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Luc Besson sceglie Salvatore Esposito per il film Taxxi 5

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Luc Besson sceglie Salvatore Esposito per il suo nuovo film Taxxi 5. Gomorra – La serie, liberamente ispirata al best seller omonimo di Roberto Saviano, continua ad ottenere riconoscimenti anche fuori dal set. Il successo di un prodotto non è dato solo dal consenso del pubblico, dalla squadra di lavoro e dal numero – in questo caso – delle stagioni che si riescono a realizzare. Il successo di un prodotto televisivo o cinematografico è determinato anche, tante volte soprattutto – per fortuna! – dalla bravura degli attori e da come questi, attraverso uno schermo o una pellicola, riescono a creare un ponte, una vicinanza, un senso di appartenenza con lo spettatore.

E’ il caso di Salvatore Esposito il quale, nonostante interpreti lo spietato Genny Savastano, è riuscito a stabilire un rapporto “sentimentale” con gli appassionati di Gomorra, qualunque esso sia. Abbiamo visto il suo personaggio crescere di puntata in puntata, di stagione in stagione: da sbarbatello deliquentucio figlio del boss, ad assassino per “dovere”, a mandante dell’omicidio di suo padre, a uomo innamorato e padre premuroso, a crudele boss della camorra, ad amico che uccide un amico con la disperazione negli occhi.

La sua prova attoriale, apprezzata da tantissimi, è evidente non sia passata inosservata perché gli si è presentata immediatamente una sfida oltre i confini italici. A chiamarlo è stato il noto regista francese Luc Besson, conosciuto per aver diretto film come Nikita, Il quinto elemento, Giovanna D’Arco… per citarne solo alcuni. Salvatore Esposito è stato “assoldato” dal regista francese per “Taxxi 5” ed è proprio lui, attraverso la sua pagina Facebook, a dare la buona notizia: “Sarò il prossimo cattivo di Taxxi 5! Grazie Luc Besson”. E non soltanto sarà il prossimo cattivo di “Taxxi 5” ma sarà anche il primo attore italiano ad entrare a far parte della saga.


Regina Ada Scarico

Ragazzi accoltellati al Vomero: ‘Effetto Gomorra devastante sui minori’

Ragazzi accoltellati al Vomero: é “l’effetto Gomorra” che “comincia a produrre i suoi devastanti effetti sui minori”. Non ha dubbi l’avvocato Bruno Carafa, legale del 16enne denunciato per l’aggressione a colpi di coltello avvenuta la sera del 17 dicembre in piazza Vanvitelli, cuore del Vomero, quartiere “bene” di Napoli, ai danni di un 18enne e un 16enne impegnati a mangiare un panino. Un’aggressione nata “per uno sguardo”, un caso risolto dai Carabinieri che hanno identificato il minore e altri 16 ragazzi e che fa il paio con il caso del ferimento di Arturo, il 17enne accoltellato da un gruppo di ragazzini in via Foria e appena uscito dall’ospedale, dove per diversi giorni è stato ricoverato in pericolo di vita. “Ma non solo – racconta all’agenzia di stampa Adnkronos l’avvocato Carafa – sul tavolo dei pm in questi giorni ci sono altri 4 casi simili, che hanno avuto meno clamore mediatico dei casi di Arturo e di piazza Vanvitelli. Questo picco di violenza da parte di minori che si sta registrando di recente a Napoli va attribuito a un ‘effetto Gomorra’, c’è uno spirito emulativo di atteggiamenti ormai propagandati a livello nazionale e descrizioni di una città che non corrisponde alla sua realtà quotidiana. Alla Napoli di ‘Gomorra’ bisognerebbe anteporre quella di ‘Un posto al sole’ o, per citare un prodotto recente, ‘Sirene’ che mostra Napoli per la città meravigliosa che è”. V.C., il 16enne individuato dai Carabinieri quale autore materiale dell’aggressione a colpi di coltello in piazza Vanvitelli, “ha chiarito le sue responsabilità, cioè di essere autore del fendente alle gambe. E’ stato apprezzato il comportamento collaborativo del ragazzo che, preso dal rimorso, ha aperto un dialogo con la magistratura”.

V.C. è stato denunciato per porto illegale di arma bianca e lesioni gravi. Gli investigatori, attraverso le analisi delle immagini riprese da impianti di videosorveglianza presenti nella zona, avrebbero inoltre individuato un secondo componente del gruppo ritenuto responsabile di aver inferto coltellate ai due ragazzi. La ragione dell’aggressione a due perfetti sconosciuti, secondo la ricostruzione degli investigatori e quanto riferito dal ragazzo, resta quella dello “sguardo di troppo”: “Tutti cercano di fornire la propria interpretazione – prosegue l’avvocato Carafa – si scava così nella psicologia, nelle differenze sociali, si ipotizza l’insoddisfazione per il fatto di non essere abitanti del Vomero o l’astio per chi è più ricco e fortunato. In realtà c’è uno spirito di emulazione di atteggiamenti propagandati a livello nazionale, un ‘effetto Gomorra’ che sta producendo effetti devastanti sui minori”.

