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Permesso per lavoro, l’ex sindaco Borriello incassa un altro no

Torre Annunziata. Un altro no per Ciro Borriello. I legali dell’ ex primo cittadino di Torre del Greco, attualmente agli arresti domiciliari, avevano richiesto al Gip Aufieri del tribunale oplontino di lasciare gli arresti domiciliari per recarsi a lavoro e svolgere la sua professione da medico chirurgo. Secondo la difesa che ha presentato l’istanza dall’ ormai ex politico dipendono le condizioni di salute dei pazienti che vanno medicati, operati o visitati Infine, nella richiesta presentata ai giudici, ci sono anche ragioni economiche: all’ex sindaco servono soldi per sostenere le sue spese e quella della sua famiglia. Tuttavia la difesa ha raccolto un altro NO da parte di Emma Aufieri che, non convinta delle tesi esposte, è andata a confermare i domiciliari per Borriello in attesa che si concludano le indagini preliminari

Inchiesta Consip: il Csm invia gli atti alla procura di Roma

ìIl Csm invia alcuni atti della pratica Consip-Cpl Concordia alla procura di Roma, ritenendo che ci siano possibili profili di sua competenza: riguarderebbero comportamenti che sarebbero stati tenuti da ufficiali di polizia giudiziaria. ( La decisione e’ stata presa dalla Prima Commissione che in questi mesi ha ascoltato diversi magistrati: dal pm Nunzio Fragliasso, che ha retto la procura di Napoli sino alla nomina di Giovanni Melillo, al pg partenopeo Luigi Riello e al capo della procura di Modena Lucia Musti. Gli atti inviati a piazzale Clodio sarebbero relativi proprio al contenuto di alcune di queste audizioni. Gli ufficiali di polizia giudiziaria in questione si sarebbero occupati della trasmissione da Napoli a Modena del fascicolo Cpl Concordia , avviato dalla procura del capoluogo campano e poi trasmesso per competenza ai colleghi emiliani. Quel fascicolo conteneva la famosa telefonata tra Matteo Renzi e il generale della Guradia di Finanza Adinolfi, che fini’ sulle pagine dei giornali. Solo in uno dei due faldoni inviati a Modena quel colloquio sarebbe stato omissato, in un altro no. E ci sarebbero state anche altre presunte anomalie nelle modalita’ di trasmissione, a quanto e’ stato riferito al Csm. Nelle audizioni si sarebbe anche fatto riferimento ad atteggiamenti e dichiarazioni di ufficiali della pg che il Csm,inviando le carte alla procura di Roma, ha ritenuto meritevoli di un approfondimento. 

Ue: tre città italiane tre le prime dieci aree urbane. Napoli al decimo posto

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Tre grandi città italiane tra le prime dieci aree urbane dell’Unione europea. Napoli al decimo posto dopo Milano all’ottavo e Roma al settimo. Questa la classifica di Eurostat Regional Yearbook 2017 elaborata su dati del 2015 e che prende in considerazione le prime venti aree urbane funzionali dell’Unione europea – Per area urbana funzionale si intende la città vera e propria, più la sua area di pendolarismo. – La prima area urbana è Londra, con circa dodici milioni di persone, seguita da Parigi, poco sotto i dodici milioni, e da Madrid con circa sei milioni e mezzo, e dalla Ruhrgebiet, agglomerato urbano della Ruhr, in Germania, che comprende tra l’altro Bochum, Dortmund, Duisburg, Essen e Oberhausen, con poco più di cinque milioni, al pari di Berlino.  Seguono Barcellona con circa cinque milioni, Roma con circa quatttro milioni e mezzo e Milano intorno a quattro milioni e trecento. Atene è poco sotto i quattro milioni e Napoli circa tre milioni e mezzo. Nella fascia tra i tre milioni e mezzo e i due e mezzo, si trovano la Greater Manchester, Amburgo, Varsavia, l’area urbana delle West Midlands nel Regno Unito (che comprende Birmingham), Budapest, Lisbona, Monaco di Baviera, Stoccarda, Bruxelles e Francoforte sul Meno.

