Home Blog Pagina 8701

Dopo l’ottavo bimbo morto Ikea ritira 29 milioni di cassettiere

0

ì

La morte dell’ottavo bambino in Nord America ha indotto Ikea a ribadire il ritiro di 29 milioni di cassettiere del modello ‘Malm’ gia’ attivato nel 2016, insieme con l’avvertimento che il modo migliore per evitare che i mobili si ribaltino e’ fissarli alle pareti. La piu’ recente morte registrata risale allo scorso maggio e riguarda un bimbo di due anni della California deceduto dopo essere rimasto intrappolato in una cassettiera Malm non fissata al muro.
L’episodio ha sollevato interrogativi sull’efficacia della campagna di comunicazione di Ikea circa il richiamo e gli avvertimenti. Il Ceo del colosso di origine svedese, Lars Petersson, ha assicurato che Ikea ha messo in piedi una “vasta” campagna di comunicazione attraverso i social media, il suo sito ed inserzioni in tv e sulla carta stampata. E che l’azienda ha inviato 13 milioni di e-mail due mesi fa con i dettagli sul ritiro dei mobili. Pettersson ha tuttavia sottolineato che e’ necessario ribadire il richiamo “per raggiungere il maggior numero di persone possibile”.

Camorra, il pentito: ”Ecco perchè ‘o nannone uccise l’innocente Luigi Galletta”

0

“Ho saputo che il giovane meccanico ucciso, che non c’entrava nulla con la delinquenza, fu ammazzato dai Sibillo perché imparentato con i Buonerba. In precedenza questo ragazzo era stato già picchiato per questa ragione. Per quello che so lo ha ucciso…… Il padre del ragazzo, dopo l’episodio della prima aggressione al figlio, si rivolse ad qualcuno nel “Buvero” per avere rassicurazioni. Nonostante l’intervento, il ragazzo fu ammazzato ugualmente. Ho quindi una mia chiave di lettura: i Sibillo volevano dimostrare di non temere nessuno dal momento che avevano l’appoggio degli Amato e di Egidio Annunziata, quest’ultimo loro parente”.
A parlare dell’omicidio del meccanico di Forcella, Luigi Galletta è il pentito dei Quartieri Spagnoli, Maurizio Overa, ovvero colui che ha dato le indicazioni di Buonerba “Capelloni” di via Oronzo Costa su come uccidere Emanuele Sibillo e poi dare il suo appoggio subito dopo. Il 12 maggio scorso Overa ha svelato agli investigatori il nome del killer di Galletta coperto da omissis nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Eliana Franco per l’arresto di 5 esponenti dei “Capelloni” tra killer e mandanti dell’allora capo della Paranza dei Bimbi. Galletta, cugino di Luigi Criscuolo detto sby sby, uno dei cinque arrestati, era stato picchiato la sera del 28 luglio del 2015 mentre si trovava nella sua officina in via San Giovanni a Carbonara.
In due armati di pistola prima lo minacciarono e poi lo picchiarono violentemente con il calcio della pistola in testa tanto da procuragli un trauma cranico “con doppia ferita lacero contusa alla regioni parietali destra e sinistra”, come da referto medico. Era quello il momento di massima tensione tra le due cosche in guerra. Non a caso la sera del 30 luglio i “Capelloni” Buonerba mettono a segno un altro colpo: ovvero l’omicidio di Salvatore Mancini e due giorni dopo, ma soprattutto il giorno dopo l’omicidio di Salvatore D’Alpino detto ‘o brillante ucciso mentre si trovava in una pizzeria di piazza Mancini dove rimase ferito anche l’innocente cameriere Sabatino Caldarelli. Per quell’agguato i Buonerba sono stati condannati all’ergastolo il killer Antonio Amoroso “scarpuzzedda” (lo stesso che è accusato dell’omicidio del baby boss Emanuele Sibillo) , il boss Gennaro Buonerba,  Luigi Criscuolo e  Salvatore Manzio.
Trent’anni di reclusione, invece, per Assunta Buonerba e Luigi Scafaro. Quindici anni di carcere sono stati inflitti a Salvatore Sequino, ritenuto all’epoca dell’omonima famiglia camorristica della Sanità, alleata con i Buonerba. La sera del 31 luglio due killer  entrano nell’officina di Luigi Galletta e lo uccidono con numerosi colpi di pistola.  Il padre della vittima qualche giorno fa commentando le dichiarazioni del pentito Maurizio Overa secondo il quale Galletta ha pagato con la morte il fatto di essere imparentato con uno dei killer del clan Buonerba ha parlato dei figlio e della sua famiglia come completamente estranei alle logiche criminali.
“Era uno che pensava solo al lavoro, uno dalle mani d’oro, sapeva aggiustare tutto”, ha detto. E ha chiesto che anche il figlio venga inserito nell’elenco delle vittime innocenti della camorra. Il percorso è lungo ma lui e la sua famiglia lo hanno appena iniziato.E ora che anche il killer ha un volto e un nome si è alimentata la loro speranza nella giustizia.
Antonio Napoletano, alias “’o Nannone” aveva ottenuto gli arresti domiciliari nel settembre scorso dopo solo due anni.  Il suo ritorno a casa era stato salutato con entusiasmo dalla cosca che poteva contare di nuovo su uno dei leader storici e con preoccupazione da investigatori ma anche dai clan avversari di Forcella e di piazza Mercato, delle Case Nuove e del borgo Sant’Antonio Abate, dove risiede. Era considerato il braccio destro di Emanuele Sibillo, il “capo” della Paranza ucciso nel 2015 in via Oronzio Costa dal clan Buonerba, i cosiddetti “capelloni”.
La fama di spietato killer, nonostante la sua giovane età ‘o nannone se l’era conquistata durante la faida di Forcella contro i Buonerba.”Quello viene qui sotto con la pistola in mano. Gli abbiamo piazzato tre colpi e non è morto.Tu ci puoi provare pure per altri dieci giorni, ma quello non muore. Il giorno che lo prendiamo gli spariamo tutte le botte in testa e in faccia2, si legge in una delle intercettazioni contenute nell’ordinanza contro il clan Buonerba. Napoletano era considerato un vero pericolo da eliminare. Ma ora dopo due mesi di domiciliari è tornato in carcere.