Pompei, parco archeologico: “Regolare i lavori di riqualificazione a porta Stabia

“Relativamente alle notizie diffuse nei giorni scorsi dalla stampa circa i lavori di riqualificazione in essere nei pressi di Porta Stabia e nell’area archeologica, si precisa che il Parco Archeologico di Pompei ha espletato tutte le procedure previste dalle norme urbanistiche e paesaggistiche”. E’ quanto si legge in una nota dello stesso Parco Archeologico “Il progetto della Soprintendenza, elaborato nel giugno del 2014, è stato condiviso è discusso in Conferenza di Servizi con i vari Enti per i procedimenti di competenza (Direzione Regionale peri BB.CC. e Paesaggistici della Campania per gli aspetti paesaggistici; Comune di Pompei, per gli aspetti urbanistici e paesaggistici; Unità Operativa Prevenzione Collettiva di Pompei; Agenzia del Demanio – Direzione Regionale Campania; Vigili del Fuoco – Comando Prov.le di Napoli). Il parere del Mibact – sottolinea la nota – è stato espresso in merito alla compatibilità dell’intervento per gli aspetti di tutela del patrimonio culturale”. “Si preme sottolineare che le parti oggetto di intervento ricostruttivo, risalenti agli anni ’70, erano fatiscenti e in parte crollate. Inoltre l’area versava in uno stato di degrado per la presenza di un cantiere interrotto da molti anni e di baracche usate come depositi. I suddetti lavori si sono resi necessari per esigenze di una più efficiente distribuzione degli uffici amministrativi e per risolvere l’annoso problema dell’edificio di Porta Marina, rispettando la volumetria prevista dalle norme. Nei programmi a venire sarà previsto inoltre una riorganizzazione degli spazi nei pressi di Porta Marina, in via Villa dei Misteri, attraverso un ampliamento degli ingressi e la fruizione di nuovi e più funzionali servizi dedicati ai visitatori”, conclude il Parco Archeologico di Pompei.

Napoli, controlli contro trasporti abusivi: 4 fermati

Nell’ambito delle attività di controllo e prevenzione del territorio a contrasto dell’abusivismo nel trasporto pubblico, personale del Nucleo Mobilità Turistica della Polizia Municipale di Napoli ha intercettato 4 abusivi che esercitavano l’attività di trasporto persone privi delle dovute autorizzazioni.E’ stato fermato in via Casanova un soggetto che trasportava a pagamento nella sua monovolume tre donne da via Stadera alla Stazione Centrale. Dal controllo è emerso che il conducente era recidivo, in quanto circa tre mesi fa era stato sanzionato per identico comportamento e la vettura sottoposta a fermo per 2 mesi. Pertanto, gli Agenti hanno potuto accettare che il tassista abusivo era appena rientrato nella disponibilità del veicolo ed è stato nuovamente fermato durante lo svolgimento dell’attività abusiva. Il conducente è stato verbalizzato ai sensi dell’articolo 85 comma 4 con una sanzione pecuniaria di 169 euro nonché ulteriore fermo del veicolo. A seguito poi di apposita ricerca svolta dagli agenti della Turistica, sono stati intercettati altri tre soggetti che pubblicizzavano su famose pagine web di annunci pubblicitari l’offerta delle loro prestazioni e quindi dopo essere stati contattati sulle utenze mobili si sono poi presentati all’appuntamento. Uno di loro era stato contattato per accompagnare una coppia ad un famoso centro commerciale dietro corrispettivo di 40 euro compreso il ritorno. Un altro aveva accettato la richiesta di accompagnare una signora all’aeroporto dal centro cittadino per 18 euro ed il terzo soggetto contattato per accompagnare una cliente presso uno studio medico al Vomero da piazza Vittoria. Tutti e tre i soggetti si sono presentati all’appuntamento dove poi sono stati fermati e verbalizzati in flagranza dagli agenti ai sensi dell’art 85 comma 4 cds con una sanzione di 269 euro ed il fermo del veicolo.Durante l’ultimo mese, gli Agenti della Polizia Turistica hanno effettuato controlli serrati del trasporto pubblico non di linea a tutela dei numerosi turisti in città. In particolare le zone interessate dall’attività sono state, oltre alle postazioni prioritarie della Stazione Centrale e del Molo Beverello, i luoghi di maggiore interesse turistico, quali piazza Trieste e Trento, piazza del Gesù e via Partenope. Sono stati sottoposti a controlli 185 taxi e 62 NCC , a carico dei primi sono state elevate 16 sanzioni per mancata attivazione del tassametro per un importo totale di 2.705 euro e per aver prelevato il cliente a meno di 100 metri dal posteggio. Nelle ipotesi di violazioni più gravi si è provveduto al ritiro di 8 licenze

Napoli, ruba un trolley alla Stazione centrale: arrestato

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Napoli, il potenziamento dei servizi di prevenzione e controllo, nella Stazione Ferroviaria di Napoli Centrale, ha permesso agli agenti del Settore Operativo di arrestare, nella mattinata odierna, un pregiudicato trentaduenne. Gli agenti hanno osservato l’uomo, già noto agli operatori, aggirarsi con fare sospetto nei pressi di un’attività commerciale nella stazione e, dopo pochi attimi, l’hanno visto allontanarsi rapidamente verso l’uscita, con a seguito un trolley. Certi di trovarsi innanzi ad un furto, in virtù del fatto che il giovane, poco prima, non aveva con se al seguito alcun bagaglio, lo hanno prontamente inseguito e bloccato nel parcheggio dei taxi.

A tanto, il pregiudicato, ha iniziato ad inveire e a minacciare i poliziotti alla presenza di numerosi passanti.Tornati sul posto dove l’avevano visto allontanarsi speditamente, gli agenti hanno notato un uomo che dormiva su una panchina. L’ignaro viaggiatore, svegliato dai poliziotti, ha riconosciuto il suo trolley, indicando gli oggetti in esso contenuti e ne ha denunciato il furto. Al termine delle formalità di rito, su disposizione del P.M. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, F.I. è stato arrestato, perché responsabile dei reati di furto aggravato e minacce a P.U. e condotto alle camere di sicurezza della Questura, in attesa di essere processato con rito direttissimo. L’arresto di oggi è la conferma dell’efficienza dei servizi di sorveglianza e controllo che da tempo si stanno attuando nella stazione centrale di Napoli dove ogni giorni transitano migliaia di viaggiatori. I numeri degli arresti e delle denunce della Polfer soprattutto nell’ultimo anno ne sono la conferma.

