Home Blog Pagina 8700

I funerali blindati di Riina, il pm Di Matteo: ”L’anima stragista di Cosa Nostra non è morta col boss”

0

“L’anima stragista di Cosa nostra non e’ morta con Riina. C’e’ ancora chi crede che l’attacco frontale alle istituzioni possa essere piu’ utile all’Organizzazione e che possa portare un vantaggio”. Cosi’ Nino Di Matteo, sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia, a Radio anch’io – Rai Radio 1. “Da piu’ indagini risulta che fino a pochi anni fa esistevano dei progetti per eliminare dei magistrati – aggiunge -. Nella storia del periodo stragista si sono annidati rapporti e ricatti. E’ possibile che qualcuno, sia all’interno che all’esterno delle organizzazioni mafiose, sia ancora a conoscenza di segreti che riguardano le motivazioni piu’ profonde e i mandanti delle stragi. Fino a quando ci sara’ anche solo un mafioso in possesso di questi segreti, sara’ in grado di ricattare lo Stato o le istituzioni e quindi fino ad allora saremo ancora in pericolo. La forza della mafia non e’ solo militare ma e’ anche la forza di poter ricattare”.
“Per combattere con efficacia Cosa nostra – sottolinea Di Matteo – di sicuro ci sono delle cose da non fare: da un lato non si deve incorrere nell’errore di far apparire che lo Stato stia sottovalutandola; e poi non modificare la normativa sul 41 bis, sull’ergastolo ostativo, sul sequestro dei beni, sulle intercettazioni telefoniche. Cercare dei rimedi legislativi per quei rapporti tra Mafia con imprenditori, politica e istituzioni. E cercare dei rimedi piu’ efficaci contro la corruzione”.
La bara con le spoglie di Totò Riina è stata sotterrata nel cimitero di Corleone. Il feretro con la salma del capo di Cosa nostra, sbarcato all’alba del 22 novemnre 2017 al porto di Palermo dalla nave Vincenzo Florio, proveniente da Napoli, è giunto al cimitero di Corleone intorno alle 8. Il carro funebre è entrato al camposanto da un ingresso laterale, per sfuggire ai fotografi e giornalisti che da due giorni si trovavano davanti all’ingresso del cimitero.
Quindi la salma è stata benedetta all’interno della cappella del camposanto, prima di essere inumata nella tomba della famiglia Riina, poco distante dalla tomba dell’altro storico padrino corleonese, Bernardo Provenzano, e dal monumento che custodisce le spoglie di Placido Rizzotto, il sindacalista ucciso dalla mafia nel 1948. Al rito erano presenti i figli di Totò Riina: Salvatore, Maria Concetta e Lucia.

Violentava i ragazzini in un prefabbricato: condannato a 8 anni di carcere preguidicato dell’Avellinese

I Carabinieri della Stazione di Caposele hanno arrestato un pregiudicato che, nel 2001, nel piccolo comune dell’Alta Valle del Sele, in provincia di Avellino, si era reso responsabile di violenza sessuale ed atti sessuali con due minori degli anni 14, adescandoli in uno dei prefabbricati post-sisma del 1980. I Carabinieri di Caposele, già nel 2004, avevano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, all’epoca emessa dai Magistrati del Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, che avevano disposto che il pregiudicato, allora 31enne, dovesse essere ristretto presso la propria abitazione, agli arresti domiciliari.
Nel corso del procedimento penale era stato condannato sia in primo grado dal soppresso Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi che in secondo grado dalla Corte di Appello di Napoli ma era necessario attendere anche l’ultimo grado di giudizio della Corte di Cassazione alla quale il pregiudicato si era rivolto per evitare il carcere. Giunta ora anche la decisione dei giudici della Suprema Corte, i Carabinieri hanno eseguito l’ordinanza con la quale è stata disposta la carcerazione e la condanna definitiva a 8 anni di reclusione. Pertanto, i militari della Stazione di Caposele hanno dato esecuzione al provvedimento restrittivo, notificandogli la relativa ordinanza e traducendo, dopo le formalità di rito, presso il carcere di Sant’Angelo dei Lombardi, dove sconterà il suo debito con la giustizia.

Salerno, ubriachi al bar aggrediscono i poliziotti: arrestati due cittadini della Repubblica Ceca

Nel pomeriggio di ieri, personale della Polizia di Stato appartenente alla Sezione Volanti della Questura di Salerno, durante il servizio di controllo del territorio, è intervenuto, su disposizione della sala operativa, in Via Santi Martiri Salernitani, preso un bar, a causa della segnalata presenza di due persone moleste che arrecavano disturbo agli astanti ed al personale dell’esercizio commerciale.
Gli agenti, immediatamente giunti sul posto, hanno individuato i due stranieri che alla vista della Polizia di Stato hanno tentato di fuggire opponendosi all’alt ed aggredendo i poliziotti.
Dopo una breve colluttazione, i due stranieri sono stati bloccati, identificati per L. J., di anni 32, e L. S. 26enne, entrambi cittadini della Repubblica Ceca, e tratti in arresto per resistenza e minacce a Pubblico Ufficiale.
A seguito delle procedure di foto segnalamento e dell’interrogazione in banca dati del sistema d’indagine, i due arrestati sono risultati incensurati, con registrazioni di controllo del territorio in varie zone d’Italia, prevalentemente nei pressi di scali ferroviari.
Avvisato dell’arresto, il Pubblico Ministero di Turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Salerno, ne ha disposto la custodia, in attesa del giudizio con rito direttissimo fissato per la giornata odierna.

