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Grande successo per il Concerto della Solidarietà a Giffoni Sei Casali

Grandissimo successo il “Concerto della Solidarietà”, che si è svolto domenica 17 dicembre nella Chiesa di San Nicola, al casale Prepezzano di Giffoni Sei Casali. L’evento ha visto un grandissimo riscontro di pubblico e di critica, in una Chiesa gremitissima di persone si sono esibiti l’orchestra sinfonica “Alfano I” del Liceo Statale “Alfano I” di Salerno con circa 40 elementi e il cantautore napoletano Enzo Gragnaniello in duo con Piero Gallo.
La serata, abilmente condotta da Ilenia Cuomo, è iniziata con tre brani di musica classica eseguiti dall’Orchestra, la “Sonata n. 3 in Sol maggiore” di Pergolesi, la “Sinfonia n. 7 in Re maggiore” di Mozart e l’Ouverture tratta dal  Barbiere di Siviglia, di Paisiello. A seguire l’ospite d’onore, Enzo Gragnaniello ha coinvolto il numerosissimo pubblico presente con sei delle sue più belle canzoni, accompagnato dal suggestivo mandolino del bravissimo Piero Gallo. L’artista partenopeo ha voluto concludere  la sua performance insieme all’Orchestra Sinfonica eseguendo la canzone “Cu’ mmé”, emozionando ed incantando i presenti. Visibilmente soddisfatto il Sindaco, Francesco Munno che alla fine della performance, unitamente a rappresentanti dell’Amministrazione Comunale e al Direttore Artistico Giampiero Fortunato, ha voluto omaggiare con il frutto del territorio picentino (la nocciola) gli ospiti della serata.

Concertone in piazza del Plebiscito. Tutto pronto per festeggiare il Capodanno a Napoli

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Fervono i preparativi per il Capodanno 2018 di Napoli. In piazza del Plebiscito, oltre i Terroni uniti e Capitan Capitone con i suoi pirati, si alterneranno diversi artisti di fama nazionale come Teo Teocoli, Sal Da Vinci, il duo comico Pio e Amedeo.
Nel progetto del concertone di fine anno si legge: “Un 31 dicembre che ci porti verso il 2018 valorizzando a 360 gradi non solo le migliori eccellenze artistiche e produttive della Napoli che continua a sorprendere il resto del mondo con creatività, ironia e l’esigenza di continuare a pensare positivo, ma anche tutti coloro che sono del Sud per nascita o per scelta”. E continua: “Un carosello, ma per essere vintage, come dettano gli influencer più giovani diremmo un juke-box, al quale i protagonisti di uno show inedito affideranno il compito terapeutico del cantare e ballare tutti insieme. Per raggiungere questo risultato, gli artisti, circa cento, si sfideranno a colpi di canzoni, le più pop e popolari canzoni dei sud del mondo, con un occhio particolare a quelle in lingua napoletana”.
I due collettivi musicali, Terroni e Capitoni, intorno ai quali si è costruito lo show, stanno registrando in queste ore un brano inedito dal titolo “Non è che l’inizio”, che verrà presentato alla piazza la notte del 31 dicembre.
Cinque i palchi. Oltre al principale di piazza del Plebiscito – dove l’inizio è previsto per le 20.30 -, ci saranno le “stazioni” (dalle 00.30 fino all’alba) di piazza Vittoria (live music e animazione), di Rotonda Diaz  per la musica techno house, Borgo Marinari con un revival ’70-80 e via Partenope per gli appassionati di musica latino americana. A tutto questo si aggiunge il consueto spettacolo di fuochi d’artificio previsto intorno all’1.30 da Castel dell’Ovo.
Teo Teocoli, “terrone per una notte”, vestirà per l’occasione i panni del cantante, sua grande passione da sempre. A Pio e Amedeo, campioni di ascolti con il programma che li ha lanciati nel panorama televisivo italiano “Emigratis”, è affidato il compito di far sorridere la piazza. Gianni Simioli, speaker radiofonico, sarà invece sul palco nelle vesti di gran cerimoniere, accompagnato da altri cinque colleghi della radio, tv, web e mondo della comunicazione. L’intero evento sarà seguito da Rtl 102.5, con collegamenti ed interviste ai protagonisti nei giorni 30 e 31 dicembre.
Tra gli artisti che si esibiranno sul palco, tra i due collettivi, ci saranno: Daniele Sepe, Massimo Jovine (99 Posse), direttore artistico della serata insieme allo stesso Simioli, Ciccio Merolla, Franco Ricciardi, o Zulù (99 Posse), Andrea Sannino, Valentina Stella, Elisabetta Serio, i Desideri, Valerio Jovine, Shaone (La Famiglia), Roberto Colella (La Maschera), M’Barka Ben Taleb, Brunella Selo, Speaker Cenzou, Pepp-oh, Marcello Colasurdo, Assurd, Mario Insenga (Blu Stuff), Carmined’Aniello (O Rom), Oyoshe, Dope One, Andrea Tartaglia (Aneuro), Enzo Savastano, Marcello Coleman, Maurizio Capone, Alan Wurzburger, Aldolà Chivalà, Mujeres Creando, Antonio Esposito, Alessandro Aspide, Giuseppe Spinelli, Ciro Guarracino, Joe Petrosino, Tueffe, Carlo De Rosa (29&30), Djara, Maurizio Affuso, Marco Messina (99 Posse), Sara Spritz Squeglia, Robertinho Bastos, Alessandro Morlando (La Maschera), Tommy De Paola, Davide Afzal, Pasquale De Paola, Carlo Faiello Tammurriata remix.

Torre Annunziata, viaggiava con 15 chili di marijuana in auto: arrestato

Viaggiava con 15 chili di ‘erba’ nascosti nell’utilitaria. I carabinieri a Boscoreale, hanno arrestato un 34enne nel corso di un servizio di controllo del territorio. Alfredo Nasto, gia’ noto alle forze dell’ordine, era alla guida della vettura quando e’ stato fermato all’uscita della strada statale 268, che percorreva in direzione Nord-Sud, ed e’ stato perquisito. Analoghi controlli sono stati effettuati sull’auto e hanno permesso di trovare circa 15 chili di marijuana confezionata con bustoni di cellophane.In manette per detenzione di stupefacente a fini di spaccio, Nasto e’ stato rinchiuso in carcere a Poggioreale.

