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Rapina una ragazza in treno, inseguito dai passeggeri e arrestato dai carabinieri

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Ha rapinato una ragazza su un treno regionale, poi è stato inseguito dai passeggeri e infine bloccato dai carabinieri. A.I.S., 20enne cittadino romeno senza fissa dimora, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato nel pomeriggio di ieri alla stazione di Pistoia dai militari del Norm, prima che riuscisse a dileguarsi dopo essere sceso dal treno regionale proveniente da Montecatini Terme. Il giovane nel tragitto aveva prima cominciato ad infastidire con il suo comportamento alcuni viaggiatori e poi aveva strappato uno smartphone dalle mani di una ragazza 19enne pistoiese, strattonandola più volte e tentando di allontanarsi dal vagone dove viaggiava la ragazza, confidando probabilmente nell’indifferenza degli altri viaggiatori. Ma così non è stato perché il telefono poco prima che il convoglio arrivasse nella stazione è stato recuperato grazie proprio all’intervento di altri passeggeri che hanno inseguito il ladro il quale ha dovuto lasciarlo, consentendone il recupero alla vittima. tentativo di dileguarsi alla stazione infine è stato vanificato dall’intervento di una pattuglia dei carabinieri allertata da un’altra viaggiatrice, che aveva descritto agli operatori del 112 cosa era successo poco prima. Arrestato per rapina impropria, il 20enne, dopo la formalizzazione degli atti con la denuncia sporta dalla vittima, è stato trasferito al carcere della Dogaia a Prato.

Dai Quartieri Spagnoli a Roma per rapinare Rolex: due arresti

Gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile, nell’ambito dell’attività finalizzata al contrasto dei reati predatori, hanno eseguito una misura cautelare a carico di due rapinatori, autori di venticinque episodi consumati nella Capitale, completando così lo smantellamento di tre bande specializzate nelle rapine di orologi di pregio. In particolare gli investigatori della sezione ”Rapine”, che svolgono specifiche indagini per identificare i malviventi che, periodicamente, dalla Campania si recano a Roma per mettere a segno i colpi a danno dei possessori di orologi di pregio, dopo aver svolto un’accurata indagine, con pattuglie a bordo di autovetture e moto disposte nelle zone maggiormente ”battute” dai gruppi criminali, hanno individuato nell’ultimo anno tre distinte bande di rapinatori, provenienti dal Rione Sanità e dai Quartieri Spagnoli di Napoli. Al termine delle investigazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma – Gruppo reati contro il patrimonio, è stato emesso un provvedimento restrittivo per i due responsabili di undici rapine, a carico di persone con precedenti specifici: F.L. e S.A., entrambi 35enni, provenienti dai Quartieri Spagnoli di Napoli e già ristretti presso gli istituti di pena per altre rapine consumate nella Capitale.

Con quest’ultima tranche di misure cautelari, ottenute a seguito di una complessa attività investigativa, effettuata con ricognizioni fotografiche, analisi tecniche di traffico telefonico ed intercettazioni, è stato possibile ricostruire l’esatta dinamica delle 11 rapine consumate a Roma nella zona Eur – Tor Carbone dai due malviventi, nel periodo compreso tra i mesi di settembre 2016 e aprile 2017. I rapinatori, sempre in orario mattutino, si servivano di una precisa tecnica: dopo aver individuato la vittima in auto, la seguivano lungo il tragitto per aggredirla con violenza e portare via l’orologio, una volta che la stessa parcheggiava la propria autovettura, seguendola in alcune occasioni addirittura all’interno del condominio delle abitazioni private. Le rapine analizzate e contestate, che coincidono con il periodo dell’anno scolastico e con la maggiore concentrazione di traffico veicolare con conseguente aumento di potenziali vittime e maggiore facilità di confondersi tra le auto, vanno infatti dal 20 settembre 2016 al 29 aprile 2017 e sono state consumate in danno di privati cittadini tra le 9:30 e le 13:30 del mattino in via delle Montagne Rocciose, via Simone Martini, via Giuseppe Berto, via Federico Seismit-Doda, largo Piero Bargellini, via del Serafico e via Antonio Maria Lorgna.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile nel corso dell’anno, hanno così consentito di ricostruire ben venticinque episodi commessi a cavallo tra il 2016 ed il 2017, arrestando complessivamente sette persone e disarticolando tre distinte bande di pregiudicati specializzati nelle rapine aggravate di orologi, messe a segno in varie zone di Roma da nord a sud, dalla Cassia ai Parioli, fino all’Eur, Marconi e a Tor Carbone. Per portare a termine i ”colpi”, che hanno fruttato oltre 200.000,00 euro tra orologi ”Rolex”, ”Patek Philippe” e ”Audemars Piguet”, i malviventi non esitavano a minacciare le vittime, talvolta anche con un coltello, spesso percuotendole, provocando loro, spesso, serie lesioni. 

Sedicenne precipita dal ponteggio della fabbrica dismessa: è grave

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Un giovane di 16 anni di Afragola si e’ gravemente ferito ieri cadendo da un ponteggio che si trova in uno stabile in stato di abbandono di Casalnuovo, l’ex Exide di via BeneventoSecondo quanto emerso dalle prime indagini dei carabinieri di Casalnuovo, il ragazzo era in compagnia di alcuni amici quando e’ precipitato da un’altezza di circa 10 metri. Il giovane e’ stato soccorso e trasportato nel pronto soccorso di Villa dei Fiori, ad Acerra. Ora e’ ricoverato al Cardarelli in prognosi riservata: non sarebbe in pericolo di vita.


