Dodici anni di carcere per Liberato Miccoli, accusato di omicidio preterintenzionale nei confronti della moglie Angela Della Torre. La sentenza è stata emessa dalla Corte di Assise che ha concesso all’imputato le attenuanti della provocazione dovute allo stato d’ira e per aver soccorso la donna. La tragedia, avvenuta il 20 maggio del 2015 a San Pietro di Castellabate, si è consumata durante un litigio per motivi di gelosia: il marito picchiò la moglie fino a provocarle, sette mesi dopo in seguito alle lesioni riportate dalle percosse, la morte.
L’uomo, pensionato delle Ferrovie, venne arrestato due anni dopo (maggio 2017) dai carabinieri della compagnia di Agropoli che, su disposizione della procura di Vallo della Lucania, in seguito alla morte della quarantanovenne (avvenuta in una clinica di Telese Terme) decisero di chiarire fino in fondo gli avvenimenti.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo nel corso dell’ultima lite con la moglie le aveva più volte sbattuto la testa contro una parete provocandole un emorragia cerebrale. E, sempre secondo le accuse, sembra che la donna fosse vittima delle botte dell’uomo: aggressioni però mai denunciate, probabilmente per vergogna e per nascondere tali violenze ai loro quattro figli di cui tre maggiorenni e una ancora minore che viveva con i familiari e che ora è affidata alla nonna materna. La mattina della tragedia in casa non c’era nessuno.
Picchiò e uccise la moglie: condannato a 12 anni di carcere
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