Cento oli campani candidati alla prestigiosa Guida Oli d’Italia 2018 di Gambero Rosso

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Cento campioni di oli extravergine della Campania pronti a candidarsi nella prestigiosa Guida Oli d’Italia 2018 della rivista Gambero Rosso. Questa mattina si e’ tenuto presso la sede regionale di Coldiretti il panel test per la preselezione dei migliori oli che figureranno nella bibbia di riferimento per appassionati gourmet internazionali e operatori della ristorazione stellata. Come ogni anno la preselezione e’ stata organizzata da Aprol Campania (associazione produttori olivicoli campani) in sinergia con Unaprol (Corsorzio Olivicolo Italiano). Il capo panel e’ stata Maria Luisa Ambrosino, incaricata dalla Camera di Commercio di Napoli, che ha coordinato il gruppo degli assaggiatori di olio professionisti formati da Aprol. “Siamo soddisfatti della crescita qualitativa dei nostri extravergine – ha spiegato Francesco Acampora, presidente di Aprol Campania – che celebra adeguatamente l’ottima annata olivicola. Si conferma l’incremento della produzione monovarietale, che nella nostra regione puo’ contare su ben 64 cultivar. Questa scelta produttiva trova un interesse crescente dei consumatori alla ricerca di sapori e odori unici, che tendono a scomparire nella composizione dei blend. Si tratta di nicchie di mercato che cercano la top quality in un alimento principe della dieta mediterranea. Ed e’ proprio sulla qualita’ che Aprol continuera’ a lavorare, approfondendo con i nostri soci le annotazioni che i tecnici del panel test ci hanno lasciato. La nostra associazione vuole accompagnare i propri soci in una crescita qualitativa che rafforza il nostro percorso di tracciabilita’ e trasparenza”. La Campania – ha informato Coldiretti – possiede oltre 74 mila ettari coltivati ad oliveto, di cui il 5% circa con metodi di produzione biologica. Le principali varieta’ autoctone campane sono: l’Ogliarola, la Marinese e la Ravece in provincia di Avellino; l’Ortice, l’Ortolana e la Racioppella in provincia di Benevento; l’Asprinia, la Tonda, la Caiazzana e la Sessana in provincia di Caserta; l’Olivo da olio (detta anche Cecinella o Minucciolo) in penisola Sorrentina, Napoli; la Rotondella, la Carpellese, la Nostrale, la Salella, la Biancolilla e la Pisciottana in provincia di Salerno. La Campania possiede cinque Dop dell’extravergine: Cilento, Colline Salernitane, Irpinia – Colline dell’Ufita, Penisola Sorrentina e Terre Aurunche.

Napoli, assessore: “Treni metro troppo grandi per tunnel? E’ fake news”

“Treni della metropolitana troppo grandi per passare nel tunnel? E’ una fake news, una stupidaggine generata da un titolo sbagliato di un giornale”. Così Mario Calabrese, assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti del Comune di Napoli, che ha incontrato la stampa per un sopralluogo nel deposito-officina della Linea metropolitana 6 per fare il punto dello stato di avanzamento dei lavori di manutenzione straordinaria dei treni. Calabrese ha smentito fermamente la notizia: “E’ una fake news nata da un titolo un po’ ingenuo, non voglio credere che ci sia stata malizia. Le gallerie della linea 6 sono commisurate alla larghezza dei treni, sia quelli già oggi nella disponibilità del Comune, sia quelli oggetto delle prossime forniture. Del resto i treni della linea 6 hanno circolato regolarmente dal 2007 al 2013 e quelli oggetto della prossima fornitura hanno la medesima larghezza di quelli attualmente in dotazione: treni in dotazione da 25 metri, sui quali sono già in corso, grazie all’intervento di questa Amministrazione, i necessari interventi di manutenzione”. La questione riguarda quindi “il deposito-officina di via Campegna”, che una volta realizzato, insieme alle gallerie di collegamento con la stazione Mostra, permetterà l’utilizzo di treni lunghi 39 metri, troppo grandi per l’attuale deposito provvisorio realizzato nel 2007 in coda alla stazione Mostra per le operazioni di piccola manutenzione e “parcamento” dei treni da 25 metri.
Nel 2007 – ha ricordato Calabrese – i finanziamenti disponibili furono destinati al completamento della tratta Mostra-Municipio piuttosto che alla realizzazione del deposito-officina. Si è lavorato duramente per reperire, destinando a questo progetto parte delle risorse del Patto per Napoli, le risorse necessarie alla realizzazione del deposito-officina di via Campegna nonché delle gallerie di collegamento tra quest’ultimo e la stazione Mostra, ciò anche al fine di consentire l’immissione in esercizio di treni metropolitani con lunghezza di 39 metri”. Nuovi treni, ha sottolineato l’assessore, “dei quali ad oggi non è stata avviata neanche la produzione”. Sulla linea 6 quindi “per qualche anno circoleranno quelli che impropriamente vengono definiti ‘vecchi’ treni, nel frattempo poniamo le condizioni per l’utilizzo dei nuovi treni”, ha concluso Calabrese.