Napoli, ai Quartieri Spagnoli esclusi dalle scuole 36 bambini non vaccinati

“Vaccinare mio figlio? Nemmeno se viene il Presidente Mattarella”. E così una coppia di genitori dei Quartieri spagnoli riporta il figlio a casa rifiutandosi di eseguire la copertura vaccinale sul bambino. All’Ic “D’Aosta-Scura”, spiega nel primo giorno di scuola il dirigente Eugenio Tipaldi, “su 189 iscritti alla scuola dell’infanzia, 36 non hanno presentato alcuna certificazione” e pertanto sono stati rimandati a casa. 

Napoli, torna in carcere specialista del furto delle auto car sharing Enjoy di Roma

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I carabinieri di Napoli hanno arrestato un ladro seriale di Fiat 500 in carsharing con l’accusa di evasione dai domiciliari: l’uomo, Ciro Tortora, 41 anni, residente a Secondigliano, soprannominato “totore ‘o russo”, e’ ritenuto coinvolto in una settantina di furti messi a segno nella capitale sempre ai danni della societa’ Enjoy. Venne arrestato a Roma, nel dicembre 2016, insieme con il fratello e un altro complice. Erano specializzati nei furti di automobili prese a noleggio con il sistema del carsharing. La banda e’ accusata di essere responsabile di almeno 70 dei 108 furti subiti dalla Enjoy nel giro di un anno e mezzo. I tre – ogni 2-3 giorni – partivano in treno da Napoli alla volta della capitale dove – con documenti di identita’ che alcuni parenti fingevano di avere smarrito e carte di credito clonate – prendevano affittavano una vettura dalla Enjoy che spariva dalla circolazione dopo una modifica al sistema gps, per evitare che venisse rintracciata. Le auto venivano poi smontante e i pezzi venduti sul mercato nero oppure, attraverso un trucco, reimmatricolate, riverniciate e vendute come usate. Secondo quanto hanno accertato i carabinieri di Roma la banda e’ riuscita a rubare anche tre vetture in un solo giorno. Prima di passare al furto delle Fiat 500 in car sharing, e’ emerso dagli accertamenti, “totore ‘o russo” rubava bici a Napoli, ma sempre quelle in bike-sharing

Inchiesta Consip: prima sentenza, Gasparri patteggia 20 mesi reclusione

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Prima sentenza per la vicenda Consip. Si tratta del patteggiamento a un anno e 8 mesi di reclusione che l’ex dirigente della Centrale acquisti della pubblica amministrazione Marco Gasparri aveva concordato con la Procura di Roma e che oggi il gup Rosalba Liso ha formalizzato al termine di una brevissima camera di consiglio. Gasparri, difeso dall’avvocato Alessandro Diddi, era indagato per corruzione in concorso con l’imprenditore Alfredo Romeo dal quale ha ammesso di aver ricevuto 100mila euro in contanti dal 2012 al 2016 dandogli in cambio consigli e suggerimenti sulle offerte da presentare attraverso la sua societa’ di servizi per l’aggiudicazione degli appalti. Dichiarazioni auto ed eteroaccusatorie che Gasparri, poi licenziato dalla Consip (che pero’ non si e’ costituita parte civile), ha prima fatto ai magistrati della Procura e quindi ribadito in sede di incidente probatorio davanti al giudice Gaspare Sturzo. Romeo, che fini’ in carcere il primo marzo scorso ed e’ libero dal 16 agosto, sara’ invece processato dal tribunale il 19 ottobre prossimo. 

Irrati dirige il primo derby storico Napoli-Benevento. Gli altri arbitri

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Sarà Luca Banti a dirigere Crotone-Inter, nell’anticipo di sabato alle 15 della quarta giornata di Serie A. Gli altri due anticipi del sabato, Fiorentina-Bologna alle 18 e Roma-Verona alle 20.45, saranno diretti rispettivamente da Valeri di Roma e Pairetto di Nichelino. Il lunch match di domenica, Sassuolo-Juventus, sarà invece diretto da Davide Massa di Imperia con Maresca e Aureliano addetti alla Var, Tasso e Fiorito assistenti, Sacchi quarto uomo. Napoli-Benevento, match in programma domenica alle 15, sarà arbitrata da Massimiliano Irrati di Pistoia.