Salernitano in trasferta a Roma per la truffa dello specchietto: arrestato per estorsione

La vittima, ha telefonato alla Polizia di Stato denunciando di aver appena subito una truffa. Quando gli agenti del reparto volanti, sono arrivati sul posto, il richiedente, un italiano di 67 anni, ha raccontato loro, la dinamica di quanto accaduto. Mentre era alla guida della sua auto, giunto in via Martino V, direzione di via Prospero Santacroce, aveva avvertito uno strano “fruscio” sul veicolo.
In un primo momento, non aveva dato peso a ciò fino a quando, il conducente di un altro veicolo che lo seguiva, aveva iniziato a lampeggiare con i fari, costringendolo a fermarsi. Quindi, sceso dal mezzo, gli si avvicinava con atteggiamento minaccioso, accusandolo di avergli danneggiato il veicolo. Il malcapitato, malgrado non fosse convinto di aver causato dei danni, spaventato, si era scusato riferendo di non essersi accorto di nulla. Così per risolverla in breve tempo ed evitare di fare denunce all’assicurazione, la controparte pretendeva 96 euro. La vittima a quel punto, gli consegnava solo 50 euro e l’altro si allontanava facendo perdere le proprie tracce.
Con il numero di targa fornito e la descrizione dell’uomo appena fuggito, i poliziotti hanno iniziato una battuta nella zona circostante, intercettando l’auto in via Boccea angolo via Nazareth. Intimato l’alt al conducente, già noto alle forze dell’ordine per analoghi episodi, lo hanno bloccato. Identificato per B.A., 39 anni, originario di Salerno, è stato accompagnato negli uffici del commissariato Aurelio, dove è stato arrestato per estorsione.

Napoli, scampato alla morte il pregiudicato di Poggioreale ferito nell’agguato

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Gli investigatori non credono al racconto fatto ieri dall’uomo arrivato in ospedale con tre ferite di arma da fuoco e scampato alla morte solo perchè probabilmente i killer avranno creduto di averlo ucciso.Salvatore Cinque, 51 anni di Poggioreale, con una lunga sfilza di reati, e considerato vicino al clan Contini  si è limitato a dire di essere stato aggredito tra Napoli e Casoria e di non ricordare se qualcuno avesse provato a rapinarlo.Ma il fatto che i colpi si stati esplosi verso l’alto: due pallottole l’hanno raggiunto al collo sono uscite, l’altra invece è rimasta nella spalla induce gli investigatori a pensare che chi ha sparato volesse ucciderlo.
I medici nel frattempo l’hanno dichiarato fuori pericolo. La pallottola conficcata nella spalla sarà estratta con una operazione chirurgica. Gli investigatori lo hanno interrogato a lungo ma non è stato molto collaborativo. Gli inquirenti sperano di ricavare elementi utili elle indagini analizzando il suo smartphone alla ricerca di sms, chat e telefonate che possano dare una mano. Appare alquanto complicato il ricorso alle riprese della video sorveglianza in quanto il ferito non ha saputo o voluto fornire l’esatto indicazione del posto dove sarebbe avvenuto l’agguato nei suoi confronti.
Sono stati ascoltati e lo saranno ancora familiari, conoscenti e amici. Gli inquirenti sospettano che l’uomo possa aver commesso qualche sgarro o che il suo mancato omicidio rientri nella guerra di camorra che si sta sviluppando negli ultimi mesi tra i Mazzarella e le famiglie criminali di Napoli centro e di san Giovanni a Teduccio compreso i Contini a cui risulta vicino il ferito. Se così fosse sarebbe un ulteriore segnale di preoccupazioni per gli investigatori.

 

Natale con i cesti dei prodotti del territorio campano

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Favorire la crescita del sistema dei mercatini dei prodotti tipici di Natale come organizzazione a sostegno sia dei redditi dei produttori agricoli sia dei portafogli dei consumatori di Napoli della Provincia e di tutta la Campania.  Ecco allora che la riscoperta dei mercatini, non più e non solo come luogo di incontro fisico fra domanda e offerta, ma anche come luogo di trasparenza per la libera formazione e scoperta dei prezzi, come punto d’osservazione per il controllo della qualità merceologica ed igienico sanitaria dei prodotti locali e di quelli provenienti direttamente dalla campagna, come momento di cerniera fra il produttore e il consumatore, come punto fondamentale per definire tracciabilità e rintracciabilità. Cosi Rosario Lopa, rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura già Delegato della Provincia per il settore Agricolo/Agroalimentare e componente del Dipartimento Nazionale Turismo Ambiente Agricolture del MNS . Nell’immediato futuro, appena le condizioni istituzionale c’è lo consentiranno, l’impegno sarà incentrato sulla ricerca di strumenti volti a favorire la crescita del sistema dei mercatini, come organizzazione a sostegno sia dei redditi dei produttori agricoli, sia dei portafogli dei consumatori che soltanto grazie ad una solida rete, potranno essere sempre maggiormente garantiti sulla qualità dei prodotti e sulla trasparenza dei prezzi. Minestra maritata di cicoria scarole e borraccia” (erba amara e pelosa).in brodo di cappone con aggiunta facoltativa di uova sbattute con peperoncino e carne di vitello, spaghetti alle vongole, Cappone imbottito e insalata di rinforzo (cavolfiore, sottaceti misti, peperoni detti papacelle olive di Gaeta e acciughe salate) accompagnate dalle immancabili friselle (crostini di pane circolari) e dai broccoli con aglio e peperoncino. Come dolci Struffoli, Roccocò e frutta secca, sono il menu base della nostra tradizione natalizia. Acquistare prodotti tipici del territorio nei mercatini non è solo buono e conveniente, ma aiuta anche l’ambiente perché si tratta di cibi che non devono percorrere grandi distanze prima di essere consumati e quindi evitano l’inquinamento determinato dai lunghi trasporti. Un regalo a ‘chilometri zero’ che consente di evitare l’ emissione di gas ad effetto serra che favoriscono i cambiamenti climatici. Si stima che gli italiani acquisteranno, infatti, per Natale prodotti alimentari tipici del territorio per un valore di più di 3 miliardi di euro quindi preferire i prodotti venduti direttamente dagli imprenditori agricoli in azienda o nei mercati. In molti casi è possibile prepararsi o farsi preparare i tipici cesti natalizi con prodotti inimitabili caratteristici del territorio. Nella nostra Nazione, si trova un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie coltivata in modo biologico dell’Unione superando il milione di ettari. La vendita diretta è una opportunità per il Paese con un aumento della concorrenza che va a beneficio delle imprese agricole e dei consumatori che possono così risparmiare e garantirsi acquisti sicuri e di qualità , nel sottolineare che è anche una occasione far conoscere e divulgare i veri sapori della tradizione italiana per poterli riconoscere in tutte le altre forme di vendita senza cadere nell’inganno del falso made in Italy, regalando i cesti di Natale di qualità.

