Continua il momento nero della Casertana che da ieri è ufficialmente in crisi. Tre sconfitte di fila e primo boccone amaro per mister Luca D’Angelo. L’allenatore ha provato a invertire la rotta, ma la Virtus Francavilla ha mostrato un’organizzazione e una serenità che oggi i rossoblù non hanno. In sala stampa si presenta il tecnico abruzzese che non nasconde l’amarezza per un ko amaro: «Fino al momento del gol avevamo fatto noi la partita. Loro erano piuttosto intimoriti ma a quel punto sono cambiate le cose. Per la prima mezz’ora mi è piaciuto l’atteggiamento dei ragazzi a cui non posso rimproverare nulla dal punto di vista dell’impegno e abnegazione. Ce l’hanno messa tutta ma è andata male».
Juve Stabia, Mister Caserta: ”Dobbiamo lottare col coltello tra i denti”
Le parole di mister Fabio Caserta al termine della gara tra Bisceglie e Juve Stabia così come le riporta Bisceglie Viva”Il Bisceglie ha meritato di vincere, noi abbiamo costruito poco e sfruttato male quel poco che abbiamo creato. Sono amareggiato, mi aspettavo una squadra molto più aggressiva. Sapevamo che qui a Bisceglie non sarebbe stato facile ma noi dobbiamo lottare sempre. Gli ospiti sono sembrati lenti e remissivi sin dal primo minuto, bloccati da un Bisceglie brillante, soprattutto nella prima frazione: «Il nostro atteggiamento rinunciatario non mi è piaciuto, dobbiamo lottare col coltello tra i denti, dobbiamo sopperire alle differenze tecniche con la voglia di giocare. Il Bisceglie ha avuto più fame di noi e ha fatto bene”.
Ragazzino prende il fucile del nonno e uccide la nonna per sbaglio
Prende il fucile del nonno ed esplode accidentalmente in colpo che uccide la nonna. La vittima di chiamava, Maria Antonia Rondinelli ed aveva 67 anni. La tragedia si è consumata a Teana, piccolo centro in provincia di Potenza. La donna e’ morta dopo essere stata colpita al volto da un colpo di fucile sparato accidentalmente dal nipote minorenne. La tragedia si è consumata ieri sera in casa della donna. Sul posto immediato l’intervento dei sanitari del 118 che non hanno potuto che constatare il decesso dell’anziana. Sul fatto indagano i carabinieri della Compagnia di Senise e del Comando provinciale di Potenza che hanno posto sotto sequestro l’arma legalmente detenuta dal padre del minore.
Camorra, stasera Saviano in tv racconta la storia del boss Paolo Di Lauro
Kings of Crime e’ la prima serie factual di Discovery Italia – prodotta con ZeroStories – pensata con un respiro internazionale. Stasera debuttera’ in Italia, in prima tv assoluta su Nove per poi arrivare in America Latina, Spagna, Portogallo, Francia e in Germania. Dopo oltre dieci anni trascorsi a raccontare il crimine attraverso scenari, relazioni e meccanismi, Saviano approda al racconto biografico in tv. Camorra, ‘ndrangheta e i cartelli della droga messicani visti attraverso le vite di alcuni dei loro boss piu’ importanti: questo e’ Kings of Crime. Quattro puntate – tre biografie e una lunga intervista, tutte inedite – che raccontano tre delle organizzazioni criminali piu’ grandi e potenti della storia. Stasera, in prima serata su Nove (in simulcast su tutti i canali del Gruppo), si parte con la storia di Paolo Di Lauro – detto Ciruzzo ‘O Milionario – il boss napoletano alla cui vita Saviano si e’ ispirato per costruire il personaggio di Don Pietro Savastano di Gomorra. A seguire, l’11 ottobre la storia di El Chapo, il narcotrafficante messicano che, piu’ di ogni altro, incarna il potere contemporaneo del crimine organizzato. Mercoledi’ 18 ottobre e’ la volta di Antonio Pelle, un re fantasma la cui biografia sembra ricalcare la storia della ‘ndrangheta, organizzazione potentissima e silente. Queste le tre biografie, costruite attraverso il racconto live di Saviano ad un’attenta platea di giovani studenti nell’Aula Magna dell’Universita’ di Bologna intrecciato ad un ricchissimo archivio video di materiali originali delle forze dell’ordine, atti giudiziari, interviste e immagini inedite: suoni, voci, volti e luoghi che restituiscono il paesaggio simbolico e fisico delle imprese criminali.
Mafia, maxi blitz contro Cosa Nostra: 37 arresti tra Italia e Germania
Dalle prime luci del giorno è in corso l’esecuzione di una complessa operazione antimafia, coordinata dalla Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e disposta dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Roma e di Caltanissetta, nei confronti dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente della famiglia mafiosa di Gela, nella sua articolazione territoriale denominata clan Rinzivillo. Seicento uomini, appartenenti alla Polizia di Stato della Questura di Caltanissetta, al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, al Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma nonché alla Polizia Criminale di Colonia (Germania), stanno eseguendo due ordinanze di custodia cautelare (in carcere e ai domiciliari), nei confronti di 37 persone, affiliate al clan mafioso dei Rinzivillo ovvero responsabili di plurime condotte criminali aggravate dal metodo mafioso. I dettagli delle operazioni, denominate ”Druso” e ”Extra Fines”, saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11.15 presso la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (via Giulia n. 1), alla presenza del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Franco Roberti, del Procuratore Capo di Roma, Giuseppe Pignatone, e del Procuratore Capo di Caltanissetta, Amedeo Bertone.
