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Camorra, torna in carcere ‘o nannone, killer della ‘Paranza dei Bimbi’. IL VIDEO

Stamattina all’esito delle complesse indagini eseguite dalla Squadra Mobile di Napoli, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli, il Gip del TpM ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Antonio Napoletano detto ‘ nannone, all’epoca dei fatti minorenne, ritenuto responsabile dei reati di omicidio di Galletta Luigi, di detenzione e porto illegale di arma da fuoco, lesioni personali e minacce, delitti tutti posti in essere per agevolare l’attività del clan e per rafforzarne l’egemonia sul territorio. Il pericoloso killer era agli arresti domiciliari da alcuni mesi dopo aver scontato due anni di carcere.
I gravissimi episodi criminali si collocano nell’ambito della guerra di camorra che, all’epoca dei fatti, contrapponeva il clan Buonerba al sodalizio facente capo alle famiglie Amirante, Brunetti, Giuliano, Sibillo, nella sanguinosa faida, finalizzata al controllo delle attività criminali (traffico di stupefacenti ed estorsioni) nei quartieri di Forcella, Maddalena e Tribunali. Le indagini hanno consentito di ricostruire il contesto criminale, il movente del pestaggio e del successivo omicidio di Galletta Luigi, risultato estraneo alle faide di camorra e ad ambienti criminali, avvenuti rispettivamente in data 28 e 31 luglio 2015, in via Carbonara, all’interno di un locale adibito a officina meccanica, ove la vittima lavorava.
In particolare, secondo la ricostruzione investigativa, l’aggressione feroce di Galletta Luigi e l’omicidio efferato dello stesso sarebbero stati la reazione violenta dei Sibillo all’uccisione di un loro affiliato, D’Alpino Salvatore, avvenuta il giorno prima dell’aggressione di Galletta, secondo le logiche bieche della guerra tra le organizzazioni criminali presenti sul territorio napoletano.

Torre Annunziata: Ernesto Mahieux presidente della giuria di CortoDino, il festival del corto internazionale

Il Miglior film italiano e la Migliore colonna sonora va a “Moby Dick” del romano Nicola Sarcinelli, “The bad girl” del portoghese Ricardo Machado è stato premiato come Miglior film europeo mentre “La condanna dell’essere” del casertano Adriano Morelli è stato premiato come Miglior talento campano.
Questi i vincitori della settima edizione di “CortoDino”, il Festival Internazionale del Cortometraggio dedicato a Dino De Laurentiis, la cui cerimonia di premiazione si è svolta al Cineteatro Politeama di Torre Annunziata. Alla serata condotta da Gabriele Blair, con gli attori e modelli Edda Curcio e Domenico Venti della Freestyle di Pietro Bellaiuto, sono intervenuti il presidente dell’Associazione culturale “Esseoesse” nonché direttore del festival Filippo Germano, il direttore artistico Lucio Ciotola, il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione e il presidente della giuria artistica Ernesto Mahieux.
La rassegna internazionale di cinema dedicata alla memoria del produttore cinematografico Dino De Laurentiis, nato a Torre Annunziata e scomparso l’11 novembre 2010, è stata ideata nel 2011 dall’Associazione culturale no profit “Esseoesse” e punta alla valorizzazione culturale e la promozione turistica del territorio.
Alla realizzazione del festival hanno collaborato, come ogni anno, istituti scolastici superiori di Torre Annunziata, tra cui il Liceo Artistico Giorgio De Chirico, che da alcuni anni ha attivato per i suoi allievi un “Laboratorio di cinema”, numerose associazioni culturali e Proloco dell’area vesuviana. “CortoDino” si avvale inoltre dei patrocini di enti comunali e regionali.
Presidente onorario del premio Manolo Bolognini, decano dei produttori italiani, che ha salutato gli ospiti in diretta telefonica. Nel corso dei suoi sette anni di vita “CortoDino” ha visto raddoppiare le iscrizioni al concorso, arrivando nel 2017 alla cifra record di circa 3.600 iscrizioni con opere pervenute da 120 Paesi del mondo, tra cui 400 dall’Italia. La serata finale del festival ha visto la consegna dei premi alla presenza di volti noti del mondo dello spettacolo (tra gli altri, Tommaso Bianco, Giacomo Rizzo, Erasmo Genzini, Pio Luigi Piscicelli).
Alle opere prime classificate nelle quattro sezioni del premio, scelti dal voto di una giuria popolare e di una giuria artistica presieduta da Mahieux, sono stati conferiti premi e targhe “CortoDino” in pietra lavica lavorata a mano. Undici infine le “menzioni speciali” per i diversi settori artistici e cinematografici.