Ecco le designazioni arbitrali complete:

Crotone – Inter (16/9, ore 15): Banti di Livorno (Dobosz-Giallatini);

Fiorentina – Bologna (16/9, ore 18): Valeri di Roma (Tegoni-Meli);

Roma – Verona (16/9, ore 20.45): Pairetto di Nichelino (Tolfo-Carbone);

Sassuolo – Juventus (ore 12.30): Massa di Imperia (Tasso-Fiorito);

Milan – Udinese: Guida di Torre Annunziata (De Meo-Lo Cicero);

Napoli – Benevento: Irrati di Pistoia (Preti-Paganessi);

Spal – Cagliari: Abbattista di Molfetta (Di Liberatore-Bottegoni);

Torino – Sampdoria: Tagliavento di Terni (Manganelli-Tardino);

Chievo – Atalanta (ore 18): Mariani di Aprilia (Gori-Zappatore);

Genoa – Lazio (ore 20.45): Orsato di Schio (Liberti-Ranghetti). 

Castellammare, il consigliere regionale Cirillo accusa: ”Villa San Marco Abbandonata”

Ingresso libero e gratis, assenza nell’elenco dei siti archeologici della Soprintendenza che offrono l’accesso con ticket per il circuito unico con Pompei, Oplonti e Boscoreale. Poi barriere architettoniche che impediscono la visita ai disabili, assenza di cartellonistica esplicativa e di bagni pubblici. La VI commissione regionale Cultura ha rilevato tutte queste carenze nella Villa San Marco durante un sopralluogo svolto nella domus dell’antica Stabiae, che si trova nell’area archeologica di Castellammare di Stabia. La visita e’ stata effettuata, scrive il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Luigi Cirillo, “per dare continuita’ all’impegno assunto durante l’audizione regionale tenutasi lo scorso marzo, per prendere contezza della situazione degli scavi archeologici stabiesi”. “Come MoVimento 5 Stelle abbiamo rappresentato tutte le criticita’ rilevate – sottolinea Cirillo – l’assenza di una cartellonistica adeguata e illuminazione delle aree scure, la presenza di barriere architettoniche per l’accesso ai diversamente abili e l’assenza di bagni chimici nella struttura”. “Scarsa la presenza dei consiglieri regionali in quanto, oltre me, era presente solo il presidente Amabile – sottolinea Cirillo – cosi’ come assente la Giunta Regionale per dare risposte alle nostre domande sul piano della programmazione di interventi”. “Abbiamo evidenziato l’esclusione degli scavi di Stabiae dal biglietto cumulativo con il circuito di Pompei, derivante dal fatto che l’accesso alle ville risulta gratuito – continua Cirillo – ma questa scelta potrebbe avere ricadute negative sulla pubblicizzazione dei beni stabiesi e sull’afflusso di turisti, gia’ in calo rispetto allo scorso anno”. “Abbiamo inoltre posto l’esigenza di agire sulla rampa di accesso da valle, poco dopo l’uscita dalla Circumvesuviana, per consentire un accesso piu’ agevole a chi utilizza il circuito del Campania Express, che effettua una fermata anche a Castellammare di Stabia – conclude Cirillo – portando cosi’ all’attenzione della Soprintendenza delle proposte che speriamo possano essere attuate al fine del rilancio di un patrimonio enorme della citta’ di Stabia”. 