Sarri: ”Dispiace non essere padroni del nostro destino, ma abbiamo dimostrato che teniamo alla Champions”

0

 

“Sono contento della prestazione e mi fa piacere aver dimostrato che ci teniamo alla Coppa, ma il nostro destino non e’ nelle nostre mani e ci dispiace: dobbiamo andare a vincere in Olanda e sperare in un risultato favorevole del City”. Cosi’ il tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, ai microfoni di Premium Sport dopo il 3-0 rifilato allo Shakhtar Donetsk nella quinta giornata della fase a gironi di Champions League.
Una vittoria che tiene in vita le speranze qualificazione, anche se bisognera’ battere il Feyenoord e sperare che il City, a punteggio pieno e gia’ qualificato, vinca in Ucraina. “La prestazione e’ stata buona, anche se abbiamo fatto 30-35 minuti in difficolta’ per via del palleggio dei nostri avversari. Nel secondo tempo, quando siamo riusciti a sporcargli le uscite dalla difesa, siamo cresciuti”, spiega Sarri che poi elogia Lorenzo Insigne, autore di uno splendido gol che ha sbloccato il risultato.
“E’ un giocatore di livello internazionale, uno di quelli che vanno tenuti fuori delle rotazioni: a volte una ventina di minuti di riposo glieli concedo, ma ammetto che faccio fatica – dice Sarri -. Sono contento anche della prestazione di Maggio: non e’ facile farsi trovare pronto a questi livelli, dopo aver giocato un po’ poco”. In chiusura spazio a una battuta: “cosa scrivevo sul taccuino dopo 30 secondi di partita? Stavo facendo l’elenco della spesa per domani mattina…”.

Napoli, Insigne: ”Ci crediamo, in Olanda per vincere e sperare nel City”

0

“Sapevamo che era importante fare risultato, ce l’abbiamo messa tutta e ne è valsa la pena: i sacrifici vengono ripagati. Continuiamo a crederci: non dipende solo da noi, ma l’importante è che cominciamo a vincere in Olanda, poi vedremo se il City batterà lo Shakhtar”. Lo ha detto l’attaccante del Napoli Lorenzo Insigne ai microfoni di Premium Sport dopo il successo ottenuto contro gli ucraini al San Paolo (3-0) che tiene in corsa la squadra di Sarri per la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League. “Sappiamo che è difficile, ma noi dobbiamo fare il nostro . ha aggiunto ai microfoni di Premium Sport – Problemi al ginocchio?
Un leggero fastidio, ma non sono mai stato in dubbio. Gli elogi di Sarri su di me fanno piacere: dal primo giorno che è arrivato mi ha dato fiducia e io cerco solo di ricambiarla con i gol e gli assist”.

Nocera, il processo per lo scandalo Fosso Imperatore si conclude con due condanne e 19 assoluzioni

Nocera Inferiore. Scandalo Fosso imperatore: otto anni dopo il blitz della Guardia di Finanza di Salerno si conclude il processo agli imprenditori accusati di truffa aggravata, associazione per delinquere, false fatturazioni e bancarotta. Due condanne quelle inflitte dai giudici del Tribunale di Nocera Inferiore – presidente Domenico Diograzia, a latere Raffaella Caccavale e Franco Russo Guarro -.

Due condanne eccellenti quella di Luca Mantellassi, ex presidente della Camera di Commercio di Firenze al quale – a fronte di una richiesta di 4 anni – sono stati inflitti due anni di reclusione con la sospensione della pena e quella dell’imprenditore padovano Paolo Contini, assolto dal reato di bancarotta e che dovrà, però, scontare 4 anni di reclusione.

Entrambi gli imputati sono stati condannati all’inabilitazione all’esercizio di impresa per 10 anni e per lo stesso periodo non potranno avere ruoli direttivi presso qualsiasi impresa.
Il processo nato sul disastro industriale dell’area delle ex manifatture cotoniere meridionali, riqualificata in polo industriale attraverso il Consorzio Salerno Sviluppo ha visto coinvolte note aziende italiane famose anche all’estero come la Luigi Borrelli, nota per le sue famose camicie e i vestiti indossati anche dai Savoia e in particolare da Emanuele Filiberto al suo matrimonio.

I giudici hanno assolto tutti gli imputati coinvolti, imprenditori e consulenti per prescrizione o perchè il fatto non sussiste o non costituisce reato: escono indenni dal processo gli imputati accusati di truffa aggravata – reato prescritto – e quelli accusati di associazione per delinquere, reato per il quale non è stata raggiunta la prova della colpevolezza.

Sono stati assolti Fabio Borrelli, il camiciaio dei vip, Gaspare Pioggibico, Enrico Manzo, Umberto Navarra, Andrea Riccobene, Francesco Porcino, Massimo Pragliola, Antonio Chiantese, Paolo Laino, Luca Caprai, Enrico Formicola, Dario Salvi, Piero Tomassini, Nicola Salsano, Nicola Alfano e Massimo Severini.

Le uniche due aziende ritenute responsabili di illeciti amministrativi derivanti dalla truffa sono state la Btr Italian Cachemire srl e la Soltex srl, condannate al pagamento di una pesante sanzione e al divieto di pubblicizzare beni o servizi per la durata di sei mesi. I giudici hanno ordinato anche la confisca dei beni.

L’inchiesta nata dalla Procura di Nocera Inferiore riguardava la reindustrializzazione dell’area di Fosso Imperatore situata tra Nocera Inferiore e San Valentino Torio. Un incubatore industriale nel quale si insediarono soprattutto industrie tessili e che beneficiò di finanziamenti statali per circa 56 milioni di euro.