Ottaviano: la Cantata dei pastori in forma di concerto per un’anteprima natalizia

Venerdì 22 dicembre, alle ore 20.00 presso la Chiesa di San Giovanni Battista ad Ottaviano, il Canto di Virgilio  presenta La Cantata dei Pastori, a cura di Carlo Faiello. Si tratta dell’ evento più rappresentato a Napoli e provincia da più di quattro secoli, che deve una riscoperta più filologica a Roberto De Simone, e che il 22 viene allestito in forma concerto, come anteprima natalizia, nella chiesa di San Giovanni Battista.
Antonella Morea, Fiorenza Calogero, Pietro Quirino, Mimmo Maglionico e il Quartetto Santa Chiara Orchestra composto da Arcangelo Caso al violoncello, Martina Mollo alla fisarmonica, Marcello Vitale alla chitarra, Mimmo Maglionico per gli strumenti a fiato. Gli arrangiamenti e la direzione musicale a cura di Carlo Faiello. Le musiche sono di Roberto De Simone, Carlo Faiello, Fabrizio De André e tradizionali.
“Da sei anni alla Domus Ars di Napoli proponiamo per il Natale La Cantata, ogni anno, però, sempre diversa” – spiega Carlo Faiello – “Quest’anno, per il debutto ad Ottaviano, ho scelto un allestimento più minimale e essenziale optando per la Forma Concerto, e visto che la facciamo in una chiesa, trovo che alleggerita da scene e costumi restituisca uno spettacolo più suggestivo”. Pochi segni, quindi, per caratterizzare un personaggio.
Ma l’essenzialità non è l’unico tratto distintivo di questa Cantata, Faiello affida all’attrice cantante Antonella Morea il ruolo della voce recitante per narrare la storia di Giuseppe e Maria che vagano per le campagne di Betlemme alla ricerca di un riparo, ostacolati dal perfido Belfegor e protetti dalla spada divina dell’Arcangelo Gabriele. Oltre alla Morea, i cantanti Fiorenza Calogero, Pietro Quirino, Mimmo Maglionico si alterneranno nell’interpretare i brani più famosi del repertorio natalizio della Campania.
Tra canzoni di Carlo Faiello, parti recitate in italiano, musiche di Roberto De Simone, brani tradizionali, l’Ave Maria di Fabrizio De Andrè, canti sacri di S.Alfonso Maria De Liguori  . . . a essere narrata è sempre l’eterna lotta tra il bene e il male. Una connotazione più contemporanea e un linguaggio più originale per una delle rappresentazioni più antiche del teatro napoletano. “Dopo il successo dell’Estate Medicea, anche per Natale abbiamo puntato su eventi di qualità: il nostro è un percorso che intende fornire ai cittadini di Ottaviano ma anche dell’intera area vesuviana un’occasione per stare insieme nel nome dell’amore per la cultura”, dice il sindaco di Ottaviano Luca Capasso.

Paziente morta dopo un intervento per morbo di Crohn: 4 medici a processo

Il decesso di Lucia Faiella – quarantaquattro anni di Pagani e madre di due figli – avvenuto lo scorso 2 febbraio, ha comportato la richiesta da parte della Procura del rinvio a giudizio per quattro medici dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Gli indagati rischiano un processo per omicidio colposo e compariranno davanti al gip, Luigi Levita, il prossimo 4 giugno. A far scattare l’inchiesta fu la denuncia del marito, presentata solo diverse settimane dopo i fatti.
Lucia Faiella ebbe delle complicazioni solo dopo un intervento effettuato all’ospedale nocerino. La donna soffriva di morbo di Crohn, patologia di tipo infiammatorio che colpisce l’intestino e il tratto gastrointestinale. Pur svolgendo visite ed accertamenti di rito, i medici decisero per l’operazione. L’intervento riuscì e la degenza risultò di almeno venti giorni. I problemi sopraggiunsero dopo, fino al decesso.
Secondo l’ipotesi accusatoria, basata anche sui risultati della perizia effettuata dal medico legale, sarebbero stati commessi errori nella valutazione della diagnosi, oltre che nella tempestività di cure e interventi. Una tesi che doveva essere valutata dal gip già due giorni fa, ma l’udienza è stata rinviata per un errore nelle notifiche verso gli indagati. Il prossimo giugno il magistrato dovrà valutare l’eventuale responsabilità dei quattro medici, decidendo se fissare per ognuno o il processo o firmare un decreto di proscioglimento.

