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Napoli, pregiudicato accoltellato: ‘Volevano rapinarmi’

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Napoli.Un uomo di 40 anni è stato ferito durante una rapina ieri sera a Napoli. L’uomo, già noto per reati contro il patrimonio, ha raccontato agli agenti della Polizia di Stato intervenuti di essere stato avvicinato da 4 persone a bordo di due motorini mentre era in auto con la moglie in via Foria. Uno dei rapinatori ha aperto la portiera dell’auto e ha strappato una catenina dal collo dell’uomo, nel frattempo uscito dall’auto. Nella breve colluttazione nata dal tentativo della vittima di difendersi, il 40enne è stato ferito con un coltello alla schiena. Trasportato dalla moglie all’ospedale Pellegrini, è stato dimesso con una prognosi di 10 giorni. Indaga la Polizia.

Lippi: ‘Scudetto? Può essere l’anno buono del Napoli’

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Lippi: “Napoli in pole per lo scudetto, può essere l’anno buono” . Questo Napoli è da scudetto. Parola di Marcello Lippi, ex ct azzurro, ospite di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno che ha fatto le carte al campionato: “L’Inter ha fatto un inizio fantastico, così come la Roma, poi si sono perse un po’ per strada ma assieme alla Lazio, magari grazie al mercato, possono ritornare. E poi c’è una contendente convinta e qualificata per la solita Juve che è il Napoli. Potrebbe essere l’anno giusto, è primo in classifica, ci crede. L’Europa League gli darà un po’ di problemi, la rosa non larghissima e l’attitudine a non cambiare molto potrebbe condizionarli ma la loro convinzione e un ruolino di marcia fantastico in trasferta ne fanno un’autorevolissima candidatura per lo scudetto. Sarri si lamenta che nelle prossime giornate giocherà sempre dopo la Juve? Sono schermaglie da vertice, ogni anno ce n’é una. I campionati non si decidono con queste cose, vince sempre il più forte, caratterialmente e a livello di organizzazione”.  “Spalletti ha fatto notare alla società che mancava qualcosa e adesso credo che l’Inter potrà tornare a essere dietro quelle due e magari rientrare in corsa. Di Francesco si è di fatto subito apprezzare nonostante lo scetticismo e ha coinvolto i giocatori e non era facile. Dzeko? L’eventuale cessione di Dzeko? Potrebbe anche essere una cosa bella puntare tutto su Schick e Defrel”. E poi c’e’ la Lazio: “Ha un ds come Tare che e’ straordinario che sa scegliere i giocatori, mettono i giocatori nelle condizioni di esplodere. Poi Inzaghi e’ veramente bravo in tutto”. Sulla Var dice: “Secondo me all’85% ha fatto cose importanti e per il 15% ha sbagliato qualcosa, ma vista la novità si può anche accettare. Di sicuro la cosa importante è la qualità delle persone che prendono le decisioni”. Buffon “qualsiasi cosa farà, la farà bene”. Sarebbe potuto tornare in Figc come dt ma è stato bloccato da “una nuova regola nella quale c’era scritto che un procuratore non poteva esercitare la sua professione se aveva un parente in Federazione. Mi e’ sembrato un po’ strano firmare un pre-contratto e poi scoprire che chi aveva firmato quello statuto non si ricordava di quella regola”. Per il futuro osserva: “Bisogna fare una società, una Federazione, con delle persone che conoscono il calcio”.

 

Nocera Inferiore: mistero su un diciassettenne morto

In nottata, il ritrovamento, avvenuto dopo una segnalazione ai Carabinieri e al 118. Un ragazzo di diciassette anni è stato ritrovato senza vita in via Solimena a Nocera Inferiore. Il ragazzo, stando alle prime indiscrezioni, sarebbe originario di Cava dei Tirreni. Sarà l’autopsia a far luce sulla natura della morte, che ha lasciato di stucco gli abitanti del posto, appunto via Solimena, zona storica di Nocera, situata a poco distanza dal centro cittadino. Secondo le prime ricostruzioni il ragazzo era in compagnia di una donna più grande di lui ed avrebbe accusato un  malore fatale.

 

Cava dei Tirreni: uccide la moglie e poi tenta il suicidio

Lunedì mattina di tragedia a Cava dei Tirreni, per la precisione in località Sant’Anna, una delle frazioni della cittadina mtelliana. Una lite familiare probabilmente alla base. Un uomo di 49 anni ha ucciso la moglie e successivamente ha tentato, senza riuscirvi, di togliersi. Attualmente l’uomo è ricoverato in gravi condizioni. Le forze dell’ordine intanto sono a lavoro per ricostruire la dinamica del fatto di sangue.

 

Hamsik: ‘Sempre primi, ma la stagione è ancora lunga’

