

“L’autocertificazione è un passaggio fondamentale perché mantiene l’obbligo ma tiene conto della fase complessa legata al primo anno di applicazione della legge, e delle diverse realtà che ci sono nel Paese. Niente deroghe, ma facilitare il più possibile. Sarà sufficiente autocertificare la prenotazione presso una Asl dei vaccini mancanti”. Lo spiega la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli in un’intervista al Messaggero sul decreto vaccini. “Obbligati a produrre certificati saranno solo le famiglie che le Asl troverà non in regola basandosi sugli elenchi degli iscritti trasmessi dai presidi”, precisa. E sulla decisione del Veneto di una moratoria fino al 2019 “non ho capito quale sia” il cavillo rilevato dalla Regione “ma insieme alla ministra della Salute ribadiamo che non si decade dall’iscrizione, ma il bambino non può frequentare se la famiglia non ha portato il certificato con le vaccinazioni fatte o non certifichi che ha un appuntamento programmato. Se hanno fatto una scelta diversa che non risponde ai parametri della legge, il Veneto si assume una responsabilità impropria di non applicare una legge del Parlamento. Punto”.
Zaia ha impugnato la legge ed è in attesa della risposta della Corte ma, si chiede Fedeli, “perchè non debba nel frattempo applicare la legge. L’atto di impugnare una legge da parte di un presidente, significa non condividerla in tutto in parte, ma l’obbligo di rispettarla e di farla rispettare, resta. Anche perché sinora la sua politica è stata quella di voler convincere, facilitare e informare le famiglie, non escluderle dall’obbligo dei vaccini”.
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