Arzano: mancati controlli edilizi, distruzione di atti e ingerenza della politica. LE INTERCETTAZIONI CHOC

Arzano. Mancati controlli edilizi, distruzione di atti e ingerenza della politica: ecco il quadro che emerge nell’inchiesta condotta dai carabinieri di Arzano che ha colpito una decina degli agenti della Polizia municipale. Miglia di pagine di intercettazioni, pedinamenti, sopralluoghi a partire dal 2006 e che vede finire nel mirino degli 007 quasi l’intero comando. Uno spaccato inquietante, fatto di veri e propri gruppi di pressione dediti alla sparizione fraudolenta di sopralluoghi contro l’abusivismo edilizio, pressioni su alcuni dirigenti all’urbanistica per decretarne le dimissioni e finanche un viaggio pagato da un tecnico ed un imprenditore ad un dirigente della Polizia municipale. Chi si ribella  – scrivono gli inquirenti -, viene indicato come “nemico da abbattere”. Ovviamente, e bene dirlo, si tratta di atti facente parte integrante dei provvedimenti cautelari dei mesi scorsi che i magistrati hanno voluto aggiungere alle già corpose indagini per certificare  cosa avvenisse già dal 2006 all’interno del comando di via Ferrara. L’indagine, menzionata nelle recenti ordinanze denominata “Lavori in corso “ , ha avuto inizio nel febbraio 2005 allorquando veniva pubblicato un articolo dal titolo  “Concessioni edilizie a valanga: Ufficio tecnico nella bufera”. Nei mesi successivi  diverse furono le pratiche esaminate e altrettanti i sequestri operati. “L’impressione ricavata  dall’esame della documentazione acquisita oltre che dalle successive indagini tecniche disposte – fanno emergere gli investigatori – , è stata quella della esistenza di un gruppo che ha potuto, forte sia del proprio ruolo istituzionale quanto di una totale mancanza di altrui controllo, gestire il grande business delle opere edilizie spesso poste in essere in violazione delle leggi e degli strumenti urbanistici vigenti sul territorio. I cardini di questo sistema sono stati individuati oltre che nei  tecnici privati ed in alcuni  componenti l’ufficio Urbanistico comunale anche in personaggi deviati del locale Comando di Polizia Municipale. Il radicato sistema di illegalità che al pari di un cancro ha attaccato strutture comunali quali la Polizia Municipale e l’Ufficio Urbanistica  emerge dalla telefonata n.515 registrata, alle ore 10:02, in entrata sull’utenza telefonica n.081/7313040 in uso al Comando di Polizia Municipale del Comune di Arzano. Nella conversazione l’avv. civilista omissis, non esita a chiedere prima al vigile omissis e poi al Maresciallo omissis di annullare un sequestro effettuato per violazione alle norme urbanistiche. Dalla Lunga conversazione emerge chiaramente che quanto richiesto dal noto avvocato era stato anche nel recente passato un fatto che rientrava pressoché nella normalità. Ciò si evidenzia allorquando l’avvocato davanti ai tentennamenti del Maresciallo omissis gli ricorda un favoritismo fatto al figlio di tale Omissis in relazione ad un esercizio commerciale di Via A. Pecchia. Legenda – Avv:- Maresciallo:-

 

Avv:- In tanti altri casi, cose del genere che hanno raggiunto l’obiettivo, anchè di fronte .. diciamo..

Maresciallo:- Avv omissis..in altri.. mi senti..scusa.. mi fai parlare.. te lo posso dire io perché mi costa a me, in altri casi fatti in questo modo è quando l’architetto cioè l’architetto o il tecnico comunale o chi per esso ha .. ha eseguito la situazione quindi mi ha cambiato la relazione tecnica dal momento che quello mi cambia la relazione tecnica io sto a posto… come ufficio e come persona.. ma se quello non mi cambia la relazione tecnica io non posso fare niente..

Avv:- lo stesso episodio è capitato di sabato mattina con il figlio di omissis a via Pecchia eh .. eh..e pure lì si aspettò il lunedì il martedì..

Maresciallo:- ma la era una cosa amministrativa era diversa..era il fatto della vetrina

Avv:-no.. no.. li parlavano addirittura ..

Maresciallo:-la vetrina.. era vetrina..vabbò quello ..(ndr non si comprende)..sequestro perchè comunque era una vetrina che bene o male era un abusivismo di una cosa esistente che poi lui l’ha ampliata fa fatto e quell’altro, ma era una vetrina non era una costruzione..

Avv:-no.. no…

Maresciallo:- la.. la in quel caso si è potuto sorv..ovviare.

Avv:-si quello la si voleva.. si voleva sequestrare eh.. eh.. si disse.. aspettiamo il lunedì mattina perché questo ripristina …

Maresciallo:-ma scusa Avv.. se io al magistrato gli mando una relazione per una vetrina il magistrato non me la convalida a me , a me perchè ..è arrivata oltre i termini .. ma la convalida d’ufficio .. ma è per la vetrina tiene considerazione che è la vetrina.. ma una costruzione di quella come fai tu..perchè poi ( le due voci si accavallano)..scusa eh

Avv:-risulta evidente dalla relazione”. Il chiaro riferimento all’abuso commesso dai Vigili Urbani in favore di tale omissis.

“Il coinvolgimento dei Vigili oltre che dalla telefonata intercorsa tra l’avv ed il Maresciallo emerge anche dalle spontanee  dichiarazioni rese dallo stesso omissis. Ma l’avvocato non si era solo limitato a chiedere la sparizione del sopralluogo, cambiare relazioni, annullare protocolli, sopprimere atti, annullare sequestri già compiuti”. In questo sistema – scrivono nero su bianco gli investigatori – chi si oppone è indicato come principale “nemico da annullare”:- è questo il caso dell’Arch. Omissis sul conto della quale l’avv. e il maresciallo si intrattengono a dialogare con giudizi nello stralcio della già telefonata n.515:-

Maresciallo:-ma teniamo la dirigente Omissis.. quella non gli passa per la testa nessuno, quella non fa un favore nemmeno al padre e la madre se vengono, figurati un po

Avv:-Abbiamo fatto interrogazioni in consiglio di continuo ..

Maresciallo:- eh vedi un poco in che situazione stiamo noi

Avv:- L’ho fatta una “chiavica” da vicino insomma, non è che.. dopo averglielo detto in consiglio comunale.

Maresciallo:- Quella omissis con i problemi che stanno avendo all’Ufficio Tecnico ha quattro occhi aperti .. indubbiamente… per questo dico

Avv:-vabbò .. il problema

Maresciallo:-Io sto parlando con te. Se tu mi garantisci che lunedì mi cambia la cosa non ci stanno problemi… però me lo devi garantire

Avv:-questa è una persona che io non conosco.. (le due voci si accavallano)

Maresciallo:-e figurati un pò

Avv:- quindi non so nemmeno se è una persona animata da buon senso che gli interessa l’obiettivo e non la forma

Maresciallo:- noo..quella vuole la forma, questi sono di passaggio per Arzano allora praticamente ..arch omissis non tiene problemi..