Napoli, il capo della polizia sulla Movida violenta: ”Ci hanno assicurato un incremento delle risorse”

Quanto avvenuto nello scorso weekend a Napoli “e’ estremamente grave”, una situazione “alla quale il questore, il prefetto e la stessa amministrazione municipale hanno risposto”. Lo ha detto il capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli, oggi a Portici per una manifestazione per i 110 anni della polizia ferroviaria, rispondendo ad una domanda di un giornalista sulla movida violenta a Napoli.
Nella notte tra sabato e domenica sei giovanissimi sono rimasti feriti, quattro di loro da colpi di arma da fuoco. “Credo che la risposta piu’ efficace sia riportare ordine e sicurezza in questi territori – ha proseguito Gabrielli – e al di la’ di tutte le considerazioni e delle analisi servono risposte, e le risposte devono avvenire sul territorio con la presenza delle forze dell’ordine, cosa che giustamente la gente reclama.
Mi permetto di dissentire il fatto che non ci sia stata nell’ultimo periodo un’attenzione soprattutto da un punto di vista della reperibilita’ delle risorse. Sono stati messi 970 milioni sul riordino, abbiamo avuto l’assicurazione di un incremento di risorse per gli straordinari. Sono mali antichi, datati, ai quali si sta cercando di mettere in qualche modo rimedio. Dico, e non oggi ma da tempo, che per fare i guasti basta poco – aggiunge – ma per recuperare ci vuole un po’ di tempo”. Il Capo della polizia ricorda che dal 1989 “le 117mila unita’ in organico previste sono diminuite del 15%”.

Nati per leggere, un nuovo punto di lettura alla Biblioteca nazionale di Napoli

Alla Biblioteca nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli, verrà inaugurato – oggi alle 16.00 – il nuovo punto lettura di “Nati per Leggere”: un programma nazionale di promozione della lettura in età precoce, di protezione da svantaggio socio culturale e da povertà educativa, promosso dalla collaborazione tra Associazione culturale pediatri, Associazione italiana biblioteche e Centro per la salute del bambino onlus.
Questo presidio storico, nato nel capoluogo campano nel 2012 e ospitato al Palazzo delle arti di Napoli fino allo scorso anno, riaprirà in concomitanza con la Settimana nazionale Nati per leggere, in corso dal 18 al 26 novembre, che celebra in tutta Italia il diritto alle storie dei bambini.
Interverranno alla inaugurazione, gli assessori all’Istruzione e alle Politiche sociali del comune di Napoli, Anna Maria Palmieri e Roberta Gaeta, l’assessore alla Formazione e Pari opportunità della Regione Campania Chiara Marciani e il direttore Francesco Mercurio.

Modern Art Tour: Nina Zilli alla Casa della Musica di Napoli il 24 novembre

Ha preso il via sabato 14 ottobre dal Vidia di Cesena il “Modern Art Tour” di Nina Zilli che farà tappa anche a Napoli, alla Casa della Musica (c/o Palapartenope – via Barbagallo), venerdì 24 novembre alle ore 21.
Nina Zilli torna on stage all’indomani dell’uscita del nuovo lavoro discografico “Modern Art”(pubblicato il 1° settembre per Universal Music), lanciato dal successo estivo “Mi hai fatto fare tardi” e da cui è estratto il nuovo singolo “Domani arriverà”, in radio in questi giorni: un progettoversatile e moderno per viaggiare nel tempo ed esplorare a fondo tutte le suggestioni musicali; un album che rappresenta un nuovo step nella straordinaria evoluzione artistica della cantante, mai uguale a sé stessa, che sorprende ogni volta nella scrittura e nella ricerca musicale con proposte di grande qualità.
Sul palco Nina Zilli torna alla sua dimensione più naturale: “Il live per me è fondamentale e non potrei vivere senza”, spiega la cantante. “I dischi si fanno per essere portati in giro e per essere condivisi con le persone. Per questo album ci sarà uno spettacolo ad hoc, con un dj, un po’ alla ‘vecchia maniera’, attivo sulla scena”.
Accompagnata da JEEBA – Riccardo Gibertini (tromba, trombone ed elettronica), HEGGY – Antonio Vezzano (chitarra), NICO – Nicola Roccamo (batteria), TORRE – Andrea Torresani(basso), VEEZ_O – Fabio Visocchi (tastiere), DJ ZAK – Enzo Tribuzio (dj), l’artista ripercorrerà i suoi successi più amati e presenterà dal vivo i brani del nuovo progetto.
Canzone dopo canzone la scaletta si colorerà anche grazie ai cambi d’abito dell’artista, con le creazioni di Vivienne Westwood, dall’alta moda allo street wear, per adattarsi alla sonorità dei brani, un mix potente di suoni metropolitani e caraibici.
Questi i concerti in calendario: 13 ottobre Crema (Teatro San Domenico, Data Zero), 14 ottobre Cesena (Vidia Club), 18 ottobre Milano (Alcatraz), 19 ottobre Torino (Hiroshima Mon Amour),27 ottobre Roncade – TV (New Age), 3 novembre Firenze (Viper Club), 4 novembre Roma(Atlantico Live), 11 novembre Fontaneto D’Agogna – NO (Phenomenon), 17 novembre Nonantola – MO (Vox Club), 18 novembre Brescia (Latte +), 24 novembre Napoli (Casa Della Musica), 25 novembre Maglie – LE (Industrie Musicali), 26 novembre Modugno – BA (New Demodé), 30 novembre Messina (Teatro Vittorio Emanuele), 2 dicembre Catania (Ex Dogana),3 dicembre Cosenza (Teatro Rendano).
Il MODERN ART TOUR è una produzione Massimo Levantini per Live Nation, per info e prevendite:
https://www.livenation.it www.livenation.it
mailto:info@livenation.it info@livenation.it, tel. 02 53006501; i biglietti sono in vendita su https://www.ticketone.it www.ticketone.it e Go2 e in tutti i circuiti di vendita abituali. RDS è partner ufficiale della tournée.

