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Napoli, caso Rom: Giunta e consiglieri VIII Municipalità chiedono incontro istituzionale al Comune

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Giunta, capigruppo e consiglieri dell’VIII Municipalita’, all’unanimita’, compresi i gruppi dell’area di de Magistris, hanno votato stamattina due documenti congiunti nei quali si chiede con forza al Comune di chiarire una volta per tutte la destinazione dei rom. A renderlo noto, l’ufficio stampa del presidente dell’ VIII Municipalita’ a Napoli, Paipais. “Nei documenti si chiedono tempi certi per il trasferimento dei rom dall’auditorium alla Caserma Boscariello – si legge nel testo – e che venga rispettata la data del 31 dicembre prossimo per la liberazione di quest’ultima. Si chiede anche al Comune di indicare quale sara’ la collocazione definitiva dei rom dall’inizio del prossimo anno, ritenendo non percorribile l’ipotesi di sistemazione nella ex centrale del latte, come proposto, perche’ quest’ultima gia’ destinata ad insediamento produttivo. Si chiede inoltre, come da un anno a questa parte, la riapertura dello svincolo dell’asse mediano di Scampia. “Abbiamo anche chiesto – sottolinea il Presidente Paipais – che venga istituito un tavolo congiunto con la Prefettura, il Comune di Napoli, i comuni dell’area a nord di Napoli e le Municipalita’ coinvolte perche’ non faremo un solo passo in una direzione che non sia condivisa da tutti. Servono soluzioni certe e non iniziative tampone che spostano il problema nel tempo. Con me tutto il consiglio unito in difesa del territorio”,

Processo Mastella, l’avvocato De Longis: “Dieci anni, tempi normali per un processo che non riguarda la camorra”

Benevento. “Dieci anni per il processo ai Mastella è la normalità, nessuna ragione diversa”: è quanto sostiene l’avvocato di Benevento Andrea De Longis, commentando la sentenza di primo grado emessa ieri nei confronti di Clemente Mastella. E a chi ha ipotizzato una sorta di complotto anti-Udeur il legale spiega che i tempi della giustizia e le disfunzioni sono purtroppo una realtà di tutti i giorni.

“Si’, è vero: stupisce che i Mastella siano stati assolti in primo grado nove anni e 8 mesi dopo l’avvio dell’inchiesta sull’Udeur ma sbaglia chi cerca di individuare ragioni diverse al di là delle normale disfunzione della giustizia italiana. Non sono nemmeno tempi particolarmente lunghi se si pensa, ad esempio, che ieri ho discusso in Cassazione una causa del 2006 – spiega De Longis -. La realtà è che questo processo celebrato a Napoli sui presunti illeciti nelle nomine Asl ha avuto un percorso particolarmente accidentato ma non si deve dimenticare che, secondo una precisa circolare della Procura, a beneficiare di una corsia preferenziale sono soltanto i dibattimenti con detenuti che vedono imputati camorristi ed esponenti della criminalità organizzata. Stiamo parlando di ben oltre il 90% delle cause che lo Stato ha interesse a chiudere nel più breve tempo possibile. E così lo spazio che rimane è riservato agli altri processi ritenuti di secondo piano, compreso quello ai Mastella, costretti a viaggiare a un ritmo ben ridotto. E analoga priorità viene seguita anche in Corte d’appello dove a volte può succedere di dover attendere 4-5 anni prima che sia fissata l’udienza di un processo ‘normale’. Quelli di criminalità hanno la precedenza anche in secondo grado”. L’avvocato De Longis spiega poi le criticità e l’iter del processo nel quale erano coinvolti i Mastella, passato dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per competenza a quello di Napoli. “Il Gip di Napoli ha rinnovato i provvedimenti restrittivi, quindi si è arrivati alla fase della valutazione delle esigenze cautelari prima da parte del Riesame e poi da quella della Cassazione – racconta il legale -. Nel frattempo le indagini preliminari sono andate avanti, c’è stata l’udienza gup e sono state necessarie diverse udienze camerali prima di cominciare il processo. L’inchiesta è stata anche ‘spacchettata’ ed è stata divisa in alcuni filoni. L’istruttoria dibattimentale, poi, non è stata molto agevole: alcuni imputati avevano posizioni molto diversificate, è stato necessario ascoltare in aula tantissimi testimoni, si è perso tanto tempo per raccogliere in aula la deposizione del teste chiave dell’accusa che all’epoca era già in gravi condizioni di salute (l’ex direttore generale dell’ospedale di Caserta, Luigi Annunziata, poi deceduto)”.

Un altro stop è arrivato con il cambiamento della composizione del collegio giudicante per il trasferimento del Presidente. “Ad allungare i tempi processuali hanno sicuramente contribuito le numerose astensioni dalle udienze proclamate dai penalisti che pure sospendono il termine di prescrizione. Insomma, ci sono stati incidente tecnici che hanno dilatato oltre misura i tempi di questo processo, realtà che purtroppo è comune a tanti uffici giudiziari non solo partenopei”. 

