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Regione Campania: i vertici del Cardarelli disertano l’audizione presso la commissione trasparenza: protesta il Cobas

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Stamattina doveva tenersi l’audizione richiesta dai Cobas del Cardarelli, presso la Commissione Trasparenza del Consiglio regionale, del Direttore Generale del Cardarelli, Ciro Verdoliva, alla presenza della Giunta regionale e dei dirigenti del settore Sanità della Campania sulla inquietante vicenda dell’appalto delle pulizie presso l’Ospedale Cardarelli gestito dalla società Romeo, sul quale sta indagando la Procura della Repubblica di Napoli e sulle cui opache modalità di svolgimento è intervenuta anche l’Autorità Nazionale Anticorruzione diretta da Cantone. “Nessuno dei convocati si è presentato,- fa sapere Antonio Di Nardo responsabile dei Cobas aziendali-confermando i nostri sospetti e le nostre preoccupazioni su come si stiano spendendo circa 75 milioni di euro di fondi pubblici. Sono mesi che questa colpevole assenza si protrae, nonostante le nostre numerose sollecitazioni in tutte le sedi. Se però credono di far cadere la vicenda nel dimenticatoio si stanno sbagliando. La Commissione verrà riconvocata e, come concordato con la Presidente Ciarambino e gli altri componenti, saremo noi ad andare personalmente al Cardarelli. Lo facciamo nell’interesse dei cittadini onesti, nonché dei lavoratori e degli utenti di uno dei principali ospedali dell’Italia meridionale”.

Tappa in Italia per gli Editors: il 22 aprile al Forum di Assago

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Tour 2018 per gli Editors con una tappa italiana. E’ stato annunciato il concerto del 22 aprile al Mediolanum Forum di Assago, Milano. La vendita dei biglietti avrà inizio domani, giovedì 21 settembre, a partire dalle ore 11.00 su ticketone.it, vivaticket.it e bookingshow.com con prezzi variabili dai venticinque ai quaranta euro più i diritti di prevendita. L’ultimo album della band britannica capitanata da Tom Smith, è “In dreams” e risale oramai a due anni fa. In lavorazione invece è il prossimo disco di cui non si conosce ancora alcuna indiscrezione ma magari sul palco del concerto milanese sarà possibile ascoltare qualche anticipazione.

Napoli, dodicesimo blitz al rione Traiano, spacciava dai domiciliari: trovata anche la contabilità

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Per la dodicesima volta i carabinieri intervengono a Napoli nel rione Traiano per disarticolare una piazza di spaccio che viene ogni volta ricreata negli stessi bunker ricavati abusivamente in edifici di edilizia popolare. In arresto, questa volta, Alfredo Izzo, un 36enne che era gia’ ai domiciliari per reati in materia di stupefacenti. Una perquisizione nella sua casa ha fatto sequestrare 2 dosi di cocaina, un bilancino, e appunti con una sorta di contabilita’ delle vendite; sequestrata anche la somma di 1.530 euro in banconote di vario taglio ritenuta provento dell’attivita’ illecita. Nei pressi della sua abitazione, inoltre, sequestrati circa 11 grami dello stesso tipo di stupefacente. I militari dell’Arma insistono nei controlli ai bunker sottoposti a sequestro durante una operazione del 31 gennaio scorso perche’ trovano sempre persone che vi entrano dopo aver violato i sigilli. Questa volta sorpresi e denunciati in 7, dai 23 ai 49 anni, 5 gia’ noti alle forze dell’ordine, tra i quali una donna, e 2 incensurati. 

Quinta edizione della guida del Gambero Rosso, Pizzerie d’Italia 2018

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“Pizzerie d’Italia 2018”, la guida del Gambero Rosso, alla sua quinta edizione. Sono ormai tantissimi, dal Piemonte alla Sicilia, i giovani che scelgono l’arte pizzaiola impegnandosi in un percorso di crescita e di scambio di esperienze, a tutto vantaggio dei consumatori. Un fermento fino a qualche anno fa assolutamente sconosciuto e testimoniato dalla guida. Basti pensare ad alcuni dei nuovi “Tre Spicchi”: Marco Manzi di Giotto di Firenze (27 anni), Ciro Oliva di Napoli (25 anni), Alberto Morello di Gigi Pipa di Este (29 anni), Andrea Pechini dell’Agriturismo il Casaletto di Viterbo (26 anni), Gianluigi Di Vincenzo di Giangi’s Pizza di Arielli (27 anni). Anche uno dei pizzaioli emergenti, Stefano Vola, ha 26 anni. Ma i grandi maestri non hanno battuto in ritirata, anzi. Franco Pepe conquista un nuovo “Tre Spicchi” con La Filiale a l’Albereta in Franciacorta, Simone Padoan si aggiudica una delle pizze dell’anno, Enzo Coccia e Gabriele Bonci fanno tris nell’universo delle ‘Tre Rotelle’. La scuola napoletana vive una nuova grande stagione che miete successi ben oltre i confini regionali e si arricchisce anche quest’anno di nuove insegne al vertice. Ad affiancare i nomi storici, arrivano sul podio Gianfranco Iervolino con Morsi&Rimorsi ad Aversa (Ce), Romualdo Rizzuti con le Follie di Romualdo a Firenze, Salvatore Gatta di Fandango a Filiano. Cresce, dunque, complessivamente il numero delle pizzerie di qualità e dei giovani decisi ad investire seriamente nel mestiere (a loro è dedicato il corso ‘Professione pizzaiolo’, organizzato dalla Città del gusto di Napoli, in cui vengono trattate tutte le tematiche del prodotto). E cresce anche l’impegno e l’attenzione per le intolleranze, glutine in primis. Il premio riservato alla Migliore pizzeria gluten free è stato assegnato a Mezzometro Pizza di Senigallia. Il premio per la Migliore carta dei vini e delle birre va alla pizzeria Gusto Madre di Alba (Cn). Il premio I Maestri dell’impasto è stato assegnato a Romualdo Rizzuti della pizzeria Le Follie di Romualdo di Firenze e Gianfranco Iervolino di Morsi&Rimorsi di Aversa (Ce). Il Premio per le Migliori Pizze dell’Anno va a: i Tigli di San Bonifacio (Vr), Framento di Cagliari, Pizzeria Salvo da Tre Generazioni di San Giorgio a Cremano (Na). Pizza a taglio dell’anno a Forno Brisa di Bologna. Per la prima volta viene assegnato il premio per la Miglior pizza dolce e va a Pepe in Grani di Caiazzo (Ce). La regione con il maggior numero di ‘Tre Spicchi’ è la Campania(14), al secondo posto la Toscana (9); terzo posto per il Lazio con 7 che è, inoltre, regione leader per la pizza in teglia con ben 3 ‘Tre Rotelle’. Da sottolineare anche lo sbarco sul podio per la prima volta della Basilicata con Fandango di Filiano (Pz).