Beppe Signori: ‘Verdi? Deve scegliere con il cuore’

“Non sono la persona che puo’ dirgli cosa deve fare. Io ho fatto una scelta di cuore, (cioe’ quella di restare, nonostante le importanti offerte, ndr) e credo sia la scelta migliore. Quello che ti dice il cuore lo devi fare”. Cosi’ l’ex campione del Bologna, Beppe Signori, ha risposto a chi, a margine della presentazione di ‘Figurine forever’ gli chiedeva cosa consiglierebbe a Simone Verdi, in bilico tra la permanenza sotto le Due Torri e il trasferimento al Napoli di Sarri. Quanto al periodo non felicissimo che stanno attraversando i rossoblu’, secondo Signori, “in momenti come questi la sosta fa bene, per ricompattarsi e riprendere il cammino. Comunque credo sia una crisi passeggera. E’ un momento un po’ difficile – ha concluso l’ex azzurro – ma ci sono tutte le qualita’ per tirarsi fuori”.

La Juve Stabia ufficializza l’acquisto di Sorrentino

La Juve Stabia rende noto di aver perfezionato l’accordo per l’acquisizione, a titolo definitivo, delle prestazioni sportive dell’attaccante Lorenzo Sorrentino, classe ’95.
L’attaccante romano ha vestito in serie D le maglie di Astrea, San Cesareo, Rieti e Sambenedettese.
Con i marchigiani ha iniziato l’attuale stagione calcistica, totalizzando dal campionato 2016-2017 oltre 40 presenze in Serie C, con 6 reti all’attivo.
Queste le prime parole dell’attaccante da calciatore della Juve Stabia: “Provo sensazioni positive, ho grande fiducia e voglio far bene con questa maglia. Non ho mai giocato al sud né da avversario al “Menti”, anche se ho sentito parlare della tifoseria gialloblù e non vedo l’ora di sentire i cori della Curva. Voglio ringraziare il direttore sportivo e il presidente per la fiducia che mi hanno accordato, darò il massimo in ogni partita”.
Lorenzo Sorrentino si aggregherà al gruppo a disposizione dei tecnici.

Ricercato da 5 anni trovato a casa della moglie nel Vesuviano

Ricercato da 5 anni trovato a casa della moglie nel Vesuviano.Gli agenti dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Napoli, nella tarda mattinata di ieri 9 gennaio, al termine di una serrata attività info-investigativa, avviata in concomitanza del periodo natalizio, in San Giuseppe Vesuviano, hanno arrestato Chunsheng Wang, di 42 anni. L’uomo, che dovrà scontare 9 anni e mezzo di reclusione, perché destinatario di un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti, emesso in data 15/06/2012 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma – Ufficio Esecuzioni Penali, aveva trovato riparo, insieme alla moglie ed ai tre figli minorenni, in una villetta del paese vesuviano, il cui sottoscala era stato adibito a laboratorio tessile.
Le indagini degli agenti dell’Ufficio Immigrazione sono scattate dopo che la moglie del ricercato, in via telematica, presso lo sportello Unico per l’immigrazione di Napoli, aveva prodotto richiesta di ricongiungimento familiare a favore del coniuge, dichiarando che lo stesso risiedeva in Cina.
I poliziotti, dopo aver svolto gli opportuni accertamenti, nel consultare gli archivi elettronici della Polizia di Stato, hanno scoperto che l’uomo era destinatario del provvedimento di carcerazione, perché ritenuto colpevole dei reati di : sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina, lesioni aggravate, corruzione ed istigazione alla corruzione.

Insospettiti di tale circostanza, hanno avviato minuziose indagini, scoprendo così che la moglie era residente in Italia da diversi anni, e che la procedura di ricongiungimento che aveva avviato, altro non era che un escamotage per tentare di sanare la posizione del coniuge in Italia.
Nella mattinata di ieri, gli agenti hanno predisposto un servizio teso alla cattura dell’uomo.Dopo aver circondato la villetta, infatti, a guardia della quale oltre a delle telecamere di sorveglianza vi era anche un di pastore tedesco, hanno superato le recinzioni del plesso abitativo, bussando al citofono. Dal retro dell’abitazione, ove erano posizionati i poliziotti, è stato notato molto chiaramente che un uomo, di nazionalità cinese, stava tentando di allontanarsi dal luogo ma, alla vista della Polizia, in maniera frettolosa, rientrava in casa al fine di raggiungere dapprima il terrazzo e poi i tetto, nel vano tentativo di fuggire. I poliziotti, avendo previsto tale possibilità, hanno fatto irruzione nell’abitazione e, in pochi minuti, hanno raggiunto e bloccato l’uomo, arrestandolo. Il 42enne è stato condotto dagli agenti alla Casa Circondariale di Poggioreale, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Il libro di Antonio Passero per sostenere l’Airfa e la ricerca sull’Anemia di Fanconi