Napoli, uccisero e seppellirono un 18enne: verso il processo il figlio del boss e il cugino

La Dda di Napoli è pronta a chiedere il processo immediato per Gaetano Formicola,’o chiatto, figlio del boss Antonio e suo cugino Giovanni Tabasco “Birillino” accusati di essere gli autori della macabra uccisione del 18 enne Vincenzino Amendola. ma anche per Raffaele Morra, il proprietario del terreno che ha fatto da tomba al 18enne e che dopo il delitto aveva ricoperto di mattoni per creare una stalla per porci e cavalli. Il ragazzo era stato ucciso il 5 febbraio del 2016 e il suo corpo fu trovato il 26 febbraio sotterrato in una zona di campagna di san Giovanni a Teduccio. La sua unica colpa fu di essersi vantato in giro di avere una relazione con la mamma di Gaetano Formicola. Ieri la Cassazione ha chiuso definitivamente la prima fase dell’indagine dichiarando corretto l’arresto bis dei due avvenuto il 21 giugno scorso dopo che i primi erano stati annullati.
Decisive in questo caso nuove intercettazioni che la Procura aveva portato a sostegno dell’arresto bis già passato al Riesame nei mesi scorsi:  “La nonna mi ha detto che non lo trovano più”. Questa e’ una delle frasi intercettate che incastrano i due ragazzi e poi il loro complice Morra. Secondo il gip Mario Morra che aveva firmato nel giugno scorso l’ordinanza bis, la giovane vittima aveva una relazione con la moglie di Antonio Formicola, padre di Gaetano, boss del quartiere. Rapporto che si desume da una serie di telefonate e testimonianze raccolte anche dopo la prima indagine che il 22 marzo aveva portato all’arresto del figlio del boss e del suo complice, poi scarcerati dal Tribunale del Riesame per mancanza di riscontri oggettivi alle dichiarazioni del testimone oculare e pentito Gaetano Nunziata. “Il quartiere così dice ma hanno capito una cosa per un’altra”, diceva il figlio alla mamma, riferendosi alla relazione. Poi ci fu un summit, a casa della nonna del ragazzo, madre del papa’, donna con un cognome ‘pesante’ nel panorama criminale.
“Fu li’ che fu deciso come doveva morire Vincenzo e per mano di chi”, scrive il magistrato. La sequenza dell’orrore porta direttamente “alle panchine del Bronx a Ponticelli”, quartiere dove era solito stare Vincenzo che fu trovato dai suoi killer la notte del 4 febbraio, portato nella fossa scavata a San Giovanni e li’ ucciso. La ricostruzione del movente, della dinamica delle responsabilità per questa esecuzione e’ stata resa possibile non solo dalle dichiarazioni del pentito che ha partecipato all’omicidio e che ha permesso di ritrovare il cadavere e l’arma utilizzata, gettata una scogliera, ma anche da intercettazioni. Il gip di Napoli aveva gia’ emesso a marzo dello scorso anno la prima misura cautelare fondata su elementi quali la denuncia della scomparsa, i tabulati dell’utenza telefonica del ragazzo, alcune intercettazioni e due interrogatori resi dal pentito. Formicola e  Tabasco, dopo un periodo di latitanza erano stati arrestati a Viterbo dove si erano rifugiati. Allora, l’ordinanza era stata annullata dal Tribunale del Riesame che, pur non mettendo in discussione l’attendibilita’ del collaboratore di giustizia, aveva ritenuto che le intercettazioni, in parte non trascritte integralmente nella misura cautelare, non erano univocamente interpretabili e quindi non fornivano riscontri utili alle dichiarazioni del pentito. Le indagini cosi’ sono state approfondite, accertando anche il coinvolgimento nei fatti del proprietario del fondo in cui il corpo di Amendola e’ stato trovato, Raffaele Morra, oggi arrestato, il quale avrebbe avuto un ruolo anche del seppellimento del cadavere. Altri riscontri vengono dalle attività tecniche della polizia sul luogo del delitto e sull’ arma per commetterlo, nonche’ da informazioni assunti dai parenti della vittima e da persone che erano presenti nel momento e nel posto in cui Vincenzo Amendola fu prelevato dai suoi sicari per essere condotto al luogo dell’omicidio.
Il corpo della vittima, scomparsa il 5 febbraio 2016, e’ stato ritrovato solo il 19 dello stesso mese seppellito in un terreno a San Giovanni a Teduccio interrato a circa 1 metro e mezzo di profondità, coperto da una rete metallica e da travi di legno nonchè da materiali di risulta di lavori edili, tanto che per l’estrazione del cadavere si e’ reso necessario l’utilizzo di un escavatore da parte di personale dei Vigili del Fuoco. A fare scalpore, all’epoca dei fatti, non furono soltanto le notizie sul barbaro omicidio del 18enne, ucciso per fermare pettegolezzi che lo vedevano legato alla moglie del boss Antonio Formicola, ma anche l’immagine che ritraeva giovanissime studentesse all’uscita da scuola che sulla fossa, luogo del ritrovamento di Vincenzo, scattavano foto e selfie.

 

 

Castellammare, pusher arrestato dalla Finanza e condannato a un anno e mezzo di carcere

Marijuana nascosta nel sottoscala della sua abitazione, pusher stabiese arrestato dalla guardia di finanza. In manette è finito Vincenzo Massa, 40enne pregiudicato stabiese. Nel corso di alcuni controlli contro lo spaccio di droga i militari della Guardia di Finanza di Castellammare hanno fatto irruzione nell’abitazione di Massa alla periferia nord della città dove l’uomo aveva allestito una piazza di spaccio di marijuana e hashish. Durante la perquisizione, è stata rinvenuta una busta con 60 grammi di marijuana nascosta nel sottoscala.
La droga era già suddivisa in dosi racchiuse da cellophane termo saldato e pronta per essere venduta al dettaglio agli acquirenti di turno. Insieme alla marijuana è stato sequestrato anche un bilancino di precisione utilizzato per il confezionamento delle dosi. Vincenzo Massa è stato posto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto fissata dinanzi al Tribunale Giudice monocratico di Torre Annunziata. All’esito dell’udienza, il pusher è stato condannato ad un anno e mezzo di reclusione. Sono tuttora in corso indagini, per individuare eventuali complici del soggetto ed i fornitori della sostanza stupefacente.