L’ex presidente della Camera di Commercio di Firenze Luca Mantellassi era rimasto coinvolto per aver costituito una società con Fabio Borrelli, titolare della celebre sartoria napoletana Luigi Borrelli, per realizzare prodotti di alta qualità fondendo le rispettive tradizioni artigianali e industriali. Mantellassi è famoso per la produzione di calzature di pregio e capi di abbigliamento. La società Boma (Borrelli-Mantellassi) aveva ricevuto finanziamenti per circa 2 milioni di euro per l’azienda di Fosso Imperatore.

I giudici a conclusione del processo di primo grado (le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni) hanno anche disposto la confisca di beni per le società condannate ed hanno invece dissequestrato tutti i capannoni industriali delle altre imprese assolte.
Il blitz della Guardia di Finanza scattò nel giugno del 2009.
Rosaria Federico

Magia di Insigne, poi il Napoli dilaga e si aggrappa alla Champions

0

Il Napoli si sveglia tardi ma ancora in tempo per sperare. Non dipende solo da Insigne e compagni, ma il 3-0 con cui gli uomini di Sarri stendono lo Shakhtar lascia ancora uno spiraglio per proseguire il cammino in Champions. Insigne (che gol!), Zielinski e Mertens raccontano di una ripresa da vero Napoli, dopo un primo tempo a ritmi blandi. Ora bisognera’ battere in Olanda il Feyenoord, gia’ fuori pure dai giochi per il terzo posto, e sperare che il City – gia’ qualificato – vada in Ucraina a strappare i tre punti. Difficile, ma non impossibile. Altrimenti sara’ ‘retrocessione’ in Europa League.
Subito Insigne per Callejon, bravo Pyatov in uscita. Risponde Taison, gia’ a segno all’andata e pericolosissimo in due circostanze: sulla prima, una deviazione alza appena la sua traiettoria; sulla seconda, il numero 7 brasiliano sfiora il palo a tu per tu con Reina. Sarri ha recuperato Insigne (dentro dal 1′ con Mertens e Callejon) e cambiato quattro uomini rispetto al 2-1 sul Milan: Chiriches per lo squalificato Koulibaly, Maggio per Mario Rui (con spostamento di Hysaj a sinistra) e il duo Diawara-Zielinski per Jorginho e Allan. A caccia di un pareggio che significherebbe qualificazione matematica agli ottavi, lo Shakhtar schiera il temibile quartetto offensivo tutto sudamericano: il gia’ citato Taison con Marlos e Bernard alle spalle di Ferreyra.
In un San Paolo piuttosto tiepido, al Napoli manca almeno inizialmente il fuoco sacro che dovrebbe spingerlo a una vittoria senz’appello: ci prova Insigne a suonare la carica, ma Pyatov dice no al destro a giro di Insigne. Poi Hamsik spara alto dopo la buona iniziativa di Hysaj. Si vede pochissimo Mertens, mentre sul fronte opposto sale in cattedra Reina, decisivo sul tiro di Marlos e sul mancino di Fred. Sarri non cambia nulla all’intervallo ma dagli spogliatoi pare uscire un Napoli piu’ determinato e coraggioso: buona l’azione Zielinski-Callejon che in qualche modo libera Diawara, decisivo Stepanenko sulla conclusione dell’ex regista del Bologna. Al 56′ scocca l’ora di Insigne. Fa tutto solo il 24 azzurro, doppio dribbling a rientrare e destro sotto l’incrocio dei pali.
Autentica magia di Insigne, che alimenta ulteriormente e inevitabilmente rimpianti mondiali: decisivo, anche se non al top per un fastidio al ginocchio. Sarri lo sa e lo toglie al 65′, coprendosi con Allan. A completare il tridente va Zielinski, che si divora subito dopo il 2-0: errore di Butko, Mertens lo serve ma il polacco, a porta vuota, spara alto. Si rifara’ poco dopo il polacco quando, sull’assist di Mertens, firma il suo primo gol in Champions e consegna in pratica la vittoria al Napoli. Che assume dimensioni ancora piu’ ampie all’83’, quando Mertens, di testa, ribadisce in rete sul colpo di testa di Albiol respinto da Pyatov. Finisce 3-0 e c’e’ ancora speranza: bisogna battere il Feyenoord e sperare in Guardiola.

NAPOLI-SHAKHTAR DONETSK 3-0

NAPOLI (4-3-3): Reina 6.5; Maggio 6, Albiol 6, Chiriches 5.5, Hysaj 6; Zielinski 6 (41’st Mario Rui sv), Diawara 6.5, Hamsik 5.5 (32’st Rog sv); Callejon 6, Mertens 6.5, Insigne 7.5 (20’st Allan 6.5) In panchina: Sepe, Jorginho, Ounas, Maksimovic Allenatore: Sarri 7
SHAKHTAR DONETSK (4-2-3-1): Pyatov 6.5; Butko 5, Ordets 6, Rakitskiy 6, Ismaily 5.5; Fred 6, Stepanenko 6.5 (25’st Alan Patrick 5); Marlos 6.5 (34’st Dentinho sv), Taison 5.5, Bernard 6; Ferreyra 5.5 In panchina: Shevchenko, Khocholava, Azevedo, Kovalenko, Leschuk Allenatore: Fonseca 5.5
ARBITRO: Skomina (Slovenia) 6
RETI: 11’st Insigne, 36’st Zielinski, 38’st Mertens
NOTE: serata nuvolosa, terreno in discrete condizioni. Ammoniti: Maggio, Chiriches, Ismaily, Ferreyra, Reina. Angoli: 7-4 per il Napoli. Recupero: 1′; 3′

Napoli: rafforzamento delle misure di sicurezza nella Movida

Saranno rafforzate le misure di controllo per la sicurezza e la prevenzione di casi violenti per la movida a Napoli. Dopo i colpi di pistola, esplosi nella notte tra sabato e domenica scorsi, che hanno visto protagonisti giovanissimi tra i 14 e i 19 anni, in Prefettura, si e’ riunito un Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico tra i vertici delle forze dell’ordine. Il rafforzamento, come ha fatto sapere il prefetto Carmela Pagano, riguardera’ in particolare la zona dei baretti di Chiaia, quartiere dove e’ avvenuta la sparatoria. “Le misure e le decisioni che abbiamo preso – ha affermato – saranno visibili gia’ a partire dal prossimo weekend”. “La mobilita’, in se’, e’ un fenomeno che va approcciato da piu’ parti – ha aggiunto – e’ gia’ in programma, giovedi’ mattina, un Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza al quale prendera’ parte anche il sindaco di Napoli”. Alla riunione di oggi, erano presenti, insieme con il prefetto, anche il questore di Napoli, Antonio De Iesu, il comandante dei carabinieri, Ubaldo Del Monaco, il comandante della Polizia municipale, Ciro Esposito.