Per evitare il processo presenta un certificato di un ricovero falso: scoperto e condannato

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Un rappresentate di gioielli a processo per appropriazione indebita ad un anno e sei mesi, ne rischia un altro per aver tentato di ‘truffare’ il Tribunale di Rimini con un falso certificato medico. L’uomo, 44 anni originario del Napoletano, lavorava come rappresentate per una ditta di Verucchio, nel Riminese, ed e’ finito sotto processo per non aver mai restituito al datore di lavoro il campionario di vendita fatto di oggetti in oro e pietre preziose per un valore di 75 mila euro. Finito denunciato e sotto processo per appropriazione indebita, il rappresentate pur di non comparire davanti al giudice monocratico del Tribunale di Rimini aveva presentato, il 16 maggio scorso, un referto medico rilasciato dall’Ausl 1 di Napoli centro in cui si attestava che lo stesso aveva avuto un incidente ed era stato ricoverato in ospedale. Una cancellazione sul documento aveva pero’ fatto sorgere dei dubbi, tanto che il Pm di udienza, Leonardo Berardi, ne aveva chiesto copia originale all’azienda sanitaria. Si e’ scoperto cosi’ che l’Asl di Napoli non aveva mai rilasciato quel referto risultato quindi falso. Ieri, per l’udienza che si e’ conclusa con la condanna del 43enne per l’appropriazione indebita del campionario, il rappresentate ha presentato un certificato del medico di base stavolta non accettato dal Tribunale. L’uomo sara’ indagato per false dichiarazioni all’autorita’ giudiziaria. 

Il Teatro di San Caro partecipa alla Visita guidata per le Giornate del Patrimonio

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Il Teatro di San Carlo e il Museo e Archivio Storico Memus partecipano il 23 settembre alla Visita guidata per le giornate del Patrimonio con un percorso di visita guidata dedicato al tema di questa edizione “Cultura e Natura”. Memus: il San Carlo inscena Napoli. Il percorso multimediale intende offrire ai visitatori una visita speciale, che passa attraverso gli occhi e la penna, intrisa delle emozioni e delle impressioni dei viaggiatori, portati a Napoli dalla curiosità, dal desiderio della scoperta, dalla voglia di lasciarsi ispirare da quell’inconfondibile respiro lirico che caratterizza questa città. Memus vuole raccontare al suo pubblico itinerante, attraverso uno speciale diario di viaggio digitale installato all’interno della galleria multimediale, l’incanto del Lirico napoletano e il suo legame con la città, come in un grand tour della bellezza, della creatività, della tradizione artistica e artigiana. Connessa, dalle origini, con l’istinto al movimento e le emozioni più dirette la musica, secondo Curt Sachs, “non costituisce un riflesso vago e indistinto ma è parte integrante della vita”. I tentativi sperimentali dell’uomo a riprodurre suoni, sia nella forma grezza di rumore sia secondo un modello musicale organizzato, esprime l’impulso all’interazione, alla lotta, alla relazione con la natura e le sue forze. L’impiego degli strumenti musicali, nella ricerca dell’equilibrio tra le leggi della fisica e l’intenzione espressiva, costituisce un mezzo attraverso cui l’uomo induce la natura ad imitare se stessa e i suoi fenomeni. Di questo linguaggio si nutre la musica nella sua evoluzione umana e storica fino a diventare linguaggio universale del mondo. In un’unica e assoluta parola: cultura. Casa della musica europea, palcoscenico internazionale, il Teatro di San Carlo è il Teatro d’Opera più antico d’Europa. La sua storia è un saggio di un percorso umano che ha generato e rigenerato il rapporto e l’interazione tra uomo, cultura musicale e contesto sociale di riferimento, caricando la performance di un interessante significato collettivo. Eccellenza storica nell’ambito della diffusione e tutela dell’arte musicale, tra le maggiori imprese culturali nazionali, il Lirico partenopeo vanta una realtà produttiva e un’offerta di spettacolo riconosciuta a livello internazionale. Edificato nel 1737, per volontà del Re Carlo III di Borbone fortemente intenzionato a dare alla città un nuovo teatro che rappresentasse il potere regio, il San Carlo vide la sua nascita artistica il 4 novembre dello stesso anno, giorno onomastico del sovrano, sfoggiando sulle scene l’Achille in Sciro di Pietro Metastasio, con musica di Domenico Sarro e “due balli per intermezzo” creati da Gaetano Grossatesta, primo celebre coreografo del Lirico. Da allora la produzione del Teatro di San Carlo ha scritto pagine di storia della musica, ha raccontato al mondo i processi di trasformazione dei linguaggi musicali e il significato umano e sociale dell’Opera, genere fortemente connesso con il pubblico di astanti dal ‘700 ai nostri giorni. vantando importanti riconoscimenti, tra i quali sette Premi Abbiati, dal 2002 al 2012, con allestimenti di valore come Königskinder di Humperdinck, Don Giovanni di Mozart, Elektra di Strauss, Tristan und Isolde e Die Walküre di Wagner, Elegy For Young Lovers di Henze, Cavalleria Rusticana di Mascagni.