Napoli, inchiesta Cardarelli: ”Verdoliva era un confidente dei carabinieri”

0

II sottufficiale del Nas, Sergio Di Sta­sio non avrebbe rivelato al manager del Cardarelli, Ci­ro Verdoliva notizie segrete su inchieste giudiziarie in corso. Anzi Verdo­liva “era in realtà un confi­dente della polizia giudiziaria”. E’ quanto emerge dall’ordinanza con cui il gip Mario Morra ha respinto ieri la richiesta di misura interdittiva avanzata dalla Procura nei confronti del militare e della vigilessa Carmen Minopoli.
Diverse le motivazioni: per quanto riguarda Di Stasio non sussiste la gravità indiziaria.”Quanto riferito da Di Stasio — scrive il giudice — ha trovato parziale conferma an­ che nelle dichiarazioni rese nel corso del proprio interrogatorio da Verdoliva, il che mina oggettivamente la gravità indiziaria rispetto a tale fattispecie di reato”. La con­dotta del sottufficiale, quindi “potrebbe es­sere stata determinata dal fine di acquisire ulteriori notizie di reato rilevanti sulle in­dagini in corso”. Diversa la situazione della vigilessa, in servizio nella sezione motoci­clisti.
È accusata di corruzione per avere ac­cettato un percorso benessere gratis per sé e uno scontato del 50 per cento per il marito nell’albergo Romeo in cambio di alcune multe fatte su istigazione dell’imprendito­re e di una sua collaboratrice. La ricostru­zione dell’episodio che Minopoli ha fatto nel corso dell’interrogatorio non ha con­vinto il giudice, che nell’ordinanza cita una telefonata intercorsa tra Romeo e la colla­boratrice dalla quale si evince chiaramente che le multe si facevano apposta e su commissione. Tuttavia “il carattere oggettiva­mente modesto del vantaggio conseguito potrebbe avere indotto l’agente di polizia municipale a sottovalutare le implicazioni del proprio operato, senza tuttavia che ciò sia necessariamente indicativo di un’abitu­dine a strumentalizzare il proprio ruolo”.
Ieri intanto il difensore di Ciro Verdoliva, avvocato Giuseppe Fusco, ha depositato al gip un’istanza di revoca degli arresti domi­ciliari.Nel suo interrogatorio, Verdoliva  ha spiega­to che i suoi rapporti con esponen­ti delle forze dell’ordine sono stati sempre trasparenti e dettati da esi­genze istituzionali.

 

Tenta di uccidere la madre nel sonno con un grosso coltello da cucina: bloccata dai carabinieri

0

Ha tentato di uccidere la madre mentre dormiva con un grosso coltello da cucina. È accaduto a Castello di Cisterna, nel napoletano, dove una 47enne del luogo, incensurata, è stata arrestata dai carabinieri giusti sul posto dopo una chiamata al 112. La madre, secondo le prime ricostruzioni dei militari, si è salvata perché ha avvertito il peso del corpo della figlia sul letto, si è svegliata riuscendo a bloccarle la mano.
Le urla hanno attirato i vicini che hanno chiamato il 112 e i carabinieri sono arrivati in pochissimi minuti. Bloccata la donna, hanno recuperato e sequestrato il coltello. Personale del 118 intervenuto nell’abitazione ha soccorso la vittima trasportandola presso una vicina clinica dove l’anziana donna è stata medicata e dimessa con una prognosi di 10 giorni per la ferita d’arma da taglio alla mano. La 47enne è stata arrestata per tentato omicidio e, dopo le formalità,portata al carcere di Pozzuoli.

Fisciano: Convegno internazionale per la nuova rivista Shift, International philosophical Journal

Il 27 e il 28 novembre, presso l’Università degli Studi di Fisciano (Salerno), avrà luogo il Convegno internazionale della nuova rivista “Schift, International philosophical Journal”. – Lunedì 27 novembre dalle 9.30 alle 20.00 circa nell’Aula dei Consigli mentre martedì 28 dalle 10.00 alle 18.00 circa nell’Aula G. De Rosa.
Edito da Mimesis Edizioni, per la direzione scientifica della professoressa Daniela Calabrò, la rivista ha una periodicità semestrale ed è pubblicata con il contributo parziale dei fondi FARB del Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno.