Montesarchio, ‘un sorriso per tutti’, il ricordo commosso del militare morto nell’incidente stradale

Ultimo saluto al Caporal Maggiore Silvio Sansone rimasto vittima dell’incidente stradale sulla Statale Appia di sabato notte. Presente tutta la comunità di Cirignano, una frazione di Montesarchio, dove il giovane viveva con i genitori e la sorella. Quasi impossibile l’ingresso in chiesa, centinaia di persone sono rimaste fuori ad assistere, su un maxischermo, alla messa.  Ad officiare il rito con don Umberto Oliva Zucaro, c’erano anche don Ivan Bosco, don Silvio Pepiciello e padre Giovanni Miraglia pure lui parroco della frazione che al termine della messa ha voluto ricordare anch’egli il ventottenne a cui aveva donato la prima comunione. “Un bambino e poi un ragazzo sempre gioviale e disponibile – ha ricordato il sacerdote – pronto ad aiutare gli altri”. E poi alla mamma Giuseppina, al papà Mario e alla sorella Eugenia ha detto di pensare che “è solo un arrivederci quello di Silvio che è tra la gloria degli angeli”.
A ricordare il giovane militare che, con altri tre amici del suo stesso paese, aveva trascorso un sabato sera spensierato, costatogli poi la vita nello schianto (lungo la statale Appia 7, in territorio di Montesarchio) della Maserati su cui viaggiavano, è stato anche don Umberto Oliva. “Non dovete avere sentimenti di rabbia” ha esordito il sacerdote rivolgendosi in particolare agli inconsolabili genitori “ma pensare a tutto il bene che Silvio ha fatto durante questo suo percorso terreno. Lo conoscevamo tutti. Quando poteva, veniva in parrocchia. Ora è nella gloria dei cieli da dove veglierà su di voi e su tutti noi che lo abbiamo conosciuto e gli abbiamo voluto bene”.
Al termine della celebrazione uno dei commilitoni del centottantacinquesimo reggimento paracadutisti della Folgore ha letto la preghiera del paracadutista e poi è scattato l’attenti con un colpo di tacco per gli onori al primo caporal maggiore dell’esercito Silvio Sansone. Dopo è stata la sorella Eugenia a ricordare il fratello, che per lei è stato “una guida in ogni momento”.

Campania, i veicoli commerciali invertono la rotta

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Nonostante la crisi, in Campania circolano ancora poco meno di 370 mila veicoli commerciali, che compongono una delle voci più consistenti dell’intero parco mezzi che si muove quasi ogni giorno sulle strade della regione. Ma proprio la contrazione degli affari e le difficoltà economiche hanno modificato le strategie di cittadini e imprese, che ora rivolgono la propria attenzione anche a modalità alternative all’acquisto.

I vantaggi del noleggio

È il caso, soprattutto in ambito business, del noleggio di macchine professionali, che in questa fase sta conquistando interessanti fette di mercato anche a queste latitudini; il primo vantaggio immediato è proprio il fattore economico, visto che il costo del “fitto” di un mezzo è nettamente inferiore a quello necessario a entrare in possesso effettivo dello stesso, ma anche dal punto di vista operativo ci sono risvolti positivi.

Nuove piattaforme sul Web

Società come Giffi Noleggi, leader a livello nazionale del noleggio generalista, perseguono una filosofia aziendale molto chiara, proponendo ai clienti soltanto macchine nuove, performanti ed efficienti, che vengono periodicamente sottoposte a rigorosi controlli e che non sono mai sul mercato oltre i cinque anni. Questo significa, per i clienti che si avvicinano a tali prodotti, poter scegliere sempre un mezzo simile al nuovo e all’avanguardia, con tante opportunità anche sul fronte della tipologia di servizio richiesto, in cui si va dal noleggio furgoni frigo a quello delle piattaforme aeree, per rispondere a ogni esigenza.

I mezzi in Campania

Come accennato, la Campania resta una delle regioni più meccanizzate d’Italia, con un patrimonio circolante composto da oltre 4 milioni di vetture nelle varie categorie; secondo l’ultimo report condotto sulla base dei dati ACI e delle iscrizioni al PRA nazionale, nella nostra regione ci sono 572 mezzi ogni mille abitanti, con una netta incidenza (ovviamente) di veicoli destinati al trasporto privato e di persone. Le auto registrate in Campania sono quasi 3,5 milioni, a cui poi si aggiungono oltre 550 mila motocicli, quasi 11 mila autobus, 69 mila veicoli speciali, 18 mila trattori e altri macchinari.

I veicoli commerciali in Campania

Una delle fette più consistenti, poi, è composta proprio dal segmento dei veicoli commerciali, che si aggirano intorno alle 370 mila unità; l’approfondimento del trend legato alle iscrizioni di questa categoria di vetture ci consente anche di comprendere l’impatto della crisi economica, con oscillazioni del totale che inevitabilmente si legano ai periodi più duri della congiuntura economica negativa che ha caratterizzato l’ultimo decennio in Italia e in Europa.

Nuovo segno positivo

E così, se dal 2004 al 2011 la tendenza del numero totale di veicoli commerciali in Campania iscritti all’Aci o al PRA era caratterizzata da una crescita costante (per la precisione, si è passati dai 319.720 veicoli del 2004 ai 380.109 del 2011), successivamente si è invertita la rotta in maniera anche molto sensibile fino al 2015, quando finalmente si è iniziata a intravedere anche in questo comparto quella tanto auspicata “luce in fondo al tunnel“, arrivando alla quota 370 mila che è poi stata confermata fino a oggi, anche sulla scia dei provvedimenti a sostegno degli acquisti varati dai governi, non ultima la norma del superammortamento di cui hanno beneficiato ad esempio autocarri merci e motrici per semirimorchi.