Zeman tifa Napoli: ”Mi piacerebbe vincesse lo scudetto”

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“Lo scudetto? Mi piacerebbe lo vincesse il Napoli. Oggi e’ l’unica squadra che nella serie A gioca un calcio che mi piace”. Lo ha detto questa mattina il tecnico del Pescara Zdenek Zeman, al Golf Club di Miglianico (Chieti) dove si e’ recato per partecipare al Pro/Am dell’Abruzzo Open Alps Tour di Golf, manifestazione di carattere internazionale che iniziera’ domani, e che viene ospitata per il quarto anno consecutivo nel circolo miglianichese. Zeman, che ha giocato in una squadra a 4, di cui facevano parte il suo vice al Pescara Vincenzo Cangelosi e l’ex calciatore Simone Pepe, ha poi parlato anche del gap creatosi fra il calcio italiano ed europeo. “Oggi c’e’ ancora una differenza fra il nostro calcio e quello di altri Paesi Europei, come dimostrano anche i risultati delle Coppe e della Nazionale”. 

Da che Sud è Sud: il nuovo album di Eugenio Bennato in uscita il 20 ottobre

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Nuovo album per Eugenio Bennato in uscita il 20 ottobre. “Da che Sud è Sud” è un disco di inediti, una raccolta di dodici brani come pagine di un diario di viaggio in giro per il mondo, dall’America del Sud e del Nord all’Africa dei tamburi e delle carovane della disperazione e della speranza, al Mediterraneo degli scambi e delle barriere, all’Estremo Oriente del mistero e delle leggende. Ogni brano ha una sua storia e una sua identità, ma tutti sono accomunati dalla presenza, accanto alla voce di Eugenio Bennato, di una voce che fa risuonare la musicalità di una lingua diversa: francese, inglese, spagnolo e brasiliano, ma anche arabo con una forte valenza ritmica ed evocativa dei movimenti del presente. Partirà il 25 novembre dall’Auditorium La Verdi di Milano il nuovo tour teatrale di Eugenio Bennato, “Da che sud è sud”, prodotto e organizzato da MusicShow International. Queste le prime date: 25 novembre – Auditorium La Verdi di Milano; 4 dicembre – Teatro Diana di Napoli; 15 dicembre – Teatro Palazzo di Bari; 1 febbraio – Teatro Puccini di Firenze; 2 febbraio – Auditorium Parco della Musica di Roma; 6 aprile – Teatro Ariston di Sanremo.

Napoli, preso lo spacciatore della ”panchina” di San Pietro a Patierno

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L’incessante attività di contrasto della Polizia di Stato, contro il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, non conosce sosta. Nella mattinata di ieri, gli agenti del Commissariato di Polizia “Secondigliano”, a conclusione di un’attività investigativa, hanno arrestato un 21enne che gestiva una “piazza di spaccio” di hashish e marijuana. Il giovane aveva pensato bene di usufruire di una panchina, posta tra Via Paternum e Via Casoria-San Pietro, per gestire la sua illecita attività, in modo da poter controllare l’intera zona. I poliziotti, che da tempo stavano monitorando la zona, hanno effettuato un servizio di osservazione a distanza, in modo da arrestare in flagrante Benvenuto Gallo, 21enne da pochi giorni. Il giovane, dopo essere stato avvicinato dagli acquirenti, questi ultimi a bordo di scooter, si allontanava dalla panchina per recarsi nella vicina Via dei Calzolai, da dove prelevava un involucro di droga, secondo la richiesta, che aveva occultato in una busta posta sotto un contenitore dell’immondizia. Dopo aver osservato vari scambi droga-soldi, gli agenti sono intervenuti bloccando lo spacciatore e recuperando la droga. Sequestrate, infatti, 20 involucri di marijuana già confezionata, nonché un quantitativo di hashish dal quale era possibile preparare almeno 47 dosi. Dallo scambio droga-soldi, osservato nel breve lasso di tempo dai poliziotti, il giovane aveva intascato la somma di EUR.60,00 che è stata sequestrata. Gallo è stato arrestato e condotto nel carcere di Poggioreale. 

Mogol per la prima volta a Napoli nella mostra fotografica di Dico Days Fiera del Disco

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Diciannovesima edizione di “Disco Days” Fiera del Disco al Palapartenope di Napoli il 7 e l’8 ottobre. Due giornate dedicate alla passione per la musica e per il vinile che fanno parte di un progetto culturale realizzato due volte l’anno per la conservazione e la diffusione della cultura della musica e per la promozione del suo ascolto. Due le mostre fotografiche annunciate: “Mogol: musica e poesia” a cura di Daniele Sgherri, un omaggio a Giulio Rapetti, in arte Mogol, il paroliere per eccellenza della musica italiana. E “Rock & Shots” la mostra di fotografia e memorabilia a cura di Henry Ruggeri, fotografo ufficiale di Virgin Radio e di numerose star internazionali dai Ramones a Bruce Springsteen e Pearl Jam. “L’idea nasce dall’enorme passione per il collezionismo musicale e per la fotografia – spiega l’autore – Rocks and Shots vuole essere un progetto itinerante un po’ diverso dalla solita mostra fotografica. Oltre alle stampe fotografiche saranno presenti memorabilia di ogni genere che hanno accompagnato la mia vita on the road. Per memorabilia intendo autografi, pass, posters, scalette dei concerti”. Il premio DiscoDays Giovani per artisti del panorama musicale campano è stato assegnato a Katres “per la rara sensibilità autoriale associata ad una voce morbida e ad una personalità forte e decisa”. La cantautrice di origine siciliana, ma napoletana di adozione, ha pubblicato di recente l’album “Araba Fenice” prodotto da Daniele Sinigallia ed edito da Giungla Dischi. Già partite le prevendite per la manifestazione.