Avv:- se questa mi dice no.. con tutta la buona volontà i dati sono questi io ho fatto anche gli atti  eccetera eccetera… comunque c’è di fatto che questa cosa non ha venti anni

Maresciallo:- Avv il fatto è che l’arch. sta creando problemi perché se ne vuole andare da Arzano per i problemi sul comune e quindi sta creando problemi appresso appresso ma giustamente non è che è quello il problema

Avv:- il problema è di convincere il .. chi ha fatto il verbale

Maresciallo :- e per questo ti dico.. se tu mi garantisci che il tecnico lunedì mi cambia la relazione per me non ci stanno problemi.. però devo essere coperto pure io. Nella loro conversazione il Maresciallo e l’Avv., fanno esplicito riferimento in modi non certo lusinghieri, all’arch. Le indagini intanto vanno avanti spedite, e nel breve potrebbero esserci ulteriori risolti. Anche se i soggetto citati, sono tutti da dichiararsi innocenti fino ad una eventuale sentenza definitiva. Intanto, ancora un nulla di fatto dal comune per la nomina di un avvocato per la costituzione di parte civile nel procedimento contro i furbetto del cartellino. Vicenda già finita  al vaglio della commissiona Antimafia.

Salvatore Baldini

Napoli, il giallo della tentata rapina al Vomero e del pregiudicato ferito

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Una rapina, il titolare che si difende e spara e un uomo che si presenta in ospedale tre ore dopo con un proiettile nel braccio senza saper fornire spiegazioni. Il giallo potrebbe essere risolto già in mattinata. E’ accaduto al Vomero ieri sera, in via Nicolardi. I carabinieri per tutta la notte hanno guardato le immagini delle telecamere del supermercato e quelle di altri impianti di videosorveglianza pubblici e privati posti lungo le possibili strade di accesso e di fuga al supermercato di via Nicolardi dove è avvenuta la rapina. Poi il contributo maggiore alle indagini lo dovrebbe dare invece il ferito. Si tratta di un pregiudicato 61enne, C.R. ma che non risulta inquadrato in nessun clan. E’ ricoverato all’ospedale San Giovanni Bosco con un proiettile ritenuto nel braccio. L’uomo sarà interrogato dai carabinieri ai quali dovrà spiegare come si è procurato la ferita visto che ieri sera non è stato in grado di farlo, o non ha voluto, raccontando cose senza un senso logico. Ovvero che sarebbe stato ferito da due banditi entrati nel supermercato per compiere la rapina e che lo avrebbero ferito perchè lui li avrebbero ostacolato. Gli inquirenti sospettano invece che si lui l’autore della tentata rapina al supermercato di via Nicolardi.

 

Napoli, pensilina usata come deposito della spazzatura

Napoli. Una pensilina usata come deposito di rifiuti. E’ la denuncia di Enrico Cella, presidente dell’Associazione “Vivere il Quartiere”. Una situazione di degrado assoluto che stenta ad essere risolta. Si tratta di una fermata importante con un’ utenza notevole, considerando che vi fermano i mezzi di trasporto diretti a Piazza Carlo II, Capodichino e Secondigliano. Molti pendolari, per igiene, preferiscono sposarsi alla fermata successiva. Sulla e nei pressi della pensilina vi si trovano rifiuti di ogni genere che hanno anche attirato ratti di grandi dimensioni.
“C’è bisoggno di una capillare pulizia, disinfestazione e derattizzazione tenuto conto che donne, bambini e anziani sostanto per molto tempo in attesa dell’arrivo del bus – si legge nella segnalazione. I rischi di contrarre infezioni sono tanti e vanno evitati”.

Camorra, il pentito e il tatuaggio per ricordare la vittima innocente Gelsomina Verde. IL RACCONTO

Gennaro Notturno  ‘o saraccino è uno di quei pentiti che probabilmente possono dare la spallata definitiva al clan Amato-Pagano e a tutti le famiglie malavitose satelliti che da anni orbitano sotto l’egida degli “scissionisti” di Secondigliano. I suoi racconti da pentito stanno facendo luce su decine di omicidi, ma anche sui rapporti con gli altri clan, le persone insospettabili che sono state e sono ancora al servizio dei clan, i fornitori, e gli spacciatori di droga. La Dda si sta concentrando in particolare in questa prima fase sull’omicidio dell’ennesima vittima innocente, il giovane disabile Antonio Landieri ucciso ai Sette Palazzi, perchè nel marzo scorso il Riesame ha annullato tutto le ordinanze di custodia cautelare che avevano colpito mandanti e killer, tra cui lo stesso Gennaro Notturno, arrestati nel mese di gennaio. Il pentimento di ‘o sarracino svela particolari inediti e di prima mano visto che come egli stesso ha raccontato è stato colui che ha ucciso con una raffica di mitra Uzi il giovane disabile. Nel suo racconto, come riporta Il Roma, viene svelato il particolare del tatuaggio che si  è fatto incidere sul polso ferito con un cuore a metà e due rose per ricordare Gelsomina Verde, la sua fidanzata uccisa dal clan Di Lauro  durante la faida.