Un libro per beneficenza, un esperimento per promuovere la poesia e finanziare la ricerca scientifica sull’Anemia di Fanconi. Si svolgerà venerdì 12 gennaio, alle 18.00, nella tenuta Donna Clementina di Casamarciano (Napoli) “Incontro con l’Autore e la sua Terra”, una kermesse nata per presentare il libro Sussurri d’Immensità di Antonio Passero, avvocato e scrittore nolano, e sensibilizzare il pubblico sull’Anemia di Fanconi, una malattia genetica rara. “Sussurri d’immensità”, edito da Il Laboratorio/Le edizioni, è un libro di poesie d’amore. L’autore descrive questo sentimento come incanto e magia, come un elemento che vanifica ogni paura, accogliendo l’individuo nel suo giardino fatato. Nelle poesie di Passero ci sono gli affetti tutti, c’è un grido di protesta verso la guerra e c’è la natura, variopinta e descritta in tutte le forme e creature in cui si presenta. Con Sussurri d’Immensità, Antonio Passero presenta la sua poesia in una forma ormai matura, che completa un ciclo aperto con la pubblicazione della sua prima raccolta, “Echi di giovinezza”. Lo scrittore ha scelto di devolvere l’intero ricavato della serata di presentazione del suo libro in beneficenza, sostenendo i malati “rari ma non invisibili” e le attività dell’Associazione Italiana per la Ricerca sull’Anemia di Fanconi (Airfa Onlus – www.airfa.it). L’Airfa è un’associazione nata a Napoli nel 1989 per finanziare progetti di ricerca scientifica sull’Anemia di Fanconi, una malattia rara che colpisce prevalentemente i bambini ma anche gli adulti. La maggior parte dei pazienti presenta ritardi di accrescimento e malformazioni scheletriche e ha un rischio aumentato di sviluppare leucemie e tumori. La ricerca sull’Anemia di Fanconi è l’unica strada per trovare una cura che sia in grado di debellare la malattia e, allo stesso tempo, costituisce una chiave determinante per comprendere il processo biologico di base del cancro. Uno dei geni che determinano l’Anemia di Fanconi è infatti anche responsabile del cancro al seno. I fondi raccolti grazie a quest’iniziativa contribuiranno a finanziare il progetto “Caratterizzazione molecolare dei tumori solidi in pazienti affetti da Anemia di Fanconi” condotto dai ricercatori dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma. Lo studio dell’equipe della dottoressa Angela Mastronuzzi si propone di identificare precocemente i pazienti affetti da tumori solidi con caratteristiche fenotipiche compatibili con Anemia di Fanconi; di effettuare uno screening diagnostico iniziale mediante DEB test; di effettuare una caratterizzazione genetica dei pazienti affetti da FA e molecolare dei tumori solidi. Con l’autore, Antonio Passero, interverrà all’appuntamento del 12 gennaio a Casamarciano anche Albina Parente, presidente dell’Airfa. “Al momento non esiste una cura per sconfiggere l’Anemia di Fanconi – dichiara Parente – e il sostegno alla ricerca scientifica è l’unica strada per trovarla e salvare tanti bambini e pazienti. Negli ultimi anni, grazie anche al supporto dell’Airfa, la ricerca scientifica ha compiuto passi fondamentali, a partire dal netto miglioramento del tasso di successo dei trapianti, che hanno permesso alle persone affette da Anemia di Fanconi di accrescere la propria speranza di vita. Ci stiamo impegnando, quindi, a sostenere studi nuovi che si interroghino anche su quello che succede dopo il trapianto, dal trattamento dei tumori solidi ai problemi legati alla fertilità. In particolare, stiamo pensando di avviare un progetto di ricerca con le equipe mediche della Campania, proprio sul tema della fertilità. Si tratta di emergenze nuove che non possono spaventarci: solo qualche anno fa i nostri ragazzi con Anemia di Fanconi non sopravvivevano oltre l’età della pubertà; adesso i pazienti adulti sono sempre di più. La ricerca ha sicuramente fatto tanto ma tutto questo non ci basta: in Italia abbiamo eccellenze in questo campo che dobbiamo continuare a sostenere”.

Tripudio per Toni e Peppe Servillo al Teatro Diana con ‘La parola canta’

Tripudio per “La parola canta”, al Teatro Diana di Napoli. Lo spettacolo portato in scena da Toni e Peppe Servillo con il Solis String Quartet (repliche fino al 22 gennaio),n si è concluso nella serata della prima con la testimonianza di vicinanza e solidarietà che ha unito la compagnia alle tante voci levatesi in questi giorni contro la criminalità. Toni Servillo ha letto un frammento di una lettera ricevuta da Maria Luisa Iavarone, madre di Arturo, il ragazzo ferito gravemente lo scorso dicembre a Napoli, in Via Foria: “Non deve più accadere. Attraverso il teatro si può lavorare per riportare legalità, civiltà, cultura in questa straordinaria città dalla quale non si deve più solo fuggire”.
Lo spettacolo, tornato a Napoli con la sessantesima replica, è prodotto da Teatri Uniti ed è già stato presentato con grande successo nei principali teatri italiani: da Milano a Torino, Genova, Firenze e Roma nonché in una tournée internazionale che lo ha proposto a Lione, Parigi e Barcellona. Venti i titoli in scaletta tra versi classici di Eduardo De Filippo, Raffaele Viviani, Libero Bovio, unite alle voci contemporanee di Enzo Moscato, Mimmo Borrelli e Michele Sovente, fino alla conclusione con “Te voglio bene assaje” cantata dai fratelli Servillo accompagnati dal pubblico.

Sant’Antimo, Forza Italia: ‘Accolto nostro ricorso, saranno riconteggiate le schede’

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Sant’Antimo, Forza Italia annuncia che saranno conteggiate nuovamente le schede elettorali relative alle elezioni amministrative dello scorso anno per verificare l’eventuale omessa attribuzione dei voti al primo turno alle liste che hanno sostenuto la candidatura a sindaco di Corrado Chiariello. Lo dispone l’ordinanza del Tar Campania 00153/2018 del 9 gennaio 2018 resa pubblica oggi dal Tar Campania. A darne notizia è lo stesso Corrado Chiariello e i candidati di centrodestra ricorrenti Antonello Puca, Pasquale Barretta, Giuseppe Antonio Cesaro, Giovanni D’Aponte, Antimo Puca, Angela Maria Zara, Francesco Cammisa e Andrea Petito per i quali “anche questa volta avevamo visto giusto e, come avevamo auspicato, il nostro ricorso è stato ritenuto fondato tant’è che ora un collegio giudicante ha disposto la riapertura di oltre la metà delle schede valide e il riconteggio dei voti”. “Il dato politico, che poi si traduce in un suggerimento all’amministrazione Russo, è che una giunta che si regge su appena un centinaio di voti di differenza, da verificare, e che oggi perde anche due consiglieri comunali, dovrebbe sentire il dovere di riconsegnare la città ai cittadini”, concludono gli esponenti di centrodestra.