Movida Napoli, l’ arcivescovo Sepe: ”Ci sono maestri di delinquenza”

“Cio’ che succede a Napoli e’ qualcosa che ci lascia tutti un po’ pensierosi e preoccupati, ma le cause sono molteplici. Aiutiamo i nostri ragazzi a salvarsi dalla morte. In citta’ c’e’ una scuola di delinquenza e i maestri di questa scuola trovano l’occasione per espandere i loro insegnamenti come un virus e non ci sono ancora degli antidoti per questo cancro”. Queste le parole dell’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, a margine della celebrazione nella chiesa di Sant’Anna dei Lombardi della patrona dell’Arma dei carabinieri, la Virgo Fidelis. Il riferimento del cardinale e’ alla sparatoria di sabato notte nella zona dei baretti di Chiaia dove sono rimasti feriti quattro ragazzi tra i 4 e i 19 anni da colpi d’arma da fuoco forse dopo una rissa tra gruppi. “Bisogna lavorare tutti assieme – ha detto – la famiglia, che spesso rinuncia ad accudire il bambino che mette al mondo anche se questo e’ il dovere fondamentale di ogni genitori. La scuola perche’ non c’e’ un minimo di educazione e di formazione civica. La Chiesa che deve fare un mea culpa. Dobbiamo riuscire a dare qualcosa in piu’ a questi ragazzi attraverso oratori, bande musicali, gare di calcetto nelle parrocchie.
Alla cerimonia e’ intervenuto il comandante Interregionale Carabinieri ‘Ogaden’, generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri, il quale, nel ricordo dell’eroico fatto d’armi, conclusosi il 21 novembre 1941, durante la seconda guerra mondiale, nella localita’ africana di Culquaber, dove un intero Battaglione di carabinieri, dimostrando “profondo amor di Patria e granitica fedelta’ al giuramento prestato, si immolo’ per impedire l’avanzata nemica’, ha sottolineato l’importanza della consapevolezza dell’essere carabinieri, “quali soldati della legge e delle istituzioni, custodi del bene comune e di cio’ che il loro ruolo richiede: impegno quotidiano, affidabilita’ costante e responsabilita’ personale”. E il nodo movida lo ha affrontato anche il questore di Napoli, Antonio De Iesu. “In questa citta’ ci sono troppi demoni e l’eta’ criminale si sta abbassando sempre di piu’, il disagio nel centro di Napoli e’ notevole e il commerciante e’ troppo spesso solo – dice – l’unica possibilita’ concreta e’ l’unita’ di lavoro tra i soggetti. La movida si concentra in alcune aree molto ristrette della citta’ di Napoli che vengono fruite da gruppi, e in alcune casi branchi, di soggetti che si aggregano, vengono dai loro quartieri periferici, portano nel centro il loro stile di vita, il loro atteggiamento comportamentale, il loro disagio, la devianza, frutto di quei quartieri”. “Dentro i quartieri si capisce come crescono e vivono i ragazzi. E’ impressionante cogliere negli occhi di minorenni che uccidono una malvagita’, una carica di violenza e aggressivita’ che porta all’interrogativo: come mai le comunita’, i quartieri hanno generato queste belve?”, aggiunge.

Appalti Romeo, il Gip nega l’interdizione per una vigilessa e un carabiniere indagati nell’inchiesta

Il gip del Tribunale di Napoli Mario Morra ha respinto la richiesta di interdizione avanzata, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Romeo, nei confronti di Carmen Minopoli, agente di polizia municipale del Comune di Napoli. Alla vigilessa la procura contesta un episodio di presunta corruzione: avrebbe ottenuto dall’imprenditore AlfredoRomeo, un accesso gratuito e un altro scontato al 50 per cento alla Spa dell’Hotel Romeo, secondo l’accusa per ricompensa per le multe elevate nei confronti di automobilisti che parcheggiavano in sosta vietata davanti all’albergo. Secondo il giudice ”il carattere oggettivamente modesto del vantaggio economico potrebbe aver indotto l’agente di polizia municipale a sottovalutare le implicazioni del proprio operato, senza tuttavia che ciò sia necessariamente indicativo di una abitudine a strumentalizzare il proprio ruolo”. Il gip ha anche respinto la richiesta di interdizioni avanzata dalla procura nei confronti del carabiniere Sergio Di Stasio, indagato per rivelazione di segreto a vantaggio di Ciro Verdoliva, manager del Cardarelli anch’egli coinvolto nell’inchiesta Romeo. l militare, in servizio al Nucleo antisofisticazioni e sanità dei carabinieri di Napoli, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe fornito a Verdoliva informazioni riservate sulle indagini in corso. Nel provvedimento con il quale il giudice rigetta la richiesta, si sottolinea invece che, a proposito di una conversazione registrata tra i due, si parlava di una indagine che era stata avviata nei confronti di un medico del Cardarelli. Nel corso dell’interrogatorio, De Stasio ”ha rivelato che Verdoliva era in realtà un confidente della polizia giudiziaria” circostanza di cui sarebbero stati al corrente anche i suoi superiori. De Stasio aveva precisato che era stato proprio il manager dell’ospedale a far attivare le indagini a carico del medico. Quindi nella circostanza il carabiniere non avrebbe fatto altro che sollecitare ulteriori informazioni. Una versione dei fatti che ha trovato conferma – evidenzia il giudice – dalle spiegazioni offerte dallo stesso Verdoliva. In ogni caso entrambe le vicende – quelle che chiamano in causa le vigilessa e il carabiniere – ”non appaiono indicative di un concreto pericolo di reiterazione dei reati”. ”Si tratta – osserva il gip – di episodi isolati e determinati dalla peculiarità dei rapporti instaurati tra gli indagati e la controparte”.