Puliamo il mondo: l’iniziativa di volontariato ambientale, organizzata da Legambiente, compie 25 anni

Venticinquesima edizione di Puliamo il Mondo, la più grande campagna di volontariato ambientale organizzata da Legambiente in collaborazione con la Rai che si svolgerà il 22, 23 e 24 settembre con l’obiettivo di ripulire le strade, i parchi, i giardini, le piazze, i fiumi e le spiagge delle città. In Campania, sono al momento oltre centocinquanta le aree che saranno ripulite da più di quindici mila volontari. La provincia di Salerno è leader regionale per numero di adesioni: oltre il 40% delle adesioni in Campania riguardano i comuni del salernitano. Protagonisti il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e Alburni ed il Parco Nazionale del Vesuvio e il Parco dei Monti Picentini che distribuiranno i kit di Puliamo il Mondo agli studenti, ai comuni ed ai gruppi di volontari per interventi che riguarderanno la pulizia di sentieri ed aree ricreative, fondali marini, spiagge e corsi d’acqua, boschi. Quest’anno è un edizione storica: Puliamo il Mondo festeggia 25 anni. Da un quarto di secolo, ogni anno volontari coordinati da Legambiente si danno appuntamento l’ultimo fine settimana di settembre per ripulire spazi pubblici dai rifiuti abbandonati. Con guanti, rastrelli, ramazze e sacconi ci si ritrova in piazze, strade, parchi urbani, lungo gli argini dei fiumi o delle strade statali, negli spazi “di nessuno” delle periferie. Giovani, anziani, italiani e non, amministrazioni locali, imprese, scuole, uniti da un unico obiettivo: rendere più vivibile e più bello il territorio in cui viviamo. In Campania in prima fila le aziende della Green Economytra le quali Di Gennaro, Sae Ambiente, Sabox, Cartesar, Cite Salerno, Re.Ma.Plast. Inoltre a Napoli e Salerno molti luoghi saranno ripuliti grazie all’adesione e collaborazione con Asia Napoli, di Gesac e della Fondazione Comunità di Salerno. Nel week-end dal 22 al 24 settembre, armati di guanti e ramazza, i loro dipendenti saranno a stretto contatto con le comunità locali, i comuni e le associazioni per una Campania Sostenibile. “Puliamo il mondo è soprattutto un gesto semplice da fare insieme per rinsaldare il rapporto tra ambiente e cittadini, comunità ed enti pubblici. Negli anni abbiamo utilizzato questo momento anche per parlare di periferie, di abusivismo edilizio, di città, di condivisione, di protagonismo dei cittadini, di disagio sociale, di virtù civica, di spreco alimentare, di pace, di legalità e per dire no al terrorismo e alle barriere di qualsiasi tipo. Il gran numero di adesioni che stiamo raccogliendo – ha dichiarato Francesca Ferro, segreteria Legambiente Campania – è un’importante conferma della voglia crescente di partecipazione. Nella tre giorni di grande pulizie vogliamo mettere in mostra la parte migliore della regione: la bellezza dei luoghi e l’amore dei cittadini per il proprio territorio che combattono il degrado rimboccandosi le mani, e la passione di tanti imprenditori onesti che con professionalità ed idee innovative e sbocchi occupazionali dimostrano di amare il territorio e promuoverlo con azioni concrete”.

Scambio di voto a Scafati: il Riesame si riserva di decidere sull’arresto dell’ex sindaco Aliberti

Scafati. Scambio di voto a Scafati: il Riesame si riserva di decidere sull’arresto dell’ex sindaco Pasquale Aliberti. Si è tenuta stamane l’udienza conclusiva del Tribunale del Riesame di Salerno – presidente Gaetano Sgroia – dopo il rimando della Corte di Cassazione per le esigenze cautelari del sindaco Pasquale Aliberti e dei due pregiudicati esponenti del clan Loreto Ridosso, Luigi e Gennaro Ridosso. Dopo tre ore di discussione che hanno visto accusa e difesa dibattere su tesi contrapposte i giudici si sono ritirati in camera di consiglio. La decisione è attesa per l’inizio della prossima settimana. Ad Angelo Pasqualino Aliberti viene contestato di aver usufruito dei voti del clan operante a Scafati per vincere le elezioni amministrative del 2008 e per le Regionali del 2015 dove era candidata la moglie Monica Paolino.

