LA TRAGEDIA

Catanzaro, la piccola Maria Luce sarà trasferita all’ospedale Gaslini

Gli esperti commentano il suicidio di Anna Democrito: "La depressione post partum è curabile non bisogna lasciare le mamme sole"
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La bimba di sei anni, rimasta gravemente ferita quetsa notte dopo che la madre Anna Democrito si è lanciata con i tre figli dal balcone della sua abitazione, è stata sottoposta ad una delicata procedura di radiologia interventistica.

La bambina, ricoverata al presidio “Pugliese” dell’Azienda ospedaliera universitaria Dulbecco, presentava una lesione dell’aorta toracica e gravi danni al fegato e alla milza. Dopo l’intervento la piccola è stata trasferta al reparto di rianimazione, dove è ricoverata in condizioni definite gravissime. In serata è previsto il suo ulteriore trasferimento al Gaslini di Genova. Maria Luce è l’unica superstite della tragedia, nella quale invece sono morti i due fratelli, di 4 mesi e 4 anni.

Amici e familiari sgomenti per il gesto della 46enne

Sgomento e molta tristezza nel quartiere di Catanzaro, una zona residenziale non lontana dal centro della città dove è avvenuta la tragedia. Al civico 13 di via Zanotti Bianco abitava con la sua famiglia Anna Democrito, la Oss 46enne che questa notte si è lanciata dalla finestra del terzo piano con i suoi tre figli, due dei quali morti con la madre mentre una terza è ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale “Pugliese”.

Tanti volti bassi, nessuna voglia di parlare davanti alla palazzina nella quale spunta una corona di fiori: il pensiero corre ai tre bambini, “tre piccoli gioielli”, dice un’amica di Anna. La comunità del quartiere si è ritrovata e si è stretta al parroco, don Vincenzo Zoccali, che ha subito celebrato il Rosario per le vittime e per stasera ha organizzato una veglia di preghiera, perchè Anna Democrito era una parrocchiana molto attiva.

Negli ultimi tempi in tanti si erano accorti di un certo disagio che viveva Anna, ma su questo punto nessuno però ha voglia di dilungarsi: si segue la raccomandazione di don Zoccali di vivere questo momento di sconforto infinito nel segno della fede, dell’amore e della preghiera. Certo, il dolore è enorme, come dice una suora della parrocchia Santissimo Salvatore

. “Una famiglia sana, stavano sempre insieme”, ricorda la suora che aggiunge: “Era sempre serena, disponibile. Solo cose belle si potevano dire di lei. Dopo il parto secondo me si è ammalata: la sanità dovrebbe seguire di più le persone che vivono questi momenti”. Un’altra amica descrive Anna così: “Una ragazza brava, sempre con il sorriso, che amava i propri figli e il marito Francesco. Era un piacere vederli insieme. E in parrocchia dimostrava una grande predisposizione al servizio, sempre pronta a dare una mano e a mettere ordine nelle nostre attività. Erano davvero amati da tutti. Oggi rimane solo tanto sgomento”.

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Commenti (1)

Questo fatto lascia un senso di sgomento e confusione,non giudico;mi pare che servireebbe più aiuto per le madri colpite da depressione postparto.La comunità doveva interlocutàre prima,forse nessuno à parlato con lei e i servizi nonhanno risposto in tempo,si poteva prevenirla,ma ora è tropp tard.

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