Benevento, banconote false per 10mila euro in macchina: arrestato 64enne

Aveva addosso e nella sua automobile 200 banconote da 50 euro, tutte contraffatte, per un valore di 10mila euro. Un 64enne di Morcone (BN) è stato arrestato dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Benevento per possesso e spaccio di banconote false e, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, è stato accompagnato presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, mentre le banconote sono state sequestrate. L’uomo aveva nascosto le banconote false nel cruscotto della sua automobile e all’interno della giacca.

Caserta: non si ferma all’alt dei carabinieri e si getta nel fiume, arrestato

Rocambolesca fuga per un 23enne a bordo di un’auto rubata che non si ferma all’alt dei Carabinieri, abbandona il veicolo e si lancia nel fiume. E’ successo la scorsa notte sulla strada statale Domiziana, in provincia di Caserta. A.E., 23 anni, a bordo della sua auto, non si è fermato all’alt imposto dai Carabinieri impegnati in un posto di controllo al km 2. Ne è scaturito un inseguimento che si è protratto per oltre 15 chilometri durante il quale il 23enne ha più volte tentato di speronare l’auto dei militari. Giunto all’altezza del bivio per il comune di Cancello ed Arnone ha abbandonato la vettura, poi risultata rubata nella notte a Pomezia (Roma) proseguendo la sua fuga prima a piedi e successivamente gettandosi nelle acque del fiume Agnena, dove è stato poi bloccato e arrestato. L’auto è stata restituita alla proprietaria 29enne. Nel corso dell’attività i militari dell’Arma hanno trovato e sequestrato anche una centralina e un disturbatore di frequenze utilizzati per rubare l’auto. Il 23enne sarà giudicato con rito direttissimo.

Napoli: tenta di aggredire compagna con bottiglia di benzina, arrestato

0

Gli agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale di Napoli hanno arrestato un napoletano di 43 anni, responsabile del reato di stalking. Intorno alle 20 di ieri i poliziotti sono intervenuti in via Torrione San Martino dove una donna stava per essere aggredita dal suo ex compagno con una bottiglia contenente della benzina. La donna si era separata da lui da diversi mesi. Quelle che erano le intenzioni dell’uomo non sono andate a buon fine grazie all’intervento di alcune persone presenti in strada che hanno difeso la donna. Gli agenti hanno prima ricostruito la vicenda della vittima da diverso tempo presa di mira dal suo ex con ripetute chiamate e minacce. Quindi hanno rintracciato l’uomo che era nel suo appartamento dove è stata rinvenuta e sequestrata anche la bottiglia con all’interno della benzina. Il 43enne è agli arresti domiciliari.

Campania: Giuseppe Longo nominato direttore dell’Aou San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona

La giunta regionale della Campania ha nominato il dottor Giuseppe Longo Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona – Scuola medica salernitana. Come previsto dalla normativa, la direzione dell’Azienda dei Colli viene assunta dal Direttore sanitario Giuseppe Matarazzo.

Arrestato a Prato un 36enne del Bangladesh latitante per estorsioni e rapine commesse a Napoli

Un latitante, cittadino bengalese, ricercato dal 2014 per reati di estorsione, rapina e spaccio commessi nell’area metropolitana di Napoli, è stato arrestato dalla Polizia a Prato. Ieri sera, poco dopo ore 23, un equipaggio delle squadra volanti della questura, transitando in via Piave, ha assistito a una lite tra un italiano e due stranieri, che dapprima si sono fronteggiati verbalmente e subito dopo hanno tentato un passaggio alle vie di fatto, prontamente impedito dall’intervento dei poliziotti. L’italiano è stato identificato per un quarantenne pratese, tossicodipendente, con precedenti per reati di varia natura, il quale, anche in presenza degli agenti, ha continuato a minacciare gli altri due uomini.
Si tratta di due bengalesi, di cui uno regolarmente soggiornante in Italia e incensurato, mentre l’altro, un trentaseienne originario del Bangladesh, senza fissa dimora, in base alle verifiche nella banca dati interforze è risultato destinatario di un ordine di cattura emesso dal Tribunale di Napoli il 5 dicembre 2014.
Appurato che la lite era sorta per banali motivi, i poliziotti hanno denunciato in stato di libertà il quarantenne pratese per il reato di minacce gravi. Il trentaseienne bengalese è stato portato in questura: nei suoi confronti, insieme al provvedimento di custodia cautelare in carcere, era stato emesso dall’autorità giudiziaria partenopea anche un provvedimento denominato ‘decreto di latitanza’ che viene prodotto solo “in caso di conclamata pericolosità del ricercato, quando arbitrariamente si sottrae al controllo degli organi di polizia giudiziaria, rendendosi volontariamente irreperibile”.
Il bengalese, responsabile dei reati di estorsione, rapina nonché in materia di stupefacenti, commessi tra il 2009 e il 2014 nell’area metropolitana di Napoli, si era visto inizialmente imposta la misura degli arresti domiciliari, alla quale dal novembre del 2014 si era sottratto, dandosi alla latitanza, condizione che ha determinato pertanto l’emissione, il 5 dicembre 2014, dell’ordine di cattura, formalmente in carico alla stazione dei carabinieri di Sant’Antimo in provincia di Napoli, al quale è stata data esecuzione ieri sera dalle volanti della questura di Prato. L’arrestato è stato condotto nella casa circondariale ‘La Dogaia’ di Prato a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.