Nell’editoriale della professoressa Calabrò è chiaramente spiegato il motivo di “Shift”: dal perché del nome alle finalità, agli obiettivi da raggiungere attraverso questa pubblicazione. Si legge: “Il progetto teorico su cui si fonda la rivista consiste, propriamente e conseguentemente, nella capacità di offrire ai Lettori una diversa modalità di approcciare i temi cruciali del nostro tempo, “rigiocando”, “rimodulando”, “cambiando” – operando uno “shift”, appunto, delle categorie filosofiche su cui l’Occidente si è fondato.” E ancora: “Lo shift – inteso in tutte le sue possibili declinazioni e accezioni: spostamento, slittamento, rivolgimento, modifica, trasformazione, oltrepassamento, capovolgimento, mutazione, rinnovamento, sovversione, ripensamento, deviazione, passaggio, novità, processo – è, in tal senso, il controcanto, la rimessa in discussione del pensiero, il riconoscimento di quelli che Albert Camus ebbe a definire, nel 1955, i ‘valori erranti’”.
La rivista è divisa in sei sezioni interne (Saggi, Figurazioni, Studi e ricerche, Archivio, Effetti, Recensioni) e accoglie contributi in lingua inglese e francese, spagnola e portoghese, tedesca e ovviamente italiana. I primi cinque numeri della rivista declinano, per scelta editoriale, l’acronimo di SHIFT e quindi, il primo numero “Subject”, il secondo “Humanity”, poi “Immanence”, “Freedom”, “Transcendence”.
Il primo numero è dedicato al Soggetto per “intercettare alcuni di quei pensatori che su questo lemma hanno riflettuto, preferendo arrischiarsi in una riflessione che fa dello Shift, la modalità in grado di intravederne le aporie, svelarne le ambiguità.” E proprio in questo contesto, nella sezione Figurazioni, si inserisce il contributo di Franco Cipriano con “Il soggetto prismatico: tra assenza e orma, materia e corpo Il soggetto prismatico: tra assenza e orma, materia e corpo”. L’artista con due opere del 2003 – “Elegia dell’assenza” e “In-corpus” – e un componimento in versi, traccia la linea di contorno del soggetto, fatto di molteplici aspetti, per rivelarne l’essenza, la profondità, le mutazioni e le alterazioni. Questa linea di contorno è tracciata attraverso “le orme umane della pictura, tracce dell’absentia picta […] forme dell’informe sospese nell’oblìo – immagini del vuoto ri-velante dove ogni cosa appare in controverso spazio, profondità e superficie l’una nell’altra, la stessa materia. […] Materia che riflette se stessa, nella sua infondatezza, come orma eccedente delle cose/Prossima al silenzio nella estrema imago del corpus mundi.”

La rivista ha un costo per l’uscita singola, pari a 16 euro mentre l’abbonamento annuale ha un costo di 30 euro.
Per gli ordini: commerciale@mimesisedizioni.it
Sito della rivista: https://mimesisjournals.com

 

Pizzo sui lavori del metanodotto da Napoli a Foggia: 4 arresti

Per estorcere denaro a una ditta impegnata nei lavori di realizzazione del metanodotto che collega Napoli alla provincia di Foggia, incendiavano escavatori e altri mezzi meccanici nei cantieri di Casalbore, in provincia di Avellino, e di Paduli, in provincia di Benevento. Nel mirino sempre la stessa ditta, la Tre Colli Oil & Gas spa, con sede legale a Fidenza, in provincia di Parma.
Per quattro volte, nell’agosto scorso, i mezzi della ditta sono andati a fuoco. I Carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Benevento sono riusciti a individuare i responsabili. Sono tutti incensurati di Casalbore e Paduli le quattro persone arrestate oggi all’alba in un blitz che ha visto impegnati anche i Carabinieri del nucleo elicotteristi di Pontecagnano con un elicottero che ha sorvolato la zona di confine tra Avellino e Benevento.
I quattro sono accusati di estorsione aggravata in concorso e di incendio doloso, oltre che di minacce e danneggiamento. L’indagine condotta dalla procura di Benevento, che ha ottenuto dal gip la misura cautelare in carcere per i 4 responsabili, si fonda anche su una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali dalle quali e’ emersa la determinazione con la quale gli indagati pretendevano il ‘pizzo’ sui lavori al metanodotto. In alcuni casi per fermare gli attentati incendiari pretendevano il pagamento di 40mila euro.

Riina: la salma benedetta dal prete solo con moglie e figli, poi sepoltura. Era partito da Napoli

0

Una semplice benedizione impartita da un sacerdote ha posto la parola fine alla parabola del feroce padrino di Cosa nostra Toto’ Riina, la cui salma era giunta stamane intorno alle 8.15 nel cimitero di Corleone, dopo un viaggio in traghetto da Napoli a Palermo. Il prete e’ poi andato via e si e’ proceduto alla sepoltura.
L’arcidiocesi di Monreale aveva ribadito a chiare lettere che non era possibile celebrare le esequie poiche’ il boss, in quanto mafioso e mai pentito, per la Chiesa e’ scomunicato. Presenti al rito la moglie Ninetta Bagarella e i figli Maria Concetta, Lucia e Salvatore.

I benefici delle isole promozionali

Le isole promozionali sono strutture temporanee, atte a pubblicizzare un particolare prodotto o servizio di punta. Inoltre, servono a fornire un trattamento di favore ai clienti interessati, offrendo loro un posto tranquillo e riservato, dove potranno essere seguiti con più attenzione e maggior cura dal personale qualificato.

Cos’è un’isola promozionale

Si definisce isola promozionale, oppure desk promozionale uno stand, funzionalizzato per pubblicizzare un determinato prodotto, realizzato in materiale leggero, malleabile e removibile:

  • – cartone
  • – polistirolo
  • – pvc

Questi stand promozionali vengono realizzati e brandizzati su misura, in funzione delle specifiche richieste ed esigenze del punto vendita, del centro commerciale o del polo fieristico nel quale andrà contestualizzato.

All’isola promozionale sono presenti, solitamente, dei promoters addetti all’esclusiva diffusione di informazioni ed alla vendita di quel determinato prodotto o servizio, in modo da poter effettuare la campagna di marketing in maniera circoscritta e mirata, senza sacrificare il normale lavoro dello staff che, occupato nelle vendite quotidiane, non potrebbe dedicarsi esclusivamente alla promozione di un singolo prodotto.

Come si realizza un’isola promozionale

L’isola promozionale è un oggetto di facilissima realizzazione. È fatta in materiali economici e leggeri, spesso ripiegabile, da montare in pochi minuti. Solitamente ricorda, per linea e per fattezze, la forma del prodotto che sponsorizza o il suo logo. Naturalmente, è colorata con i colori del prodotto o servizio in sponsor e riporta il logo, le immagini pubblicitarie e gli slogan relativi.