Da Scampia al Parco Verde di Caivano per spacciare: arrestato 33enne

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I carabinieri della tenenza di Caivano hanno fatto irruzione in uno stabile del “Parco verde” dove era stato notato in atteggiamento sospetto un 33enne di Scampia, Salvatore De Simone, già noto alle forze dell’ordine. Dopo averlo bloccato, i militari hanno ispezionato la zona scoprendo che nel portone d’accesso alle scale condominiali qualcuno aveva ricavato una feritoia per fare in modo che dall’interno si potesse spacciare agli acquirenti senza essere visti in volto. Il 33enne è stato trovato in possesso di 50 dosi di eroina e 150 di cocaina nonché di 700 euro in contante. La droga è stata sequestrata. De Simone dovrà rispondere di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Ora attende il giudizio direttissimo.

Motori: l’importanza di un ottimo impianto frenante

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L’impianto frenante di un’automobile è uno dei più soggetti all’usura. Soprattutto gli italiani che guidano in città sollecitano in maniera costante i freni, ma anche chi fa lunghi viaggi deve considerare il loro stato per garantire la massima sicurezza all’interno e all’esterno dell’abitacolo. La sostituzione potrebbe costare anche tanto, in linea con l’inflazione dei pezzi di ricambio, ma sono sempre più gli italiani che acquistano online a prezzi inferiori e risparmiano anche sulla manodopera sostituendo in autonomia l’impianto frenante. Bastano infatti una conoscenza basilare di tutte le componenti e una manualità discreta per evitare di chiedere aiuto alle officine e per risparmiare somme importanti. È importante però sottolineare l’importanza dell’impianto frenante, che evita collisioni e incidenti in qualsiasi situazione di traffico. Pertanto, senza le adeguate conoscenze e senza le competenze tecniche necessarie per agire sull’impianto è fortemente sconsigliata la sostituzione fai da te. Il professionista sarà certamente più “dannoso” per il portafogli, ma potrebbe essere fondamentale per l’incolumità di chi viaggia.

 

Anche i meno esperti sanno che la sostituzione dei freni deve essere eseguita a coppie, per evitare di sovraccaricare un lato e rischiare lo slittamento di uno degli pneumatici. Una volta sollevato l’auto, è necessario smontare i battistrada che “coprono” e “proteggono” l’impianto frenante per poter agire sulle pinze. La rimozione comporta innanzitutto la rimozione dei cappucci antipolvere e poi quella dei bulloni che fissano la pinza al veicolo, e poi ruotarla in senso antiorario con apposita strumentazione. Nel caso il veicolo sia di ultima generazione, prima della rimozione è importante impostare il freno di stazionamento nella modalità di parcheggio: solo così si eviteranno con certezza assoluta complicazioni alle componenti elettroniche.

Il passaggio successivo consentirà di agire direttamente sui morsetti e poi sulle pastiglie, che sono a contatto proprio con i dischi. Questa fase è la più delicata, perché spesso i dischi sono posizionati all’interno della struttura del mozzo della ruota. Con l’intero impianto smontato, secondo il parere di Esperto Autoricambi è fondamentale pulire accuratamente ogni componente, per assicurare un impatto migliore ai nuovi dischi e alle nuove pastiglie. Sarà importante utilizzare sia l’apposita spazzola metallica, acquistabile anche online, sia uno speciale detergente particolarmente adatto alla pulizia dei dischi, delle pastiglie e del resto dell’impianto.

 

Dopo aver installato e montato l’intero impianto, previa lubrificazione delle pastiglie e nel rispetto della coppia di serraggio prescritta dal manuale d’uso, l’automobilista deve ricordarsi di ridurre la ventilazione dell’impianto frenante: l’aria che resta all’interno può infatti ridurre l’efficacia dell’azione del piede sul pedale che rallenta e arresta il veicolo. L’ultimo passaggio consigliato dagli esperti prevede un test dell’impianto in luoghi poco trafficati, utile per verificare il corretto funzionamento e l’eventuale necessità di liquido per i freni. Se l’impianto reagisce bene alle sollecitazioni dei pedali, l’automobile potrà tornare in strada, ma è importante eseguire al meglio ogni procedura per evitare inutili complicazioni.