Omninapoli-Museo Capodimonte, giornata dell’albero con le scuole: presente il Sindaco

Il primo nuovo albero messo a dimora è la Ceiba speciosa donata dal direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger con la seguente dedica “Quest’albero testimonierà dopo di me la passione che mi ha ispirato questo posto”. Cominciano così i festeggiamenti per la “Giornata nazionale dell’albero” al Bosco di Capodimonte organizzata insieme a Legambiente Parco Letterario Vesuvio onlus, all’associazione Amici di Capodimonte, alla terza municipalità Stella-San Carlo all’Arena e alle scuole del quartiere: il liceo statale “Don Lorenzo Milani”, l’Istituto di Istruzione Superiore “Caselli” ad indirizzo biotecnologia ambientale, l’Istituto comprensivo “Novaro-Cavour”, l’Istituto Comprensivo “G. Verga” di Napoli e il 21° circolo didattico Mameli-Zuppetta con la sede distaccata “Pio XII”. Presente alla festosa celebrazione al Giardino dei Principi, primo nucleo del giardino anglo-cinese che si costituì a Napoli con camelie, eucalipti, canfori, taxodi e grevillee, anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha ricordato come il Bosco di Capodimonte sia un bene comune della città, poi rivolgendosi agli studenti ha affermato: “Quest’estate abbiamo assistito alle terribili scene di incendi sul Vesuvio, la piantumazione degli alberi di oggi è la risposta migliore a quello scempio, la vita contro la morte. E’ compito di voi giovani difendere ogni giorno gli alberi con la testa e con il cuore”. La messa a dimora dell’albero del direttore Bellenger è solo il primo dei 18 donati al bosco grazie all’iniziativa “Adotta una panchina, un albero o una fontanella” che ad oggi ha portato anche 82 nuove panchine, 2 beverini per cani, 2 fontanelle (di cui una donata dal Comune di Napoli). Dei 18 alberi, 14 sono di nuova piantumazione (tra Ceiba speciosa, Grevillea robusta, Jacaranda mimosifolia, Lagerstroemia indica, Liriodendron tulipifera, Magnolia x soulangeana, Quercus ilex), mentre quattro sono alberi secolari bisognosi di interventi conservativi (Eucalyptus camaldulensis, Melaleuca styphelioides – detto anche “albero della carta” -, Taxodium mucronatum, Taxus baccata). Ai piedi di ogni albero donato o adottato è stata apposta una targa contenente il nome scientifico della pianta, la zona di provenienza, il nome del donatore e la dedica scelta. “Desidero ringraziare di cuore tutti i donatori che hanno risposto con grande entusiasmo alla nostra iniziativa donando alberi e panchine, e i cittadini di Napoli che frequentano numerosi questo parco, rispettandolo e amandolo” ha concluso il direttore Bellenger leggendo i nomi di tutti i donatori: Aeroporto Internazionale di Napoli, Diana e Flavia Alfano, Eduardo Ascione e Milena Ammendola con Lorenzo, Grazia Caiazzo con Lucia, Tina, Maria e Raffaella, Marco De Martino, Bianca e Antonio De Notari Stefani, Errico di Lorenzo, Gabriella Ferrari Bravo, famiglia Flagiello, Renato e Annamaria Gentile, Charles Janoray, Lucia Loro Piana, Umberto Masucci, Titti Marrone, Stefania Montagnani, Fabrizio e Valentina Pascucci, Ruth Stragemann. La Giornata Nazionale dell’Albero nasce per sensibilizzare la società civile sulle tematiche ambientali, per contribuire a rafforzare quel legame sentimentale tra il parco e il suo pubblico, consolidando quel senso di appartenenza che diventa sempre più forte. L’obiettivo della ricorrenza – istituita nel lontano 1898 per iniziativa del Ministro della pubblica istruzione Guido Baccelli – è quello di valorizzare l’importanza del patrimonio arboreo e di ricordare il ruolo fondamentale ricoperto da boschi e foreste come patrimonio comune. Quest’anno, inoltre, la campagna con lo slogan “Il futuro non si brucia” punta a sensibilizzare, in particolare, i cittadini alla prevenzione degli incendi boschivi e, in generale, alla cura del verde ovunque si trovi, imparando a conoscere, riconoscere, rispettare e tutelare gli alberi nei Parchi e nei boschi. Inoltre, per rafforzare i legami fra generazioni si è pensato a un gesto semplice, simbolico: il dono dei semi. Tutti gli studenti hanno ricevuto in regalo un sacchetto in iuta con semi di Acero riccio e Leccio. red 211637 NOV 17 NNNN

Camorra, torna in carcere ‘o nannone, killer della ‘Paranza dei Bimbi’. IL VIDEO

Stamattina all’esito delle complesse indagini eseguite dalla Squadra Mobile di Napoli, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli, il Gip del TpM ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Antonio Napoletano detto ‘ nannone, all’epoca dei fatti minorenne, ritenuto responsabile dei reati di omicidio di Galletta Luigi, di detenzione e porto illegale di arma da fuoco, lesioni personali e minacce, delitti tutti posti in essere per agevolare l’attività del clan e per rafforzarne l’egemonia sul territorio. Il pericoloso killer era agli arresti domiciliari da alcuni mesi dopo aver scontato due anni di carcere.
I gravissimi episodi criminali si collocano nell’ambito della guerra di camorra che, all’epoca dei fatti, contrapponeva il clan Buonerba al sodalizio facente capo alle famiglie Amirante, Brunetti, Giuliano, Sibillo, nella sanguinosa faida, finalizzata al controllo delle attività criminali (traffico di stupefacenti ed estorsioni) nei quartieri di Forcella, Maddalena e Tribunali. Le indagini hanno consentito di ricostruire il contesto criminale, il movente del pestaggio e del successivo omicidio di Galletta Luigi, risultato estraneo alle faide di camorra e ad ambienti criminali, avvenuti rispettivamente in data 28 e 31 luglio 2015, in via Carbonara, all’interno di un locale adibito a officina meccanica, ove la vittima lavorava.
In particolare, secondo la ricostruzione investigativa, l’aggressione feroce di Galletta Luigi e l’omicidio efferato dello stesso sarebbero stati la reazione violenta dei Sibillo all’uccisione di un loro affiliato, D’Alpino Salvatore, avvenuta il giorno prima dell’aggressione di Galletta, secondo le logiche bieche della guerra tra le organizzazioni criminali presenti sul territorio napoletano.