Napoli, detenuto di 39 anni suicida nel carcere di Poggioreale
Un detenuto campano di 39 anni si e’ suicidato questa sera nel reparto Palermo del carcere di Napoli Poggioreale, impiccandosi. Lo riferisce in una nota il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria (Spp), Aldo Di Giacomo. “In Campania – ricorda Di Giacomo – a fronte di una capienza di 6.146 detenuti, ne risultano presenti 7.174”, e i poliziotti sono 4.274 a fronte dei 4.588 previsti. “A questo va aggiunto il fallimento della vigilanza dinamica – afferma il sindacalista – ossia la maggiore fiducia concessa ai detenuti attraverso una serie di concessioni intramurarie, prime fra tutte la piena possibilita’ di muoversi all’interno della sezione senza piu’ essere chiusi all’interno della cella”. Una politica che, secondo Di Giacomo, avrebbe portato “in Campania come nel resto d’Italia a un aumento degli eventi critici, primi fra tutti le aggressioni nei confronti dei poliziotti penitenziari”. Quello di ieri sera – precisa Di Giacomo – sarebbe il 46/o suicidio in carcere di quest’anno, a cui si aggiungono migliaia di atti di autolesionismo.
Camorra, il questore De Iesu: ”La priorità é la cattura di Marco Di Lauro”
“Una delle priorità é rappresentata dalla cattura del latitante Marco Di Lauro che la faida l’ha voluta e vissuta”, così il questore di Napoli, Antonio De Iesu ha commentato con soddisfazione l’operazione Alto Impatto a Scampia per tutta la giornata di oggi e che si protrarrà fino a stanotte con l’utilizzo di ben 700 uomini tra polizia, carabinieri e guardia di finanza. “Abbiamo segnato la presenza dello Stato in un territorio a rischio, come può essere il quartiere di Scampia”, ha spiegato ancora De Iesu. E poi ha aggiunto: “C’é grande attenzione per le periferie tant’é che queste azioni saranno ripetute nel tempo”. Uno degli scopi principali dell’operazione “é stato quello di testare un modello organizzativo e operativo efficace, in un’area ristretta e particolarmente a rischio. In questi casi, il coordinamento è essenziale e noi dimostriamo al territorio che possiamo muovere dai 5 ai 700 uomini contemporaneamente, in qualsiasi momento e in modo coordinato”. ‘Alto Impatto’ é stata un’operazione di prevenzione più che di repressione “non é questa l’unica panacea dei mali -ha detto ancora il questore di Napoli -. Sequestrando del materiale contraffatto, ad esempio, riduciamo la carica criminale di quell’area. E’ una città difficile, questa, con tanti fronti aperti, anche se molti clan sono stati fortemente depotenziati”.
Massacrò i genitori, esce dal carcere dopo 22 anni e va da Costanzo in tv: scoppiano le polemiche
“Da bambino, sia fisicamente sia mentalmente avevo degli handicap e questo ha condizionato tutta la mia esistenza”. E ancora: “Sono qua per la prima volta nella mia vita, credo, senza corazze e senza maschere”. Parla così Pietro Maso, passato tristemente alla storia per aver assassinato i genitori ed ora tornato il libertà, durante ‘L’Intervista’, il talk one to one di Maurizio Costanzo che torna domani nella seconda serata di Canale 5, proponendo subito un ospite esplosivo, suscitando non poche proteste. Domani, nella prima puntata del nuovo ciclo, in onda giovedì alle 23.20, Maso, dopo 22 anni di carcere e un periodo in una clinica psichiatrica, parlerà per la prima volta parla in Tv di uno dei più clamorosi casi di omicidio a sfondo familiare della cronaca italiana. Ma sui social, in particolare sulla pagina Facebook di Maurizio Costanzo, si scatena la polemica: “Cosa c’è da capire e da approfondire nell’intervistare un assassino? A chi interessa?”, chiede qualcuno. Mentre qualcun altro invita al boicottaggio: “Costanzo e Mediaset vergognatevi. Dare visibilità, compensi e la possibilità di dire la sua ad un assassino x garantirsi il picco dell’audience. Misera pagina di giornalismo. Nessuno dovrebbe guardarla!” Il format prevede che intervistato e intervistatore si ritrovino soli nella ”scatola”, una stanza quadrata in cui si instaura una conversazione intima e sincera, attraverso video evocativi che vengono proiettati sulle pareti che li circondano, si ripercorrono i momenti più toccanti della vita dell’ospite. Maso, che ha chiuso i conti con la giustizia per l’omicidio dei genitori, è tuttora sotto inchiesta, accusato di tentata estorsione nei confronti delle sorelle. Sulla vicenda è intervenuto infatti anche l’avvocato delle sorelle di Pietro Maso, Agostino Rigoli, definendo l’intervista di Costanzo – in un’intervista al ‘Correre del Veneto’ – “una miseria”, messa in piedi per “mezzo punto in più di share”.