Pane Ammore e Tarantella, il festival di musica popolare del Sud Italia

Grandi interpreti della musica popolare del Sud Italia protagonisti dell’edizione 2017 di “Pane Ammore e Tarantella”. Sul palco dell’evento di Avella, promosso dall’associazione “Pane Ammore e Tarantella” saliranno interpreti di grandissimo rilievo della musica del meridione d’Italia, sotto la direzione artistica di Roberto D’Agnese per Omast Eventi. Ospite d’onore sarà Alfio Antico, cantautore e percussionista italiano, tra i maggiori esponenti europei dell’arte della tammorra, che si esibirà domenica 24 settembre. Considerato tra i rivoluzionari della tecnica della tammorra, Alfio Antico annuncia quali saranno le caratteristiche della propria esibizione: “Sul palco porterò me stesso, insieme al mio tamburo, uno strumento creato da me così come io sono stato creato da lui. È dal tamburo che ho imparato a suonare, che mi trasmette emozioni da sempre e che riesce a farmene trasmettere al pubblico. Alfio Antico non sono solo io, ma siamo io e il tamburo, la cui positività riesco a trasmettere dialogando con chi viene ad ascoltarci. Più che una musica è un dialogo, che nasce scavando e amando lo strumento. È questo che un musicista deve fare: non seguire una moda ma approfondire il dialogo con lo strumento e guardare negli occhi il proprio interlocutore”. Alfio Antico a sedici anni era un pastore, compenetrato nella ruralità siciliana. “Quando andavo per i pascoli mia nonna mi chiedeva: «Non hai paura?». Io le spiegavo che sì, a volte la paura viene. «Fai rumore, così scacci i brutti pensieri». Ecco, quei rumori me li porto dentro, come il tamburo che nonna suonava mentre la sua amica partoriva. O quella malinconia che col tamburo riesco a portare fuori. Sono queste le cose che mi hanno sempre fatto pensare che noi meridionali abbiamo una marcia in più”. Dalla Sicilia all’Irpinia, per Alfio Antico ci sono tante similitudini: “Sicuramente abbiamo un unico «sguardo culturale», che ci viene dalle tante popolazioni che ci portiamo dentro, dalle tempeste, le transumanze, la vita bucolica, il silenzio della campagna, il camino. Viviamo in luoghi che conservano un’armonia magica che non dovremmo mai coprire, e così io faccio col tamburo. Oggi c’è poca armonia, pogo godimento. Io suono senza coprire ciò che sento, quel suono primitivo che la percussione tira fuori e che ci ricorda come di fronte alla musica non bisogna mai essere protagonisti”. Per Alfio Antico c’è un modo per salvaguardare la tradizione musicale popolare, ed è“rimanere sé stessi ed insistere, trasmettere e comunicare con autenticità. Fare un passo indietro per guadagnarne dieci”. Sabato 23 settembre sarà la volta di Officina Zoè, gruppo di musica popolare salentina impegnato nell’interpretazione e nel riadattamento dei brani musicali della tradizione e nella composizione di nuovi brani secondo i medesimi canoni. “Portiamo avanti una tradizione che continua attraverso composizioni nuove, legate ai tempi di oggi – spiega Donatello Pisanello, fondatore di Officina Zoè -. Non siamo i contadini di sessant’anni fa, ma uomini del nostro tempo, con testi e sonorità molto diversi ma strettamente legati al passato. La tradizione va sempre difesa come bagaglio culturale e storico che ci appartiene. Ma salvaguardarla non vuol dire farne un museo, ma renderla viva e continua”. Lo studio della tradizione per Officina Zoè è una parola d’ordine, “perché studiare significa riappropriarsi delle proprie radici e raccontare chi siamo. Un musicista deve sapere da dove viene per fare musica. Noi non facciamo contaminazione, ma proseguiamo un discorso antico con uno spirito vivo”. Il legame tra Salento e Irpinia è molto stretto, secondo Donatello: “Storicamente quella del Sud è stata una comunità molto forte e unita. Abbiamo tanto in comune e dovremmo prendere coscienza di questa ricchezza. Amo suonare al Sud perché rivivo ogni volta il legame che accomuna Salento, Irpinia, Cilento, Calabria, Sicilia, che ci unisce e ci distingue dall’anonimato di chi non sa cosa voglia dire vivere e amare il meridione d’Italia”. Sabato 23 insieme ad Officina Zoè si esibirà Luca Rossi, artista dalle collaborazioni prestigiose come Teresa De Sio, Enzo Avitabile, Nuova Compagnia di Canto Popolare e tanti altri, mentre I Vicoanimeranno il secondo palco e la musica itinerante sarà affidata a Gli Stornellatori Romani e ai suoni argentini de La Murga. Domenica 24 settembre alle ore 16 lezione di tarantella, mentre gli spettacoli musicali cominceranno in serata con i Rareca Antica, Alfio Antico e Ivan Romano e, nei vicoli del centro storico, I cantori campani e la musica argentina de La Murga. Nel prossimo week end tanti saranno i momenti che animeranno il centro storico di Avella, una delle città d’arte più affascinanti della Campania, con iniziative dedicate all’arte, agli spettacoli, alla cultura e all’enogastronomia, con gruppi itineranti, visite guidate ai siti storici ed archeologici e momenti di riflessione. Sabato 23 settembre si comincia alle ore 20 con il “rito del pane”: il sindaco di Avella Domenico Biancardi, insieme al presidente dell’Associazione “Pane Ammore e Tarantella”, Mariangela Sorice, divideranno una pagnotta di pane da distribuire ai presenti, usanza di un tempo prima dell’inizio alla cena. Domenica 24 settembre l’evento sarà aperto già a pranzo e in entrambi i giorni i cortili del paese, come da tradizione, saranno animati da donne e famiglie che prepareranno piatti tipici della zona. Durante i due giorni sarà possibile effettuare visite guidate per il pubblico presso i siti archeologici (Anfiteatro Romano, tombe romane, Palazzo Ducale e Chiese del centro storico – per info e prenotazioni – tel. 380.4309703).