 

 

Salerno il clan D’Agostino pagava le ‘mesate’ ai carcerati con i soldi dello spaccio: 25 gli indagati. TUTTI I NOMI

I diciassette destinatari della misura cautelare emessa del gip di Salerno dopo indagini della Squadra Mobile, appartenevano al clan mai sciolto dei D’Agostino. Le nuove generazioni degli ex affiliati controllavano le piazze di spaccio della droga a Salerno citta’. A capo vi erano Ciro D’Agostino, il nipote Raffaele figlio del boss Antonio e Massimo Sabato. Attivita’ questa che, secondo gli inquirenti, serviva a finanziare altri progetti del gruppo come quello, ad esempio, di mantenere le famiglie dei detenuti. L’operazione, effettuata questa mattina dalla Squadra Mobile di Salerno, ha portato all’esecuzione di 17 misure cautelari, di cui sette in carcere, cinque ai domiciliari e cinque con obbligo di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria.
Tra questi anche due incensurati. Gli indagati devono rispondere, a diverso titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonche’ di diverse cessioni di cocaina e hashish. L’inchiesta ha preso il via ad aprile del 2015, in seguito all’arresto di un soggetto salernitano trovato in possesso di circa un chilogrammo di hashish. Coordinata in un primo momento dalla procura ordinaria e successivamente anche dalla Direzione distrettuale antimafia, l’indagine e’ stata portata avanti attraverso pedinamenti, intercettazioni e riprese delle telecamere di videosorveglianza, da cui e’ stato possibile procedere ai sequestri, il piu’ rilevante di un chilo circa di cocaina. E’ cosi’ che gli agenti della Mobile sono riusciti a delineare la fitta rete di spacciatori che si rifornivano nell’hinterland napoletano per poi rivendere lo stupefacente nei quartieri salernitani di Mercatello, Fratte e Pastena.

E’ emerso che la droga veniva nascosta in depositi diversi, come in un luogo all’aria aperta e sotto le mattonelle. Al vertice dell’organizzazione c’era Ciro D’Agostino, reggente dell’omonimo clan. Quest’ultimo e’ fratello di Giuseppe e Antonio, entrambi legati stabilmente alla criminalita’ organizzata locale, ma gia’ in carcere perche’ condannati in via definitiva per associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio e altri gravi reati.

TUTTI GLI INDAGATI 
1. D’AGOSTINO Ciro, nato a Salerno il 29.09.1974 e residente in Pellezzano (in carcere)
2. SABATO Massimiliano, nato a Salerno 08.12.1982 e residente in Pellezzano (in carcere)
3. CARRATU’ Davide, nato a Eboli (SA) il 06.12.1969 ivi residente (arresti domiciliari)
4. CARRATU’ Gianluca, nato a Eboli (SA) il 03.10.1995 ivi residente (obbligo di presentazione alla pg)
5. CAPUTO Carmine, nato a Pagani (SA) il 14.09.1995 e residente a Salerno (in carcere)
6. SOLDANO Antonio, nato a Salerno il 1.06.1955 e residente in Pellezzano  (indagato)
7. GIBUTI Antonio, nato Salerno il 25.03.1982 e residente in Pellezzano (indagato)
8. D’AGOSTINO Raffaele, nato a Salerno il 13.11.1995 ivi residente  (indagato)
9. CAVALLO Michele, nato a Salerno il 21.08.197 4 iv i residente (in carcere)
10 GALIOTO Ciro, nato a Salerno il 14.06.1975 ivi residente (in carcere)
11.PRINCIPE Raffaele, nato a Salerno il 06.07.1963 IVI residente (indagato)
12.MASTROGIOVANNI Armando, nato a Salerno il 09.10.1990 ivi residente (in carcere)
13.DALIP Galip, nato in Macedonia il 06.10.1981 e residente a Salerno  (obbligo di presentazione alla pg)
14.ALFANO Enrico, nato a Salerno il 17.06.1981, IVI residente (arresti domiciliari)
15.BARBARISI Roberto, nato a Salerno il 23.01.1981 IVI residente (arresti domiciliari)
16. CAVALLO Rosario, nato a Salerno il 21.09.1977 i vi residente  (obbligo di presentazione alla pg)
17.GALLO Nunzio, nato a Salerno il 09.12.1978 ivi residente (indagato)
18.MARMO Emilio, nato a Salerno il26.12.1974 ivi residente (arresti domiciliari)
19.D’AGOSTINO Marco, nato a Salerno il 09.07.1976 e residente in Pontecagnano(indagato)
20. SINISCALCHI Massimo, nato a Salerno il 27.04.1970 e residente in Pellezzano (obbligo di presentazione alla pg)
21.CASARANO Luca, nato a Salerno il 06.02.1973 e residente in San Mango Piemonte (indagato)
22. MAISTO Stefano, nato a Torre Del Greco (NA) il 22.04.1988 e residente in Salerno (arresti domiciliari)
23.GRECO Giovanni, nato a Salerno il 12.04.1984 e residente in Pellezzano  (indagato)
24. P AROTTI Fiorenzo, nato a Salerno il 22.06.1987 ivi residente  (obbligo di presentazione alla pg)
25. VOTO Emilio, nato a Battipaglia (SA) il 09.09.1988 e residente in Salerno (indagato)