Il figlio del sottosegretario assunto in Parlamento senza mai lavorare: scoperto dalle Iene il padre si dimette
Il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, proveniente da Scelta civica e ora nel gruppo parlamentare Democrazia solidale-Centro democratico, ha rimesso le deleghe nelle mani del ministro Roberta Pinotti: un modo per difendersi “piu’ serenamente”, dice, e senza coinvolgere l’Amministrazione, dopo la tempesta che lo ha travolto – sui social, ma anche alla Camera, dove c’e’ chi ne chiede le dimissioni, mentre la presidente Boldrini “valuta iniziative” – per un servizio delle Iene. A “inguaiarlo”, a telecamera nascosta, il suo compagno di partito Mario Caruso che in sostanza dichiara di aver assunto il figlio di Rossi come assistente per “fare una cortesia” al padre: un’assunzione pero’ soltanto formale perche’ non solo il giovane non si recherebbe in ufficio, ma a pagarlo sarebbe lo stesso papa’ con i fondi del suo ufficio. “Accuse infondate e lesive della mia persona”, dice Rossi, che e’ approdato alla politica dopo una carriera nelle Forze armate, fino a diventare numero 2 dell’Esercito (ma e’ stato a lungo anche presidente del Cocer, il ‘sindacato’ dei militari). “Insinuazioni – afferma il generale – che infangano, ancora una volta, la mia reputazione. Mio figlio ha un regolare contratto di assistente parlamentare con un deputato della Camera. Il documento, consultabile, conferma l’assenza di un rapporto di dipendenza dal mio ufficio contrariamente a quanto riportato nel servizio. Un incarico di natura fiduciaria che non prevede vincoli di orario lavorativo e anche per questo con una minima retribuzione”. Il servizio delle Iene – che spiegano che “e’ tutto documentato” e annunciano una seconda puntata – riguarda la denuncia di una giovane assistente parlamentare che sostiene di lavorare senza contratto e senza retribuzione da un anno e mezzo per il deputato Caruso. Nell’intervista a Le Iene la ragazza (volto oscurato e nome sconosciuto) racconta di aver subito anche qualche avance sessuale (“Una sera, al ristorante, l’onorevole mi ha fatto capire che se fossi andata al letto con lui mi avrebbe aiutato”). E a proposito del figlio del sottosegretario Rossi, Caruso dice di averlo assunto per fare “una cortesia al papa'” perche’ lui non poteva assumerlo direttamente (“all’epoca mi disse ‘sai non posso prenderlo io’…”) e che comunque “lo paga il padre”: insomma, “c’e’ nella forma, ma in effetti e’ come se non lo ‘avrei’ su di me”. Pressato poi dalle Iene, Caruso nega di aver chiesto alla sua collaboratrice prestazioni sessuali e di aver assunto il figlio dell’ex generale solo dopo aver fatto “una valutazione delle sue capacita'”. Rossi – rassegnando le deleghe, che sono numerose: dalle questioni del Personale alla sanita’ militare – intende “fare chiarezza” ed “evitare strumentalizzazioni”: “le spese relative ai collaboratori – spiega – sono rendicontate, e questo basta per dimostrare da chi realmente dipende l’impiegato e viene retribuito”. Ma intanto su Facebook e altri social il sottosegretario – “Premio Simpatia” del Comune di Roma – diventa bersaglio di critiche, anche feroci, e c’e’ chi in Parlamento chiede le sue dimissioni. “Qui siamo di fronte a un presunto, e ripetuto, caso di favoritismo e clientelismo, a spese peraltro dei cittadini. Rossi non deve rimettere le deleghe, ma deve dimettersi immediatamente e lasciare l’incarico di sottosegretario“, dicono i parlamentari M5S. Richieste di “fare chiarezza” arrivano da piu’ parti, dal Pd a SI, ma e’ soprattutto la presidente della Camera a tuonare contro una situazione che definisce “inaccettabile” e che rischia di “gettare discredito” su tutti quei parlamentari “che invece agiscono in maniera corretta”. Boldrini chiedera’ “al Collegio dei Questori una approfondita ricostruzione dell’accaduto, per valutare eventuali iniziative da assumere, sia sulla specifica vicenda, sia in merito a una diversa regolamentazione di tutta la materia”. Freddezza dai compagni di partito di Rossi e Caruso, con Lorenzo Dellai, presidente del gruppo parlamentare “Democrazia Solidale-Centro Democratico” alla Camera che esprime “stupore e sconcerto”, chiede spiegazioni “esaustive e convincenti” e spiega che i fatti ‘incriminati’ riguardano comunque “il rapporto esclusivo tra i singoli deputati e i loro collaboratori”.