Diffamò Equitalia, prosciolto Maradona

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Il gup di Cassino ha prosciolto l’ex calciatore Diego Armando Maradona dall’accusa di diffamazione aggravata ai danni di Equitalia con la formula “perche’ il fatto non costituisce reato”. Stessa decisione e’ stata presa per il suo avvocato storico, Angelo Pisani, anch’egli finito al vaglio del giudice di Cassino. L’ex stella del Napoli, secondo l’impianto accusatorio, nel corso di una intervista aveva rilasciato dichiarazioni offensive “della reputazione di Equitalia Spa e del presidente dell’epoca, Attilio Befera”. L’inchiesta, che fa riferimento a fatti accaduti nel giugno del 2012, era nata a Roma ma il tribunale capitolino si era dichiarato incompetente e aveva trasmesso gli atti alla Procura di Cassino, in quanto un mensile locale aveva per primo ripreso l’intervista a Maradona in cui, raccontando del suo contenzioso con l’ erario italiano, chiedeva “un fisco giusto e dal volto umano”.

Da Napoli a Pompei in monorotaia: via ai binari, ecco la proposta dell’associazione Naplest et Pompei

Il progetto proposto dall’Associazione Naplest et Pompei per lo sviluppo della cosiddetta buffer zone del grande sito archeologico è pronto. Elaborato da uno staff di tecnici e progettisti è diretto e coordinato dell’architetto catalano Josep Acebillo – per quasi 30 anni responsabile dell’ufficio urbanistico della città di Barcellona – e sarà sottoposto tra poche settimane all’approvazione del Comitato di gestione del quale fanno parte i sindaci dei Comuni di Portici, Ercolano, Torre Annunziata, Torre del Greco, Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Trecase e Pompei, i ministri dei Trasporti, della Coesione territoriale e dei Beni culturali, la Regione, la Città metropolitana di Napoli e il sovrintendente Osanna in qualità di responsabile del paesaggio. Il progetto prevede l’eliminazione della linea ferroviaria che corre lungo il mare tra Portici e Castellammare di Stabia. La stessa verrebbe reinsediata nei binari della circumvesuviana all’interno del territorio, realizzandone una più moderna ma con le stesse funzioni di quell’attuale Questo permetterebbe di recuperare spazi e opportunità di sviluppo in un pezzo di territorio vasto che accoglie più di 450 mila abitanti e che finora ha dovuto fare i conti con i limiti non solo paesaggistici imposti dai binari.
Ad annunciare possibili tempi e prossime tappe dell’iter procedurale di quella che al momento è solo una proposta, è stata la presidente dell’Associazione Marilù Faraone Mennella. Proposta completa e capace – come ha spiegato l’imprenditrice nel corso del seminario promosso ieri da Confindustria Campania e dalla Fondazione Mediterraneo Tirrenico – di promuovere investimenti tra pubblico e privato per oltre due miliardi e mezzo di euro. L’eliminazione e la relativa risistemazione della linea ferroviaria, peraltro, sono solo l’aspetto più rilevante di un piano che in realtà si collega strettamente a quello relativo al rilancio dell’area orientale di Napoli che la stessa Associazione ha lanciato da tempo. I privati puntano sostanzialmente ad una sinergia con gli enti locali per cambiare, spiega Faraone Mennella, “funzioni e qualità della vita di una parte della città che da Napoli si estende di fatto fino a Castellammare di Stabia per creare un nuovo modello di rigenerazione urbana, capace di recuperare e insediare nuove funzioni e creare sviluppo non solo economico, ma anche sociale e civile, utilizzando misure e procedimenti più snelli e operativi”. Il progetto strategico in questione ha già ottenuto il via libera della Città Metropolitana e dei nove Comuni. Sarà, tuttavia, decisiva la valutazione più complessiva della Regione. Non è un caso che proprio dall’incontro di ieri è giunto l’impegno dell’assessore regionale alle Attività produttive Amedeo Lepore a fissare un tavolo specifico finalizzato ad approfondire il tema, dotato di una grande suggestione ambientale e paesaggistica, ma anche carico di non poche incognite. Dall’incontro di ieri, Pompei a parte, emergono spunti su più fronti, da un eccesso di finanziamenti concentrato in particolare su Napoli rispetto alle altre provincie della regione, ad uno scenario comunque di crescita delle opportunità offerte dal territorio anche sul piano degli investimenti. Nell’analisi di Gianfranco Viesti,tra i più acuti economisti meridionali, emerge ad esempio che la rimonta del Mezzogiorno è ancora lontana da livelli di assoluta competitività. E al tempo stesso che senza il rilancio dell’industria, non solo manifatturiera, il recupero resterà comunque complicato, per non dire impossibile: del milione e settecentomila occupati in meno registrato nel Sud, 850 mila mancano all’industria per essere all’altezza del tasso di sviluppo del Nord. Insomma, secondo Viesti, anche assorbendo tutte le 250 mila unità operative che mancano ai beni culturali del Mezzogiorno, la distanza con il Settentrione in termini occupazionali resterebbe enorme. “Ma i conti – osserva l’assessore regionale Lepore – vanno fatti sempre con la realtà e con le forze in campo. E la sfida lanciata dalla Regione attraverso l’estensione sul territorio di misure per la crescita, gli investimenti e l’occupazione varate dagli ultimi governi, si è dimostrata vincente”.
Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Confindustria Campania, chiede parò di fare particolare attenzione anche alle esigenze delle piccole e medie imprese che restano il nerbo del sistema economico campano e meridionale. La sfida è quella di industria 4.0, ricorda Ambrogio Prezioso, presidente dell’Unione industriali di Napoli e il piano di Pompei è anche per questo un momento di confronto e di programmazione per andare oltre le cifre di una crisi tutt’altro che finita.