 

Coppa Italia Serie C. Il derby va alla Paganese che batte le Vespe e si qualifica agli ottavi

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Pagani. Arriva in coppa la prima vittoria stagionale per gli azzurrostellati. Nel pomeriggio di oggi allo stadio “Marcello Torre” si è disputata il derby tra Paganese e Juve Stabia, gara valevole per il 16esimi di finale di Coppa Italia Serie C. Il derby si sblocca al 42’ minuto del secondo tempo su penalty causato da Gaye su Talamo. Sul dischetto si presenta Scarpa che spiazza l’estremo difensore gialloblù Bacci. Il primo tempo non ha regalato tantissime emozioni. Per la squadra ospite si registra un sinistro di Costantini e una conclusione Auwa. La Paganese si è vista dalle parti di Bacci solo con un tentativo di Negro che però è stato murato da Allievi.

Paganese 1 – Juve Stabia 0
87′ Scarpa rig (P)

PAGANESE: Galli, Della Corte, Bensaja, Carini(Acampora 5′), Ngamba, Meroni, Talamo, Negro, Baccolo(Tascone 45′), Pavan, Buxton(Scarpa 58′). A disposizione Marone, Maiorano, Scarpa, Regolanti, Garofalo, Picone, Acampora, Dinielli, Tascone, Grillo. Allenatore Massimiliano Favo

JUVE STABIA: Bacci, Dentice, Morero, Awua, Allievi, Costantini, Gaye, Matute(Strefezza 67′), Berardi, Calò(Capece 72′), D’Auria A disposizione Polverino, Capece, Simeri, Redolfi, Crialese, Viola, Canotto, Bachini, Strefezza, Lisi, Mastalli, Zarcone. Allenatori Ferrara-Caserta
MARCATORI: Scarpa rig (P) 87′
ANGOLI: 1-1
RECUPERO: 2’pt-4’st
AMMONITI: Talamo(P), Scarpa(P), Bacci(JS), Morero(JS)
ARBITRO: Ayroldi;
ASSISTENTI Falco-Palermo

L’ex sindaco di Scafati si difende dalle accuse: ma incombe la tegola dell’incandidabilità per 5 anni

Le sue sorti politiche si decideranno il 28 novembre prossimo quando il giudice del Tribunale civile di Nocera Inferiore dovrà decidere sulla incandidabilità per la durata di cinque anni. Il destino politico di Angelo Pasqualino Aliberti ex sindaco di Scafati, la città il cui consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche potrebbe essere definitivamente segnato da questa decisione, ancor più che dalle vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto insieme ad esponenti del clan Loreto-Ridosso, a ex amministratori e funzionari comunali, oltre che a componenti della sua famiglia come la moglie Monica Paolino e il fratello Nello Maurizio Aliberti. Vicende giudiziarie per le quali pende una richiesta di arresto in carcere. Il futuro politico di Aliberti, ora è più che mai in forse qualora avesse pensato di ritornare in auge nell’ambito della sua città o fuori da essa. La notizia del nuovo procedimento – questa volta civile – avviato dalla Procura antimafia nei suoi confronti trapela il giorno in cui Aliberti viene interrogato nell’ambito di un procedimento per abuso d’ufficio aggravato dal metodo mafioso. A fine mese l’ex sindaco dovrà comparire dinanzi al giudice civile del Tribunale di Nocera Inferiore per la discussione, così come era accaduto per l’ex sindaco di Pagani Alberico Gambino.

Stamane, infatti, l’ex sindaco di Scafati accompagnato dall’avvocato Silverio Sica si è fatto interrogare dal pm della Dda Vincenzo Montemurro, alla presenza di alcuni degli investigatori che hanno seguito le indagini su Scafati e la commistione e scambio di voto tra politici e esponenti della camorra. Un interrogatorio durato oltre quattro ore in cui ha cercato di discolparsi dalle accuse.

Rosaria Federico

Napoli, con la bomboletta spray imbrattano il colonnato di piazza Plebiscito: denunciati due giovani

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Gli agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno denunciato in stato di libertà due giovani per deturpamento ed imbrattamento di cose di interesse storico.Ieri pomeriggio i due giovani, di 27 e 37 anni, sono stati sorpresi dai militari dell’Esercito Italiano mentre scrivevano lungo il muro del colonnato di Piazza del Plebiscito utilizzando una bomboletta spray di colore blu.
Poco dopo è arrivata anche la volante della Polizia che ha provveduto sia a denunciare i giovani che a sequestrate la bomboletta utilizzata poco prima per imbrattare la parete della basilica di San Francesco di Paola.