Camorra, il pentito fa altri nomi per l’omicidio di Salvatore Cipolletta: fu Giovanni Esposito ’o muorto
“Posso riferire anche di altri omicidi, uno di questi è quello di Salvatore Cipolletta, ammazzato da Giovanni Esposito. A riferirmelo sono stati Massimiliano Vinciguerra e Salvatore Roselli”. E’ il pentito Pasquale Riccio che parla e apre agli investigatori scenari investigativi nuovi. Un impulso alle indagini per chiarire molti degli omicidi dalle prima faida di Scampia rimasti ancora “Cold Case” . Come nel caso dell’omicidio di Salvatore Cipolletta. Anche se le sue dichiarazioni contraddicono quello di un altro pentito storico come Biagio Esposito che il 26 febbraio del 2010, come riporta Il Roma, si autoaccusò dell’omicidio sostenendo di averlo ucciso insieme con Carmine Calzone.
“L’omicidio è avvenuto nel 2008 nel rione lotto G. Le ragioni per cui Cesare Pagano decise di far uccidere Salvatore Cipolletta sono diverse e sono maturate nel tempo in quanto Cipolletta ha avuto un ruolo fondamentale nel clan. Una di queste ragioni fu la circostanza che due persone quali Andrea Parolisi e il “Gassusaro” avevano poi collaborato con la giustizia. Si tratta di due soggetti estranei che era stato proprio Cipoletta a fare entrare nel clan. Inoltre, Cipoletta aveva rapporti con troppe cosche diverse, tipo Sant’Antimo, Caserta e a Cesare non piaceva. Non comprendeva perché mantenesse l’amicizia con soggetti anche di spicco di altri clan e venisse così a sapere fatti da questi. Era una cosa che Cesare Pagano non gradiva, ma non glielo aveva mai contestato apertamente. Quindi ne parlava con noi alle spalle e ciò era pericoloso perché se Cesare glielo avesse contestato apertamente, voleva dire che per lui era una cosa superabile. Diceva: io a questo Cipolletta non lo capisco, perché si impiccia di tutte queste cose?”. Biagio Esposito, nello stesso verbale d’interrogatorio, sostenne pure che Cesare Pagano temeva che qualche pentito potesse raccontare lo stratagemma che lui stava preparando per far uscire Salvatore Cipolletta che era stato il compare di nozze di Nicola Torino e perciò il padre, il ras Salvatore “’o gassusaro”, fu invogliato a entrare nel clan degli “scissionisti” capeggiato da Raffaele Amato “a’ vecchierella” e Cesare Pagano. In quel periodo c’era un accordo per i traffici di droga con la camorra del rione Sanità.
(nella foto Giovanni Esposito ‘ o muort)
Caso Consip, la Procura di Roma sente il pm Lucia Musti dopo le dichiarazioni fatte al Csm
Roma. Lucia Musti, capo della Procura di Modena, è stata sentita oggi pomeriggio a Roma come testimone dai magistrati capitolini che indagano sulle fughe di notizie legate al caso Consip. Alla Musti il procuratore Giuseppe Pignatone, l’aggiunto Paolo Ielo e il pm Mario Palazzi hanno chiesto spiegazioni e chiarimenti dopo aver ottenuto le trascrizioni dell’audizione che il magistrato ha reso lo scorso luglio al Csm quando ha parlato dell’inchiesta sulla coop Cpl Concordia, passata per ragioni di competenza territoriale da Napoli a Modena, e in particolare del contenuto dei colloqui con gli ex ufficiali del Noe titolari all’epoca di tutti gli accertamenti, dal colonnello Sergio De Caprio (ex Capitano Ultimo) all’attuale maggiore Gianpaolo Scafarto. A determinare l’audizione, la necessità di approfondire il contenuto delle dichiarazioni fatte dalla Musti il 17 luglio scorso al Csm in merito alle vicende Consip e coop Cpl Concordia, con particolare riferimento a colloqui, nel 2015, avuti con il maggiore dei carabinieri Gianpaolo Scafarto, indagato dalla procura di Roma per rivelazione del segreto d’ufficio e falso, e Sergio De Caprio, il capitano Ultimo, già responsabile del Noe. Nell’audizione all’organo di autogoverno dei magistrati, il procuratore di Modena avrebbe definito i due “esagitati”, “spregiudicati”, come “presi da un delirio di onnipotenza”. L’audizione della Musti a Palazzo dei Marescialli rientrava in un accertamento avviato dalla prima commissione che indaga sulla fuga di notizie del luglio 2015 riguardante le telefonate dell’anno prima tra l’attuale segretario Pd Matteo Renzi e il generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi, in cui il primo esprimeva giudizi negativi sull’allora premier Enrico Letta.
Scampia, il Presidente Paipais: ”La presenza dello Stato rafforza il senso di fiducia”
Napoli. “La vasta operazione di controllo del territorio e l’impegno del Prefetto a proseguire su questa strada ci confortano tantissimo”. E’ quanto sottolinea il presidente della VIII Municipalità Apostolos Paipais. “Oggi per le strade e nelle parrocchie c’era un senso di fiducia diverso nella gente, un senso di attaccamento al proprio territorio ed allo Stato. “Un grazie sentito va alle Forze dell’Ordine che, non solo oggi, tutelano le tante persone perbene che vivono a Scampia. Ora è importante anche ipotizzare una cabina di regia per le periferie che abbia l’obiettivo di creare lavoro. Anche così – dice ancora Paipais – si contrasta la malavita che recluta nel malcontento e nel bisogno. Utilizziamo le opportunità dell’ex centrale del latte, destinata ad insediamenti produttivi, portiamo qui aziende, e quindi sviluppo e occupazione”.