Garante dei detenuti della Campania in visita al carcere di Nisida

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Garante dei detenuti della Campania in visita al carcere di Nisida. Questa mattina, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della liberta’ personale della Campania, Samuele Ciambriello, si e’ recato, insieme con il consigliere regionale Francesco Moxedano, presso l’Istituto Penale per Minorenni di Nisida dove sono attualmente sono ristretti 55 ragazzi e 5 ragazze di eta’ compresa tra i 14 e 25 anni. La visita e’ stata accompagnata dal direttore Gianluca Guida e il vice direttore Ignazio Gasperini, i quali hanno illustrato sia le varie attivita’ trattamentali, tra cui ceramica, arte presepiale, pasticceria e la pet-therapy, sia i diversi percorsi scolastici presenti. Il Garante ha salutato e interagito con le detenute, di cui 4 italiane e una straniera, consegnando loro “La guida dei diritti e doveri dei detenuti”, ed ha incontrato anche i vari ragazzi presenti in struttura. “Ritengo che si debba intervenire con corsi di formazione annuali finalizzati all’integrazione lavorativa e sociale, attivita’ formativa che abbia una continuita’ per un recupero che vada oltre il percorso carcerario e consenta il reinserimento sociale e lavorativo di questi ragazzi e ragazze, con una particolare attenzione anche al contesto familiare, spesso disgregato, di provenienza”, ha sottolineato Moxedano. Per Ciambriello “e’ difficile gestire la devianza minorile in un contesto in cui i minorenni sono condannati per reati anche gravi e socialmente stigmatizzati. E’ cambiato la tipologia di coloro che entrano in un istituto per minorenni, anzi non bisognerebbe piu’ chiamarli “carceri minorili” ma istituti penali per giovani adulti, vista la presenza di ristretti di eta’ compresa tra i 14 e i 25 anni”. “Peccato – ha aggiunto – che nella riforma dell’ordinamento penitenziario, approvata recentemente dal Governo, la giustizia minorile sia stata lasciata fuori. I dati ci dimostrano che, se si investe in politiche sociali e in luoghi alternativi al carcere, diminuiscono le recidive per questi adolescenti, che, pagato il conto con la giustizia, devono essere aiutati a reinserirsi nel contesto legale e sociale”.

Spara al fidanzato della sorella: denunciato 18enne

Spara al fidanzato della sorella perché non gradisce la relazione sentimentale della ragazza e un 20enne e ferisce quest’ultimo con un colpo di pistola. E’ successo a Serino in privincia di Avellino, dove Polizia e Carabinieri hanno identificato e rintracciato un 18enne di Contrada, considerato presunto responsabile del ferimento del giovane. Il 20enne è stato sottoposto a intervento chirurgico nell’ospedale Moscati di Avellino ed è stato giudicato guaribile in 20 giorni. Il 18enne, una volta rintracciato, non ha opposto resistenza ed è stato portato in caserma. E’ stato denunciato in stato di libertà alla Procura di Avellino per i reati di lesioni personali aggravate, porto abusivo di pistola e spari in luogo pubblico. La pistola utilizzata, recuperata e sequestrata, era legalmente detenuta dal padre che è stato denunciato per omessa custodia di armi.

Anziana picchiata e rapinata: in manette quattro banditi

Anziana picchiata e rapinata nella sua abitazione nel Sannio, fermati banditi in trasferta Cercavano oro, ‘colpo’ in abitazione di campagna. Quattro persone sono state arrestate nella notte dai carabinieri nel Casertano dopo una rapina in abitazione compiuta a Dugenta in provincia di Benevento. Un vero e proprio “commando” composto da esperti banditi, tutti in trasferta nel Sannio da Maddaloni, popolosa cittadina del Casertano che dista solo pochi chilometri dal comune di Dugenta. Il piu’ anziano tra i rapinatori arrestati e’ il 54enne Luigi Cioffi; con lui sono finiti in manette il 49enne Vincenzo Tedesco, e i fratelli Francesco e Andrea Mingione, di 46 e 48 anni. Tutti, con precedenti specifici, risiedono nelle case popolari di Maddaloni. I quattro, e’ emerso, hanno colpito in un’abitazione di campagna, dove risiedeva una anziana donna.

Sono entrati con il volto coperto e hanno subito minacciato la proprietaria, strappandole la fede dal dito e una catenina dal collo; cercavano soprattutto oro, e dopo aver trovato oggetti preziosi si sono allontanati. L’anziana donna ha riportato delle escoriazioni ed e’ stata medicata in ospedale. Intanto i quattro, a bordo della loro auto sulla strada del ritorno, sono stati intercettati dai carabinieri della Compagnia di Caserta sulla strada provinciale 335 a bordo di una Fiat Panda di colore giallo; i militari aspettavano la vettura, dopo aver ricevuto dalla centrale operativa la segnalazione di una rapina avvenuta poco prima a Dugenta. Sull’arteria e’ stato cosi’ predisposto un dispositivo di controllo frutto della sinergia tra il Comando Provinciale dell’Arma di Caserta e quello di Benevento; accortisi della presenza dei carabinieri, i banditi hanno provato a fuggire con l’auto tentando anche di disfarsi della refurtiva, ma sono stati bloccati. I carabinieri hanno cosi’ recuperato il bottino, consistente in una fede nuziale, un paio di orecchini ed un crocefisso in oro, nonche’ vari attrezzi da scasso e i passamontagna utilizzati per compiere la rapina. Le indagini cercheranno anche di accertare se i quattro esperti banditi si siano resi responsabili di altri colpi in abitazioni di campagna.