Inps: concorso 365 posti a funzionario e potrebbero aumentare

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Un concorso da 365 posti nell’Inps, come funzionario e con la concreta possibilita’ che i posti diventino presto mille. E’ il concorso lanciato oggi dell’Istituto della previdenza sociale all’Universita’ Federico II di Napoli, prima tappa di un tour per presentare il concorso. Le posizioni per cui l’Inps assume sono quelle di funzionario analista di processo consulente che prevede uno stipendio lordo mensile di 2415 euro (1800 netti) e la possibilita’ di fare carriera attraverso una serie di scatti che garantiscono indennita’ aggiuntive: si va da responsabile team a responsabile agenzia, fino a responsabile agenzia complessa che assicura oltre allo stipendio base un’indennita’ mensile lorda di 1895 euro.
A presentare il concorso il presidente dell’Inps, Tito Boeri, che, in un momento in cui le pensioni sono uno degli argomenti piu’ forti della fine della legislatura e della prossima campagna elettorale, ricorda il lavoro dell’Inps. L’Istituto con i suoi 28.000 dipendenti si occupa di 22,6 milioni di lavoratori assicurati e 1,5 milioni di aziende iscritte, tratta 18,1 milioni di beneficiari di trattamenti pensionistici ed eroga sostegno al reddito per 4.8 milioni di persone. I nuovi assunti serviranno a rafforzare la visione dell’istituto che si basa su servizi informatizzati, semplificazione delle procedure e abbattimento dei tempi di attesa del cittadini. Le domande si possono presentare online esclusivamente sul sito dell’Inps e la procedura dovrebbe partire il 24 novembre: per presentare domanda ci saranno 31 giorni di tempo.

Il Questore di Napoli: ”Movida? In questo momento servirebbe un algoritmo della Nasa per fare una sintesi”

“In questo momento si dovrebbe trovare una sintesi tra legittima esigenza dei giovani di godere del divertimento, legittime esigenze dei residenti di trovare serenita’ e tranquillita’, legittima esigenza degli imprenditori che vogliono operare. Il problema e’ che servirebbe un algoritmo della Nasa perche’ mettere insieme tutto questo e trovare una sintesi non e’ facile”.
A dirlo e’ il questore di Napoli, Antonio De Jesu, parlando nella sede di Confcommercio Napoli dell’emergenza movida nel quartiere Chiaia della citta’. “Oggi – spiega – la movida si concentra in alcune aree molto ristrette che vengono fruite da gruppi, in alcuni casi branchi, di soggetti che si aggregano, che vengono dai loro quartieri periferici portando nel centro della citta’ il loro stile di vita, il loro atteggiamento comportamentale, il loro disagio, la loro devianza.
Che e’ frutto di quei quartieri. E’ una citta’ difficile, bella e maledetta. Bisogna essere concreti e lavorare insieme. Noi – dice rivolgendosi ai commercianti – siamo disponibili a incontrarvi, a creare un rapporto di empatia con voi”.
A Napoli ci sono “troppi demoni e si sta abbassando molto l’eta’ criminale, il disagio in centro e’ ancora notevole e il commerciante troppo spesso e’ solo”. E’ fosco il quadro dipinto dal questore di Napoli, Antonio De Iesu. “L’unica possibilita’ concreta – ha aggiunto il questore – e’ l’unita’ di lavoro tra i soggetti”. Al convegno e’ intervenuta anche il prefetto, Carmela Pagano, invitando tutti “a proseguire il lavoro insieme, ognuno con le proprie responsabilita’. Questa e’ una manifestazione importante che testimonia anche la solidita’ del rapporto ormai esistente tra istituzioni e commercianti. E anche sul tema movida a Napoli e’ importante lavorare in sintonia e, come stiamo facendo, in progress con incontri e confronti costanti”.

Napoli, si nasconde sotto il letto per evitare l’arresto preso 25enne di Scampia

Gli agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere nei confronti di Rambo Kostic, di 25 anni. Stanotte gli agenti hanno rintracciato il giovane in un appartamento di viale della Resistenza dopo che lo stesso aveva tentato di nascondersi sotto le coperte della camera da letto per evitare l’arresto.
Kostic da diversi mesi si trovava sottoposto agli arresti domiciliari. Ma più volte aveva violato la prescrizione rendendosi latitante. Lo scorso mese di giugno l’Ufficio del Giudice per le Indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli ha emesso il provvedimento restrittivo eseguito questa notte dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale. Pertanto il 25enne è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

Sono tutti del rione Sanità i rapina Rolex ‘trasfertisti’ arrestati dalla squadra mobile di Milano

 