Mertens: ”A Napoli per vincere, sempre felice di giocare”
L’attaccante del Napoli, Dries Mertens ha parlato degli azzurri e del suo campionato al quotidiano Le Soir. Inutile nascondersi, in casa Napoli non lo fanno piu’ e del resto la classifica e le prestazioni della squadra di Sarri autorizzano a crederci. Ci crede sicuramente Dries Mertens, il bomber della capolista che viaggia a punteggio pieno dopo 7 giornate. In Belgio per gli ultimi impegni delle qualificazioni ai Mondiali del 2018, l’attaccante parla con i giornalisti del suo Paese e sul primato in classifica dice: “noi sappiamo che possiamo fare grandi cose,ci sono ancora tante partite e non sara’ facile, ma e’ giusto sognare e sperare che il titolo arrivi”. Del resto con i suoi gol nulla e’ vietato. “Sono molto felice di continuare a segnare, ma molto dipende dal nostro modo di giocare e dagli schemi che abbiamo – dice Mertens alla stampa belga -. Faccio l’attaccante centrale perche’ abbiamo continuato a credere in questo progetto, l’anno scorso ho giocato una quarantina di partite da prima punta, sento di essere cambiato come giocatore, di essere piu’ forte e di avere ancora margini di miglioramento”. Mertens si dice dispiaciuto per il nuovo infortunio di Milik (“e’ dura per lui soprattutto dal punto di vista mentale, aveva lavorato tanto e duramente per rientrare”) e pronto a prendere il posto di Romelu Lukaku al centro dell’attacco dei “diavoli rossi”. “Per me non c’e’ problema, ma ci sono tanti altri giocatori che possono ricoprire quel ruolo, io mi metto a disposizione del mister”, spiega il napoletano mentre Sarri si augura che non giochi. “E’ un periodo molto intenso, giochiamo ogni tre giorni e l’allenatore e’ preoccupato anche perche’ gia’ ci sono alcuni giocatori della squadra infortunati – sottolionea Mertens -. Pero’ io ho lavorato duramente per essere convocato e sono concentrrato sulla nazionale, non sono stanco, sto bene e voglio continuare a giocare e agodermi questo momento”. Anche in Belgio il gol segnato alla Lazio ha ricordato quello di Maradona con la maglia del Napoli. “Un paragone che mi onora e mi diverte, ma resto con i piedi per terra, devo solo vivere questo bel momento nella speranza che duri il piu’ a lungo possibile”, ha concluso Mertens.
De Andrè canta De Andrè Vol. 3 in uscita il 6 ottobre. Il tour riparte da Napoli
Terzo capitolo nel cammino di riscoperta della musica del padre, secondo Cristiano De Andrè. De Andrè canta De Andrè Vol. 3, in uscita il 6 ottobre: dodici tracce registrate nel corso dell’omonimo tour, dove il repertorio di Faber è suonato con un approccio molto chitarristico ma che guarda oltre: “Abbiamo cercato di contaminare le canzoni di mio padre e portarle verso la world music con una visione più elettrica ed elettronica”, dice il musicista durante la presentazione del disco a Milano. Se il suono cerca una nuova identità per brani come Una storia sbagliata, Il testamento di Tito e Canzone per l’estate, le liriche originali risuonano ancora attuali secondo De Andrè. “Ho scelto canzoni contro la guerra, ma anche sulla guerra contro noi stessi e sulle cose che ci siamo persi in questi anni. Di mio padre voglio tramandare la grande coerenza, un appiglio per i ragazzi in questo buio esistenziale. Nei giovani vedo un nuovo rinascimento per uscire da questo secondo medioevo: i ragazzi ci daranno una mano a ritrovare l’energia che avevamo negli anni ’70, per non accettare più questo impero che ci ha detto che la felicità si può comprare” – spiega Cristiano -. Un brano come Coda di lupo esalta allora la forza delle utopie e nuovo significato si può trarre dai versi di La guerra di Piero, proposta con un arrangiamento elettrico di Osvaldo Di Dio dal passo molto disteso e con una chitarra definita “alla Radiohead”. “La guerra oggi è diversa: una volta era facile vedere il potere che ci opprimeva, ma adesso è un batterio che si infiltra attraverso i media, è un periodo di depistaggio e i giornali non ne parlano perché sono comprati dai poteri forti”. Al di là del valore universale, per De Andrè questo progetto ha anche un significato personale, in linea con l’autobiografia La versione di C uscita l’anno scorso: “Finalmente mi sto scrollando di dosso parecchi fantasmi. Con il libro ho perdonato mio padre e me stesso per i momenti bui in cui mi sono fatto del male: è stato un libro terapeutico, ma è anche una bibbia, perché racconto solo la verità e mi metto a nudo”. Per De Andrè canta De Andrè il viaggio non è finito: dal 12 ottobre al Teatro Augusteo di Napoli riparte il tour, che fino al 16 dicembre toccherà tra le altre Roma, Como, Brescia, Lecce, Firenze e Bologna, ora in band, ora in duo acustico, e con una scaletta speciale per la data di Genova. Ma in occasione del cinquantesimo anniversario del ’68, nel 2018 Cristiano De Andrè progetta anche di riarrangiare per intero il concept album Storia di un impiegato, mentre verso la fine dell’anno usciranno nuovi inediti a propria firma. In futuro – anticipa l’artista – arriverà anche un’altra raccolta De Andrè canta De Andrè, dedicata alle canzoni d’amore ed eseguita con orchestra sinfonica. Il lavoro per ricordare Faber con le sue canzoni non si interrompe, quindi, mentre a proposito del film biografico con Luca Marinelli atteso su Rai 1 Cristiano De Andrè nutre qualche dubbio: “In quella storia ci sono tante cose complicate, io non sentivo il bisogno di fare una fiction su mio padre. Senza volerne a Dori, ma non credo che questo serva più di tanto”.