Technologybiz alla Mostra d’Oltremare: domani la presentazione di Università quarta dimensione del rettore D’Alessandro

Partita da Piazza Plebiscito lo scorso maggio nell’ambito di “Futuro Remoto”, domani alle 11.30 “La Notte degli Angeli delle Start Up Innovative” approda al Palacongressi della Mostra d’Oltremare di Napoli come evento clou della seconda giornata del Technologybiz 2017. Un lungo percorso itinerante di riflessioni attorno alla business plan competition di Start Cup Campania, organizzata dalle sette Università campane, che si concluderà venerdì 13 ottobre con la finale regionale e la premiazione dei progetti vincitori di questa ottava edizione. Durante la grande kermesse dell’innovazione e delle nuove tecnologie si svolgerà in particolare la presentazione ad imprenditori, business angel e venture capitalist di alcune delle migliori idee d’impresa nate all’interno del sistema campano delle università e della ricerca. Al tavolo della discussione ci saranno, tra gli altri, il presidente del Comitato universitario regionale, Filippo De Rossi, il direttore di Start Cup Campania 2017, Mariavaleria del Tufo, Pro Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, l’Assessore all’Innovazione e all’Internazionalizzazione della Regione Campania, Valeria Fascione, il curatore di Technologybiz, Bruno Uccello e Mario Raffa, membro del consiglio direttivo del Premio Nazionale Innovazione.

Ad anticipare i temi dell’innovazione e del futuro delle Università italiane, prima del dibattito, ci sarà la presentazione del libro “Università Quarta Dimensione” (Mimesis Edizioni, 2017) scritto dal Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro, che sarà stimolato dalle domande degli studenti con il coordinamento di Mimmo Petrazzuoli, presidente dell’Assemblea Forum Regionale della Gioventù. I parametri di una buona formazione universitaria, gli antidoti alla fuga dei cervelli, le quattro missioni delle Università del Terzo Millennio, il rapporto tra atenei ed imprese e la nuova condizione dei giovani sono alcuni dei grandi temi affrontati nel suo libro da Lucio d’Alessandro che da tre anni ricopre anche la carica di vicepresidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Start Cup Campania è il Premio per l’Innovazione promosso dalle Università campane e finalizzato a mettere in gara gruppi di persone che elaborano idee imprenditoriali basate sulla ricerca e l’innovazione. La gara si inserisce nel contesto del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), una competizione analoga organizzata a livello nazionale da diverse università italiane, alla quale prendono parte i vincitori delle edizioni locali. Il montepremi ammonta a dodici mila euro per studenti, laureati, docenti e personale amministrativo delle sette Università campane.

Trenta intossicati al banchetto di nozze: un invitato muore

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Un invitato a un banchetto di nozze in un ristorante dell’ Astigiano è morto dopo essere stato ricoverato in ospedale con una trentina di persone che partecipavano alla festa e che hanno accusato i sintomi di una intossicazione alimentare. Saranno ora gli esami a stabilire se ci sia una correlazione tra il decesso e l’intossicazione. Sul caso i carabinieri del Nas di Alessandria hanno avviato i primi accertamenti, sequestrando presso il ristorante alcuni campioni di cibo. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Asti.

    Il banchetto nuziale domenica scorsa. La vittima, un settantenne, è deceduto la scorsa notte all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Diciotto gli invitati tuttora ricoverati in diversi ospedali del Torinese. L’intossicazione potrebbe essere stata causata da un piatto di pesce avariato.

Camorra, processo al clan Contini: noto imprenditore assolto prima della fine del processo

Nel mega processo, caratterizzato da un decreto che ha disposto il giudizio emesso nei confronti di ben 168 persone accusate a vario titolo e ritenute appartenenti o in affari con la arcinota cosca camorristica dei Contini, oggi è intervenuta una decisione inusuale.

Il Tribunale di Napoli, prima sezione penale, presieduto dal Dottor Marco Occhiofino con a latere i giudici dott. Valeria Bove e dott. Pierangelo Cirillo, prima della fine del processo, ha assolto anticipatamente uno degli 93 imputati che hanno optato per il giudizio ordinario, un noto imprenditore sannita del settore della oreficeria, commerciante di oro e preziosi sia all’ingrosso che al dettaglio .

L’accusa era quella di aver ricettato un notevole numero di orologi di valore ed un numero elevato di pietre preziose di notevole valore, tutti di origine delittuosa .

Le fonti di prove a carico dell’insospettabile ed incensurato imprenditore erano rappresentate da intercettazioni ambientali ove, secondo gli inquirenti, persone ritenute appartenenti al clan Contini avrebbero riferito di un coinvolgimento dell’imprenditore nella ricettazione di beni di valore .

In aggiunta, gli inquirenti ritenevano che il noto commerciante avesse partecipato ad una riunione negli uffici di un soggetto ritenuto essere al vertice di una associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione di orologi e pietre preziose di irregolare provenienza.

La decisione di non attendete la fine del processo ma di assolvere anticipatamente è giunta all’esito di una approfondita attività difensiva svolta dall’avvocato Dario Vannetiello del foro di Napoli.

Il penalista ha innanzitutto dimostrato che il contenuto delle intercettazioni ritenute indizianti era differente rispetto a quello trascritto dagli inquirenti durante la fase delle indagini.

Ma il colpo di grazia alla ricostruzione accusatoria è avvenuto allorquando, anche alla luce di una recentissima attività di indagine, è stato dimostrato che la voce intercettata non era appartenente a quella dell’accusato.

In maniera originale, ciò è stato dimostrato confrontando la voce intercettata nel corso delle indagini con la voce dell’imprenditore registrata di recente nel processo allorquando rispondeva alle domande del pubblico ministero.
Così la difesa è riuscita a dimostrare che il proprio assistito non è stato mai presente alle sospette riunioni intercorse tra coloro che, secondo il teorema accusatorio, ricettavano oggetti preziosi in grande quantità.