Muore nel Salernitano, nella notte espianto multiorgano

Muore nel Salernitano, nella notte espianto multiorgano. Aveva 64 anni,operazione all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno Prelievo multiorgano all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi di Aragona di Salerno su un 64enne originario di Sala Consilina (Salerno). L’uomo e’ stato colpito da un’emorragia cerebrale lunedi’ scorso all’interno della propria abitazione di Sala Consilina. Ricoverato in un primo momento presso l’ospedale di Polla, e’ stato, poi, trasferito in gravissime condizioni al nosocomio San Giovanni di Dio e Ruggi di Aragona. Dopo un’agonia di circa 12 ore, i sanitari salernitani hanno dichiarato la morte cerebrale. La notte scorsa si e’, cosi’, proceduto all’espianto dei reni, del fegato e delle cornee dell’uomo.

Polfer Napoli, nel “Rail Safe Day” svolti 507 controlli

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Polfer Napoli, nel “Rail Safe Day” svolti 507 controlli. Nello scalo ferroviario di Napoli Centrale, terzo a livello nazionale per grandezza e presenza di viaggiatori, nell’ambito del servizio “Rail Safe Day” sono state identificate 164 persone, di cui 47 con precedenti penali, e sono stati controllati 70 bagagli. Lo rende noto un comunicato della Polfer. Nel corso del servizio è stato inoltre fermato e denunciato all’Autorità Giudiziaria un cittadino italiano di 21anni, resosi responsabile del reato di evasione dal regime degli arresti domiciliari. Il giovane, alla vista degli agenti della Polfer, ha mostrato segni di insofferenza, destando così la loro attenzione; è stato denunciato e sottoposto nuovamente al regime degli arresti domiciliari.

Secondo quanto riporta la nota della Polfer, diffusa in occasione della giornata dedicata ai servizi straordinari di controllo nelle stazioni ferroviarie “Rail Safe Day”, da un’attenta lettura dei dati statistici su base nazionale si è riscontrato, nell’anno 2017, un preoccupante incremento del tasso di mortalità in ambito ferroviario. Tali incidenti, in gran parte, sono derivati da impropri/anomali comportamenti quali: attraversamento dei binari, salita o discesa da convogli in movimento, indebita presenza sulla linea ferroviaria, presenza oltre la linea gialla di sicurezza, attraversamento di passaggi a livello chiusi o in movimento. Il Compartimento Polfer per la Campania – conclude la nota – in ossequio a quanto disposto dal Servizio Polizia Ferroviaria su scala nazionale, al fine di mantenere elevati i livelli di attenzione, nella giornata del 9 gennaio scorso, ha attuato mirati controlli tesi ad arginare tale fenomeno e allo stesso tempo a dare un forte segnale di presenza e attenzione da parte della Specialità, concentrandosi, prevalentemente, in quelle zone che sono state in passato, teatro di incidenti o che, oggettivamente per la loro collocazione, risultano essere più di altre interessate dalle criticità in questione. I dispositivi di servizio approntati, che hanno visto impiegati 86 operatori Polfer, hanno portato ad eseguire 507 controlli; a elevare 2 sanzioni; a fare 2 segnalazioni all’Autorità Amministrativa; a eseguire 3 sequestri amministrativi.

La mamma di Arturo: ‘Ho sentito Cantone, presto un tavolo sulla legalità’

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La mamma di Arturo, il 17enne accoltellato lo scorso dicembre lungo via Foria a Napoli è tornata sulla vicenda. Lo ha fatto stamane in tv. “Ho sentito ieri il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone e credo che nelle prossime settimane ci sarà un tavolo di riflessione importante su quella che è la legalità in questa terra”. Queste le dichiarazioni di Maria Luisa Iavarone, mamma di Arturo,  rilasciate alla trasmissione Mattina 9, in onda sull’emittente Canale 9 – 7 Gold. “Con il sindaco Luigi de Magistris, con il cardinale Crescenzio Sepe e con il presidente della Regione Vincenzo De Luca stringeremo un patto di solidarietà contro la criminalità a Napoli. Io sono convinta che tutte queste manifestazioni di solidarietà, anche da parte di personaggi noti come Cantone, siano importanti”. “Io intanto non mollo – ha concluso la signora Iavarone – Ci metto la faccia perché mio figlio deve frequentare il territorio e vivere la scuola perché la sua battaglia è la mia battaglia. La scorta? Quella migliore è una grande comunicazione spinta e dei riflettori sempre accesi così come sono adesso. Ho costruito uno scudo attorno ad Arturo e ai napoletani per bene”.

“Dopo lo sgomento e la rabbia iniziali, nei ragazzi e’ nato il desiderio di riscatto”. Lo dice Adele Barile, dirigente scolastica del Liceo Cuoco, l’istituto frequentato da Arturo, il ragazzo accoltellato lo scorso dicembre a Napoli. “Questo desiderio di riscatto – afferma – li ha accomunati e ha fatto si’ che prendessero coscienza di una realta’ che non potevano lasciare nelle mani di una criminalita’ piu’ o meno organizzata”. “E’ partita da loro una riscossa, dagli studenti direttamente – aggiunge – in direzione di un riappropriarsi del loro futuro”. Nei giorni successivi all’aggressione, ha raccontato la preside, “i ragazzi hanno incontrato prefetto e questore”. “Hanno mostrato una sana curiosita’ nei confronti dell’iter della giustizia – conclude – Hanno chiesto cosa accadra’ ai responsabili una volta presi, cosa rischiano”.