San Giorgio a Cremano: inaugurato il murale con Troisi e Noschese. LE FOTO
Inaugurato il murale di duecentocinquanta metri alla stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano. Hanno preso parte alla cerimonia, il presidente della Regione Vincenzo De Luca, il sindaco Giorgio Zinno, il presidente Eav, Umberto De Gregorio, consiglieri regionali, amministratori locali ma soprattutto cittadini e appassionati di Massimo Troisi e Alighiero Noschese. Un vero e proprio evento che ha rappresentato più della presentazione di un’opera di street art. Si è trattato, infatti, della celebrazione di due grandi artisti, la conferma della sinergia tra Eav e amministrazione comunale e, soprattutto, la tappa di un percorso che, nel nome di Massimo Troisi, sta coinvolgendo tutta la città restituendo dignità e bellezza a ad alcuni luoghi del territorio. Gli artisti che hanno realizzato il capolavoro sono Rosk&Loste, della scuderia di Inward, Osservatorio sulla creatività urbana, gli stessi che hanno firmato i ritratti di Falcone e Borsellino a Palermo. L’opera è finanziata da Eav, su proposta del Primo Cittadino. “Stiamo facendo un lavoro complessivo in tutta la città al fine di valorizzare il territorio e il patrimonio artistico. Partendo da Massimo Troisi ed ora, allargando la visuale ad Alighiero Noschese, stiamo creando punti di interesse accessibili a tutti che ci rendano orgogliosi di essere sangiorgesi e diffondano il senso di appartenenza ad un territorio che produce arte e bellezza”, dichiara il sindaco Giorgio Zinno. “Abbiamo riqualificato dodici stazioni negli ultimi dodici mesi e siamo in procinto di recuperarne altre otto più degradate dell’hinterland napoletano – continua Umberto De Gregorio, Presidente Eav – L’inaugurazione di oggi fa parte di un progetto ambizioso grazie a cui, di concerto con la Regione Campania, recupereremo e ristruttureremo in maniera capillare circa 40 stazioni dell’Eav”. Mentre Paolo Caiazzo, direttore artistico del premio Massimo Troisi dice: “ha lasciato un profumo, una scia. Molte persone hanno inseguito il percorso artistico nel suo nome. In questo raggio che disegna una circonferenza attorno a San Giorgio a Cremano, si mettono in risalto tutte le persone del mondo dello spettacolo e del mondo tecnico che risiedono o hanno a che fare col territorio di San Giorgio a Cremano”. “Si tratta di un appuntamento con la memoria, grazie all’accostamento opportuno a Troisi, leader della memoria di San Giorgio, con quella di Noschese, più antica poco lustrata rispetto al grande artista. E’ un invito a ricominciare da questa stazione che adesso ha del bello e non più soltanto vandalismo grafico. La memoria vive anche nelle cerniere che l’amministrazione istituisce con la comunità residente, cioè la toponomastica. In questo caso, speriamo che questa illustrazione dei loro volti favorisca ed accompagni le soste dei viaggiatori della Circumvesuviana” – commenta Luca Borriello, direttore ricerca Inword, Osservatorio Nazionale Creatività Urbana che si è occupato della realizzazione grafica dei due murales.
Ricordiamo gli appuntamenti:
Da Venerdì 6 Ottobre infatti, a Villa Vannucchi, vi sarà Eduardo Tartaglia (cui è stato anche affidata la direzione del laboratorio teatrale ad indirizzo comico cui parteciperanno giovani del territorio) che presenta il debutto nazionale del suo spettacolo teatrale.Sabato 7 Ottobre è la volta di Federico Salvatore che presenta lo spettacolo “Napocalisse”. Domenica 8 Ottobre, invece, Ciro Ceruti presenta la Cab-Commedia “I Nuovi Poveri”. Da Venerdì 13 Ottobre via alla competizione: si terrà in quella data la prima semifinale che vedrà la partecipazione di sei attori comici. Durante la serata si esibiranno anche artisti già affermati quali Peppe Iodice, Marco Cristi, Enzo Fischetti e Sex & Sud, vincitrici dell’ultima edizione del Premio Troisi. Sabato 14 Ottobre seconda semifinale con la partecipazione di altri sei comici: durante la serata previsti gli interventi di Paolo Caiazzo, Nando Timoteo, Peppe Laurato, Rosaria Miele, Mino Abbacuccio.Le due serate saranno condotte da Francesco Mastandrea e Mariasilvia Malvone. Domenica 15 Ottobre finalissima per individuare il vincitore del Premio Troisi tra i sei finalisti scelti dalla giuria: a condurre la serata Gianni Simioli (anche curatore della sezione Canzone Comica), con la partecipazione di Maria Bolignano, Ciro Giustiniani, Enzo & Sal e con gli interventi musicali di Andrea Sannino e Claudia Paganelli. Sul palco vi sarà anche l’intervento di un ospite nazionale: Angelo Pintus.
