronti a giorni. E intanto vanno avanti le indagini dei carabinieri per ricostruire con esattezza quanto accaduto mercoledi’ pomeriggio nell’albergo a quattro stelle della localita’ turistica in provincia di Latina e stabilire, soprattutto, le responsabita’. A finire sul registro degli indagati quattro persone: il proprietario dell’albergo, l’amministratore delegato, il costruttore della vasca e il manutentore. Gli inquirenti contestano l’ipotesi di omicidio colposo. Tutta l’area della piscina e il vano pompe sono stati posti sotto sequestro. In corso accertamenti sulla potenza del bocchettone del ricambio dell’acqua, ampio circa 20 centimetri, che ha aspirato con forza la ragazzina tanto che le quattro persone che si sono tuffate per salvarla sono riuscite a portarla a bordo vasca con non poche difficolta’. Gli investigatori hanno ascoltato diversi testimoni, tra cui il turista americano che per primo entro’ in acqua per salvarla. I carabinieri sono al lavoro per ricostruire con esattezza quei minuti decisivi prima che il personale dell’albergo disattivasse, in un locale attiguo alla piscina, il motore che alimenta il ricircolo dell’acqua nella vasca. Le verifiche puntano anche a capire se l’albergo fosse obbligato ad avere un bagnino, che l’altro pomeriggio non c’era, o meno. Una tragedia consumata davanti agli occhi della mamma di Sara che, disperata, mercoledi’ pomeriggio ha dato l’allarme gridando aiuto. Piu’ persone si sono tuffate per cercare di salvarla e, una volta portata a bordo vasca, un medico presente l’ha rianimata. Il cuoricino di Sara Francesca Basso ha ripreso flebilmente a battere, ma nella notte le sue condizioni, fin da subito apparse molto gravi, sono precipitate e per lei non c’e’ stato piu’ nulla da fare.

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Tags: Sperlonga

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