Ci sono anche due ultras del Napoli tra i cinque cosiddetti “trasfertisti del Rolex” arrestati nei giorni scorsi a Milano per una serie di rapine di Rolex e altri orologi di lusso. I due rapinatori fanno parte del tifo organizzato della Curva A dello stadio San Paolo e non a caso si sarebbero trasferiti da Napoli a Milano proprio in occasione di partite giocate dal club partenopeo contro squadre delle principali città del Nord.
Si tratta di Carmine Tolomelli, di 32 anni, e Raffaele D’Avino, di 38.A Milano avrebbero messo a segno 3 colpi: rapine compiute soprattutto nei giorni precedenti o successivi alle partite del Napoli. Per loro il fermo (già convalidato dal gip) è scattato il 31 ottobre scorso, all’indomani di una rapina: merito soprattutto di un poliziotto della Squadra Mobile che aveva riconosciuto uno dei due malviventi in sella uno scooter lungo via Via Foppa, in zona Parco Solari.
I pedinamenti a distanza, compiuti soprattutto attraverso una minuziosa analisi delle telecamere di sicurezza posizionate lungo il percorso effettuato dai rapinatori, ha portato gli investigatori della Squadra Mobile a scoprire la base logistica milanese della banda: un appartamento preso in affitto a Rozzano dove la polizia, insieme a 3 Rolex frutto delle rapine messe a segno nei giorni precedenti, ha trovato anche alcuni telefoni cellulari e una ricetrasmittente, servita a due malviventi per comunicare tra loro senza correre il rischio di essere intercettati dalle forze dell’ordine. Nel box, invece, c’erano tre scooter e diversi caschi usati dai due rapinatori nelle loro “trasferte” milanesi.
“Abbiamo eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tre persone risultate organiche di un gruppo arrestato in passato e a cui sono state contestate 42 rapine di orologi preziosi – ha spiegato Luca Izzo, capo della sezione antirapine – In manette il 47enne Ciro Torino, il 40enne Giuseppe Zerlenga e il 34enne Mario Perrucci. Gli contestiamo 9 colpi commesso tra la fine del 2016 e inizio 2017.
Hanno tutti precedenti specifici. Torino, in particolare, e’ risultato a Milano mentre avrebbe dovuto essere ai domiciliari in una comunita’ di Napoli”. Le ordinanze, firmate dal pm David Monti, sono state eseguite a Napoli, nel quartiere Sanita’. L’arresto di altri tre napoletani specializzati nelle rapine di Rolex a Milano è invece il risultato di un’indagine coordinata dal pm David Monti. Di quest’ultima batteria, accusata di aver messo a segno 9 rapine nel capoluogo lombardo, faceva parte anche Torino, che ora risponde anche di evasione per aver commesso una rapina a Milano mentre stava scontando gli arresti domiciliari all’interno di una comunità del Partenopeo. Due diverse batterie di rapinatori che però agivano sempre con la stessa tecnica, il collaudato trucco dello specchietto: uno scooter urta un’auto (soprattutto di grossa cilindrata quelle prese di mira) spostando lo specchio a lato guida. Quando la vittima abbassa il finestrino per raddrizzare lo specchietto, è sorpreso alle spalle da un uomo che gli afferra il braccio strappandogli l’orologio dal polso.
Tutto ciò nel giro di una manciata di secondi: quanto basta al rapinatore per strappare l’orologio, balzare in sella dello scooter guidato da un complice e scappare. Un fenomeno, quello dei “trasfertisti del Rolex”, che soltanto a Milano negli ultimi 8 anni ha portato a 40 arresti relativi a oltre 150 rapine, facendo recuperare refurtiva per decine di migliaia di euro. “Milano – ha commentato il dirigente della Squadra Mobile, Lorenzo Bucossi – è il bersaglio ideale per l’alto numero di orologi di valore in circolazione”. Tutti i 5 arrestati risiedono a Napoli, nel quartiere Sanità, e nel 2014 erano già finiti in carcere per reati analoghi.

Disoccupato tenta di aggredire il sindaco di Casoria

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Il sindaco di Casoria, Pasquale Fuccio, ha subito questa mattina all’interno del palazzo comunale un tentativo di aggressione da parte di un disoccupato del luogo che chiedeva al primo cittadino l’elargizione di contributo economico.
L’uomo ha iniziato ad inveire contro Fuccio ma e’ stato bloccato da alcune persone giunte sul posto. Nella concitazione il disoccupato e’ rimasto leggermente ferito ad un braccio. Sulla vicenda indagano i carabinieri che stanno valutando la posizione dell’uomo.