Il collegio giudicante ha dovuto prendere atto della fondatezza dei rilievi formulati dall’avvocato Dario Vannetiello ed accogliere la richiesta di mandarlo assolto subito, senza attendere la fine del processo a carico dei numerosi imputati, evitando il pregiudizio e la connessa ansia di avere la pendenza di un grave procedimento a carico.

Quella di emettere una sentenza di assoluzione in favore di taluno proseguendo  nella istruttoria dibattimentale a carico dei rimanenti imputati indubbiamente rappresenta una decisione che non ricorre nelle aule giudiziarie .

Così termina la fine di un incubo vissuto da un noto imprenditore sannita che potrà continuare a svolgere con serenità la sua attività imprenditoriale, forte di aver superato anche questa battaglia, dimostrando di essere completamente illibato nonostante le penetranti indagine effettuate nei suoi confronti dalla direzione distrettuale antimafia.

‘Diamo un taglio alla camorra’: Borrelli lancia una giornata di sensibilizzazione per aiutare Castelluccio

Racket:Borrelli annuncia aiuti per parrucchiere anti-camorra Salvatore Castelluccio. La prossima settimana ci sarà una giornata di sensibilizzazione per aiutare Salvatore. “Arriva l’aiuto di Eav e Micps con la giornata ‘Diamo un taglio alla camorra'” ha annunciato in una nota, il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, raccontando che, “dopo l’appello lanciato da La radiazza di Radio Marte, sono arrivate due proposte concrete di aiuto”. “Se continuiamo – prosegue Borrelli – così riusciremo a dare a Salvatore Castelluccio la possibilità di ricominciare, di riprendere in mano la sua vita, senza dover lasciare la Campania anche se ormai ha deciso che lascerà il suo locale di largo Ecce Homo. Il primo a farsi avanti è stato Umberto De Gregorio, presidente dell’Eav, anch’egli ospite in studio, che ha lanciato l’idea di una raccolta fondi tra i 3.000 dipendenti dell’Eav”, spiega Borrelli aggiungendo che “successivamente è arrivata la disponibilità di Fabio Gentile, responsabile del Movimento Infermieri Campania e Professioni sanitarie, che ha garantito un ulteriore aiuto concreto visto che gli iscritti napoletani andranno tutti nel negozio di Salvatore per tagliarsi i capelli”. “Tutti possiamo aiutare Salvatore, – evidenzia il consigliere regionale dei Verdi – basta andare nel suo negozio per tenere alta l’attenzione sulla vicenda del parrucchiere del centro storico napoletano, ha deciso di organizzare per la prossima settimana una giornata di sensibilizzazione al grido di ‘Diamo un taglio alla camorra’ invitando i napoletani ad andare a tagliare i capelli da Salvatore”.

Minaccia di morte un uomo poi se ne va al lavoro con la pistola: arrestato 49enne di Pagani

Nella mattinata odierna, personale della Polizia di Stato appartenente al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Nocera Inferiore ha arrestato un uomo nato a Pagani, tale E.B. di anni 49, ritenuto responsabile di porto e detenzione di arma clandestina, ricettazione e minacce gravi.
L’attività di polizia ha avuto inizio nella giornata di ieri, quando un uomo 38enne, residente a Nocera Inferiore, si è recato presso il Commissariato per denunciare l’aggressione subita, per motivi legati a vecchi dissapori, da parte di E.B., che gli aveva procurato un trauma guaribile in 5 giorni.
Questa mattina, inoltre, il 38enne si è recato ancora una volta presso il Commissariato e con animo agitato ha riferito al personale della Polizia di
Stato che pochi istanti prima, sotto la sua abitazione, era stato minacciato di morte da E.B., che gli aveva puntato contro una pistola dopo averla caricata. I poliziotti hanno immediatamente attivato le ricerche dell’autore delle gravi minacce, che hanno consentito di rintracciarlo in breve tempo presso una ditta di trasformazione di materiale ferroso; E.B., alla vista degli agenti, si è allontanato velocemente, tentando di occultare l’arma che aveva poco prima utilizzato per le minacce. I poliziotti hanno proceduto all’ispezione dell’area ed hanno trovato la pistola semiautomatica marca “BERETTA” cal. 7.65, modello 81, con matricola punzonata, cane armato, colpo in canna e caricatore inserito con 10 cartucce. E.B., pertanto, è stato arrestato e, su disposizione del pm di turno, condotto presso la Casa Circondariale di Salerno – Fuorni.

Pozzuoli, tragedia della Solfatara, il sindaco di Meolo: ”Con la nonna vicino Alessio parla”