Una volta commissionata e pronta, l’isola promozionale verrà montata direttamente nel punto vendita o nel centro commerciale che l’ha commissionata. In pochi minuti sarà funzionale ed operativa, pronta per essere allestita con scrivanie, scaffalature per la modulistica o i gadgets, qualche sgabello per il personale dedicato e, se occorre, qualche seduta per i clienti.

Alla fine del periodo promozionale o della campagna pubblicitaria, l’isola andrà semplicemente rimossa, ripiegata o smontata, e conservata, per il prossimo lancio o per la prossima occasione d’uso.

I vantaggi dell’isola promozionale sulle vendite

Allestire uno stand che pubblicizzi un unico prodotto o servizio, posizionarlo in una zona strategica ad alta densità di passaggio di clientela, è, sicuramente, una strategia di marketing particolarmente redditizia.

L’attenzione del cliente di passaggio tra un reparto del punto vendita e l’altro o nel corridoio del centro commerciale, non fissata sul proprio acquisto ma libera di spaziare e guardarsi attorno, sarà sicuramente attratta da un’isola promozionale colorata e con slogan scritti a lettere cubitali. Anche i clienti che non si fermano avranno, comunque, recepito il messaggio pubblicitario.

Il primo vantaggio è, quindi, la possibilità di catturare più attenzione possibile. Il secondo è quello di poter accogliere il cliente interessato e dedicargli il necessario spazio e tempo per informarlo, illustrargli il prodotto o il servizio specifico. Quest’operazione non è sempre effettuabile quando si fanno vendite generiche, per questione di tempo e per non creare troppa attesa tra gli altri clienti.

Un cliente a cui viene dedicato tempo, che ha la possibilità di porre tante domande ed ottenere risposte da un promoter fortemente specializzato solo in quel prodotto, è un cliente che, quasi sempre, compra.

I vantaggi dell’isola promozionale sull’economia del budget

Le isole promozionali sono molto economiche. Permettono di allestire un reparto dedicato alla vendita di un unico prodotto, e di moltiplicarne in modo esponenziale le vendite, ad un costo veramente irrisorio sul bilancio di un negozio, centro commerciale o fiera.

Inoltre, sono stand riutilizzabili quindi, acquistati una volta potranno essere riesumati dal magazzino, in perfette condizioni, in caso si volesse riproporre la campagna promozionale o ripetere l’offerta.

Infine, ma non meno importante, tutte le isole promozionali sono realizzati in materiali eco-sostenibili e riciclabili, un concetto sul quale, oggi, si è tutti molto sensibili. Utilizzare materiali che rispettano l’ambiente, e limitano gli sprechi, permette sempre di fare bella figura, soprattutto verso i clienti che fanno caso ed attenzione a questi dettagli.

Dove possono essere posizionate le isole promozionali

Gli stand promozionali sono l’ideale per:

  • – i negozi, i centri commerciali, i locali di ristorazione o di divertimento
  • – le palestre, i centri benessere
  • – i poliambulatori che si occupano di salute e benessere con annessa vendita di prodotti

Sono, comunque, molto adatti anche ad ambienti esterni:

  • – piazze e feste
  • – fiere e mercati
  • – eventi all’aperto e mostre

La posizione migliore dove piazzare un’isola promozionale è in una zona tranquilla e spaziosa del locale, ma molto in vista e di passaggio. Per esempio, nei centri commerciali, l’ideale sono i corridoi che portano ad uno dei negozi più frequentati.

All’interno di un punto vendita sono perfette, per esempio, in zona casse, mentre, all’esterno, trovano la posizione più funzionale vicino a poli di ritrovo ed aggregazione come, ad esempio, il punto-caffè o, dove presente, nelle vicinanze del palco.

Camorra, il pentito: ”Il clan Lo Russo aveva posti di lavoro negli ospedali di Napoli, e noi poi li vendevamo”