“Ci trovavamo a Varcaturo nella villa dove ci riunivamo di solito noi dopo la scissione avvenuta con il duplice omicidio di Montanino e Salierno e dove prendevamo le decisioni per fronteggiare la reazione dei Di Lauro. Presenti eravamo io, mio cugino Arcangelo Abete, Raffaele Amato, Carmine Cerrato, Carmine Pagano, Rito Calzone, Ciro Caiazza, Antonio Caiazza, Lucio Carriola, Elio Amato, Giacomo Migliaccio, Gennaro Marino, Ciro Mauriello ed affrontammo il problema dei sette palazzi. Dovevamo infatti liberare i sette palazzi dagli affiliati ai Di Lauro. In particolare in quella riunione si decise di uccidere Salvatore Meola detto Vittorio, gestore della piazza per conto dei Di Lauro. Tommaso Prestieri aveva una piazza più avanti, mentre Meola l’aveva nei pressi del salumaio. Ai Meola, noi Amato-Pagano avevamo mandato a chiedere tramite Patrizio Grandelli e Francesco Irace di girarsi con noi, ma Meola aveva rifiutato. Fu Raffaele Amato a prendere la decisione di far uccidere Meola e tutti noi presenti concordammo. Si concordò che l’omicidio dovevano prendere parte i cafoni, ovvero gli Abbinante, che dovevano dare un contributo, che così avrebbe dimostrato che prendevano parte alla scissione con noi. Lì presente non vi era nessuno del gruppo Abbinante e così fu deciso che io avrei preso parte all’organizzazione e all’esecuzione materiale dell’attacco ai Sette palazzi in ragione del fatto che noi Notturno, in virtù del matrimonio di mia sorella con Massimiliano De Felice, eravamo imparentati con gli Abbinante. De Felice venne ucciso in quella stessa faida. Quindi dovevo far conoscere l’ordine al gruppo di fuoco degli Abbinante che si trovava al Monterosa. Il giorno successivo a questa deliberazione io incontro Giovanni Esposito a casa di mia sorella a Qualiano e costui era il referente degli Abbinante.Gli comunico la decisione di uccidere Meola e di attaccare i Sette Palazzi. Giovanni Esposito si mette a disposizione. Ciro Caiazza il giorno dopo mi consegnò uno zaino con all’interno una mitraglietta usata per il duplice omicidio di Montanino-Salierno e poi tre calibro 7,65 tutte fornite da Raffaele Imperiale. Il giorno dopo partimmo da Varcaturo. Venne poi a prendermi Francescone Davide che all’epoca era il fidanzato della nipote di Cesare Pagano. Mi porta con la Punto Bianca a casa di Pasquale Riccio e lì c’erano Pasquale, Giovanni Moccia, Giuseppe Carputo, Giovanni Esposito. Erano tutti pronti. Venne deciso di fare ingresso nei sette palazzi con la Fiat Punto e lo scooter. La punto venne guidata da Francescone, io stavo avanti armato con la mitraglietta, dietro vi erano Carputo e Moccia ed Esposito era con lo scooter guidato da Riccio. Il progetto era quello che io dall’auto ed Esposito dallo scooter doveva scendere ed uccidere Meola. Moccia e Carputo dovevano fare da copertura. Ci avviamo alle 19,30. La Punto avanti e la moto dietro. Arrivammo nei pressi del biliardino che stava sotto una piccola tettoia e vide Meola. Aprii la porta scendendo dall’auto che Francescone fermò. Non riuscii nemmeno a fare tre metri che Moccia fece fuoco contravvenendo agli accordi e un proiettile colpì il mio polso sinistro e per il dolore feci partire una sventagliata con la destra. Sull’avambraccio sinistro ho poi tatuato un cuore a metà con due rose e le iniziali, una è per Gelsomina Verde. Successivamente non si è capito nulla. Sparai un’unica raffica Esposito, Moccia e Carputo correvano sotto i porticati e facevano fuoco. Non so dire se la mia raffica ha colpito qualcuno ma ebbi moto di notare che c’erano ragazzi che non appartenevano a Meola. Dopo l’omicidio tornati a porto della Punto andammo verso Varcaturo. Io lì fui curato da un medico che era amico di Raffaele Amato e a nostra disposizione”.

(nella foto da sinistra il pentito Gennaro Notturno ‘o sarracino, Gelsomina Verde e Antonio Landieri)

Napoli, “troppi rifiuti abbandonati”, proteste dei residenti di Piazza San Domenico Maggiore

Napoli. È diventata difficile la convivenza tra residenti e gioventù in piazza San Domenico Maggiore. Una lettera dettagliata con tanto di allegati fotografici è stata inviata dal presidente dell’ Associazione No Comment, Antonio Alfano, al Sindaco De Magistris ed Assessori. Nella missiva viene sottolineato il livello di inciviltà raggiunto dagli ultimi mesi a questa parte, i comportamenti di alcuni frequentatori stanno riducendo strade e piazze, delle vie dell’arte, in vere e proprie pattumiere a cielo aperto. E’ diventato quasi un rito, raccontano i residenti, per tanti giovani, soprattutto universitari, ritrovarsi a tarda sera ai piedi dell’obelisco, per consumare alcolici e lasciare le bottiglie vuote vengono a terra, calpestate e frantumate diventando un pericolo per i passanti. Questi rifiuti restano lì, in piazza, fino a mattina tarda ledendo l’immagine della città, considerando l’alto tasso di turisti che percorrono le vie del centro antico partenopeo.
«Vi invitiamo, – dicono – come cittadini, a trovare una soluzione in grado di impedire questo fare incivile che danneggia l’immagine della città. Come associazio- ne promuoviamo sul territorio “il senso del senso civico”, ma è difficile arginare un’inciviltà di massa come questa».

Il Vangelo del giorno

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,43b-45. 
In quel tempo, mentre tutti erano pieni di meraviglia per tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Mettetevi bene in mente queste parole: Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini».
Ma essi non comprendevano questa frase; per loro restava così misteriosa che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento.

Avellino: Novellino pronto a dosare le forze

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Le certezze di Walter Alfredo Novellino dopo il primo blitz esterno a Novara, fanno i conti con un turnover che è frutto di un ragionamento logico alla luce del tour de force delle cinque sfide – e che sfide – che proprio partendo da oggi con l’Empoli in casa, proseguiranno con la visita al Bari, il derby con la Salernitana tra le mura amiche e di nuovo una trasferta delicata contro il Pescara di Zeman. «Decisamente è un esame importante e significativo – esordisce Novellino – contro un avversario indubbiamente forte, con elementi importanti e costruito per risalire subito. Starà a noi impedirgli di dimostrare le sue capacità, scombinandogli i piani tattici puntando a superare un esame a pieni voti che ci dia consapevolezza della nostra forza che non è da meno a quella dello stesso Empoli, ed in grado di farci irrobustire, fortificare una consapevolezza nelle nostre capacità e qualità in grado di accompagnarci da qui in avanti, lungo un percorso obiettivamente tortuoso e pieno di insidie». Dribblato con molta diplomazia l’argomento formazione da parte del tecnico originario di Montemarano che si affida a quanto visto in settimana durante le sedute di allenamento. «Andrà in campo la formazione migliore – sottolinea – perchè ciò che più conta è dare continuità al nostro cammino ed alle nostre prestazioni. I numeri dicono che posso disporre di ventidue elementi, anzi ventitrè se consideriamo Gavazzi, e tutti sullo stesso livello: in pratica non esiste un Avellino A ed uno B, ma una sola squadra che può attingere dalle caratteristiche di tutti i componenti della rosa: basta solo scegliere ed io lo farò a seconda delle circostanze, delle necessità».