“Forse il termine e’ eccessivo, date le circostanze, ma ho parlato con la nonna la quale mi ha riferito che il piccolo Alessio nell’averla accanto e’ apparso sollevato”. Lo ha detto il sindaco di Meolo, Loretta Aliprandi, riferendo una conversazione avuta con la madre di Tiziana Zaramella, la donna che ieri ha perso la vita assieme al marito, Massimiliano Carrer, e al figlio maggiore di 11 anni, Lorenzo, caduti in uno specchio di fango bollente nel corso di una visita turistica alla solfatara di Pozzuoli  “La nonna – ha aggiunto il sindaco – era quella che seguiva quotidianamente i piccoli quando i genitori erano al lavoro ed abita di fatto nella stessa casa, divisa solo da una parete. Con lei Alessio si e’ aperto e parla, il che sembra gia’ un buon segno sotto il profilo psicologico”. Nel comune napoletano si trovano, oltre alla madre, anche una sorella di Tiziana Zaramella ed un fratello di Massimiliano Carrer, con i rispettivi consorti. Il Comune di Pozzuoli ha messo loro a disposizione un albergo ed un’automobile per agevolare i trasferimenti fra le varie sedi pubbliche al fine di poter completare le procedure burocratiche ed ottenere la messa a disposizione delle salme. Ancora troppo presto, comunque, per poter prevedere data e luogo dei funerali. Gli esami autoptici sui corpi dei tre veneziani deceduti richiederanno un certo tempo ed occorrera’ poi decidere in quale chiesa celebrare le esequie. La famiglia abitava territorialmente nella parrocchia di Losson di Meolo dove, pero’, la chiesa non pare abbastanza grande per accogliere il numero di persone che presumibilmente partecipera’ alla cerimonia. Non e’ escluso che si opti per la parrocchiale di Fossalta di Piave (Venezia), comune confinante nel quale, per comodita’, Lorenzo frequentava la scuola, cosi’ come avviene per Alessio. Nella data delle esequie entrambi i Comuni proclameranno il lutto cittadino. 

Napoli, partono i lavori del Grande Progetto Centro Storico

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Nell’ambito del Grande Progetto “Centro storico di Napoli, valorizzazione del sito Unesco”, nei prossimi giorni partiranno anche i lavori relativi agli interventi di riqualificazione di strade, slarghi, vie e piazze del centro storico. I lavori sono suddivisi in tre ambiti di intervento: area nord orientale; area centro antico-decumani; area banchi nuovi-mercato. Gli interventi, per un importo complessivo di 30 milioni di euro, riguarderanno la sostituzione o il risanamento delle pavimentazioni stradali, le opere di arredo urbano e miglioramento dell’accessibilita’ per le persone diversamente abili, la sistemazione delle aree a verde e la piantumazione di alberi, nonche’ il rifacimento dell’impianto di illuminazione pubblica. In alcuni tratti stradali saranno previste anche opere fognarie. I primi interventi ad essere realizzati saranno quelli afferenti al Lotto 2. A partire dal 25 settembre inizieranno dunque le opere di installazione del cantiere che interesseranno l’area di piazza Enrico De Nicola ed i lavori riguarderanno l’adiacente area limitrofa a Castel Capuano e le vie Carbonara, Cirillo e Poerio. Successivamente partiranno gli interventi in via dei Tribunali (tratto da via Duomo a Castel Capuano) e man mano saranno comunicate le altre strade del sito Unesco oggetto di lavori. “Proseguiamo – hanno dichiarato gli assessori Piscopo e Calabrese – secondo il cronogramma che ci siamo dati e che ci impone il corretto utilizzo dei fondi europei, con le fasi di attuazione del Grande Progetto denominato “Centro storico di Napoli, valorizzazione del sito Unesco”. Dopo la conclusione dei primi interventi di restauro, i prossimi mesi vedranno l’apertura di tanti ulteriori cantieri che porteranno ad una riqualificazione complessiva delle strade del centro antico di Napoli entro il 2020″. Tutte le informazioni relative all’attuazione di questi interventi saranno disponibili su una pagina dedicata, ed in continuo aggiornamento, sul sito istituzionale del Comune all’indirizzo: https://www.comune.Napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDP agina/33637 COM/BOM

Veleno: il film sulla Terra dei Fuochi domani al Cinema Modernissimo di Napoli

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Domani, giovedì 14, alle ore 11.00 al Modernissimo di Napoli (via Cisterna dell’Olio) i protagonisti di “Veleno” insieme al regista per l’uscita del film nelle sale. La pellicola ispirata alla storia di Arcangelo Pagano e della sua famiglia racconta di Cosimo (Massimiliano Gallo) e sua moglie Rosaria (Luisa Ranieri) che vivono di agricoltura e allevano bufale in un piccolo centro del casertano. Ostinatamente rifiutano di lasciare che i loro terreni diventino una discarica destinata ai rifiuti tossici: le minacce e le ripercussioni da parte di alcuni esponenti della camorra, tra i quali il giovane avvocato Rino (Salvatore Esposito), non li piegano. Ezio (Gennaro Di Colandrea), fratello di Cosimo, e sua moglie (Miriam Candurro), invece accettano di essere complici della devastazione dei loro territori, attratti dai facili guadagni. A complicare ulteriormente le cose è la grave malattia di Cosimo causata dal veleno che contamina l’acqua, i raccolti, il bestiame. Il calvario del protagonista diventa la sintesi delle piccole e grandi contraddizioni di una terra di fatto abbandonata a se stessa, dove lo Stato sembra aver definitivamente abdicato alle sue funzioni, dove l’unico potere riconoscibile e riconosciuto è rimasto solo quello criminale. Per la regia di Diego Olivares, il film è prodotto da Bronx Film, Minerva Pictures e Tunnel Produzioni ed è distribuito da Altre Storie.