Torre Annunziata: Ernesto Mahieux presidente della giuria di CortoDino, il festival del corto internazionale

Il Miglior film italiano e la Migliore colonna sonora va a “Moby Dick” del romano Nicola Sarcinelli, “The bad girl” del portoghese Ricardo Machado è stato premiato come Miglior film europeo mentre “La condanna dell’essere” del casertano Adriano Morelli è stato premiato come Miglior talento campano.
Questi i vincitori della settima edizione di “CortoDino”, il Festival Internazionale del Cortometraggio dedicato a Dino De Laurentiis, la cui cerimonia di premiazione si è svolta al Cineteatro Politeama di Torre Annunziata. Alla serata condotta da Gabriele Blair, con gli attori e modelli Edda Curcio e Domenico Venti della Freestyle di Pietro Bellaiuto, sono intervenuti il presidente dell’Associazione culturale “Esseoesse” nonché direttore del festival Filippo Germano, il direttore artistico Lucio Ciotola, il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione e il presidente della giuria artistica Ernesto Mahieux.
La rassegna internazionale di cinema dedicata alla memoria del produttore cinematografico Dino De Laurentiis, nato a Torre Annunziata e scomparso l’11 novembre 2010, è stata ideata nel 2011 dall’Associazione culturale no profit “Esseoesse” e punta alla valorizzazione culturale e la promozione turistica del territorio.
Alla realizzazione del festival hanno collaborato, come ogni anno, istituti scolastici superiori di Torre Annunziata, tra cui il Liceo Artistico Giorgio De Chirico, che da alcuni anni ha attivato per i suoi allievi un “Laboratorio di cinema”, numerose associazioni culturali e Proloco dell’area vesuviana. “CortoDino” si avvale inoltre dei patrocini di enti comunali e regionali.
Presidente onorario del premio Manolo Bolognini, decano dei produttori italiani, che ha salutato gli ospiti in diretta telefonica. Nel corso dei suoi sette anni di vita “CortoDino” ha visto raddoppiare le iscrizioni al concorso, arrivando nel 2017 alla cifra record di circa 3.600 iscrizioni con opere pervenute da 120 Paesi del mondo, tra cui 400 dall’Italia. La serata finale del festival ha visto la consegna dei premi alla presenza di volti noti del mondo dello spettacolo (tra gli altri, Tommaso Bianco, Giacomo Rizzo, Erasmo Genzini, Pio Luigi Piscicelli).
Alle opere prime classificate nelle quattro sezioni del premio, scelti dal voto di una giuria popolare e di una giuria artistica presieduta da Mahieux, sono stati conferiti premi e targhe “CortoDino” in pietra lavica lavorata a mano. Undici infine le “menzioni speciali” per i diversi settori artistici e cinematografici.

Da Scampia al Parco Verde di Caivano per spacciare: arrestato 33enne

0

I carabinieri della tenenza di Caivano hanno fatto irruzione in uno stabile del “Parco verde” dove era stato notato in atteggiamento sospetto un 33enne di Scampia, Salvatore De Simone, già noto alle forze dell’ordine. Dopo averlo bloccato, i militari hanno ispezionato la zona scoprendo che nel portone d’accesso alle scale condominiali qualcuno aveva ricavato una feritoia per fare in modo che dall’interno si potesse spacciare agli acquirenti senza essere visti in volto. Il 33enne è stato trovato in possesso di 50 dosi di eroina e 150 di cocaina nonché di 700 euro in contante. La droga è stata sequestrata. De Simone dovrà rispondere di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Ora attende il giudizio direttissimo.

Motori: l’importanza di un ottimo impianto frenante

0

L’impianto frenante di un’automobile è uno dei più soggetti all’usura. Soprattutto gli italiani che guidano in città sollecitano in maniera costante i freni, ma anche chi fa lunghi viaggi deve considerare il loro stato per garantire la massima sicurezza all’interno e all’esterno dell’abitacolo. La sostituzione potrebbe costare anche tanto, in linea con l’inflazione dei pezzi di ricambio, ma sono sempre più gli italiani che acquistano online a prezzi inferiori e risparmiano anche sulla manodopera sostituendo in autonomia l’impianto frenante. Bastano infatti una conoscenza basilare di tutte le componenti e una manualità discreta per evitare di chiedere aiuto alle officine e per risparmiare somme importanti. È importante però sottolineare l’importanza dell’impianto frenante, che evita collisioni e incidenti in qualsiasi situazione di traffico. Pertanto, senza le adeguate conoscenze e senza le competenze tecniche necessarie per agire sull’impianto è fortemente sconsigliata la sostituzione fai da te. Il professionista sarà certamente più “dannoso” per il portafogli, ma potrebbe essere fondamentale per l’incolumità di chi viaggia.

 

Anche i meno esperti sanno che la sostituzione dei freni deve essere eseguita a coppie, per evitare di sovraccaricare un lato e rischiare lo slittamento di uno degli pneumatici. Una volta sollevato l’auto, è necessario smontare i battistrada che “coprono” e “proteggono” l’impianto frenante per poter agire sulle pinze. La rimozione comporta innanzitutto la rimozione dei cappucci antipolvere e poi quella dei bulloni che fissano la pinza al veicolo, e poi ruotarla in senso antiorario con apposita strumentazione. Nel caso il veicolo sia di ultima generazione, prima della rimozione è importante impostare il freno di stazionamento nella modalità di parcheggio: solo così si eviteranno con certezza assoluta complicazioni alle componenti elettroniche.

Il passaggio successivo consentirà di agire direttamente sui morsetti e poi sulle pastiglie, che sono a contatto proprio con i dischi. Questa fase è la più delicata, perché spesso i dischi sono posizionati all’interno della struttura del mozzo della ruota. Con l’intero impianto smontato, secondo il parere di Esperto Autoricambi è fondamentale pulire accuratamente ogni componente, per assicurare un impatto migliore ai nuovi dischi e alle nuove pastiglie. Sarà importante utilizzare sia l’apposita spazzola metallica, acquistabile anche online, sia uno speciale detergente particolarmente adatto alla pulizia dei dischi, delle pastiglie e del resto dell’impianto.