Benevento: operazione Inter, le scelte del mister

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Baroni sta cercando di lavorare seriamente sulle coscienze dei calciatori (e anche in questo caso i risultati non sembrano dargli ragione: la sconfitta rimediata nella sgambatura contro una squadra di serie D è l’ennesimo campanello d’allarme e significa che il problema non è solo tecnico-tattico ma anche di testa) per fargli prendere consapevolezza del potenziale e dimostrare a tutti che il gruppo costruito è in grado di raggiungere l’obiettivo salvezza. Il tecnico sta anche valutando di modificare il sistema di gioco ma non è ancora del tutto persuaso: in teoria vorrebbe aspettare di recuperare tutti gli infortunati per avere un più ampio ventaglio di scelte, ma non è escluso che il cambio possa avvenire in corsa pure stavolta, come già accaduto in tutte le precedenti uscite. I dubbi di formazione si sono acuiti dopo la magra figura nel test di giovedì. Partendo dalle certezze che vedono anche Djmisiti e D’Alessandro disponibili, c’è da dire che oltre a Belec tra i pali, se l’albanese con passaporto svizzero sarà in condizione, toccherà a lui far coppia con Costa al centro della difesa. In tal caso Venuti sicuro a destra e Letizia favorito su Di Chiara completerebbero il reparto arretrato. Se Djimsiti partisse dalla panchina, Venuti sarebbe favorito su Gravillon come secondo centrale, con l’idea Gyamfi che si fa largo a destra. In mediana inamovibili Memushaj e Cataldi (col centrocampo a tre a loro andrebbe ad aggiungersi Chibsah), sugli esterni Lombardi e Lazaar paiono quelli con maggiori possibilità. Risulta invece alquanto difficile pensare a D’Alessandro dal primo minuto: l’ex Atalanta potrebbe divenire una carta a sorpresa da giocarsi nel corso della gara. In attacco scontata la presenza di Coda, tra Puscas e Armenteros è ancora una volta in vantaggio il rumeno. Nessuno di questi ultimi due sarebbe in campo qualora si optasse per il 4-3-3, modulo che potrebbe invece catapultare in campo Parigini come esterno offensivo mancino, un ruolo che gli calza a pennello. Resteranno ancora fuori Antei, Ciciretti e Iemmello, tutti comunque sulla via del completo recupero. Dovrebbero rientrare in gruppo dopo la sosta, e tornare tra gli arruolabili in occasione della trasferta di Verona del 16 ottobre prossimo (posticipo del lunedì in notturna). Con la squadra ad allenarsi a Roma c’è anche capitan Lucioni (che tuttavia non ha potuto scendere in campo contro l’Atletico Fregene-Fiumicino perché il regolamento vieta agli atleti sospesi di partecipare finanche alle amichevoli), la cui udienza dinanzi alla Procura Antidoping presso gli uffici di Nado Italia è slittata di tre giorni, da lunedì 2 ottobre a giovedì 5 (rimasto inalterato l’orario, fissato per le 10.30). La richiesta di rinvio è partita dall’avvocato difensore della società, Eduardo Chiacchio.

Lite nel seggio, processo per il vice presidente della Regione Campania

Una lite all’ interno del seggio elettorale finisce in tribunale. I protagonisti sono un agente di polizia penitenziaria e Fulvio Bonavitacola Vice Presidente della Regione Campania e all’ epoca dei fatti Parlamentare. L’agente, in servizio di vigilanza elettorale, ostacolò Bonavitacola all’ interno della sezione: “come si permette di entrare nel seggio?” L’allora parlamentare democratico non digerì quella espressione e ribadì il ruolo istituzionale e di controllo che possono assumere i Parlamentari. L’agente dal canto suo, invece, si sentì offeso e lo ha querelato. Il Giudice per le indagini preliminari ha accolto l’istanza ed ha rinviato a giudizio il politico. Ieri si è tenuta la prima udienza, il processo, però, rischia di diventare un caso giurisprudenziale. L’avvocato di Bonavitacola si è appellato all’ articolo 68 comma 1 della Costituzione: “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”. In quella circostanza il politico aveva anche poteri di controllo e vigilanza. Infatti il parlamentare democratico era andato al seggio in veste di ispettore perchè si erano creati dei disguidi da parte di un presidente che non stava facendo votare alcuni elettori che, seppure iscritti alla sezione 140 avevano la tessera elettorale che riportava invece il numero 150. Quindi lui voleva accertarsi la realtà dei fatti e se, effettivamente come è stato poi dimostrato, la sezione 150 era stata accorpata alla 140. La prossima udienza è fissata per luglio. O ci sarà un proscioglimento immediato oppure l’invio del fascicolo alla Camera dei Deputati per accertare se l’azione contestata integri o meno “opinione espressa nell’esercizio delle sue attribuzioni”.

Salernitana: Bollini e Vitale sul pari a Parma

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«In svantaggio così e su un campo del genere è facile mollare e noi non lo abbiamo fatto, anche grazie al pubblico che ci ha sospinti. Questa partita è la fotografia del campionato: è prematuro dare sentenze prima del termine afferma Bollini Sapevo che questa squadra aveva carattere ed ho avuto la conferma. Non sono un veggente ma immaginavo che avremmo potuto riprendere la gara. Siamo andati troppe volte in svantaggio, per qualcuno al 45′ era tutto chiuso ma non per me, non per noi. Non è da me accampare alibi ma la nostra difesa era a corto, tutti possono rimpiazzare tutti ma siamo dovuti correre ai ripari per le assenze. Nel primo tempo non abbiamo avuto personalità per imporre il nostro gioco, è mancato filtro a centrocampo e abbiamo preso due gol evitabilissimi: sapevamo che il Parma sui calci piazzati non perdona, ci siamo cascati. Ma siamo stati bravi a reagire». Quali le cause del primo tempo opaco? «Ho visto poco dinamismo in mezzo al campo. Non è un problema atletico ma di pigrizia mentale, dovuto anche ad un pizzico di scoramento quando si va sotto spiega l’allenatore Non siamo riusciti a essere corti e aggressivi nel pressing, abbiamo creato poco. Però non abbiamo mai smesso di crederci e siamo stati premiati. Potevamo vincerla, le troppe interruzioni nel finale e una certa fretta nel gestire le situazioni ci hanno frenati». A spaccare la partita ci ha pensato Sprocati. «Dovevamo proteggere una difesa decimata e chiudere le corsie esterne, ecco perché non l’ho schierato dall’inizio, optando per un atteggiamento diverso con le due punte e un mediano in più dice Bollini Gli avevo anticipato che sarebbe entrato a gara in corso per sfruttare le sue caratteristiche al cospetto di avversari più stanchi. Ha dato qualità». Ha funzionato, peccato per il -2 della prima frazione. «Non punto indici, c’è concorso di colpa sui gol subiti. Sbaglia il portiere come i giocatori di movimento. Radunovic è in crescita, ha grandissime qualità aggiunge – Nella comunicazione in area piccola potevamo fare meglio. Boris ha comunque fatto belle parate sullo 0-2». A trascinare il gruppo ci pensa Gigi Vitale. Fa il terzino, l’attaccante, il centrocampista, il difensore centrale e all’occorrenza il goleador. «Sono un tuttofare, eravamo in emergenza e mi adatto a tutto esordisce a fine gara sorridendo Dedico il gol ai miei figli. Ci abbiamo messo grande carattere per rimontare una partita non facile in uno stadio bello e blasonato. Nel primo tempo non siamo stati abbastanza organizzati, la squadra era troppo bassa e l’abbiamo pagata: abbiamo bisogno sempre degli schiaffi prima di poterci esprimere come sappiamo. C’è qualcosa che non va, serve più aggressività. Lo dico con convinzione: siamo una squadra forte! Ma dobbiamo aiutarci di più in mezzo al campo l’uno con l’altro. Io volevo vincerla, potevamo farlo. Nel finale mi sono anche un po’ preso col mister per questo».