Quindicenne ferita, è caccia all’ex compagno della mamma: ”Ti vendichi su una ragazzina, sei un rifiuto umano”

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E’ caccia all’uomo nella zona di Ischitella dove una 15enne e’ stata ferita con un colpo di arma da fuoco in faccia e ora lotta tra la vita e la morte: le forze dell’ordine stanno cercando l’ex compagno della mamma della vittima, un uomo di 37 anni che avrebbe sparato per vendetta, perche’ la donna lo aveva lasciato. Lo si apprende da fonti investigative.

L’uomo avrebbe sparato in un momento di ira, dopo aver brevemente discusso con la ragazzina, utilizzando una pistola di calibro 22.Il colpo ha raggiunto la 15enne in pieno volto. A Ischitella e in tutta la zona circostante sono stati fatti posti di blocco e l’area viene setacciata con elicotteri e cani. Alla ricerca dell’uomo ci sono anche i Cacciatori di Calabria, il reparto speciale inviato dal ministero nel Foggiano dopo la recente escalation di episodi di criminalita’ che si e’ registrata nella zona, culminata con il l’omicidio di quattro persone il 9 agosto scorso a San Marco in Lamis.

“Spero che ti ammazzi bastardo lurido. Te la prendi con una ragazza di soli 15 anni, sei un rifiuto umano”: e’ l’invettiva che la mamma della ragazzina ferita con un colpo di pistola al volto lancia, attraverso Facebook, all’aggressore della ragazzina che dimostra di conoscere molto bene. I carabinieri sono sulle tracce del 37enne ex compagno della donna che sarebbe giunto sul luogo del ferimento a bordo di una Fiat Punto di colore verde e sarebbe poi fuggito a piedi. 

A Casal di Principe la proiezione di Veleno per gli studenti. Il film che racconta la Terra dei Fuochi

​​Gli affari delle ecomafie senza censura nella pellicola di Diego Olivares, al cinema e in programmazione in quattro sale della provincia di Caserta.  All’ITC “Guido Carli” a Casal di Principe, venerdì 22 settembre alle 11.15 il sindaco Renato Natale, il procuratore antimafia Giuseppe Borrelli, la senatrice Rosaria Capacchione e il giornalista Sandro Ruotolo incontrano gli studenti. Veleno, come quello che criminali senza scrupoli hanno disseminato in un piccolo centro del casertano. Dopo il successo alla settantaquattresima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, il regista Diego Olivares presenta a Casal di Principe il film “Veleno”, ispirato a una storia vera in Terra dei Fuochi. Il lungometraggio a sfondo sociale è girato tra le province di Napoli nei luoghi simbolo del disastro ambientale della Campania. La presentazione, dedicata agli studenti del casertano e alla stampa, si terrà venerdì 22 settembre alle 9,30 all’ITC “Guido Carli” di via Moscti 1 a Casal di Principe. Al dibattito con gli studenti, in programma alle 11,15, parteciperanno il sindaco Renato Natale, il procuratore antimafia Giuseppe Borrelli, la senatrice Rosaria Capacchione e il giornalista anticamorra, Sandro Ruotolo, insieme al cast e al produttore, Gaetano Di Vaio, della Bronx Film. Veleno è la storia di una coppia, Cosimo e Rosaria, che vive nelle campagne della Terra dei Fuochi, tra le province di Napoli e Caserta. Dopo anni di tentativi, i due riescono a concepire un bambino che però non riuscirà mai a vedere il padre, ammalatosi e morto di tumore dopo un’esistenza trascorsa a lavorare la sua terra, quella ereditata dal padre, vicina a una discarica gestita dalla camorra. Intorno alle straordinarie interpretazioni di Luisa Ranieri, Massimiliano Gallo e Salvatore Esposito ruota la drammatica quanto cruda quotidianità della vita nella Terra dei Fuochi, dove amore e odio, diritti e ingiustizia, felicità e dramma si intrecciano di continuo sullo sfondo dei rifiuti tossici interrati ovunque. Nei sottopassaggi, nelle campagne, nelle discariche, ai bordi della strada, una presenza oscura che definisce un contesto che condiziona ogni momento dell’esistenza. Veleno è una storia vera, il racconto di una dignità irrinunciabile, quella che lega l’uomo alla terra, alla vita, alla voglia di costruire un futuro contro la violenza della camorra, delle malattie e dei rifiuti. E’ il dramma con cui quotidianamente convivono i cittadini della Terra dei Fuochi e che Gaetano Di Vaio della Bronx Film, coautore della pellicola, e Gesco Gruppo di Imprese Sociali, coproduttore di Veleno, hanno voluto mettere in scena senza alcuna censura.

Il film è una produzione Bronx Film, Minerva Pictures e Tunnel Produzioni in collaborazione con Gesco Gruppo di Imprese Sociali, Rai

Cinema, Sky Cinema e Film Commission Regione Campania. In programmazione in 34 sale, Veleno è al Duel di Caserta, al Big Maxicinema e all’UCi Cinemas di Marcianise e al Drive In di San Tammaro.