La giuria, che individuerà il miglior attore comico, sarà presieduta da Enzo De Caro (storico componente de La Smorfia) affiancato da Anna Pavignano, scrittrice e coautrice di Massimo Troisi. La giuria si completa con Gianni Parisi, Peppe Borrelli e Niko Mucci. Durante la serata finale gli artisti Ficarra e Picone ritireranno il Premio Massimo Troisi per il miglior film. Tre le categorie: Premio miglior attore comico, Premio migliore scrittura comica e il Premio Cortometraggio al miglior “WebFilm”. Di quest’ultima categoria, i presidenti di giuria saranno i The Jackal. Come responsabile della sezione Migliore Scrittura Comica è stato individuato lo scrittore campano Pino Imperatore, il cui ultimo romanzo “Allah, San Gennaro e i tre kamikaze” è stato pubblicato da Mondadori.
Minacce a Saviano e Capacchione: nuovo processo per l’avvocato Santonastaso
La Corte di Appello di Napoli ha deciso di inviare gli atti alla procura di Roma per un nuovo processo, dichiarandosi incompetenti. I giudici del secondo grado hanno di fatto annullato la condanna emessa in primo grado nei confronti dell’avvocato Michele Santonastaso, che era stato riconosciuto responsabile dal Tribunale partenopeo di minacce ai danni dello scrittore Roberto Saviano e della giornalista Rosaria Capacchione, senatrice del Pd. I giudici di secondo grado hanno ritenuto infatti che la posizione del penalista venga vagliata dall’autorita’ giudiziaria della capitale, che gia’ si pronuncio’ sulle analoghe presunte minacce rivolte nella stessa circostanza nei confronti del procuratore Federico Cafiero de Raho e di Raffaele Cantone, all’epoca entrambi in servizio alla procura di Napoli. Il penalista fu condannato per diffamazione e calunnia aggravati dal metodo mafioso. Il processo scaturi’ dalla lettura di una istanza di remissione fatta dall’avvocato Santonastaso, nell’interesse dei boss dei Casalesi, Antonio Iovine e Francesco Bidognetti, nell’aula bunker di Poggioreale durante una udienza del processo Spartacus. Nella istanza si lanciavano accuse a Saviano e Capacchione e ai due magistrati che si erano occupati di inchieste sui Casalesi. Il processo fu diviso in due tronconi: quello che vedeva i magistrati napoletani come parti lese si svolse a Roma, mentre per le minacce allo scrittore e alla giornalista, Santonastaso fu condannato a Napoli a un anno di reclusione (mentre furono assolti i boss Iovine e Zagaria). Per la Corte di Appello si e’ ritenuta incompetente a giudicare e ha trasmesso gli atti alla procura che dovra’ inviarle ai colleghi della capitale.
DiscoDays, la fiera del Disco e della Musica al Teatro Palapartenope di Napoli
Diciannovesima edizione di DiscoDays, la fiera del Disco che si terrà a Napoli sabato 7 e domenica 8 ottobre al Teatro Palapartenope, è un tuffo nel variegato mondo del Vinile tra appassionati, ascoltatori raffinati ma anche fan della prima ora. Tanti contenuti, artistici e culturali: mostre fotografiche, mostre di cover album, rarità discografiche, dj set con i giradischi e incontri con gli artisti, sono lo sfondo a momenti di crescita come dibattiti, presentazioni di libri, premiazioni e showcase live. Tra gli ospiti musicali Ivan Granatino, Fitness Forever, The Noiserz, Molotov d’Irpinia, I Pennelli di Vermeer, Katres, e ancora la presentazione di un album d’inediti di Rino Zurzolo, la mostra dedicata a Mogol, Renato Marengo, Henry Ruggeri e Mimmo di Francia, un documentario in esclusiva sulla genesi dei suoni dell’Hip-Hop. Più di cinquanta espositori da tutta Italia, cento mila tra vinili e cd per dodici live, quattro mostre e tre premiazioni.
Napoli, al Vomero rifiuti ingombranti nelle isole pedonali
“Neppure la possibilità di finire nelle patrie galere, così come previsto da D.L. 172/2008 convertito nella legge 210 del 2008 che, in Campania, ha introdotto la pena detentiva per coloro che, colti in flagrante, lasciano rifiuti ingombranti per strada, impedisce di abbandonare per strada materassi e suppellettili varie, benché sia funzionante un apposito servizio dell’Asìa per il prelievo a domicilio degli stessi, anche se, in un recente passato, da tale servizio sono stati esclusi televisori e monitor che vanno conferiti direttamente ai centri di raccolta “. E’ l’ennesima constatazione di Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, da tempo impegnato sul fronte del corretto smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
“Da un sopralluogo effettuato per le strade del quartiere Vomero, uno dei quartieri cosiddetti “bene” della Città – precisa Capodanno -, sono emerse anche oggi situazioni davvero inaccettabili. Così nell’isola pedonale di via Luca Giordano, quasi alla confluenza con via Scarlatti, stamani si notava un divano che non era stato prelevato dall’Asìa, mentre al centro dell’isola pedonale di via Scarlatti, appoggiato a un albero, risultava abbandonato un materasso “.