 

Casertana: voglia di blitz in Sicilia

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Sul campo della corazzata Trapani (fischio d’inizio alle 14.30) la Casertana va a caccia dell’impresa e le motivazioni non le mancano di certo. Fare punti in terra siciliana, infatti, le consentirebbe di riscattare il tonfo casalingo di sette giorni fa con l’Akragas, di risollevare una classifica ora deficitaria causata anche dal fatto di aver già osservato il turno di riposo previsto in calendario e, infine, di dedicarlo a Marco Fazzi. La compagine rossoblù scenderà in campo con il lutto al braccio e prima del fischio d’inizio verrà osservato un minuto di raccoglimento per onorare la memoria dello storico bomber rossoblù degli anni 60/’70 venuto a mancare lunedì scorso. Impresa non semplice, anche se in settimana la squadra ha ostentato una certa fiducia circa la possibilità di uscire dal Polisportivo Provinciale, scenario del match di questo pomeriggio, con un risultato positivo. Magari la compagine trapanese potrebbe incontrare, in termini di ritmi di gioco, le stesse difficoltà avute dalla Casertana sabato per essere reduce dal turno di riposo. Ma è chiaro che ogni partita fa storia a sé. Per quanto riguarda la formazione che scenderà in campo, potrebbe esserci una novità su una delle corsie difensive in considerazione delle difficoltà palesate da De Marco nel match contro l’Akragas. Sulla destra potrebbe toccare a Finizio, peraltro già impiegato da titolare a Catanzaro dove se la cavò con sufficienza, anche perché le due reti subite in quella partita ebbero origine dalla fascia occupata da D’Anna, che sarà assente anche in questa partita. Galli, quindi, verrebbe dirottato sull’out mancino, mentre il centrocampo dovrebbe tornare a tre con Rajcic affiancato da De Rose e Carriero. Qualche dubbio, infine, legato al fronte offensivo in considerazione del fatto che Padovan ha saltato qualche seduta di allenamento a causa di un attacco febbrile. L’attaccante di proprietà della Juventus potrebbe andare in panchina con Alfageme spostato al centro del tridente che vedrebbe, oltre a Marotta, l’utilizzo sulla fascia mancina di Turchetta. Una soluzione, peraltro, già vista con buoni risultati contro un’altra compagine di ampia caratura come il Catania. Torna disponibile il portiere Benassi, che comunque andrà in panchina. Anche Cigliano, alle prese con noie a una caviglia nei giorni scorsi, è partito con il gruppo, mentre, oltre a D’Anna e al lungodegente Colli, è rimasto a casa Donnarumma, febbricitante. La Casertana, pertanto, potrebbe scendere in campo con il modulo 4-3-3 che prevede l’impiego Cardelli tra i pali; Finizio, Rainone, Polak e Galli da destra a sinistra della linea difensiva; De Rose, Rajcic e Carriero lungo la linea mediana del campo; Marotta, Alfageme e Turchetta formare il terzetto offensivo

Salernitana: rimonta e colpaccio sfiorato a Parma

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Parma e Salernitana si dividono la posta nell’anticipo della settima giornata di Serie B. Al ‘Tardini’ finisce con un pirotecnico 2-2, con tanti rimpianti per la squadra di casa che dopo il primo tempo era in vantaggio di due reti. Nella ripresa, la rimonta dei campani. Il punto permette agli emiliani di D’Aversa, che chiudono addirittura in nove uomini, di salire a 10 punti ed agganciare la zona playoff, i granata di Bollini raggiungono quota 8. I ducali sbloccano il risultato al 17′: la firma del gol è di Di Cesare che batte di testa Radunovic per l’1-0. Strada in discesa per i padroni di casa che al 33′ raddoppiano: Scavone fa da torre sulla punizione di Scozzarella, Lucarelli può insaccare a porta vuota. Doppio vantaggio meritato per il Parma che nella ripresa si rende pericoloso con Calaiò ed Insigne, Radunovic è attento. La Salernitana però riesce a riaprirla: Zito serve Sprocati che con un gran tiro batte Frattali (56′). Le cose si complicano per il Parma, che resta in dieci per l’espulsione di Di Cesare: sanzionato l’intervento da ultimo uomo su Rodríguez e rosso diretto. Campani vicinissimi al pari con Bocalon, ma il gol è nell’aria: Iacoponi stende Rodríguez, è rosso per il difensore e rigore per gli ospiti. Vitale trasforma dal dischetto e firma il 2-2 a dieci minuti dal termine. L’assalto granata nel finale non porta frutti, il Parma resiste e il risultato non cambia più.

PARMA-SALERNITANA 2-2 

PARMA (4-3-3): Frattali 6; Iacoponi 5, Di Cesare 6, Lucarelli 6.5, Scaglia 5.5; Dezi 5.5, Scozzarella 6.5 (8′ st Munari 5.5), Scavone 6; Insigne 5.5 (24′ st Mazzocchi 5.5), Calaio’ 6, Di Gaudio 6.5 (35′ st Gagliolo ng) In panchina: Nardi, Corapi, Baraye, Frediani, Barilla’, Nocciolini, Germoni, Siligardi, Sierralta Allenatore: D’Aversa 5.5

SALERNITANA (3-5-2): Radunovic 5; Mantovani 5, Schiavi 5.5, Vitale 6; Kiyine 5.5, Minala 6, Della Rocca 5 (1′ st Sprocati 7), Odjer 6 (29′ st Di Roberto 6), Zito 6.5; Rodriguez 6.5, Bocalon 5 (40′ st Rosina ng) In panchina: Adamonis, Signorelli, Alex, Kadi, Asmah, Rossi, Cicerelli, Iliadis Allenatore: Bollini 6.5

ARBITRO: Di Paolo di Avezzano 6.5

RETI: 17′ pt Di Cesare, 33′ pt Lucarelli, 11′ st Sprocati, 36′ st Vitale (rig.)