Appalti pilotati alla Reggia di Caserta: 4 funzionari a processo

Prima udienza oggi al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del processo in cui sono imputati per i lavori di manutenzione della Reggia di Caserta l’ ex Sovrintendente Paola Raffaella David, ed i funzionari del Mibact (Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo) Andrea Corvino e Giuseppe Graziano. I reati contestati sono turbativa d’asta e falsita’ materiale e ideologica. In aula, davanti al collegio presieduto da Roberto Carotenuto, e’ comparso inoltre anche un quarto imputato, Giovanni Marino, dipendente di una ditta che lavorava e lavora ancora alla Reggia di Caserta, che risponde del reato di furto, in quanto accusato di essersi impossessato dei tondini e delle altre componenti in metallo della gabbia di Faraday, il parafulmine posto nel 2013 sul tetto del Palazzo Reale casertano. Presente in udienza il pm Domenico Musto, che ha condotto le indagini insieme al sostituto Gennaro Damiano. La David, ex Sovrintendente di Caserta e Benevento attualmente al Ministero dei Beni Culturali, Andrea Corvino, in servizio alla Sovrintendenza di Caserta e Benevento che ha sede nella Reggia, e Giuseppe Graziano, storico dell’ arte tuttora al lavoro nel Palazzo Reale Borbonico, sono accusati di aver “pilotato” 132 appalti per lavori di manutenzione del Sito Vanvitelliano assegnati dal 2010 al 2013. Per la Procura di Santa Maria Capua Vetere i lavori, per un importo di svariati milioni di euro, sarebbero stati assegnati a “ditte amiche” ricorrendo in modo sistematico e illegittimo al requisito della somma urgenza, che consentiva di evitare il ricorso alle gare ad evidenza pubblica. Le indagini, effettuate dai Carabinieri, partirono nell’aprile del 2013 dopo che una funzionaria della Reggia si accorse del furto del parafulmine. Gli inquirenti hanno analizzato parecchia documentazione scoprendo un sistema di assegnazione dei lavori che faceva perno sul requisito della somma urgenza: gli indagati – e’ l’ipotesi della Procura – avrebbe proceduto prima all’artificioso frazionamento dei lavori di rilevante entita’ economica, anche attraverso false perizie, in modo da far figurare in luogo dell’ unico lavoro piu’ prestazioni di entita’ inferiore alla soglia di legge che obbliga a procedere a gare ad evidenza pubblica (gara informale per opere da 40 a 200 mila euro e gara formale per lavori oltre i 200 mila euro). Una volta operato il frazionamento, veniva poi falsamente attestata la somma urgenza e si procedeva cosi’ all’affidamento diretto alle ditte “amiche”. E’ cosi’ che sono stati affidati lavori importanti come l’ installazione dei tornelli all’ingresso principale, ed i lavori relativi alla manutenzione di impianti e al rifacimento dei bagni. Il processo – dopo le richieste istruttorie formalizzate dalle parti – e’ stato rinviato al 7 febbraio 2018, quando saranno sentiti i Carabinieri che hanno effettuato le indagini. Dall’ inchiesta sono usciti nei mesi scorsi l’attuale Sovrintendente dei beni architettonici e paesaggistici della Basilicata Francesco Canestrini, che tra il 2010 e il 2013 era il responsabile, alla Reggia Vanvitelliana, del Parco Reale e del Giardino Inglese, ed il funzionario Marco Mazzarella, per i quali e’ intervenuto decreto di archiviazione. 

Archeologia social: Pompei sbanca su Facebook, buono Instagram e in crescita Twitter

Cinquanta mila followers su Facebook, circa trenta mila i seguaci su Instagram e quasi dieci mila su Twitter per la pagina ufficiale del sito archeologico di Pompei. Un successo social del sito archeologico che lascia prevedere una ulteriore crescita della sua fama tra gli utenti della “rete” e testimonia l’ apprezzamento da parte di pubblico ed addetti ai lavori. Anche quest’anno il Parco Archeologico di Pompei ha partecipato all’Ask a Curator Day, l’evento internazionale ideato e promosso da Mar Dixon, che ha visto curatori e professionisti dei Musei di tutto il mondo a disposizione su Twitter per un’intera giornata. Oggi, dalle 10.00 alle 17.00 lo staff del sito archeologico ha risposto a tutti i turisti e ai curiosi che hanno esposto dubbi e formulato domande. Tante le domande ricevute, in tutte le lingue: curiosità generali sul sito archeologico, domande nel dettaglio su usi e costumi dell’antica Pompei, sui calchi, sul pane carbonizzato dall’eruzione e sui i prossimi scavi. L’ edizione 2017 di “Ask a Curator Day” ha visto la partecipazione di quasi mille e cinquecento Istituti museali di cinquantotto Nazioni. Gli account ufficiali dell’ antica Pompei sono stati inaugurati nell’aprile 2016.

Napoli, chiusura temporanea del cimitero delle Fontanelle

L’Assessorato alla Cultura e al Turismo rende noto che l’accesso al Cimitero delle Fontanelle e’ stato temporaneamente interdetto per motivi di sicurezza, in seguito al distacco di “pezzame di tufo”, caduto sul piano di calpestio dell’ingresso. “I tecnici del Comune sono tempestivamente intervenuti ed i lavori di messa in sicurezza sono gia’ in corso; si dara’ notizia appena possibile sui tempi della riapertura del sito ai visitatori”, si legge in una nota. 