“…Inoltre il suocero di Luigi Mango che ora ricordo si chiama Festa Antonio, era il responsabile dei posti di lavoro sull’ospedale nel senso che ci passava i posti di lavoro che noi vendevamo . Lo abbiamo picchiato dopo l’omicidio di Scognamiglio perché lui si era messo a fare il ruffiano con Scognamiglio nel senso che passava a lui i posti di lavoro invece di passarli a Tonino latitante”. E’ il 24 luglio scorso quando il neo pentito del clan Lo Russo, Anotonio De Simini mette a verbale dei nuovi particolari sui rapporti che il clan Lo Russo ha avuto per anni nella gestione dei posti di lavoro all’interno degli ospedali napoletani. Racconto che va ad arricchire l’inchiesta già in corso da parte della Dda nata dalle precedenti dichiarazioni prima di mario Lo Russo, poi del fratello Carlo e del nipote Antonio. Inchiesta che già aveva portato a 12 arresti da parte della Dda lo scorso anno. Antonio De Simini il 15 giugno redige ill suo primo verbale di collaboratore di giustizia.
Ecco un primo stralcio: ” Ho chiesto di parlare con lei perchè l’ho vista al mio processo e voglio collaborare per cambiare vita , non so parlare bene ma voglio dire tutto quello che ho fatto e tutto quello che so , spero che mia moglie mia figlia mi seguano in questa scelta…. sono stato affiliato al clan Lo Russo come avete ricostruito nell’ordinanza e nella successiva sentenza di condanna . Sono legatissimo in particolare ad Antonio Lo Russo di Peppe ma anche a Tonino Lo Russo di Salvatore che ho frequentato anche durante la sua latitanza in particolare sono stato con lui a Foggia da Bruno Vitale dopo l’omicidio di Scognamiglio e Paolillo, da settembre del 2011 fino a dicembre. Per il clan Lo Russo mi sono occupato in particolare di droga, di armi e del settore delle estorsioni, OMISSIS Quanto alle estorsioni mi riferisco in particolare a quelle del fuoco d’artificio e dei cantieri ed infatti sono stato anche arrestato per una estorsione, occasione durante la quale sono stato riconosciuto dalla polizia e dopo un periodo di latitanza sono poi stato arrestato. omissis Sono stato latitante nel 2011 e sono stato arrestato il 12 gennaio del 2012, quindi quando sono stato da Tonino a Foggia ero latitante anche io ovviamente Bruno Vitale lo sapeva .
In quel periodo ero molto legato a Tonino ed ai suoi fedelissimi cioè’ Luciano Pompeo, Valerio Nappello, Bonavolta Vincenzo, Salvatore Silvestri e frequantavo una casarella che Valerio aveva preso in affitto nel parco di Miano dove si trova lo studio dell’avvocato…omissis, casarella dove mi appoggiavo e dove ci incontravamo spesso. Era il periodo in cui Salvatore Scognamiglio aveva formato un gruppo suo con altri ragazzi tra cui Starvato Raffaele e Francesco Sabatino, entrambi successivamente uccisi, ed anche Gennaro Palumbo .
Ricordo che Salvatore Silvestri, Bonavolta Vincenzo e Luciano Pompeo la sera prima dell’omicidio di Scognamiglio e Paolillo vennero nella casarella di Miano e parlammo di questo omicidio che volevano fare, io mi offrii di farlo io, dissi che mi sarei voluto togliere lo sfizio di uccidere Paolillo, mio ex cognato, ma Cenzore non mi teneva di fiducia perchè non ero uno che sparava e disse che se la sarebbe vista lui, come poi è stato. In questa occasione ricordo cheSilvestri gli diede una pistola da utilizzare per l’occasione, una clock. Preciso anche che Luciano e Bonavolta avevano mandato le rispettive mogli in vacanza nella zona di Rimini proprio per avere un alibi . Bonavolta dopo l’omicidio raggiunse la moglie ma poi torno’ a Miano proprio per farsi vedere in giro perchè si era sparsa la voce che era stato lui e voleva calmare le acque facendosi vedere per strada. Dopo qualche giorno sia lui sia Luciano sono venuti da me nella casarella e mi hanno raccontato i dettagli. Preciso anche che Luciano non si è mai allontanato da Miano a
differenza di Cenzore.
Mi hanno detto che a sparare è stato Bonavolta e che Luciano portava il motorino. Ricordo anche che Luciano mi disse che si era messo piu’ di una tuta addosso proprio per sembrare piu’ grosso e che il motorino che avevano utilizzato era un motorino “pulito” un SH 300 grigio intestasto credo alla moglie di Bonavolta che poi Luciano aveva dato al cognato Ettore Bosti , fratello della moglie, e che quest’ultimo lo aveva poi rivenduto tramite Lamberti della Doganella. Ricordo anche che dopo l’omicidio di Scognamiglio picchiammo nella casarella diMiano, ( non quella di cui ho parlato ma un’altra che sono in grado di indicare e dove Antonello o’Niro di Scampia ha fatto un controllo a vari ragazzi tra cui se non sbaglio Annunziata) il suocero di Mango Luigi, persona di cui non ricordo il nome ma che indico come la persona da cui avevamo i posti di lavoro negli ospedali che noi vendevamo anche tramite Francesco Orru’.
Lo picchiammo perchè lui aveva dato i posti di lavorio a Scognamiglio . Picchiammo anche Pasqualino Scognamiglio, cugino di Salvatore, che fa la cocaina nelel palazzine di Melito. Quanto all’omicidio di Scognamiglio e Paolillo non so se qualcuno abbia fatto la cd. Filata e dico che non ho notizie sul punto sapevo solo che Valerio e Salvatore Silvestri erano al corrente e posso immaginare che siano stati in qualche modo coinvolti ma non so se siano stati loro a fare la filata o altri…”.
Scrive il gip Francesca Ferri “De Simini, allora, può definirsi, allo stato, un collaboratore attendibile intrinsecamente sotto il profilo soggettivo, atteso il suo ruolo all’interno del clan e l’assenza di astio o rancore che possano averlo indotto a rendere dichiarazioni calunniose. Preciso nel racconto, coerente con il ruolo e con i suoi periodi di detenzione”.

 1. continua

@riproduzione riservata

 

.

Scossa di terremoto nella notte alle isole Eolie

0

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 e’ stata registrata, alle 04.59, dalla Rete sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, in mare, nell’arcipelago delle Eolie, nel messinese. L’evento e’ stato localizzato ad una profondita’ di 289 chilometri.

L’ombra dei clan dietro la sparatoria nella Movida di Chiaia: individuato e ricerato il pistolero