Furti in appartamento: banda Georgiani sgominata a Salerno

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Una banda di immigrati della Georgia, specializzata in furti in appartamento a Salerno e’ stata sgominato da Carabinieri e Squadra Mobile, che hanno eseguito ieri tre arresti, due dei quali in flagranza. Giorgi Morchadze e Koba Gongadze sono stati sorpresi dai militari mentre mettevano a segno un furto in una abitazione nel quartiere Torrione, a Salerno. I due erano gia’ riusciti ad aprire la porta d’ingresso e sono stati bloccati e trovati in possesso di arnesi da scasso. Dai controlli effettuati e’ emerso che i due georgiani erano gia’ stati fermati in passato. Un terzo connazionale Goderdzi Jogerdishvili, 33 anni, e’ stato rintracciato ed arrestato dalla Squadra Mobile. 

Napoli, partono i lavori del nuovo ripetitore: protesta dei residenti di Soccavo

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“Sulla vicenda del ripetitore di via Giustiniani a Soccavo si continua a percorrere la strada peggiore, quella delle scelte non condivise e imposte a chi le sta subendo e giustamente protesta”. Lo hanno detto i Verdi, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e i consiglieri comunali Stefano Buono e Marco Gaudini, rinnovando la solidarietà al Comitato dei cittadini di Soccavo che hanno denunciato “l’avvio dei lavori per l’installazione del ripetitore all’alba con l’intervento delle forze dell’ordine”. “E’ assurdo che ci sia stata un’ulteriore accelerazione, nonostante fosse stata in qualche modo concordata una pausa per non meglio precisati problemi al solaio” hanno aggiunto Borrelli, Buono e Gaudini ricordando che “erano anche in programma controlli dell’Arpac sulle emissioni già esistenti e sulla distanza dalle scuole”. “Noi continuiamo a credere che, in scelte del genere, sia necessaria una corretta informazione su quel che si vuole fare e sui rischi concreti per la salute di chi vive a ridosso delle antenne” hanno continuato i Verdi per i quali “di fronte ai timori di chi pensa che le antenne possano essere pericolose per la salute si dovrebbe rispondere con il confronto, seguendo l’esempio già sperimentato in alcune città grazie alla collaborazione di docenti universitari come il professor Nicola Pasquino della facoltà di Ingegneria della Federico II esperto in materia, perché, a volte, basterebbe avere maggiori informazioni per evitare proteste e paure che poi potrebbero rivelarsi ingiustificate”. “Di fronte a un inquinamento generalizzato, in tanti, giustamente, pensano che le onde emanate da un ripetitore telefonico possano essere pericolose e, quindi, è giusto dare tutte le informazioni possibili” hanno sottolineato Borrelli e Gaudini per i quali “bisognerebbe anche fare in modo che le scelte siano il più possibile condivise per evitare che, come nel caso di Soccavo, le scelte di un condominio siano subite, senza diritto di replica, da parte degli altri condomini vicini”. “Un discorso a parte poi merita il comportamento di chi protesta per le antenne però poi corre nei negozi per comprare gli smartphone di ultima generazione, quelli che supportano il 5g che prevede l’installazione di altri ripetitori” hanno concluso Borrelli e Gaudini per i quali “in ogni caso bisogna verificare, in Consiglio regionale e in Consiglio comunale, la possibilità di introdurre requisiti più stringenti per l’installazione delle antenne, soprattutto a ridosso di aree sensibili, a cominciare dalle scuole e dai parchi pubblici”. 

I parlamentari napoletani contro Di Maio: ”Lasci in pace San Gennaro”

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Nessuno tocchi San Gennaro. Nella disputa tra Luigi Di Maio e Massimo Gramellini, i napoletani in Parlamento non hanno dubbi: stanno con il Santo. Del resto, all’ombra del Vesuvio, anche un sindaco comunista come il mitico Maurizio Valenzi, (primo cittadino dal 1975 al 1983) non disdegnava di recarsi in Duomo, per la liquefazione del sangue. “Ma lui non baciava mica la teca”, ricorda Pasquale Laurito della Velina rossa, memoria storica della politica. “Segno- aggiunge- che lo spirito laico non si genuflette”. Neanche davanti a San Gennaro. “Non ne avevamo bisogno neanche noi democristiani”, mette in chiaro Paolo Cirino Pomicino, interpellato dalla Dire. “A Napoli io- aggiunge- prendevo piu’ voti di tutti. Sono cattolico praticante e democristiano non pentito. Ma non ho mai baciato l’ampolla”. Perche’, Pomicino non ci crede? “Tutt’altro. Il sentimento del popolo va rispettato. Io non irrido affatto. Alla cerimonia ci andavo, nel lontano passato, non ricordo neppure esattamente quando… Insomma noi democristiani non avevamo l’assillo del Santo perche’ non sentivamo il bisogno di essere legittimati. Chi e’ senza arte ne’ parte, invece, ha bisogno di San Gennaro. Come si dice: le vie della Provvidenza sono infinite. E la democristianeria e’ una virtu’. Anche per il giovane Di Maio evidentemente…”.