Sant’Antimo, abusi sessuali in piscina: 4 anni di carcere all’istruttore

Secondo la magistratura, il quarantottenne istruttore di nuoto, aveva abusato di una allieva appena quattordicenne ed è stato condannato a quattro anni di reclusione dal giudice Fabrizio Finamore del tribunale di Napoli nord. Giuseppe Capasso, da tutti conosciuto come Pino, è l’ex istruttore di nuoto della piscina polisportiva Sant’Antimo e  avrebbe violentato la giovane atleta negli spogliatoi prima e dopo gli allenamenti, ma anche durante le trasferte per le gare in vasca, sia in Italia che all’estero.
Il giudice lo ha condannato a quattro anni, a fronte di una richiesta di dieci anni da parte del pubblico ministero della procura di Napoli nord, diretta da Francesco Greco. La giovanissima vittima, napoletana e tesserata con il centro Polisportivo di Sant’Antimo, era finita al centro dell’attenzione del suo istruttore – sposato con prole -, per la qual cosa fu posto agli arresti domiciliari l’11 novembre del 2016 per abuso sessuale.
Dalle indagini era emerso che tra la nuotatrice e il tecnico sportivo era nata una storia d’amore, solo che lei era troppo piccola per lui.. A scoprire la “storia” erano stati i genitori di lei. I primi tentativi di avvicinamento si erano verificati dopo un allenamento. Una sera, negli spogliatoi vuoti i due si erano “accarezzati”, ma la piccola campionessa non aveva più potuto nascondere la storia e l’aveva raccontata, in lacrime, ai genitori. A novembre del 2016, l’arresto dell’istruttore che ha sempre negato le accuse. E ora è arrivata la condanna di primo grado.

Scafati, la Finanza sequestra numerosi dosi di crack e marijuana: due denunciati

La Guardia di Finanza di Salerno, nel comune di Scafati, in distinte operazioni di servizio ha colto in flagranza due soggetti in possesso di sostanze stupefacenti, confezionate e già pronte per essere immesse nelle piazze di spaccio.
Nel primo caso, durante un controllo su strada di un’autovettura, un giovane scafatese occultava all’interno di un borsello 7 dosi di marijuana.
In un’altra operazione le Fiamme Gialle, nel corso di una perquisizione domiciliare nei confronti di un soggetto già noto alle Forze dell’Ordine, sono state rivenute 11 dosi di “crack”, una di marijuana e sostanza da taglio tipo mannite. I 2 responsabili sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. L’attività di servizio svolta conferma la presenza delle Fiamme Gialle sul territorio a contrasto di un fenomeno connotato da grave pericolosità sociale.

Benevento, la Finanza sequestra 300mila fuochi pirotecnici illegali

Con l’avvento delle festività natalizie si intensifica l’attività di prevenzione e controllo del territorio predisposta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Benevento, finalizzata a contrastare l’annoso fenomeno dei fuochi d’artificio irregolari. I militari del Nucleo Mobile della locale compagnia della guardia di finanza hanno sottoposto a sequestro oltre 300mila artifici pirotecnici detenuti illegalmente. Il materiale pirico è’ stato rinvenuto nascosto all’interno di un deposito di un esercizio commerciale del capoluogo sannita.
Decine di cartoni di materiale esplodente pericolosamente accatastati su materiale altamente infiammabile ed adiacenti ad elementi elettrici attivi, quali luminarie e prese di corrente con spine inserite. Le indagini hanno permesso di quantificare il contenuto degli artifici in oltre 45 kg di polvere esplodente che, se innescata, avrebbe messo in serio pericolo l’incolumità pubblica, dato che il locale si trova al piano terra di una palazzina e nelle adiacenze di un noto supermarket.
Sono stati rinvenuti inoltre migliaia di prodotti, tra cui razzi, razzetti, candele romane e loro batterie e combinazioni, la cui detenzione è vietata in assenza di specifica licenza di pubblica sicurezza. Sequestrata la merce, i finanzieri hanno quindi denunciato il responsabile alla locale autorità’ giudiziaria.

Castellammare, l’associazione antiracket: ‘Andremo a trovare l’imprenditore coraggio che ha denunciato l’estorsore’

“Andremo a trovare il titolare del bar che ha denunciato il pizzo, e oltre a portargli la nostra solidarietà gli offriremo il nostro supporto nel percorso processuale». Lo dice Luigi Cuomo, presidente dell’associazione antiracket e antiusura Sos Impresa, parlando del coraggioso commerciante che ha fatto arrestare il pregiudicato Vincenzo Spagnuolo, fratello del ras di Scanzano, Nino detto ‘capastorta’ e un incensurato di 18 anni, Emanuele Cioffi, che erano andati a  chiedergli il pizzo via sms. “La modalità scelta dai due estorsori arrestati ieri è sicuramente originale, probabilmente non è stata scelta a caso”, ha spiegato spiegato ancora Cuomo.
E poi ha aggiunto: “Il periodo in cui è stata messa a segno la richiesta di pizzo non mi stupisce, nelle festività natalizie i clan minacciano commercianti e imprenditori. Ma a colpire davvero deve essere la reazione avuta dal titolare del bar, il suo coraggio deve essere preso da esempio in tutta Castellammare dove tantissimi pagano il pizzo. Se vorrà, noi saremo al fianco del titolare del bar perché non viva l’esperienza di affrontare il processo da solo. Prevenire le richieste di denaro, accompagnare gli imprenditori alla denuncia delle estorsioni e proteggerli, questi so- no gli obiettivi primari del Circolo che inauguriamo a gennaio”.
Cuomo dal prossimo mese di gennaio gestirà il Circolo della Legalità a Castellammare insieme con il Comune e il presidio locale di Libera. Grazie al fatto  che la scorsa estate l’amministrazione stabiese ha assegnato alle associazioni proprio un bar confiscato alla camorra che diventerà un presidio di legalità intitolato a Michele Cavaliere, imprenditore-coraggio che nel 1996 venne ucciso a Gragnano dal clan Carfora  per essersi rifiutato di pagare, dove i commercianti e gli imprenditori taglieggiati potranno trovare supporto e aiuto per denunciare i loro estorsori ed anche un sostegno nell’iter processuale per chi ha già denunciato e fatto arrestare gli esattori dei clan.

