

Ha ammesso di aver sparato e ucciso Gennaro Verrano ma ha sostenuto davanti al gip di averlo fatto per difendersi perché “da come si era messo sullo scooter ho temuto che stesse per spararmi”. E’ Francesco Valentinelli reo confesso ma solo per legittima difesa, sostiene, che ha cercato di fornire al gip la sua versione dei fatti. Ovvero di come uccise il pomeriggio del 17 novembre scorso lo zio acquisito Gennaro Verrano che stava rincasando ai Quartieri Spagnoli inc compagnia della moglie incinta e del cognolino in sella a uno scooter.
Ha scritto il gip Anna Laura Alfano, nell’ordinanza di custodia cautelare che tiene in cella Francesco Valentinell: “Non vi è dubbio che dopo l’aggressione raccontata dalla teste, subita tre giorni prima dell’omicidio, dopo l’imposizione di lasciare i quartieri spagnoli, il clima si era fatto incandescente. Valentinelli è armato e scende in strada, e lì decide di aspettare la vittima, descritta nel corso dell’interrogatorio (dallo stesso assassino reo confesso) come un violento. Si avvicina e spara e continua a sparare anche dopo averlo ferito, preso da una furia incontrollabile”. Ad incastrare Valentinelli c’è una testimone chiave. Il racconto della donna è agli atti dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Anna Laura Alfano.
Ha raccontato la donna: “Tre giorni prima del delitto intorno alle 23.30, entrano in azione le donne legate alla famiglia di Valentinelli. Si tratta di tre donne arrivate sotto casa di mia nonna armate di mazze e coltelli, urlavano contro la mia famiglia, dicendoci di andare via dai Quartieri Spagnoli, altrimenti ci avrebbero ammazzato”.
Un’altra donna invece, come riporta Il Mattino, ha spiegato agli investigatori: “A marzo del 2016, sono stata accoltellata alla fronte da una stretta congiunta di Francesco Valentinelli, avvenne in pieno giorno, scoppiò una lite per motivi banali, poi fui colpita con un coltello alla fronte. In ospedale, al Vecchio Pellegrini, per paura di una ritorsione dissi che ero caduta”
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