Dall’altro lato della ‘barricata’ Arturo Scotto, di Articolo 1-Mdp, prende le distanze. “Non dal culto di San Gennaro, che e’ un sentimento popolare, prima ancora che religioso. E sarebbe un grave errore non rispettarlo. Ma dall’opportunismo del comportamento: io non bacerei mai l’ampolla. Anche se altri, pure laici, lo hanno fatto. Nel caso di Di Maio, lui evidentemente ha capito che perdera’ le elezioni. E si affida a San Gennaro…”. Amedeo Laboccetta, di Forza Italia, in Duomo ci andava, “con il musicologo Paolo Isotta”, ricorda. “E di solito ci vado ancora. Ieri no, perche’ ero alla Camera perche’ io prendo sul serio gli impegni istituzionali… Evidentemente Di Maio, invece, si sente un personaggio, un leader in pectore. Ma Grillo e Casaleggio non hanno capito che il governo del paese non e’ una gara tra manichini. E fare di un manichino un politico e’ un miracolo che non riuscira’ neppure a San Gennaro“. L’ex Pci Aniello Formisano coglie le implicazioni piu’ schiettamente popolari. “Se Di Maio lo ha fatto per opportunismo e non perche’ ci crede, ne rispondera’ alla sua coscienza”, osserva, precisando: “E’ una questione di rispetto verso il popolo napoletano”. Comprensivo, invece, il senatore Ciro Falanga, da Torre Del Greco. “Il gesto di Di Maio e’ stato stimolato dalla sua coscienza, quindi va bene cosi’. La teca puo’ essere baciata da tutti”, spiega con il consueto pragmatismo. E a Gramellini che da’ del ‘Masaniello devoto’ al vicepresidente della Camera, Falanga risponde con ironia: “Non lo credo. Anzi apprezzo il gesto di un autorevole rappresentante grillino che bacia la teca di San Gennaro. Ma perche’ sto dalla parte di San Gennaro. Mica dei grillini”.

“Il disprezzo per la festa di San Gennaro da parte di un intellettuale come Gramellini e’ il segno evidente dello scollamento tra chi fa informazione e la gente comune. Disprezzare queste feste e’ disprezzare l’Italia. Io le amo, le rispetto e sono veramente felice di essere stato invitato a partecipare ieri alla festa di San Gennaro e accettero’ volentieri inviti, se arriveranno, da ogni campanile d’Italia”. Lo scrive, in un post su facebook, Luigi Di Maio replicando a Massimo Gramellini che, oggi sul Corsera, fotografa cosi’ la presenza di Di Maio al Duomo di Napoli: “l’immagine di Di Maio, candidato premier per mancanza di prove, che bacia la teca con il sangue liquefatto di San Gennaro giustifica una richiesta di asilo politico all’altro mondo, dove nessuno avra’ ancora avuto il coraggio di dirlo a Dario Fo”. “Per Gramellini la festa di San Gennaro e’ solo un momento per radunare i baciapile e quello che lui chiama “il popolino”. Gramellini non sa che quella e’ una festa sentitissima da tutti i napoletani e anche da moltissimi campani”, attacca Di Maio. “Quella di San Gennaro non e’ solo una festa religiosa, e’ una festa di popolo che si continua a ripetere ogni anno da secoli. E’ la festa che ricorda che i miracoli possono succedere, che c’e’ sempre la speranza, che domani puo’ essere un giorno migliore. E’ una festa a cui ti abitui da bambino e a cui ti affezioni, non e’ una questione di fede o di superstizione, e’ una questione di identita’. Napoli senza San Gennaro e’ come Napoli senza il Vesuvio”, sottolinea Di Maio.

Messico. Registrate 22 scosse di assestamento, crollata una scuola non a norma

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Dopo il sisma di magnitudo 7,1 della scala Richter di ieri in Messico sono state registrate almeno altre 22 scosse di assestamento, la più forte delle quali di magnitudo 4. Lo ha reso noto la direttrice del Servizio sismologico nazionale, Xyoli Pérez Campos, ricordando che l’epicentro del terremoto registrato alle 13.14 ora locale di ieri è stato rilevato 12 chilometri a sudest di Axochiapan, nello stato di Morelos. Vasto eco sta suscitando, in queste ore, il crollo di una scuola privata nella parte meridionale di Citta’ del Messico: si tratta della scuola Enrique Rebsamen, nel cui crollo sono morti almeno 22 alunni e quattro adulti. “Sicuramente l’edificio non era costruito secondo le regole- commenta per il ‘Sir’ da Citta’ del Messico il sociologo Rodolfo Soriano-Nunez, docente alla Fordham University di New York -. Qui la gente e’ esasperata. Nel pomeriggio il ministro dell’Interno e’ stato cacciato via dal luogo nella citta’ dove si era recato. Mai avevo visto trattare cosi’ un membro del Governo, ma ci sono state molte polemiche per il modo in cui la politica ha gestito i primi aiuti dopo il terremoto dello scorso 7 settembre in Oaxaca e Chiapas”. Le stime provvisorie del sisma di magnitudo 7.1 che ieri ha colpito le regioni centrali del Paese – causando numerosi crolli nella capitale – parlano di 117 vittime a Citta’ del Messico, 72 nello stato di Morelos, 43 nello stato di Puebla, 3 nello stato di Guerrero: 235, ma molte fonti riferiscono di 248. Si prevede che il bilancio nelle prossime ore aumentera’ ancora, anche se sara’ sicuramente inferiore al terribile sisma che proprio lo stesso giorno, 32 anni fa, provoco’ circa 10mila vittime. “Il terremoto qui e’ stato impressionante- prosegue Rodolfo Soriano-Núñez- ma una prima verifica ci dice che non si tratta di un cosa grave come quella di trentadue anni fa”. Un docente all’Universita’ di Puebla, Marco Antonio Cerdia, contattato attraverso Twitter, spiega che a Puebla “la situazione e’ grave nel centro della citta’, mentre non ci sono particolari danni in periferia, dove io vivo”. A Puebla l’Universita’ e’ stata tra gli edifici piu’ colpiti. L’aeroporto di Citta’ del Messico, inizialmente chiuso, e’ stato riaperto alle 16 ora messicana (le 23 in Italia).