 

Dopo aver installato e montato l’intero impianto, previa lubrificazione delle pastiglie e nel rispetto della coppia di serraggio prescritta dal manuale d’uso, l’automobilista deve ricordarsi di ridurre la ventilazione dell’impianto frenante: l’aria che resta all’interno può infatti ridurre l’efficacia dell’azione del piede sul pedale che rallenta e arresta il veicolo. L’ultimo passaggio consigliato dagli esperti prevede un test dell’impianto in luoghi poco trafficati, utile per verificare il corretto funzionamento e l’eventuale necessità di liquido per i freni. Se l’impianto reagisce bene alle sollecitazioni dei pedali, l’automobile potrà tornare in strada, ma è importante eseguire al meglio ogni procedura per evitare inutili complicazioni.

 

 

Salerno il clan D’Agostino pagava le ‘mesate’ ai carcerati con i soldi dello spaccio: 25 gli indagati. TUTTI I NOMI

I diciassette destinatari della misura cautelare emessa del gip di Salerno dopo indagini della Squadra Mobile, appartenevano al clan mai sciolto dei D’Agostino. Le nuove generazioni degli ex affiliati controllavano le piazze di spaccio della droga a Salerno citta’. A capo vi erano Ciro D’Agostino, il nipote Raffaele figlio del boss Antonio e Massimo Sabato. Attivita’ questa che, secondo gli inquirenti, serviva a finanziare altri progetti del gruppo come quello, ad esempio, di mantenere le famiglie dei detenuti. L’operazione, effettuata questa mattina dalla Squadra Mobile di Salerno, ha portato all’esecuzione di 17 misure cautelari, di cui sette in carcere, cinque ai domiciliari e cinque con obbligo di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria.
Tra questi anche due incensurati. Gli indagati devono rispondere, a diverso titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonche’ di diverse cessioni di cocaina e hashish. L’inchiesta ha preso il via ad aprile del 2015, in seguito all’arresto di un soggetto salernitano trovato in possesso di circa un chilogrammo di hashish. Coordinata in un primo momento dalla procura ordinaria e successivamente anche dalla Direzione distrettuale antimafia, l’indagine e’ stata portata avanti attraverso pedinamenti, intercettazioni e riprese delle telecamere di videosorveglianza, da cui e’ stato possibile procedere ai sequestri, il piu’ rilevante di un chilo circa di cocaina. E’ cosi’ che gli agenti della Mobile sono riusciti a delineare la fitta rete di spacciatori che si rifornivano nell’hinterland napoletano per poi rivendere lo stupefacente nei quartieri salernitani di Mercatello, Fratte e Pastena.

E’ emerso che la droga veniva nascosta in depositi diversi, come in un luogo all’aria aperta e sotto le mattonelle. Al vertice dell’organizzazione c’era Ciro D’Agostino, reggente dell’omonimo clan. Quest’ultimo e’ fratello di Giuseppe e Antonio, entrambi legati stabilmente alla criminalita’ organizzata locale, ma gia’ in carcere perche’ condannati in via definitiva per associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio e altri gravi reati.

TUTTI GLI INDAGATI 
1. D’AGOSTINO Ciro, nato a Salerno il 29.09.1974 e residente in Pellezzano (in carcere)
2. SABATO Massimiliano, nato a Salerno 08.12.1982 e residente in Pellezzano (in carcere)
3. CARRATU’ Davide, nato a Eboli (SA) il 06.12.1969 ivi residente (arresti domiciliari)
4. CARRATU’ Gianluca, nato a Eboli (SA) il 03.10.1995 ivi residente (obbligo di presentazione alla pg)
5. CAPUTO Carmine, nato a Pagani (SA) il 14.09.1995 e residente a Salerno (in carcere)
6. SOLDANO Antonio, nato a Salerno il 1.06.1955 e residente in Pellezzano  (indagato)
7. GIBUTI Antonio, nato Salerno il 25.03.1982 e residente in Pellezzano (indagato)
8. D’AGOSTINO Raffaele, nato a Salerno il 13.11.1995 ivi residente  (indagato)
9. CAVALLO Michele, nato a Salerno il 21.08.197 4 iv i residente (in carcere)
10 GALIOTO Ciro, nato a Salerno il 14.06.1975 ivi residente (in carcere)
11.PRINCIPE Raffaele, nato a Salerno il 06.07.1963 IVI residente (indagato)
12.MASTROGIOVANNI Armando, nato a Salerno il 09.10.1990 ivi residente (in carcere)
13.DALIP Galip, nato in Macedonia il 06.10.1981 e residente a Salerno  (obbligo di presentazione alla pg)
14.ALFANO Enrico, nato a Salerno il 17.06.1981, IVI residente (arresti domiciliari)
15.BARBARISI Roberto, nato a Salerno il 23.01.1981 IVI residente (arresti domiciliari)
16. CAVALLO Rosario, nato a Salerno il 21.09.1977 i vi residente  (obbligo di presentazione alla pg)
17.GALLO Nunzio, nato a Salerno il 09.12.1978 ivi residente (indagato)
18.MARMO Emilio, nato a Salerno il26.12.1974 ivi residente (arresti domiciliari)
19.D’AGOSTINO Marco, nato a Salerno il 09.07.1976 e residente in Pontecagnano(indagato)
20. SINISCALCHI Massimo, nato a Salerno il 27.04.1970 e residente in Pellezzano (obbligo di presentazione alla pg)
21.CASARANO Luca, nato a Salerno il 06.02.1973 e residente in San Mango Piemonte (indagato)
22. MAISTO Stefano, nato a Torre Del Greco (NA) il 22.04.1988 e residente in Salerno (arresti domiciliari)
23.GRECO Giovanni, nato a Salerno il 12.04.1984 e residente in Pellezzano  (indagato)
24. P AROTTI Fiorenzo, nato a Salerno il 22.06.1987 ivi residente  (obbligo di presentazione alla pg)
25. VOTO Emilio, nato a Battipaglia (SA) il 09.09.1988 e residente in Salerno (indagato)