Qualiano, incendiava rifiuti: arrestato pensionato

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I carabinieri di Qualiano hanno arrestato in flagranza per combustione illecita di rifiuti un pensionato 67enne del luogo sorpreso in un fondo agricolo in via falcone mentre incendiava rifiuti solidi urbani e materiale plastico disseminato tra le sterpaglie su un’area di circa 2.000 mq. L’area è stata sottoposta a sequestro. La classificazione dei rifiuti sarà effettuata a cura dell’Arpac. L’arrestato è ai domiciliari in attesa di rito direttissimo. 

Ubriachi alla guida, sei persone denunciate in provincia di Napoli

I carabinieri dell’aliquota radiomobile di Nola hanno denunciato 6 persone per guida in stato di ebbrezza nel corso di un servizio di questa notte per contrastare la guida di veicoli dopo l’assunzione di bevande alcoliche effettuato tra Nola, Cimitile, Cicciano e Saviano. Nel corso delle attività sono stati segnalati al prefetto di Napoli 2 soggetti trovati complessivamente in possesso di 4 grammi di hashish detenuti per uso personale.

Uccise la moglie a Sant’Antimo, al via il processo per D’Aponte. Fuori al Tribunale sit-in di protesta

Stefania Formicola fu uccisa un anno fa dal marito a Sant’Antimo e stamattina, in occasione dell’udienza preliminare nei confronti del marito i genitori della vittima e gli attivisti per la difesa dei diritti delle donne e contro il femminicidio hanno manifestato dinanzi al Tribunale di Napoli Nord ad Aversa. Sul banco degli imputati c’è Carmine D’Aponte l’uomo che all’alba del 19 ottobre del 2016 uccise con un colpo al cuore Stefania Formicola, 28 anni, madre dei suoi bambini. Alla manifestazione erano presenti i genitori di Stefania, Luigi Formicola e Adriana Esposito, che hanno chiesto sia fatta giustizia per la figlia, presente anche l’attrice Rosa Miranda che ha esposto uno striscione. Nel corso dell’udienza il giudice Daniele Grunieri ha accolto la richiesta di giudizio con rito abbreviato avanzata dai difensori dell’imputato, accusato di omicidio colposo. Inoltre si sono costituiti parte civile il padre, la madre e la sorella della vittima, rappresentati dagli avvocati Raffaele Chiummariello e Libera Cesino, assistiti dalla criminologa investigativa Antonella Formicola. Lo scorso maggio il tribunale per i minorenni ha sospeso la patria podestà dell’imputato e affidato provvisoriamente i due figli della coppia – di 2 e 5 anni – ai nonni materni. La tesi degli avvocati dei parenti di Stefania è che il marito, Carmine D’Aponte, 33 anni, abbia agito con premeditazione: “Non ha accettato la separazione, era morbosamente geloso e l’ha uccisa perchè Stefania lo stava lasciando”. “Era armato e l’ha uccisa con una modalità camorristica – sostiene l’avvocato Libera Cesino – inoltre, dalle trascrizioni delle conversazioni intercorse su WhatsApp, emerge una storia di violenze che andavano avanti da anni e che purtroppo Stefania non ha mai denunciato. Infine – conclude il legale della famiglia Formicola – i risultati della perizia balistica commissionata dagli inquirenti esclude che il colpo sia partito accidentalmente”. La prossima udienza è stata fissata per il 21 dicembre.

Arabo con 73mila euro in contanti non dichiarati: sequestro all’aereoporto di Capodichino