La Campania è l’ultima delle regioni meno sviluppate. Il duro attacco di Cammarano al Presidente De Luca

“Riteniamo offensivo il modo in cui il governatore De Luca pensa di abbindolare gli agricoltori campani alludendo a fiumi di soldi, a milioni di euro e ingenti investimenti dimenticando però la realtà dei fatti”. Dure le parole del – Consigliere Regionale Michele Cammarano segretario della Commissione Agricoltura –  il Ministero delle Politiche Agricole certifica nell’ultimo report trimestrale che la Campania è l’ultima delle regioni meno sviluppate, ultima degli ultimi, con uno stato di avanzamento del programma rurale al 5,3%. Ma non solo. “La smania di dover spendere velocemente tutto il denaro a disposizione incide per forza di cose sulla qualità dei progetti. De Luca parla infatti di tecnologie, macchinari, beni immobili ma non menziona l’occupazione agricola. E’ molto più facile e veloce rendicontare la spesa – continua Cammarano – con l’acquisto di un trattore piuttosto che con nuove assunzioni. Siamo fra gli ultimi in Italia anche nell’agricoltura biologica, settore che rappresenta l’indice di qualità del settore primario, nonostante i fondi messi a disposizione dall’Europa ma malamente erogati dalla regione Campania”. A proposito dei fondi destinati alla prevenzione degli incendi, mai stanziati, con le conseguenze ormai cronaca degli ultimi tempi, Cammarano dice: “Il nostro governatore dimostra ancora una volta di non conoscere il problema dell’agricoltura campana che non è unicamente legato al semplicistico concetto di spendere quanto più possibile, ma più legato ad una tutela ed un presidio reale del territorio, delle coltivazioni e dei valori agricoli. Anche senza accedere ai fondi europei la stragrande maggioranza di piccoli agricoltori- conclude Cammarano – insieme al territorio che presidiano, sono un valore da salvaguardare, magari con più idee e meno finanziamenti indiscriminati”.

La Chimera: il corto della denuncia sociale. Il cinema come strumento per la battaglia civica del Comitato Vele

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Nelle Vele sono aperte le porte ai registi per girare un film sull’abbattimento e la riqualificazione del quartiere. Dopo “La Chimera”, reduce dalla settantaquattresima Mostra di Venezia, il corto apprezzato dalla critica viene presentato a Napoli e il progetto continua con un lungometraggio che darà voce alla battaglia civica del Comitato Vele. Oreste segue da qualche anno il Comitato Vele. Ha una casa nella Vela Rossa ma non ci può vivere. Dopo un ictus e un infarto, e dopo aver superato un primo tumore ai testicoli due anni fa, gli è stato diagnosticato un nuovo carcinoma alla tiroide. Il tetto della sua casa non ha più la guaina di impermeabilità e, nonostante gli amici gli abbiano ritinteggiato casa, alla prima pioggia i muri hanno preso di nuovo umidità. L’oncologo gli ha proibito di restare lì e quindi ora vive in casa di sua sorella con relativa famiglia e, senza letto in più, Oreste si arrangia per terra. “La Chimera – Appunti per un Film sulle Vele di Scampia” è la storia di Oreste, di Ciro e Giuseppina, di Lorenzo e di Omero, il popolo delle Vele che combatte per un alloggio dignitoso. Un documentario dei registi Giovanni Dota, Matteo Pedicini, Walter De Majo ed Elio Di Pace, prodotto da Gianluca Arcopinto e Walter De Majo, che racconta la storia dell’abbattimento delle Vele di Scampia. Il corto è stato presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia, fuori concorso alla Giornata degli Autori, suscitando l’interesse del pubblico e l’attenzione della critica. Insieme ai registi e ai produttori, erano a Venezia anche il sindaco di Napoli e l’assessore alle Politiche per il Diritto alla Casa, Enrico Panini.

Autostrada Napoli-Salerno: chiusura notturna dell’uscita di Pompei Ovest

Autostrade Meridionali in una nota comunica che sulla A3 Napoli-Pompei-Salerno, dalle 22 di venerdì 15 alle 6 di sabato 16 settembre, sarà chiusa l’uscita di Pompei ovest, per chi proviene da Napoli, per lavori di manutenzione. In alternativa, si consiglia di utilizzare l’uscita di Pompei est Scafati.

Era un pentito il detenuto suicida nel carcere di Sulmona

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Arrivato nel supercarcere di Sulmona da quattro giorni, ha approfittato del cambio di turno delle guardie per suicidarsi. Si tratta di F.Z. di 24 anni, pentito originario di Altamura (Bari), detenuto nel carcere di Benevento prima di arrivare in quello sulmonese. Secondo una prima ricostruzione il giovane avrebbe utilizzato i lacci delle scarpe per suicidarsi, proprio durante il cambio turno delle guardie. La Procura di Sulmona ha aperto una inchiesta e disposto il sequestro della salma in attesa dello svolgimento dell’autopsia. 

