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Miano

Chiaiano, arrestati dai carabinieri mentre rubano le ruote da un’auto

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I Carabinieri del nucleo Radiomobile del Reparto Operativo di Napoli hanno tratto in arresto Luca Ripetta, 45 anni e Armando Damato, 40 anni, entrambi di Marano di Napoli e sorpresi in via Emilio Scaglione mentre rubavano le ruote della Fiat 500 di una 29enne del luogo, recuperate dai CC e restituite alla proprietaria. Gli arrestati sono in attesa di rito direttissimo. red 241207 APR 18 NNNN

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Cronaca Napoli

Fatture false e riciclaggio così il clan Russo si era infiltrato in Toscana. I DUE ARRESTATI

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Fatture false e iniezioni di liquidità per gli imprenditori del settore conciario toscano, finalizzate all’evasione di tasse e contributi. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri del comando provinciale di Firenze in una indagine nata come proseguimento dell’inchiesta Vello d’Oro del febbraio 2018.

Stamani, i militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip Silvia Romeo, su richiesta della procura distrettuale antimafia del capoluogo toscano, nei confronti di 2 persone ritenute responsabili di riciclaggio, impiego di denaro di provenienza illecita, emissione di fatture per operazioni inesistenti. Le indagini, dirette dal sostituto procuratore Giuseppina Mione, hanno permesso di disvelare il meccanismo illecito attuato da Ciro Taglialatela, figlio di Bruno, esponente di spicco del clan Lo Russo, e Vincenzo Bocchetti, i quali, che come referenti delle ditte Brupel e World Pellami di Casavatore, nel Napoletano, attive nel settore del commercio di pellami, hanno trasferito e sostituito ingenti somme di denaro di provenienza illecita, attraverso il meccanismo già scoperto con la precedente indagine , culminata nell’esecuzione di ordinanza di custodia cautelare a carico di 14 indagati il 19 febbraio 2018. Le indagini, svolte con l’ausilio di attività tecniche e attraverso accertamenti di natura contabile e bancaria, hanno dimostrato che, nell’estate del 2015, i due indagati erano subentrati a calabresi legati alle famiglie di ‘ndrangheta dei Nirta e dei Barbaro nei rapporti illeciti di natura economica con gli imprenditori toscani. Intermediario degli imprenditori era ancora Cosma Damiano Stellitano, già tratto in arresto a febbraio del 2018.

I due napoletani ricevevano falsi ordinativi di merce (pellame, grasso animale e altro) da parte di imprese toscane, operanti nel distretto al confine tra le province di Firenze e Pisa e in larga parte già coinvolte nella precedente indagine; emettevano quindi false fatture per le forniture relative ai fittizi ordinativi di merce, ricevendo pagamenti tramite bonifici bancari; consegnavano, al posto dei prodotti ordinati sulla carta, attraverso una rete di spedizionieri compiacenti, denaro contante di provenienza illecita per centinaia di migliaia di euro, ma per importi inferiori a quanto ricevuto a titolo di pagamento delle fatture. Il denaro versato nelle attività economiche toscane veniva impiegato principalmente per retribuire le prestazioni cosiddetti “fuori busta” dei lavoratori dipendenti e ridurre pertanto gli esborsi di carattere previdenziale. Le fatture per operazioni inesistenti venivano poi utilizzate dai medesimi imprenditori toscani per dichiarare elementi passivi fittizi per evadere le imposte sul reddito o sul valore aggiunto; annotando in contabilità le false fatture, abbattevano gli utili delle proprie aziende (quindi pagavano una minore imposta sul reddito delle persone giuridiche), registravano un credito Iva fittizio e, quindi, scaricavano sull’erario il costo del finanziamento illecitamente ottenuto. Complessivamente sono 18 le persone indagate, tra collaboratori di Taglialatela e Bocchetti, titolari di imprese toscane e responsabili di ditte di spedizioni, tutti già destinatari di decreti di perquisizione e contestuale informazione di garanzia eseguiti nell’ottobre 2018 nei confronti di 28 abitazioni e sedi di imprese.

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Cronaca Napoli

Napoli, derubata e vandalizzata la scuola elementare di Miano Rodari- Moscati

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scuola miano


Derubata e vandalizzata la scuola elementare di Miano Rodari- Moscati. Con la fase 2 in pochi giorni attacchi a due scuole, genitori e docenti disperati. Borrelli: “Vergognoso. I bambini ed i loro genitori non possono essere lasciati soli, bisogna garantire loro sicurezza e diritto allo studio.”

Dopo Scampia tocca ad un istituto scolastico di Miano, la Rodari-Moscati, ad essere stata saccheggiata.

Durante la mattinata del 6 maggio gli insegnati e i genitori degli alunni della scuola elementare del quartiere periferico di Napoli sono venuti a conoscenza che alcuni malviventi si sono introdotti all’interno della struttura e, dopo aver messo fuori uso le videocamere di sorveglianza, hanno portato via 11 computer dal laboratorio multimediale e 6 computer collegati ad altrettante LIM presenti in alcune classi, tutti gli ambienti e gli armadietti sono stati messi a soqquadro.  E’ stata forzata anche la cassaforte dove era tenuta una somma di denaro raccolta e messa a disposizione, prima dell’emergenza sanitaria, per le visite guidate a scopo didattico.

I docenti e i genitori arrabbiati e disperati, non è la prima volta che si verifica un simile episodio, si sono rivolti al Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli per lanciare un grido di aiuto.

“In pochi giorni due scuole elementari hanno subito dei vergognosi attacchi da parte di delinquenti che pur di guadagnare, in modo disonesto ed illegale, non si fanno scrupoli nel violare dei luoghi dedicati ai bambini e a mettere a rischio la sicurezza e l’educazione dei più giovani.  Occorrono provvedimenti ed occorrono subito, questi bambini ed i loro genitori non possono essere lasciati soli, bisogna garantire loro sicurezza e diritto allo studio. Le strade, soprattutto nei quartieri più difficili, devono essere paupuliate e sorvegliate in modo constante e continuo e i delinquenti non devono entrare nelle scuole ma solo in carcere.” .È stata la dichiarazione del Consigliere Borrelli.

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Cronaca Napoli

Il cimitero di Miano tra degrado ed incuria, l’erba alta ricopre le tombe

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Diversi cittadini, con foto e video, hanno segnalato al Consigliere Regionale del sole che ride Francesco Emilio Borrelli le pietose condizioni in cui si ritrova il cimitero di Miano con l’erba alta che sovrasta le tombe e rende di fatto l’area inaccessibile ai visitatori ed i monumenti tombali lasciati all’incuria e al degrado.

“E’ una situazione che va avanti da troppo tempo, sono state fatte tante segnalazioni eppure le cose sono rimaste immutate. Si sarebbe potuto sfruttare il periodo di quarantena per eseguire dei lavori di manutenzione per ridare decoro al cimitero ed invece non si è fatto nulla. La vegetazione ricopre le tombe e rende il cimitero inaccessibile ai cittadini che vogliono far visita ai loro cari defunti.

E’ una situazione totalmente inaccettabile e vergognosa, perché non si è mai fatto nulla? Noi chiediamo che venga ridata dignità alla memoria dei defunti intervenendo per riportare il cimitero in condizioni quantomeno accettabili.” –ha dichiarato il Consigliere Borrelli. l’erba alta ricopre le tombe.

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