Napoli. Voleva partire con 73mila euro in contanti non dichiarati: è stato scoperto dai funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Napoli 1 in servizio nell’aereoporto di Capodichino, in collaborazione con la guardia di finanza, un cittadino arabo in partenza per l’Inghilterra. L’uomo aveva in valigia 73600 euro in contanti. All’uomo, secondo le normative, è stata sequestrata la somma di 31.800 euro che corrisponde al 50% dell’importo eccedente al limite consentito.

Mercato nero dei farmaci ad alto costo: arrestati un farmacista e sei dipendenti dei depositi

Napoli. Il Nas di Napoli ha dato esecuzione a 6 ordinanze cautelari agli arresti domiciliari ed una settima di obbligo di dimora, a carico di altrettanti individui sottoposti ad indagini per traffico illecito di farmaci ad alto costo sottratti al circuito legale ed immessi nel mercato nero. I provvedimenti hanno riguardato dipendenti di depositi all’ingrosso di farmaci, ditte che si occupano delle consegne presso le farmacie ed un farmacista.

Pozzuoli, la magistratura acquisisce il filmato sull’allagamento della Solfatara prima della tragedia

C’è un filmato di 83 secondi girato all’interno della Solfatara di Pozzuoli e acquisito dalla Procura di Napoli all’indomani dell’apertura dell’indagine per omicidio plurimo colposo dopo la morte die tre componenti della famiglia Carrer in una pozza. Sono immagini girate intorno alle 13 di sabato scorso da alcune persone. Si vede la Solfatara allagata in seguito all’incessante pioggia. Ci sono anche due voragini apertesi nell’area percorribile dai visitatori. Tre giorni dopo, martedì, la tragedia. Il video è stato diffuso dal blog Pozzuoli21 (con una presentazione a firma di Danilo Pontillo). Tanto che il noto geologo Franco Ortolani afferma: “Dopo mesi di siccità che ha causato l’essiccamento del fango consolidato che costituisce il crostone su cui si cammina di lato all’area interdetta con recinzione fatta da pali in legno e rete metallica, venerdi notte sono precipitati circa 120 mm di pioggia che hanno causato l’allagamento della base della Solfatara. Circa 20mila metri cubi di acqua sono affluiti alla base e poi si sono infiltrati causando due nuovi sprofondamenti, di lato e all’esterno della recinzione. Lunedì scorso nella nottata un altro nubifragio ha fatto precipitare sulla Solfatara altri 50 mm di pioggia come risulta dal pluviometro di campanialive. La mattina dopo è accaduta la tragedia. Situazione di palese pericolo e di rischio per visitatori che invece fino a tarda mattinata di sabato, secondo il video, camminavano vicino ai due sprofondamenti non ancora recintati. La tragedia è scoppiata quando il bambino superando la catena è precipitato nella cavità. L’incidente è inspiegabile data l’esperienza della gestione privata della Solfatara”. Ora quel video sarà analizzato dalla magistratura che nominerà anche suoi consulenti che dovranno stabilire eventuali colpe da parte della società privata che gestisce la Solfatara. Intanto infuria il dibattito e le immancabili polemiche.
“Il bambino non avrebbe superato la staccionata messa per delimitare le aree più pericolose e, se fosse confermato dalle indagini, ci troveremmo di fronte a un fatto gravissimo perché porterebbe a pensare che ci siano pesanti responsabilità da parte di chi avrebbe dovuto verificare la sicurezza del percorso aperto al pubblico”. Così il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e il consigliere comunale di Pozzuoli e metropolitano Paolo Tozzi. “È necessario accertare se la tragedia poteva essere evitata e, soprattutto, fare in modo che fatti simili non accadano mai più e che la Solfatara sia messa in sicurezza”