“Occorre incentivare la vigilanza – afferma Capodanno -, anche attraverso l’attività dei cosiddetti “vigili ecologici”. Così come occorre condurre una campagna capillare per far conoscere ai napoletani non solo le modalità per lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti solidi urbani, compresi quelli nocivi e quelli ingombranti, attraverso la differenziata, ma anche le sanzioni previste nei confronti degli inadempienti, che, proprio in base al decreto citato, possono comportare per l’abbandono in strada di rifiuti ingombranti la condanna alla reclusione, con la possibilità di arresto, se colti in flagrante “.
Blitz a Scampia: 10 arresti e cinque denunce. Controlli fino a notte
Dieci arresti e 5 denunce in stato di liberta’ comminati dalle forze dell’ordine questa mattina, nel corso dell’operazione ‘Alto impatto’ che dalle prime ore dell’alba vede impegnati a Scampia 700 uomini di polizia, guardia di finanza e carabinieri. A riferirlo e’ il prefetto di Napoli, Carmela Pagano, nel corso di una conferenza stampa. Sono 1131 le persone controllate, 756 i mezzi attenzionati e 1123 i documenti ispezionati. Le perquisizioni hanno riguardato 53 persone, 15 veicoli e 84 tra abitazioni e locali commerciali. In totale, ammontano a 13,5 chili di sostanze stupefacenti e a 33 i chilogrammi di articoli contraffatti finiti sotto sequestro, insieme a 46 auto e motorini. Questi dati si riferiscono alla prima fase dell’operazione, che quindi tiene in considerazione le operazioni effettuate dall’alba alle 13. I blitz delle forze dell’ordine sono ancora in corso e si concluderanno nel corso della notte.
L’operazione di controllo in corso dalla mattina di oggi nel quartiere napoletano di Scampia, e che vede l’impiego di 700 uomini delle forze dell’ordine, “non rimarra’ isolata e verra’ ripetuta in altri quartieri di Napoli e nell’area metropolitana nell’ambito di un vasto piano per la sicurezza nelle periferie”. E’ quanto ha detto il prefetto di Napoli, Carmela Pagano, nel corso di un incontro con i giornalisti tenuto insieme al questore Antonio De Iesu, il comandante provinciale dei Carabinieri, Ubaldo del Monaco e il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Gianluigi D’Alfonso. Il prefetto ha assicurato che sara’ attuato un programma di controlli preventivi “su tutto il territorio”. Oggi sono stati impegnati circa 700 uomini delle forze dell’ordine. “In questa citta’ c’e’ tanta voglia di legalita’ – ha proseguito il prefetto – ed e’ importante che questi cittadini che sono alla ricerca della legalita’ siano sostenuti”.
“E’ stata una efficiente prova di coordinamento tra le forze dell’ordine”, ha detto con soddisfazione il questore di Napoli, Antonio De Iesu, nel corso della conferenza stampa in Prefettura.Il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Ubaldo del Monaco, ha sottolineato che si e’ trattato di una vasta “operazione preventiva ed e’ stato importante disporre di un cospicuo numero di uomini. E di certo non sara’ un servizio isolato”. Controlli sulle attivita’ economiche del quartiere sono state eseguiti dai militari della Guardia di Finanza con particolare attenzione, come ha evidenziato il comandante provinciale della Guardia di Finanza, generale Gianluigi D’Alfonso, “ai fenomeni della contraffazione e del commercio abusivo”.
Caserta. Sequestrate 20 piante di marijuana: denunciato 54enne
Nell’ambito della costante attività di controllo del territorio per il contrasto dei traffici illeciti, i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Capua, con il fondamentale apporto degli equipaggi di volo degli elicotteri della Sezione Aerea di Napoli, hanno eseguito un’operazione di servizio che ha consentito il sequestro di una piantagione di marijuana e la denuncia all’Autorità Giudiziaria di un responsabile.
In particolare, le Fiamme Gialle di Capua, su segnalazione dei colleghi della predetta Sezione Aerea, hanno individuato un terreno nell’agro del Comune di Capua, dove, abilmente occultate tra la fitta vegetazione, erano state coltivate 20 piante di marijuana, di altezza media di un metro e mezzo, pronte per la raccolta, la lavorazione e la successiva immissione sul mercato di spaccio. Il responsabile, S.A. di anni 54, è stato deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope. L’attività di servizio, che fa seguito ai più ingenti sequestri effettuati nei mesi scorsi da parte del Gruppo di Aversa, della Compagnia di Caserta e della stessa Compagnia di Capua, testimoniano l’impegno e l’attenzione della Guardia di Finanza di Caserta anche nel contrasto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.