Truffe ad anziani: ecco identikit e regole per evitarle

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Trent’anni circa, sempre ben vestito: si approccia con modi gentili e affabili, si spaccia per avvocato ma l’unico suo obiettivo e’ truffare gli anziani, quasi sempre sugli 80 anni, con l’ausilio di complici e tecniche sempre piu’ geniali: questo l’identikit del truffatore seriale di ottantenni che oggi e’ stato disegnato dal Questore di Napoli, Antonio De Iesu, nel corso di una conferenza stampa indetta per illustrare i dettagli di un’indagine del commissariato Scampia grazie alla quale e’ stato possibile mettere fine alle scorribande di un truffatore napoletano responsabile di una decina di “colpi”. Il questore di Napoli, con il dirigente del commissariato di Scampia, Bruno Mandato, ha spiegato come si e’ riusciti a bloccarlo: oltre alla descrizione fisica, acquisita dalle vittime in sede di denuncia (“e’ sempre importante denunciare, anche se si ha vergogna”, ha sottolineato De Iesu), e’ stato molto utile il sistema di riconoscimento delle targhe attivo sul territorio cittadino. Il truffatore, infatti, e’ sempre entrato in azione in sella a uno scooter che la Polizia di Stato ha inserito in una black-list. Cosi’ si e’ riusciti individuarlo nelle zona dove venivano messe a segno le truffe. L’uomo – secondo quanto emerso dalle indagini – e’ riuscito a guadagnare migliaia di euro al giorno. La tecnica e’ stata quasi sempre la stessa: una volta individuata la vittima – grazie a un’azione di recupero informazioni sul territorio – si recava nella sua abitazione presentandosi come un avvocato accorso per recuperare una somma di denaro in contante che avrebbe evitato guai seri per il figlio della vittima. “Quando agli anziani si prospettano danni per i figli cadono tutte le difese – ha spiegato De Iesu – e la truffa e’ quasi del tutto compiuta”. Per questo, secondo il questore di Napoli, e’ necessaria la prevenzione, con campagne di sensibilizzazione che mettano in risalto come evitare di incappare in “questo odioso fenomeno” che innanzitutto lede per sempre l’autostima delle vittime. “Mai consegnare denaro contante e non consentire l’ingresso in casa di sconosciuti: con queste due semplici regole e’ possibile evitare le truffe”, ha spiegato De Iesu. Gia’ nelle prossime settimane il questore e i suoi collaboratori, faranno prevenzione nel corso di incontri organizzati in citta’. “Previo accordo con il cardinale Sepe – ha fatto sapere – saremo sul territorio, nelle chiese e in altri luoghi di aggregazione frequentati dagli anziani, per bloccare la diffusione di questo fenomeno che interessa l’Italia intera”.

Droga dalla Colombia nascosta nei libri e nei macinini da caffè lungo l’asse Palermo-Torre Annunziata: 19 arresti. IL VIDEO

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 La Polizia e la Guardia di Finanza, hanno eseguito un provvedimento emesso dal gip di Palermo nell’ambito delle operazioni “Cinisaro” e “Meltemi”, coordinate dalla D.D.A.. Gli indagati, di cui tre ancora ricercati, sono tutti riconducibili a distinti gruppi criminali con ramificazione nei Comuni delle provincie di Palermo e Trapani, dediti all’importazione sul territorio siciliano di partite di cocaina provenienti dalla Colombia e dalla Calabria, alla gestione di un fitto reticolo di “distributori” di fiducia sulle piazze di Capaci (Pa) Isola delle Femmine (Pa), Partinico (Pa), Trapani, Mazara del Vallo (Tp), Marsala (Tp) e Salemi (Tp), nonché alla organizzazione di “squadre” di pusher per la piazza di Carini (Pa) e di alcuni Comuni limitrofi. I componenti dei gruppi agivano da perfetti consociati rispettando logiche gerarchiche ben definite, con una rigorosa spartizione di compiti nel campo del traffico internazionale degli stupefacenti nonché del successivo smercio sul territorio. Le indagini hanno consentito di accertare un’associazione a delinquere dedita all’importazione dal Sud America di ingenti quantitativi di Droga. Sono state infatti svelate una serie di trattative con narcotrafficanti in Venezuela, Ecuador e Colombia, per far giungere in Italia ingenti quantitativi di cocaina purissima. Oltre al canale di approvvigionamento sudamericano, l’organizzazione intratteneva rapporti con fornitori di Droga calabresi. Nel corso delle indagini, condotte dalla Sezione Narcotici della Squadra Mobile di Palermo e dal G.I.C.O. della Guardia di finanza Nucleo dal dicembre del 2014 al febbraio 2017, sono state intercettate una serie di partite di cocaina per oltre 33 chili. La droga arrivava negli aeroporti di Fiumicino e Malpensa nascosta tra le pedane, nelle pagine dei libri, nei macinini da caffe’. L’inchiesta e’ condotta dalla Dda di Palermo, che ha chiesto al Gip l’emissione dei provvedimenti, nell’ambito delle operazioni “Cinisari” e “Metemi” ed ha portato all’esecuzione di 19 misure cautelari. Secondo l’indagine, i trafficanti colombiani utilizzavano ogni espediente per cercare di fare arrivare a destinazione la cocaina. Il terminale ultimo delle spedizioni, secondo quanto sostengono gli agenti della Squadra Mobile e i militari della Guardia di Finanza erano Alessandro Bono, carinese di 38 anni, titolare di un’impresa di pompe funebri e commerciante di fiori e Francesco Tarantino, 32 anni palermitano. Era proprio Bono, secondo l’accusa, a tenere i rapporti con i colombiani per fare arrivare in Sicilia diversi chili di cocaina. Il suo referente nell’America del Sud era per gli investigatori Edwin Artuto Molano Hurtado arrestato a Palermo nel corso dell’operazione. A maggio del 2015, grazie agli elementi acquisiti, veniva intercettata alla dogana di Roma Fiumicino una pedana in legno proveniente dalla Colombia. Il destinatario era proprio Bono. Negli spazi ricavati furono trovati 9 panetti contenenti 4 chili e 600 grammi di polvere bianca. Gli agenti di polizia e i finanzieri hanno bloccato un’altra spedizione. Stavolta era stato utilizzato il motore di un grosso Tir per nascondere la droga. Il sequestro e’ avvenuto il 17 agosto del 2015 in Ecuador, nell’aeroporto di Guayaquil. Tra gli ingranaggi e pistoni c’erano quasi 12 chili di cocaina. A Malpensa a giugno del 2015 furono sequestrati due libri intrisi di cocaina dal Venezuela per un chilo e seicento grammi. Nel febbraio del 2016 gli agenti trovano un altro carico di droga. Non solo la Colombia, il Venezuela e l’Ecuador, il titolare di un negozio di pompe funebri a Carini aveva rapporti anche con i calabresi. Diversi anche in questo caso i sequestri e gli arresti sull’asse Palermo-Reggio Calabria, tra cui Rocco Morabito.