Napoli. Un incontro fissato sui social network il cui sapore era quello di un vero e proprio scontro armato. Da una parte i giovanissimi di Fuorigrotta e Rione Traiano e dall’altra i ragazzi di San Giovanni a Teduccio e Cercola, con la presenza anche di due ragazze: in tutto una 20ina. Su questo litigio, che sarebbe cominciato per motivi banali ma ancora da chiarire, si sospetta l’ombra della criminalità organizzata. Non è da escludere che i protagonisti si siano già conosciuti nel dettaglio qualche settimana prima. Così dalle parole si è passati agli spari. Il bilancio è di sei feriti, quattro da arma da fuoco e due dalla calca scaturita dal “fuggi-fuggi”.
Un 17enne ha riportato la frattura del setto nasale, una 14enne difficoltà respiratorie causa schiacciamento. Un 18enne dei Quartieri Spagnoli è stato centrato da un proiettile al braccio destro, una 14enne colpita alla gamba destra, una 16enne al torace così come una 19enne, estranea ai gruppi in contrasto. Il 20enne, già noto alle forze dell’ordine, che ha reagito dopo aver subito la peggio, si è fatto accompagnare all’ospedale di Pozzuoli.
Una volta arrivato al nosocomio si è ritrovato i carabinieri che gli chiedevano il perché delle coltellate. Ha raccontato così una storia campata in aria: “ Ho subito una rapina del cellulare, nei pressi del porto di Pozzuoli, ho reagito e mi hanno accoltellato, ha detto”. Il ventenne che ha sparato all’impazzata è considerato una specie di eroe, soprattutto sui social, dove non sono mancati i post sulla rissa e la successiva sparatoria a Chiaia. Le indagini sono ancora in corso e sono condotte dagli agenti della squadra mobile della questura e del commissariato San Ferdinando.
La polizia è andata già due volte nella sua abitazione ma non è stato trovato. Si sta cercando di rintracciarlo da altri parenti o amici. Anche attraverso il cellulare. ma per il momento sembra essersi dissolto nel nulla. Le ricerche continuano. Il ragazzo sa anche di essere in pericolo perchè tra i feriti c’è gente legata al clan Formicola di San Giovanni a Tedeccio.

Sant’Antimo, omicidio della ballerina slittano ancora i risultati dell’autopsia

Sant’Antimo. Ci vorrà ancora un mese per la consegna della relazione autoptica della 24enne Alessandra Madonna, travolta ed uccisa dall’ auto dell’ Ex ragazzo Giuseppe Varriale, finito ai domiciliari con l’accusa di omicidio volontario. Stessa proroga è stata richiesta dai consulenti della procura per le verifiche tecniche effettuate sulla vettura, una Range Rover, guidata da Varriale la notte tra l’8 e il 9 settembre. Queste due relazioni, secondo gli investigatori, dovevano essere consegnate entro fine settimana scorsa. Da questi risultati si avrà un quadro più chiaro della vicenda ma soprattutto il futuro di Varriale è strettamente connesso al contenuto di quelle perizie. Il 24enne Giuseppe Varriale ha sempre pronunciato la sua innocenza. “E’ stata una tragica fatalità, non volevo uccidere Alessandra” – ha detto più volte, versione mai ritenuta credibile dal pm Valeria Palmieri, dal gip Barbara del Pizzo e dai giudici del tribunale del Riesame, che hanno confermato gli arresti. Alessandra ha riportato uno schiacciamento toracico e non presentava lesioni alle gambe al momento del decesso, questo farebbe escludere che sia stata trascinata dall’ automobile. I legali della famiglia della 24enne sostengono che l’auto di Giuseppe abbia impattato contro la ragazza, frontalmente o a marcia indietro, determinando la sua caduta sull’asfalto. Alessandra, infatti, è deceduta in ospedale, al San Giuliano di Giugliano, per le conseguenze di un gravissimo trauma cranico.

Napoli, Mertens: ”La qualificazione é possibile”

0

MARTEDÌ 21 NOVEMBRE 2017 23.34.23

ì “Insigne ha fatto un grande gol, un gol che ci voleva in una partita come questa e che ci ha sbloccato. Noi alla qualificazione ci crediamo: il City puo’ passare il turno a punteggio pieno, per loro puo’ essere una motivazione, e noi abbiamo le qualita’ per vincere in Olanda. Sono contento della prestazione della squadra, abbiamo fatto vedere che ci teniamo anche alla Champions”.
Cosi’ Dries Mertens ai microfoni di ‘Premium Champions, dopo il successo per 3-0 sullo Shakhtar, nel quale il belga e’ stato l’autore della terza rete.

Dopo l’ottavo bimbo morto Ikea ritira 29 milioni di cassettiere

0

ì

La morte dell’ottavo bambino in Nord America ha indotto Ikea a ribadire il ritiro di 29 milioni di cassettiere del modello ‘Malm’ gia’ attivato nel 2016, insieme con l’avvertimento che il modo migliore per evitare che i mobili si ribaltino e’ fissarli alle pareti. La piu’ recente morte registrata risale allo scorso maggio e riguarda un bimbo di due anni della California deceduto dopo essere rimasto intrappolato in una cassettiera Malm non fissata al muro.
L’episodio ha sollevato interrogativi sull’efficacia della campagna di comunicazione di Ikea circa il richiamo e gli avvertimenti. Il Ceo del colosso di origine svedese, Lars Petersson, ha assicurato che Ikea ha messo in piedi una “vasta” campagna di comunicazione attraverso i social media, il suo sito ed inserzioni in tv e sulla carta stampata. E che l’azienda ha inviato 13 milioni di e-mail due mesi fa con i dettagli sul ritiro dei mobili. Pettersson ha tuttavia sottolineato che e’ necessario ribadire il richiamo “per raggiungere il maggior numero di persone possibile”.

Camorra, il pentito: ”Ecco perchè ‘o nannone uccise l’innocente Luigi Galletta”