NOTE: Serata limpida, terreno in ottime condizioni. Spettatori: 11490 circa. Espulsi: 27′ st Di Cesare, 33′ Iacoponi. Ammoniti: Odjer, Kiyine, Minala, Scaglia. Angoli: 5-3 per il Parma. Recupero: 1′; 5′. 

Camorra, Rosaria Pagano evitò che Mauriello uccidesse Pietro Caiazza. LE INTERCETTAZIONI

E’ stata la mediazione di zia Rosaria Pagano ad evitare un ulteriore bagno di sangue e la clamorosa scissione all’interno del clan Amato-Pagano a Melito lo scorso anno prima del suo arresto (16 gennaio 2017) e di quello successivo del figlio minorenne (24 maggio 2017). Nell’estate del 2016 infatti Ciro Mauriello, numero due della cosca dopo la Pagano, era entrato in netto contrasto con il suo fedelissmo Pierino Caiazza. Aveva deciso di eliminarlo come emerge dagli atti dell’ordinanza di custodia cautelare emessa del gip del tribunale dei Minorenni nei confronti di D.A.A. figlio minore della Pagano e accusato del duplice omicidio di Alessandro Laperuta e Achir Muhamed Nuvo ucciso in un appartamento di Melito il 20 giugno del 2016. Il mese precedente prima che la situazione precipitasse con il duplice omicidio Laperuta-Nuvo e il ferimento del figlio minore della Pagano ci cu un simmit a casa di Ciro Mauriello a Melito a cui parteciparono Rosaria Pagano, il figlio, Giuseppe Cipressa detto “Peppaccio” Claudio Cristiano detto “Bisio”, tale Totore e Raffaele Mauriello figlio di Ciro. Quest’ultimo aveva chiesto alla Pagano di cacciare Pietro Caiazza. Ecco il resoconto delle intercettazioni più imporanti.

Lello Mauriello: non comprensibile
Ciro: na stiamo punto e a capo perchè … a me prima … io prendeva a malo modo a lui invece lui aveva ragione … perchè il gruppo … dentro il gruppo non è lui
Rosaria:ha detto però .. .inc … nel gruppo … ha detto così? ha dett0 … no ….. .inc … dice che i guagliuni di… Lelluccio prendono tutti belle mesate … come ha detto?
Ciro:  i ragazzi di Lelluccio prendono belle mesate!?!…  e chi sono … chi sono?
Minorenne: ha detto …. ha detto …
Ciro: ma Pasquale ‘o scognato (ndr Palma Pasquale) vi risulta che i mille e cinque .. .inc … e glieli dava a Pasquale o scognat io non sapevo niente di questi mille e cinque ….
Minorenne: …’inc
Ciro: no…il padre…noi sapevamo che andavano alla mamma di coso … come si chiama ….
Claudio: Ciccio la .. .inc … (ndr ne cita il soprannome)
Ciro: la mamma di Ciccio la .. .inc … (ndr ne cita il soprannome) … quattro mesi non ha mai avuto una lira questa signora …. questi mille e cinque al mese dove andavano !?!? ora abbiamo saputo stamattina che glieli dava a ….
Mnorenne:  no ha detto che le paranze le avete fatte voi: .. perchè ….
Ciro: le paranze le abbiamo fatte noi???
Minorenne: aspetta come ha detto … ha detto se è … inc … che non mi porta le mesate …
Ciro: e chi prende come è fammi capire tu la lista la tieni tu
Claudio: inc…
Ciro: fagliela vedere … tu la tieni là …
Claudio: .. .inc … diciamo come dice lui la paranza di .. .inc … diciamo và
Rosaria: eh eh bravo
Ciro: la malavita la facciamo noi
Claudio:  la facciamo noi eh …
Ciro:  voi andavate a parlare con gli altri clan … voi stavate .. voi state contro i fratelli
Claudio: ‘qualsiasi coso si muoveva o Peppe o .. .inc .. .