Napoli, indagine della Procura sulla truffa del servizio civile: in sei sotto accusa

Dal 2015, almeno secondo l’ipotesi che ha spinto la Procura di Napoli a indagare in materia di mala gestione di soldi pubblici, giovani volontari venivano reclutati e inseriti nei progetti del servizio civile. Usati come prestanome per sbloccare finanziamenti europei. Un affare costruito a tavolino per dirottare i quattrocento euro mensili che lo Stato riserva a chi svolge servizio civile a una organizzazione accreditata presso la Regione Campania. In pratica accadeva che il giovane prestava la propria identità, girando le quattrocento euro alla associazione, in cambio riceveva un bonus di ottanta euro mensili che gli venivano restituiti sempre dalla onlus di riferimento. Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha effettuato un blitz. L’accusa mossa dal pm Raffaello Falcone, in un’inchiesta che vede al momento sette indagati, è quella della truffa. Sotto accusa l’associazione di volontariato “Feder Mediterraneo”, legalmente rappresentata da Giovanni Oriani e accreditata dal 2014 all’Albo della Regione Campania per la presentazione dei progetti di servizio civile nazionale. Secondo l’ipotesi investigativa la “Feder Mediterraneo” viene indicata come il soggetto che si è sostituito nelle attività illegali condotte anni fa dalla associazione “Un’ala di riserva”, cancellata dal dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale, in seguito all’arresto del suo presidente Alfonso De Martino.  Oltre a Oriani, finiscono sotto indagine anche Alfonso De Martino e altri presunti soci in affari tra cui suo fratello Paolo De Martino; Vittorio Colurci, indicato come reclutatore di giovani da inserire nelle liste del servizio civile; Tiziana Dente, Aniello Pirozzi e Raffaele Savarese. Dalle indagini è emerso che i volontari assegnati alla realizzazione del progetto denominato Sos cultura Vallo di Diano 2010, sono stati impiegati per finalità difformi rispetto a quelle previste dal progetto.

Napoli, voragine e sciopero dei trasporti: traffico impazzito in città

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Giornata di disagi per i napoletani che stamattina dovranno far fronte allo stop di quattro ore di metropolitana Linea 1, , funicolari e bus di Anm. Lo sciopero, indetto dalle OO.SS. CGIL – UIL – CISL – UGL – ORSA – FAISA CISAL – FAISA CONFAIL – USB, riguarda i bus dalle 11 alle 15. Le funicolari dalle 10,50, alle 15,20. Lo stop coinvolge anche la Linea 1 della metropolitana, ultima corsa da Piscinola e’ prevista alle 10,26, da Garibaldi alle 10,30. Il servizio riprendera’ da Piscinola alle 15,50 e da Garibaldi alle 16,30. A peggiorare la situazione viabilita’ a Napoli, la voragine che si e’ creata ieri sera a via Crispi. Si tratta di una strada molto trafficata e che da ieri e’ stata chiusa per un avvallamento della strada, marciapiedi compresi.