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Tragedia del bus turistico in Messico: 12 i morti. Non ci sono italiani

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E’ finita in tragedia la vacanza di un gruppo di turisti – tra i quali ci sono anche due italiani usciti illesi dall’incidente – a bordo di un pullman uscito fuori strada mentre si stava dirigendo alle rovine Maya di Chacchoben, circa 200 chilometri a sud di Tulum, una delle zone piu’ frequentate del Messico, soprattutto tra Natale e Capodanno. Pesante il bilancio dell’incidente avvenuto sull’autostrada che collega Mahahual a Cafetal, nello Stato di Quintana Roo, a pochi chilometri dalla frontiera con il Belize: 12 i morti e 18 i feriti, dei quali cinque sono gia’ stati dimessi. Tra le vittime potrebbero esserci anche dei bambini, riferiscono le prime testimonianze. Al momento dell’incidente a bordo dell’autobus c’erano 31 persone, tra loro anche l’autista e una guida turistica.
Non ci sono vittime ne’ feriti italiani. I due connazionali che si trovavano a bordo del mezzo stanno bene e sono tornati sulla nave. Lo ha riferito in tarda serata la Farnesina, sulla base di quanto appreso dalle autorita’ locali. Nessuna notizia ufficiale per il momento sulla nazionalita’ dei turisti morti e feriti, tutti croceristi di due navi della Royal Caribbean. Alcuni media locali riferiscono della presenza di sette americani, due svedesi, canadesi e messicani, tra le persone coinvolte nell’incidente. Notizie tutte da verificare. Per ora il governo del Quintana Roo, lo Stato messicano in cui e’ avvenuto l’incidente, si e’ limitato ad una prima nota nella quale ha citato “tra le vittime” (morti e feriti) americani, svedesi e brasiliani. Senza dare ulteriori indicazioni. L’Ambasciata d’Italia a Citta’ del Messico, in stretto raccordo con la Farnesina, si e’ immediatamente attivata ed e’ stato in contatto costante con le autorita’ locali per verificare l’eventuale coinvolgimento di connazionali. Stando alle prime ricostruzioni dell’incidente il pullman si sarebbe ribaltato a causa della foratura di uno pneumatico.
L’autista, in seguito al problema alla gomma, avrebbe perso il controllo del mezzo e, secondo alcune fonti, sarebbe sceso dall’autobus dopo l’incidente e sarebbe fuggito. A luglio del 2016, nella stessa zona vicino a Cancun, 12 persone sono morte nello schianto di un pullman. Anche in quel caso l’autista spari’ subito dopo l’incidente. E ancora lo scorso aprile, nello stato di Guerrero vicino alla citta’ di Petacalco, almeno 24 persone sono morte e nove sono rimaste ferite per un incidente che ha coinvolto un autobus turistico e un’ autocisterna che trasportava benzina. Lo Yucatan e’ una meta tradizionale di questo periodo dell’anno: per le vacanze di Natale e Capodanno, da sempre, attira milioni di turisti da ogni parte del pianeta, offrendo un clima estivo, spiagge bianche, acque cristalline e la possibilita’ di escursioni nei principali siti Maya messicani. E proprio verso uno di questi che era diretta la comitiva che oggi ha visto finire in tragedia le sue vacanze.

Sarri: ‘Non penso al contratto perché già ce l’ho’

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“Sono contento per la prestazione, anche nel primo tempo abbiamo gestito la partita pur senza 7-8 giocatori; poi e’ chiaro che giocatori come Insigne non ce ne sono 4-5 in ogni squadra, e’ anche normale che la decida un giocatore dal calibro superiore come Lorenzo”. A dirlo Maurizio Sarri commentando l’1-0 con cui il Napoli ha steso l’Udinese agli ottavi di Coppa Italia. “Ci hanno definito in crisi per tre giorni, abbiamo perso una partita con la Juventus, che e’ una squadra fortissima, dopo 9 mesi – ricorda ai microfoni di Rai Sport -. Non ci siamo sentiti in grande difficolta’ dentro lo spogliatoio, abbiamo avuto qualche difficolta’ in piu’ ad andare in gol, momenti che possono succedere. Abbiamo segnato tre gol al Torino, oggi ha segnato di nuovo un attaccante, penso che stiamo facendo bene. Nel complesso, i nostri attaccanti stanno facendo benissimo. Il mercato? Io sono il responsabile della parte tecnica, non me ne occupo, la domanda va girata al direttore sportivo.
Se la societa’ mi mettera’ altri giocatori a disposizione cerchero’ di farli rendere al meglio, ma giochiamo cosi’ spesso che voglio concentrarmi solo su qualcosa su cui posso influire. Mi concentro sui giocatori a disposizione, e cosi’ mi auguro che rientrino prima possibile Ghoulam e Milik”. Niente mercato, Sarri non vuol sentire parlare neanche di possibile rinnovo del contratto: “L’altra sera alla cena con il presidente abbiamo parlato solo del Natale e non di altre cose, e in questo momento non voglio assolutamente parlarne, non devo pensare a un contratto, che ho tra l’altro, visto che abbiamo 5 partite nei prossimi 15 giorni”.
A chi gli fa notare come alla fine, almeno in campionato, giochino sempre gli stessi, Sarri replica che “nel primo tempo di oggi avevamo lo stesso spartito di sempre ma interpreti diversi. Giaccherini e Ounas non possono essere brillantissimi, e’ colpa mia perche’ giocano poco, soprattutto Giaccherini avrebbe bisogno di giocare con continuita’, mentre Ounas puo’ far bene anche in un quarto d’ora. Mertens e Insigne invece hanno questa capacita’ di cercarsi in velocita’ e fanno sfociare il nostro gioco in situazioni pericolose. Se gli potranno trovare piu’ spazio? Io ogni mattina mi sveglio per vincere le partite, le scelte che faccio vanno in questo senso, se le ho fatte e’ perche’ ho pensato che avevo piu’ possibilita’ con questo tipo di scelta. In futuro – conclude – non posso precludermi niente, ho cambiato idea su tantissime cose, potrei farlo anche in questo caso”.