0

“Ho saputo che il giovane meccanico ucciso, che non c’entrava nulla con la delinquenza, fu ammazzato dai Sibillo perché imparentato con i Buonerba. In precedenza questo ragazzo era stato già picchiato per questa ragione. Per quello che so lo ha ucciso…… Il padre del ragazzo, dopo l’episodio della prima aggressione al figlio, si rivolse ad qualcuno nel “Buvero” per avere rassicurazioni. Nonostante l’intervento, il ragazzo fu ammazzato ugualmente. Ho quindi una mia chiave di lettura: i Sibillo volevano dimostrare di non temere nessuno dal momento che avevano l’appoggio degli Amato e di Egidio Annunziata, quest’ultimo loro parente”.
A parlare dell’omicidio del meccanico di Forcella, Luigi Galletta è il pentito dei Quartieri Spagnoli, Maurizio Overa, ovvero colui che ha dato le indicazioni di Buonerba “Capelloni” di via Oronzo Costa su come uccidere Emanuele Sibillo e poi dare il suo appoggio subito dopo. Il 12 maggio scorso Overa ha svelato agli investigatori il nome del killer di Galletta coperto da omissis nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Eliana Franco per l’arresto di 5 esponenti dei “Capelloni” tra killer e mandanti dell’allora capo della Paranza dei Bimbi. Galletta, cugino di Luigi Criscuolo detto sby sby, uno dei cinque arrestati, era stato picchiato la sera del 28 luglio del 2015 mentre si trovava nella sua officina in via San Giovanni a Carbonara.
In due armati di pistola prima lo minacciarono e poi lo picchiarono violentemente con il calcio della pistola in testa tanto da procuragli un trauma cranico “con doppia ferita lacero contusa alla regioni parietali destra e sinistra”, come da referto medico. Era quello il momento di massima tensione tra le due cosche in guerra. Non a caso la sera del 30 luglio i “Capelloni” Buonerba mettono a segno un altro colpo: ovvero l’omicidio di Salvatore Mancini e due giorni dopo, ma soprattutto il giorno dopo l’omicidio di Salvatore D’Alpino detto ‘o brillante ucciso mentre si trovava in una pizzeria di piazza Mancini dove rimase ferito anche l’innocente cameriere Sabatino Caldarelli. Per quell’agguato i Buonerba sono stati condannati all’ergastolo il killer Antonio Amoroso “scarpuzzedda” (lo stesso che è accusato dell’omicidio del baby boss Emanuele Sibillo) , il boss Gennaro Buonerba,  Luigi Criscuolo e  Salvatore Manzio.
Trent’anni di reclusione, invece, per Assunta Buonerba e Luigi Scafaro. Quindici anni di carcere sono stati inflitti a Salvatore Sequino, ritenuto all’epoca dell’omonima famiglia camorristica della Sanità, alleata con i Buonerba. La sera del 31 luglio due killer  entrano nell’officina di Luigi Galletta e lo uccidono con numerosi colpi di pistola.  Il padre della vittima qualche giorno fa commentando le dichiarazioni del pentito Maurizio Overa secondo il quale Galletta ha pagato con la morte il fatto di essere imparentato con uno dei killer del clan Buonerba ha parlato dei figlio e della sua famiglia come completamente estranei alle logiche criminali.
“Era uno che pensava solo al lavoro, uno dalle mani d’oro, sapeva aggiustare tutto”, ha detto. E ha chiesto che anche il figlio venga inserito nell’elenco delle vittime innocenti della camorra. Il percorso è lungo ma lui e la sua famiglia lo hanno appena iniziato.E ora che anche il killer ha un volto e un nome si è alimentata la loro speranza nella giustizia.
Antonio Napoletano, alias “’o Nannone” aveva ottenuto gli arresti domiciliari nel settembre scorso dopo solo due anni.  Il suo ritorno a casa era stato salutato con entusiasmo dalla cosca che poteva contare di nuovo su uno dei leader storici e con preoccupazione da investigatori ma anche dai clan avversari di Forcella e di piazza Mercato, delle Case Nuove e del borgo Sant’Antonio Abate, dove risiede. Era considerato il braccio destro di Emanuele Sibillo, il “capo” della Paranza ucciso nel 2015 in via Oronzio Costa dal clan Buonerba, i cosiddetti “capelloni”.
La fama di spietato killer, nonostante la sua giovane età ‘o nannone se l’era conquistata durante la faida di Forcella contro i Buonerba.”Quello viene qui sotto con la pistola in mano. Gli abbiamo piazzato tre colpi e non è morto.Tu ci puoi provare pure per altri dieci giorni, ma quello non muore. Il giorno che lo prendiamo gli spariamo tutte le botte in testa e in faccia2, si legge in una delle intercettazioni contenute nell’ordinanza contro il clan Buonerba. Napoletano era considerato un vero pericolo da eliminare. Ma ora dopo due mesi di domiciliari è tornato in carcere.

Sarri: ”Dispiace non essere padroni del nostro destino, ma abbiamo dimostrato che teniamo alla Champions”

0

 

“Sono contento della prestazione e mi fa piacere aver dimostrato che ci teniamo alla Coppa, ma il nostro destino non e’ nelle nostre mani e ci dispiace: dobbiamo andare a vincere in Olanda e sperare in un risultato favorevole del City”. Cosi’ il tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, ai microfoni di Premium Sport dopo il 3-0 rifilato allo Shakhtar Donetsk nella quinta giornata della fase a gironi di Champions League.
Una vittoria che tiene in vita le speranze qualificazione, anche se bisognera’ battere il Feyenoord e sperare che il City, a punteggio pieno e gia’ qualificato, vinca in Ucraina. “La prestazione e’ stata buona, anche se abbiamo fatto 30-35 minuti in difficolta’ per via del palleggio dei nostri avversari. Nel secondo tempo, quando siamo riusciti a sporcargli le uscite dalla difesa, siamo cresciuti”, spiega Sarri che poi elogia Lorenzo Insigne, autore di uno splendido gol che ha sbloccato il risultato.
“E’ un giocatore di livello internazionale, uno di quelli che vanno tenuti fuori delle rotazioni: a volte una ventina di minuti di riposo glieli concedo, ma ammetto che faccio fatica – dice Sarri -. Sono contento anche della prestazione di Maggio: non e’ facile farsi trovare pronto a questi livelli, dopo aver giocato un po’ poco”. In chiusura spazio a una battuta: “cosa scrivevo sul taccuino dopo 30 secondi di partita? Stavo facendo l’elenco della spesa per domani mattina…”.