Napoli, allarme bomba alla linea 1 della Metro: ma era una borsa frigo

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Falso allarme bomba alla Metro di Napoli. Bloccata per una mezzora la linea 1 tra Università e Garibaldi per un pacco sospetto sulla banchina della stazione di piazza Garibaldi. Intervenuti forze dell’ordine e artificieri, grandi disagi anche per il contemporaneo sciopero dei taxi. I passeggeri dei treni sono stati fatti scendere, bloccate tutte le stazioni nel tratto compreso tra piazza Dante e piazza Garibaldi. Alla fine si è scoperto che era una borsa frigo.

Napoli, il killer dei Quartieri Spagnoli incastrato dalla moglie, incinta, della vittima

Il killer dei Quartieri Spagnoli è un cugino della vittima. La pm Mariella Di Mauro, della Dda di Napoli ha emesso un mandato di fermo per Francesco
Valentinelli, accusato di essere responsabile dell’assassino di Gennaro Verrano. I due erano cugini da parte di madre. E’ stata la moglie della vittima ad inchiodare l’assassino. La donna, al quarto mese di gravidanza, si trovava insieme col marito e stavano rincasando quando sono arrivati i killer. Erano in due su una moto. Uno è sceso e ha fatto fuoco più volte contro Verrano prima di scappare.
La donna è riuscita a mettersi in salvo e poi è stata soccorsa in stato di choc da alcuni abitanti di piazzetta Trinità degli Spagnoli e dai parenti. Verrano nel frattempo era stato portato al Vecchio Pellegrini ma vi è arrivato già morto per i colpi ricevuti. Il killer fuggito con il complice è stato poi rintracciato dalla polizia dopo due giorni. Si cerca ora il complice. Alla base dell’omicidio ci sarebbe una violenta lite avvenuta tra i due per motivi di droga.

 

 

Avevano incendiato la macelleria islamica concorrente: arrestati padre, madre e figlio

Questa mattina, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Aversa hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare carcere emesse dal Gip di Napoli Nord nei confronti di tre persone di nazionalità marocchina appartenenti al medesimo nucleo familiare- di anni 45, 51 e 23 tutti residenti a Frignano -accusate di aver incendiato, con fini estorsivi, l’esercizio commerciale di un loro diretto concorrente.
L’emissione delle citate misure restrittive costituisce il risultato di un’ attività investigativa, che ha consentito di ricostruire le motivazioni e le modalità esecutive dell’attentato incendiario, di chiara natura dolosa, posto in essere, a inizio febbraio scorso, a danno di una macelleria islamica da poco insediatasi nel Comune di San Marcellino in provincia di Caserta, dove la comunità islamica è molto numerosa.
Gli approfondimenti svolti da parte dei finanzieri del Gruppo di Aversa, coordinati dalla Procura di Napoli Nord, consentivano di escludere ipotesi investigative legate al racket della criminalità organizzata o a motivi di intolleranza razziale, facendo invece emergere elementi che orientavano le indagini verso dinamiche territoriali di concorrenza commerciale nell’ambito della comunità marocchina di San Marcellino.
All’esito delle indagini svolte anche attraverso la visione dei filmati delle telecamere presenti nella zona dell’attentato, nonché l’ascolto di numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali, venivano ricostruite le responsabilità, nella pianificazione dell’attentato, del titolare di una macelleria islamica limitrofa a quella colpita, congiuntamente alla moglie di questi e al figlio della coppia, quale materiale esecutore dell’atto incendiario.

Napoli, controlli e multe ai tassisti abusivi nel centro città

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Gli Agenti del Nucleo Mobilità Turistica della U.O. Chiaia hanno effettuato un altro dei controlli mirati al contrasto del trasporto abusivo di persone e sono riusciti ad intercettare un soggetto napoletano che pubblicizzava i servizi di trasporto di persone con auto a pagamento. Attraverso il monitoraggio di un social network, sul quale il soggetto si faceva pubblicità, gli agenti si sono messi in contatto con l’abusivo concordando un appuntamento in via Foria come “clienti” facendo intendere di volersi recare a Salerno in gita in occasione dello spettacolo delle luci artistiche natalizie. Il tassista abusivo dopo aver chiesto una ricompensa di 18 euro all’ora, all’appuntamento concordato all’altezza dell’Orto Botanico, è stato fermato dalla Polizia Turistica che lo ha verbalizzato per trasporto pubblico abusivo di persone con il fermo del veicolo ed il ritiro della carta di circolazione.
Gli Agenti hanno poi effettuato 12 controlli ai taxi in piazza Dante, Molo Beverello e Piazza Municipio elevando 5 verbali per svolgimento irregolare del servizio e contestando ad un tassista la violazione dell’uso del telefonino durante la guida. Infine, durante i controlli per la repressione del fenomeno dei parcheggiatori abusivi gli Agenti dell’Unità Operativa Chiaia hanno verbalizzato due volte in 48 ore un parcheggiatore abusivo sorpreso a svolgere l’attività illegale in prossimità della Stazione della Cumana in Corso Vittorio Emanuele, applicando così la normativa prevista e richiedendo per il parcheggiatore abusivo l’emissione della misura del daspo.