Uccise il padre per difendere la madre: la difesa chiede la conferma dei domiciliari

Si e’ tenuta questa mattina davanti al gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere  l’udienza di convalida per l’omicidio dell’imprenditore caseario di Alife Giuseppe Leggiero, per il quale e’ agli arresti domiciliari da domenica il figlio Daniele di 28 anni. L’uomo e’ stato ucciso con un coltellata al torace. Presente il sostituto titolare del fascicolo Giacomo Urbano. Il giovane, rappresentato dagli avvocati Giuseppe Stellato ed Emanuele Sasso, ha confermato quanto gia’ riferito alcune ore dopo il fatto. “Sono intervenuto nel corso di una violenta lite tra papa’ e mamma – ha raccontato il 28enne – volevo difendere mia madre dalla furia di mio padre, cosi’, nel tentativo di tenerlo lontano gli ho lanciato tutto cio’ che ho trovato sul tavolo, tra cui il coltello che lo ha colpito”. Il pm ha pero’ prodotto una prima parte della relazione del medico-legale, che ha effettuato l’esame autoptico sul corpo del 50enne Giuseppe Leggiero, da cui emerge la presenza di una seconda lesione oltre a quella letale all’emitorace gia’ riscontrata all’ospedale di Piedimonte Matese sabato scorso. Una ferita piu’ piccola, posta verso l’addome, che secondo la Procura confermerebbe l’ipotesi che il giovane non avrebbe lanciato il coltello, ma l’avrebbe appoggiato e spinto all’interno del corpo del padre. La difesa ha chiesto di analizzare la maglietta che la vittima indossava al momento del delitto, al fine di riscontare la presenza di piu’ ferite, come sostiene l’accusa; per ora comunque i difensori dell’indagato non hanno contestato la qualificazione giuridica del fatto, che resta di omicidio volontario, soffermandosi invece sull’insussistenza delle esigenze cautelari e chiedendo dunque al Gip di confermare i domiciliari e di non applicare la misura piu’ afflittiva del carcere. 

Esercito in Campania, il punto della situazione

Sono numerosissimi gli interventi e le azioni messe in campo dall’Esercito nell’ambito dell’operazione avviata 6 mesi fa in Campania battezzata “Strade sicure – Terra dei Fuochi”. E’ il risultato di un briefing svoltosi oggi a Palazzo Salerno, a Napoli, nella sede del Comando Forze Operative Sud di Napoli in occasione del passaggio di consegne dal Colonnello Sarcià al colonnello Mazzotta. Nel corso degli ultimi sei mesi – spiega una nota – la costante e capillare attività di presidio del territorio da parte degli uomini e delle donne dell’Esercito in concorso alle Forze dell’Ordine (finalizzata alla vigilanza di obiettivi sensibili ed alla prevenzione nonché al contrasto dei reati ambientali nelle Province di Napoli e Caserta) ha portato a conseguire importanti risultati confermando il sostanziale apporto alla sicurezza dei cittadini fornito dai militari. Un dispositivo, quello messo in campo dall’Esercito in Campania, articolato e distribuito su un territorio vasto ma, allo stesso tempo, caratterizzato da elevata flessibilità di impiego, sempre pronto a rispondere con tempestività ed efficacia alle esigenze prospettate dalle competenti Prefetture. Come nel caso dell’emergenza verificatasi al parco nazionale del Vesuvio a causa dei roghi che nel mese di luglio hanno devastato circa 2000 ettari di bosco. In questa circostanza – prosegue la nota – i militari del raggruppamento Campania, sono intervenuti su tutti i comuni del Vesuviano, garantendo un pattugliamento capillare necessario alla segnalazione di nuovi roghi e a contrastare eventuali azioni di piromani. Anche a seguito dell’evento sismico che ha colpito recentemente l’isola d’Ischia il raggruppamento Campania è intervenuto con uomini e mezzi per contribuire alla sicurezza della cosiddetta “Zona Rossa”. In cinque mesi di attività alla guida del Colonnello Sarcià il Raggruppamento Campania, che vede impegnato in gran parte personale della Brigata Bersaglieri Garibaldi con alcuni rinforzi provenienti dalla Brigata Pinerolo, ha controllato quasi 8000 autoveicoli e motoveicoli mentre circa 17000 sono state le persone identificate e controllate. Tali attività hanno consentito di procedere a 20 arresti e 50 denunce da parte delle Forze dell’Ordine, al rinvenimento di 50 automezzi rubati ed al sequestro di importanti quantitativi di sostanze stupefacenti.
Non di minore importanza l’attività svolta nella prevenzione e nel contrasto dei reati ambientali nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”. In questo caso il personale dell’Esercito ha controllato 15000 persone e 8000 mezzi. Controlli che hanno permesso di segnalare alle Polizie Municipali un centinaio di infrazioni per sversamento illegale di rifiuti e per le quali sono state comminate sanzioni amministrative . Sono stati rinvenuti e mappati 120 nuovi siti di sversamento illecito segnalati alle autorità locali per le successive bonifiche, mentre 112 roghi di rifiuti sono stati rinvenuti e segnalati ai Vigili del Fuoco per lo spegnimento”.

Truffa 6 mila ad un’anziana, fingendosi maresciallo dei carabinieri: arrestato 49enne napoletano

Si era spacciato per maresciallo dei carabinieri, facendosi consegnare 6 mila euro da un’anziana di Avellino per evitare – aveva detto alla donna – l’arresto del figlio, che sarebbe stato responsabile di un grave incidente stradale. Un truffatore seriale di 49 anni, originario della provincia di Napoli, e’ stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Avellino che dal mese di maggio scorso, dopo la denuncia della vittima, erano sulle sue tracce. Insieme a due complici, uno dei quali si era finto a sua volta avvocato, aveva contattato telefonicamente la signora 71enne, chiedendole il versamento in contanti di 8 mila euro per indennizzare le persone ferite nel presunto incidente provocato dal figlio. Indossando la divisa di carabinieri si era quindi recato a casa dell’anziana facendosi consegnare i risparmi in contanti per 6 mila euro. L’uomo, che deve rispondere di truffa aggravata, e’ stato rintracciato nella sua abitazione, e sottoposto al regime degli arresti domiciliari.