Custodia cautelare in carcere:

BONO Alessandro ,di anni 38
MOLANO HURTADO Edwin Arturo, colombiano, di anni 36;
MANNINO Giuseppe, di anni 30;
FARACI Salvatore, di anni 49;
TARANTINO Francesco,di anni32;
MORABITO Rocco, di anni 30;
CUTRI’ Carmelo, di anni 29;
SERGIO Giovanni, di anni 29;
NARANJO VASQUEZ Davide Guillermo, colombiano, di anni 33
ROSERO MURILLO John Jarlin, colombiano, di anni 40;
COTAZO ZAMORANO Gloria Sulay, colombiano di anni 43;
SPATOLA SALVATORE, di anni 69;
FILIPPONE Giuseppe, di anni 42.

Arresti Domiciliari:

CHIANCHIANO Fabio, di anni 52;
PURPURA Bennj, di anni 23;
VACCARELLA Antonino, di anni 34;
PIZZO Davide Vincenzo, di anni 43;

Obbligo di presentazione alla p.g.

BALSAMO Pietro, di anni 36;
ANASTASIO Ernesto, di anni 30.

Le ricostruzioni investigative hanno, al riguardo, permesso di accertare che il BONO abbia, tra gli altri, rifornito il noto pregiudicato, allo stato detenuto per omicidio, CHIANCHIANO Fabio – a capo di un sodalizio operante nel quartiere Zen di Palermo e contiguo al mandamento Tommaso Natale/San Lorenzo – il quale, secondo le ricostruzioni degli investigatori, si rivolgeva per l’acquisto di partite di droga anche a Ernesto Anastasio legato al clan Cavalieri di Torre Annunziata e arrestato nel corso di un blitz anticamorra nel 2007, tramite il proprio corriere LA VARDERA Mario.

https://youtu.be/Q8L1DUXamx8

La centrale dei ladri di opere d’arte era in provincia di Napoli: recuperati beni per oltre 7 milioni di euro

I Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale hanno recuperato oltre 100 beni rubati, per un valore stimato in 7 milioni di euro, provento di 24 furti in danno di chiese ed istituti religiosi e denunciato 20 persone responsabili a vario titolo di ricettazione, furto aggravato e reati connessi. Ricostruite le fasi di 24 furti, avvenuti prevalentemente in danno di chiese e istituti religiosi e sequestrata la pala d’altare, di fattura fiamminga, raffigurante “La stazione XII della via Crucis: Gesù muore in croce”, datata 1520 ed asportata a il 2 luglio 1980, dall’Istituto religioso “Sainte Waudru” di Mons (Belgio). Inoltre sono state restituite ai legittimi proprietari più di 50 opere di notevole valore. Oggi, a Roma, presso la sede del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, il procuratore della Repubblica di Isernia, Paolo Albano, il procuratore di Velletri, Francesco Prete e il comandante Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), generale di brigata Fabrizio Parrulli, hanno presentato i risultati dell’operazione “Start Up”, condotta dal Nucleo TPC di Napoli, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Isernia, in collaborazione con quella di Velletri. L’indagine nasce dall’attenta analisi dei furti di beni culturali ecclesiastici, avvenuti in Comuni confinanti tra loro e ubicati nell’alto casertano sino alla provincia di Isernia, commessi in luoghi di culto e istituti religiosi. La svolta nell’inchiesta si è avuta grazie alla ricostruzione delle fasi di un furto avvenuto nella chiesa “San Michele”, nella piazza principale di Monteroduni, piccolo centro della provincia di Isernia. La complessa attività investigativa, tutt’ora in corso, ha permesso di tracciare il percorso delle opere rubate, smerciate nei mercatini rionali in provincia di Roma e, soprattutto, in quello capitolino di Porta Portese. Nel corso dell’attività investigativa si è appurata l’esistenza di un’organizzazione criminale, fulcro di un crocevia internazionale di ricettazione di opere d’arte rubate, con base logistica nella provincia di Napoli, capace di collocare i beni illeciti provenienti dall’intero territorio nazionale ed estero. La precisa ricostruzione di ogni elemento ha permesso di accertare la sistematica e abituale condotta di illustri personaggi che, consci della provenienza delittuosa delle opere, non esitavano a finanziare le casse della criminalità, richiedendo il reperimento del bene desiderato, per ornare le proprie abitazioni. In tale contesto, terminali di ricezione sono stati individuati in Ciampino, dove si sono concentrati sequestri di opere di particolare pregio, tra cui la pala d’altare in seguito indicata, nonché catalogati un rilevante numero di oggetti di valore artistico sulla cui provenienza sono ancora in corso i relativi approfondimenti. Le persone ora indagate dalla Procura di Velletri non risultano avere precedenti penali ed una di loro in particolare vanta una tradizione, familiare, di raccolta di opere d’arte di natura storico-religiosa. Le opere venivano direttamente consegnate a domicilio dopo una negoziazione tramite intermediari. Sono in corso di ricostruzione i flussi finanziari collegati a queste transazioni.