The Sonics: la storica garage rock-band statunitense live in Italia nel 2018

Il 2018 sarà di certo un anno all’insegna del rock. A febbraio sbarcherà in Italia una delle band più importanti della storia della musica mondiale nonchè il gruppo che porta da sempre alta la bandiera del Rock and Roll e del Garage: il leggendario gruppo garage rock statunitense The Sonics.
La rock-band di Seattle, la cui formazione storica ricorda membri del calibro di Gerry Roslie, Andy e Larry Parypa, Rob Lind e Bob Bennet (le uniche eccezioni rappresentano Freddie Dennis al basso e Dusty Watson alla batteria ndr), sarà di scena in Italia per quattro date assolutamente da non perdere: Milano, Ravenna, Avellino (unica data del Sud Italia) e Firenze i luoghi in cui la band si esibirà. Fin dal loro primo album del 1965 “Here Are the Sonics”, si sono distinti dal panorama rock di quei tempi per il loro sound aggressivo influenzando consistentemente la scena punk e hard rock a venire. Brani come “Have Love, Will Travel”, “Strychnine”, “Psycho a Go-Go” sono dei veri e propri manifesti di anni meravigliosi e mai dimenticati.

14 febbraio 2018 | Santeria Social Club, Milano
15 febbraio 2018 | Bronson, Ravenna
16 febbraio 2018 | Tilt, Avellino
17 febbraio 2018 | Auditorium Flog, Firenze

Mario Miccio

Minore costringeva una ragazza romena a prostituirsi: gli agenti della polizia municipale di Napoli arrestano un 16enne

Napoli. A 16 anni sfruttava una ragazza romena costringendola a prostituirsi. Dopo settimane di ricerche, gli agenti della Polizia Municipale di Napoli sono riusciti ad assicurare alla giustizia il giovane, gravemente indiziato del reato di sfruttamento della prostituzione minorile a carico della coetanea. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura per i Minorenni di Napoli il ragazzo, insieme alla madre e alla sorella, sfruttava la ragazza romena attirata dalle donne in Italia con la promessa di un matrimonio e che invece, una volta a Napoli, sarebbe stata costretta con violenze e minacce a prostituirsi in strada ogni sera, anche durante la gravidanza e fin quasi al momento del parto.
Anche dopo la nascita di sua figlia la minorenne ha continuato a prostituirsi mentre la neonata veniva trattenuta dalle due sfruttatrici in pegno per la consegna dei guadagni da parte della mamma. L’incubo è finito nel mese di settembre quando gli agenti, dopo aver intercettato la ragazza in strada, hanno raccolto la richiesta disperata della ragazza che era riuscita a confessare le proprie sofferenze e a chiedere aiuto per sé e la figlioletta. In quell’occasione le due donne e il ragazzo si sono dati alla fuga portando con sé la neonata e solo dopo ore di ricerche le due donne sono state scovate in un terraneo, dove la piccola era stata nascosta su un soppalco nascosta tra scatole e stracci. Le due donne sono state arrestate, mentre del minore si sono perse le tracce per settimane.
Attraverso anche il monitoraggio dei vari profili social del ragazzo, gli agenti dell’Unità operativa Tutela emergenze sociali e minori della Polizia Municipale di
Napoli sono riusciti a rintracciare il 16enne nella zona della Stazione centrale. Il giovane è stato portato nel carcere minorile di Nisida.

Incidente sulla Firenze-Pisa: morti due operai di San Giorgio a Cremano e Pisciotta

Lucca. Due operai campani sono morti in un incidente stradale avvenuto ieri sera intorno alle 23,30 sull’autostrada A11 Firenze-Pisa nel tratto tra Capannori e Lucca est, in direzione di Pisa. All’altezza del km 60 una Nissan micra e un mezzo pesante si sono tamponati. Sull’auto viaggiavano Salvatore Abate e Luigi Balzano – entrambi 50enni residenti a San Giorgio a Cremano e Pisciotta, in provincia di Salerno.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’auto stava procedendo in direzione mare, quando, per causa ancora da accertare, è andata a sbattere violentemente contro il carrello del mezzo pesante. I due uomini a bordo dell’auto sono praticamente morti sul colpo. Sul posto la polizia stradale, i vigili del fuoco e le ambulanze. Le operazioni di soccorso hanno richiesto una temporanea chiusura del tratto autostradale, riaperto verso l’una della scorsa notte.