Il Comune di Scafati come ‘cosa nostra’: tutti gli incarichi dell’ex sindaco Aliberti

Il Comune di Scafati una ‘corte dei miracoli’ in tutti i sensi, scelta in base alla vicinanza politica o alle richieste ‘malavitose’. E’ questo il refrain di otto anni di amministrazione dell’ex sindaco di Scafati, Angelo Pasqualino Aliberti per la scelta di professionisti, staffisti, dirigenti da inserire in Giunta, nelle società partecipate, nel piano di Zona e negli organismi di controllo interno, oltre che in postazioni chiave. Un Comune ‘cosa nostra’ quello organizzato dal politico di Forza Italia scafatese nel corso del mandato politico iniziato nel 2008 e riconfermato nel 2013. Aliberti ha in maniera sistematica coinvolto nell’amministrazione pubblica canditati al Consiglio comunale non eletti nelle sue liste, oppure imprenditori, professionisti, tecnici che potevano essere ‘utilizzati’ per il suo tornaconto politico e personale. Lunga è la lista, molti di questi nomi sono inseriti negli atti di indagine della Commissione d’accesso e della Dda di Salerno, oltre che in alcuni fascicoli processuali aperti dalla Procura ordinaria di Nocera Inferiore. E a tutti i suoi fedelissimi – molti dei quali ‘parvenu’ della politica e dell’amministrazione pubblica – Aliberti ha dato ruoli di gestione, in alcuni casi anche strategici. Una rete di cointeressenze sprovvedute che in parte ha determinato anche lo sfascio di una città amministrata utilitaristicamente per anni. Del ruolo di braccio destro, factotum, portaborse, dell’uomo da ‘marciapiedi’ (definizione dello stesso ex sindaco nel suo libro), di Giovanni Cozzolino – indagato anch’egli dall’antimafia – è notorio. Ma Cozzolino, fedelissimo amico dei fratelli Aliberti, Pasquale e Nello Maurizio, è solo il primo della lunga lista della corte dei miracoli. Lo staff del Comune è stato uno dei ‘contenitori’ di favori più sfruttato: Maria Gallo, Marianna Di Martino, Antonio Esposito, Biagio Adinolfi, Antonio Aquino sono stati, per esempio, tutti ‘riempilista’ del centro destra della coalizione di Aliberti.

Ma a beneficiare della magnanimità dell’ex sindaco anche parenti e amici dei candidati. In un intreccio di favori, appalti, e ricompense che nella maggior parte dei casi non hanno tenuto conto di meriti e curriculum al fine di gestire la ‘res publica’ come ‘cosa nostra’, cioè loro. Della famiglia di Maria Gallo, la staffista, si parla anche a proposito di appalti e in particolare la reindustrializzazione dell’ex Copmes e del Polo scolastico. E’ solo un caso che il fratello della staffista, infatti, titolare della Geomed, ha eseguito lavori di palificazione sia nell’ex Copmes che nell’area del Polo scolastico, lì dove c’erano i veri danari gestiti dall’amministrazione Aliberti con il Piu’ Europa (24 milioni di euro di opere pubbliche). Nella corte dei miracoli poi ci sono i nomi noti che hanno assunto anche posti di rilievo, una pletora di donne giusto per non tralasciare la voce ‘pari opportunità’. Da Annalisa Pisacane, assessore, e poi in Scafati Sviluppo, Teresa Formisano, figlia di Silverio, capogruppo di Forza Italia, Brigida Marra, avvocato difensore di Aliberti in alcuni processi e esponente della maggioranza, Carmela Berritto, consigliere comunale. Non meno lunga la lista dei miracolati non è sfuggito il salto di qualità di Nicola Acanfora, da staffista ad assessore, quello di Diego Chirico e della moglie Roberta Iovine, il primo consigliere comunale, la seconda psicologa al piano di zona. E poi Antonio Fogliame a Scafati Solidale. Solo per citarne alcuni. Ma tra le questioni sottolineate dagli inquirenti vi è quella degli organismi di controllo e dell’area tecnica: anche qui solo un groviglio di ‘raccomandati’.

Dei 14 professionisti nominati negli organismi di valutazione e di controllo di gestione del Comune di Scafati ben sette erano stati candidati nelle liste a sostegno del sindaco Aliberti nelle amministrative del 2013: Sisto Vitiello (Aliberti Sindaco), Immacolata Aiello (Aliberti Sindaco), Immacolata Visone (Alleanza Popolare), Giuseppina La Montagna (Azzurri), Angelo Romano (Grande Scafati), Gennaro Cirillo (Scafati Cresce), Raffaela D’Aquino (Unione di Centro). E quindi anche l’indipendenza dei nuclei di valutazione e di gestione, cioè organi di controllo, erano di fatto ‘cosa nostra’, cioè loro. Ma aldilà delle ricompense politico-elettorali o amicali alcuni dei ‘miracolati’ dalla politica alibertiana non avevano le professionalità per ricoprire quegli incarichi, lo testimoniano i loro curriculum, lo evidenza la commissione di accesso nel corso delle indagini.
Ma non è solo questo l’aspetto drammatico di questa amministrazione, vi è anche un altro aspetto, molto più inquietante che riguarda gli incarichi elargiti a familiari o a persone indicate da esponenti della criminalità che testimonia la rete di collusioni tra politica e camorra, anche a scopo elettorale, che potrebbe costare l’arresto dell’ex sindaco, chiamato a risponderne dinanzi ai giudici della corte di Cassazione il prossimo 23 gennaio. Ma questa è un’altra storia e vale la pena di ripercorrerla.

Rosaria Federico
(2.continua)