Ad avvalorare la tesi del padre si aggiunge Lello che fa menzione di una partita di hashish motivo di altri dissapori con la famiglia. Ciro ribadisce che l’unico rimedio sarebbe un confronto con Pierino alla presenza di  Rosaria Pagano ed il figlio verso i quali Ciro, nelle sue parole, mostra, almeno alla loro presenza, tutta la riverenza riservata ai capi.
Ciro: ehm … senza offesa … ma .. .io non mi vergogno di dirlo io … io mi sono fatto prestare i soldi … Rosaria ma … inc … perchè … perchè già lo so come andava a finire me li davate e non ve li riprendevate e o me non mi piace questa cosa. La conversazione si sviluppa sempre sullo stesso argomento facendo riferimento ai vari contesti dove Pietro Caiazza ha dimostrato la sua propensione ad uscire dai ranghi e preferire i suoi interessi a quelli della famiglia. Rosaria sembra convenire alle parole di Ciro ma con Ciro non si scompone facendo intendere che la sua linea è quella della conciliazione.
Rosaria: eh io l’ho detto … Peppe stavi pure tu davanti … ho detto “Antonio prendi a tuo padre … andiamo io e tuo padre, tuo fratello sopra da inc … e andiamo a parlare
Ciro: Pietro vieni pure tu (ndr Ciro riferisce una qualcosa da riferire a Pietro Caiazza)
Rosaria: Peppe stavi pure tu? io gliel’ho detto… “io e tuo padre, io e tuo padre andiamo sopra da Ciro … ” (ndr
Rosaria riferisce un ‘esclamazione riportata verosimilmente al figlio di Pietro Caiazza)
Ciro: però si deve togliere dalla testa che si prende Melito e Mugnano … se lo deve togliere dalla testa!!!
Claudio:  gliel’ha detto
Ciro: questo se lo deve togliere dal cervello
Rosaria: gliel’ho detto … glie l’ho detto io …. e …
Ciro: ma noi non glielo dobbiamo dire al figlio … noi glielo dobbiamo dire a lui, Rosaria …
Rosaria: ha detto io …. viene interrotta
Ciro: si deve togliere da testa che mio figlio ha il gruppo suo … .lui ha il gruppo suo … si deve togliere da testa che i “guagliuni” suoi non si muovono … senza !permesso
Lello: io … zia (ndr appellativo utilizzato a dimostrazione di rispetto da Lello rivolgendosi a Rosaria Pagano) .. zia mandai a chiamare a Rosario … a Rosario … comunque lui mi disse “se Pierino non dice vai là io non vado!” (ndr Claudio, a conferma del fatto che Pierino pretende il controllo assoluto sugli uomini del suo gruppo, cita un episodio nel quale chiese a tale Rosario di recarsi in un posto ma questi negò la disponibilità se non comandato da Pietro Caiazzo, nomina anche Peppe ‘o Casalese}
Minorenne: no io non mi presento sopra le case se non mi manda Pierino
Ciro: … senza che mi manda lo zio Pierino” . .inc … (ndr Ciro riporta anch’egli quanto riferito da tale Rosario nella circostanza sopra citata)
Rosaria Pagano ribadisce che solo la conciliazione potrà sanare le fratture che comunque non fanno che danneggiare gli interessi dell’organizzazione e far salire le attenzioni delle Forze dell’Ordine:
Ciro: Totore mi ha domandato ha detto ” Ciro io non posso mai pensare .. .inc .. ” … gli ho detto “e hai detto bene … non lo devi mai pensare!” perchè nemmeno io … alla fine mi fanno schifo queste cose … quindi cosa ti ha fatto capire questo … cioè .. .la cosa
migliore … .però dovete decidere voi Rosaria!
Rosaria: no ma io voglio …. voglio … hai capito Peppe cosa dico … togliamo questa tarantella …
Ciro:  io glielo dico … io glielo dico io
Giuseppe:  la migliore soluzione per togliere la tarantella e per stare in grazia di Dio ….
Rosaria: bravo… perch è pure queste guardie … Peppe . .la stanno facendo troppo nera (ndr Rosaria Pagano si riferisce al fatto che queste fibrillazioni attirano a suo dire ulteriormente le attenzioni delle forze dell’ordine). .. troppo a mettere di nuovo tutte queste cose …
Ciro: Rosaria solo questo … dobbiamo fare così … io lo dico davanti a voi:… fate parlare me, poi se … io dico “Pierino, tutto quello che è successo, tutto quello che hai detto ….lasciamo stare .. .lasciamo perdere…. tu sei sicuro che s1amo stati noi a fare questa cosa? ma se vogliamo parloae di questa cosa… se non vogliamo parlare delle cattiverie che hai fatto … ”
Rosaria: va bene, quello ha detto … inc …

Ciro fa riferimento ad armi e dimostra la facilità di approvvigionamento che l’organizzazione ha di armi per soddisfare le esigenze del gruppo criminale. Nello specifico. rivolgendosi al rampollo di casa Amato, gli parla proprio di una borsa di armi, obiettivo di Pierino che bramava di impossessarsene.
Ciro: quello ha in testa una sola cosa … inc … carcerato per questa cosa … “la borsa delle armi… la borsa delle armi., la borsa delle armi … ” (ndr riporta un qualcosa come se fosse già stato riferito a terza persona) . ..inc …
Minorenne: no ha detto .. .inc … a casa di Veronica
Claudio: no ha detto l’hanno prese … da Michele
Ciro: da Michele?
Minorenne: con le pale in mano …
Ciro: si può sapere… Linuccio dice che le hanno sequestrate .. . Linuccio… le hanno sequestrate …
Claudio: ma quelle davvero sono state sequestrate .. .però qualcosa …. sono cose vecchie …
Rosaria: allora no …
Poi la discussione continua facendo riferimento al duplice omicidio di Alessandro Laperuta e Achir Mohamed Nuvo uccisi secondo le accuse dal figlio minore di Rosaria Pagano il 20 giugno della scorso anno a Melito.

Rosaria Federico

2.continua

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Napoli, sparatoria in supermercato al Vomero: ferito un uomo

Un ferito a Napoli in un supermercato. I carabinieri indagano su quanto sia avvenuto in un negozio nel quartiere Vomero dove un uomo sulla cinquantina, secondo quanto si e’ appreso gia’ noto alle forze dell’ordine, e’ stato colpito da un proiettile. L’uomo ora e’ all’ospedale San Giovanni Bosco dove lo stanno medicando. Al momento, il ferimento sarebbe una conseguenza di un tentativo di rapina, anche se non e’ ancora chiara la dinamica dell’accaduto.

Benevento – Inter, la gaffe di Dalbert non va giù ai tifosi della Strega (VIDEO)

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Gaffe clamorosa dell’Inter che sulla propria pagina facebook ha pubblicato un video in cui il centrocampista nerazzurro Dalbert Henrique, una volta scoperto che il simbolo della squadra di Benevento è una strega, scoppia a ridere.
Sempre l’Inter, in descrizione al medesimo video, aveva aggiunto che ”non era una semplice Strega, ma una di quelle con la scopa”, descrizione successivamente modificata con un più sobrio ”Dalbert Henrique prova a presentarci la trasferta di Benevento” terminato con una risata a crepapelle.
Il video in questione non è affatto andato giù ai tifosi del Benevento, imbestialiti per quello che, a loro riguardo, appare come una inutile e sconsiderata provocazione alla vigilia di un match già teso per quanto riguarda i padroni di casa, ancora a secco di vittorie e di punti in campionato.

Camorra, omicidio di Genny, de Magistris: ”Al fianco della famiglia nel processo”

“Vittima innocente di camorra, fatto gravissimo. Durante il processo saremo al fianco della famiglia Cesarano”. Lo dice il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, spiegando ai microfoni di Radio Kiss Kiss che il Comune si costituisce parte civile nel processo per l’omicidio di Genny Cesarano.

Rintracciato a Milano il prete pedofilo evaso da una clinica privata

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E’ stato rintracciato a Milano, Ruggero Conti, l’ex prete condannato per violenza sessuale aggravata nei confronti di minori ed evaso martedì scorso da una clinica vicino a Roma dove si trovava ai domiciliari. I carabinieri lo hanno rintracciato in una struttura sanitaria di Milano. Le ricerche hanno consentito di rintracciare il 64enne presso una struttura sanitaria di Milano. L’ex sacerdote 64enne condannato nel 2013 dalla Corte d’Appello di Roma a 14 anni di reclusione per violenza sessuale aggravata ai danni di minori, si era allontanato lo scorso 26 settembre da una clinica dei Castelli Romani dove si trovava per motivi di salute, in regime di detenzione domiciliare.