Insigne: ‘Abbiamo superato turno difficile, ora testa alla Sampdoria’

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“Sapevamo che sarebbe stata difficile, perche’ l’Udinese veniva da diverse partite fatte alla grande, in particolare con l’Inter aveva fatto una grande prestazione, e quindi dovevamo affrontarla nel miglior modo possibile. Il mister voleva una risposta da chi ha giocato meno, hanno dimostrato che si puo’ fidare di tutti, dobbiamo continuare cosi'”. Lorenzo Insigne commenta cosi’, ai microfoni di Rai Sport, il successo sull’Udinese, che porta la sua firma, che regala al Napoli l’accesso ai quarti di Coppa Italia.
“Affrontiamo tutte le competizioni nel miglior modo possibile per arrivare fino in fondo – assicura l’azzurro -. Oggi abbiamo superato un turno difficile, ora pensiamo al campionato: la Samp e’ una grande squadra e gioca bene, dobbiamo fare risultato a tutti i costi”. Continua l’astinenza da gol di Mertens e Callejon, per Insigne nulla di preoccupante: “Sappiamo che sono grandi giocatori e prima o poi faranno gol, devono stare tranquilli, giocare insieme e anche se segnano di meno e’ il risultato quello che conta: una volta che si raggiungono gli obiettivi di squadra poi – conclude – si puo’ pensare a quelli personali”.

Magia di Lorenzinho e il Napoli passa in Coppa

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La premiata ditta Mertens-Insigne consegna al Napoli i quarti di Coppa Italia. Assist del belga, conclusione chirurgica dell’azzurro e Sarri sbriga, non senza qualche impaccio di troppo, la pratica Udinese, arrivata al San Paolo forte di quattro successi consecutivi e, soprattutto, dall’impresa contro l’Inter. Non ha funzionato il turnover ideato dal tecnico toscano: il vero Napoli si e’ visto a partire dal 58′, quando Mertens e Insigne hanno preso il posto di Callejon e Giaccherini.
Fin li’, la fitta ragnatela tra i reparti tessuta da Oddo aveva lasciato appena le briciole alla manovra azzurra: pericolosi soltanto Callejon e soprattutto Ounas (palo). A inizio gennaio sara’ una tra Atalanta e Sassuolo a contendere al Napoli l’accesso in semifinale. Scuffet respinge il destro ravvicinato di Callejon – scelto da Sarri come prima punta tra Ounas e Giaccherini – innescato da Rog, abile a strappar palla ad Hallfredsson e a verticalizzare subito per lo spagnolo. E’ il 25′ ed e’ la prima vera opportunita’ di un match che il Napoli, come da copione, comanda con il possesso palla gestito da Jorginho e che l’Udinese, con un 3-4-3 che si trasforma in 5-4-1 in fase difensiva, riesce comunque a controllare senza dannarsi.
Oddo ha attinto a mani piene alle riserve, piazzando Jankto e Matos larghi ai fianchi di Bajic, spesso stretto nella morsa Maksimovic-Koulibaly (a lui Sarri non sa proprio rinunciare). Dopo il tentato blitz di Callejon, il Napoli va nuovamente vicino al vantaggio poco oltre la mezz’ora, quando Callejon appoggia per Ounas che centra il palo esterno. Cresce la squadra di Sarri, anche Rog (36′) tenta il tiro ma senza particolare fortuna.  Dalle parti di Sepe (riposa Reina), intanto, calma piatta. Cosi’ Oddo riparte inserendo De Paul – grande protagonista sabato a San Siro – per Jankto, Sarri poco prima dello scoccare dell’ora di gioco punta sull’artiglieria pesante: Insigne e Mertens per Callejon e Giaccherini. La musica cambia. L’azzurro avrebbe subito la chance per sbloccarla sul recupero di Jorginho ma il suo mancino e’ sbilenco; poi ci prova Zielinski, Scuffet se la cava. Sepe interviene per la prima volta sulla conclusione senza particolari pretese di Matos, ma almeno l’Udinese esce dal guscio.
Al 71′ il Napoli la sblocca proprio sull’asse Mertens-Insigne: il belga firma l’assist per il numero 24, che col sinistro la piazza non lasciando scampo a Scuffet. Manca la reazione degli uomini di Oddo (dentro Lasagna per Matos), che rischiano il colpo del ko con Mertens: Scuffet gli nega il 2-0, prolungandone il digiuno che, a livello di competizioni nazionali, sfiora i due mesi. L’Udinese ci prova fino all’ultimo a trascinare la partita almeno ai supplementari ma senza la necessaria convinzione, il Napoli difende vittoria e qualificazione.

NAPOLI-UDINESE 1-0

NAPOLI (4-3-3): Sepe 6; Maggio 6, Maksimovic 6, Koulibaly 6.5, Hysaj 6; Rog 6.5, Jorginho 6, Zielinski 6; Ounas 6 (31’st Allan 6), Callejon 5.5 (13’st Mertens 6.5), Giaccherini 5.5 (13’st Insigne 7) In panchina: Reina, Rafael, Albiol, Chiriches, Mario Rui, Scarf, Hamsik, Leandrinho Allenatore: Sarri 6.5

UDINESE (3-4-3): Scuffet 6.5; Nuytinck 6.5, Danilo 6.5, Bochniewicz 6; Stryger Larsen 6, Balic 5.5, Hallfredsson 6, Pezzella 6.5 (25’st Widmer 5); Jankto 5.5 (1’st De Paul 5.5), Bajic 5, Matos 6 (34’st Lasagna sv) In panchina: Bizzarri, Borsellini, Ali’ Adnan, Caiazza, Barak, Behrami, Ingelsson, Ewandro, Maxi Lopez Allenatore: Oddo 5.5

ARBITRO: Pasqua di Tivoli 6.5

RETI: 26’st Insigne

NOTE: serata fredda, terreno in discrete condizioni, spettatori 10mila circa. Ammoniti: nessuno. Angoli: 6-3 per il Napoli. Recupero: 0′; 4′.