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Hamsik, parla da capitano. “Abbiamo ripreso dopo la sosta con un’altra vittoria, siamo sempre primi ma la fine del campionato e’ ancora lontana. Non vediamo l’ora che arrivi la partita col Bologna”.  Il capitano Marek Hamsik commenta cosi’, sul suo sito personale, il successo di Bergamo sull’Atalanta che ha permesso al Napoli di conservare la testa della classifica. Il centrocampista slovacco e’ partito dalla panchina, entrando solo a gara in corso. “Ho avuto la febbre per qualche giorno e solo sabato sono tornato in gruppo – ha aggiunto – La cosa piu’ importante e’ che abbiamo vinto, l’Atalanta nella scorsa stagione ci ha battuto due volte e qualche settimana fa ci ha eliminato in Coppa Italia. Ma abbiamo cercato con pazienza il gol e alla fine siamo felici di aver vinto”. Grande entusiasmo anche tra i tifosi del Napoli dopo la vittoria di ieri a Bergamo che ha confermato il primo posto in classifica. Ieri sera in centinaia sono andati ad applaudire i giocatori all’aeroporto di Capodichino dove è atterrato l’aereo di Sarri e compagnia. “Tanti saluti a Verdi, ha fatto bene a non venire a Napoli”, il commento comune dei fan azzurri. Il primo posto in classifica è del Napoli, ma nelle quote scudetto è ancora caccia alla Juventus. Gli azzurri si confermano in vetta alla classifica di Serie A dopo la vittoria contro l’Atalanta e fanno un passo avanti sul tabellone Snai per il titolo, dove ora si giocano a 2,05. Con una partita in meno, però, i bianconeri rimangono la prima scelta dei quotisti e si giocano a 1,80. Il pareggio tra Inter e Roma segna invece un solco profondo tra la squadra di Allegri, quella di Sarri e tutte le altre concorrenti. Con 11 punti di ritardo dal Napoli, riferisce Agipronews, l’Inter è ora a 28,00, mentre la Roma (-14) è offerta a 35,00. Lontanissima anche la Lazio, terza dopo il 5-1 contro il Chievo ma data solo a 50,00.

Napoli, nuova rissa tra baby gang: 15enne col naso rotto

Napoli, nuova rissa tra baby gang: 15enne col naso rotto.La rissa tra ragazzini si è verificata ieri sera, prima di mezzanotte, in piazza Carlo III, a Napoli: a un 15enne e’ stato rotto il naso. Secondo quanto il minorenne ha riferito alla Polizia di Stato, si trovava in piazza, alle ore 23.30, quando si e’ ritrovato coinvolto in una rissa – a detta del 15enne – “senza neanche accorgermene”. All’arrivo della Volante del commissariato San Carlo, gli altri ragazzi sono scappati. Il 15enne, accompagnato in ospedale, e’ stato dimesso con una prognosi di venti giorni. Non è bastata quindi la forte presenza di forze dell’ordine in strada per arginare il fenomeno delle baby gang anche in questo ultimo fine settimana.

Sorvegliato sorpreso in compagnia di pregiudicati a Scampia: arrestato

Napoli, sorvegliato speciale di Marigliano trovato in compagnia di alcuni pregiudicati finisce in manette per violazione degli obblighi della sorveglianza speciale. E’ accaduto nel quartieri di Scampia I Carabinieri del nucleo Radiomobile del Reparto Operativo di Napoli hanno arrestato Daniele D’Alterio, un 46enne di Marigliano. Gli operanti l’hanno bloccato su via Zuccarini a Scampia. L’uomo è stato sorpreso mentre si accompagnava ad alcuni pregiudicati della zona violando così l’obbligo e le prescrizioni della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a cui era sottoposto dal alcuni mesi dopo che era uscito dal carcere. L’arrestato è in attesa del processo con rito direttissimo.

Nocera, 17enne trovato morto in casa di amici: è giallo

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Nocera Inferiore. Trovato il corpo senza vita di 17enne: s’indaga. Era in casa di conoscenti che hanno allertato carabinieri.Sono ancora da chiarire le cause del decesso di un 17enne trovato senza vita in un’abitazione a Nocera Inferiore. Il ragazzo si trovava in casa di conoscenti, non coetanei, dicono gli investigatori. Sono stati loro che hanno allertato i carabinieri della locale Compagnia, una volta scoperto il corpo. Non vi sono segni che indichino attivita’ violente o possibili colluttazioni ma la salma e’ stata messa a disposizione dell’autorita’ giudiziaria per l’autopsia che potrebbe essere effettuata nelle prossime ore. Intanto sono stati effettuati i rilievi nell’abitazione e i carabinieri stanno lavorando senza sosta per comprendere le cause di questa tragedia.

Duello ‘rusticano’ marito-moglie: lei muore, lui grave

Uccide la moglie a coltellate mentre i figli giocano in giardino. E’ accaduto a Cava de Tirreni. Dopo l’ennesima lite i due coniugi si sono entrambi armati di coltello e si affrontati come in un duello rusticano. I due si sono dati fendenti l’uno contro l’altro e nel duello ad avere la peggio è stata la moglie, Nunzia Maiorano, di 41anni,  colpita mortalmente. Il marito invece Salvatore Siani, 48enne, è grave. La tragedia s’è consumata nella casa dove abitano i due nella zona di  Sant’Anna, mentre in cortile c’erano i loro due bambini e alcuni familiari. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della tenenza di Cava de’ Tirreni e del reparto radiomobile di Nocera Inferiore. Secondo le prime ricostruzioni alla base dei continui litigi ci sarebbero vecchie ruggini familiari.

Far West a Castellammare, il sindaco in controtendenza: ‘Città sicura’

Castellammare. Un tuffo nel passato che preoccupa chi ha vissuto gli anni in cui si sparava il giorno prima e pure l’altro. Il timore, invece, di chi quegli anni li ha vissuti solo nei racconti dei 40-50enni e che sembrano riproporsi ancora una volta. E’ questo il sentimento comune che, alla luce degli ultimi accadimenti in città, provano gli stabiesi. E l’allarme è alto. Sono cinque i raid in poco più di un anno. Un dato raccapricciante, triste, che fa riflettere. Una riflessione seria e profonda. Puntare il dito alla ricerca dei colpevoli non risolverà il problema. C’è chi però ha una precisa responsabilità nei confronti di un degrado senza precedenti, in primis la politica.
A distanza di 30 anni ancora una volta per uscire di casa bisogna stare attenti, evitare di frequentare dei luoghi. Un vero e proprio decalogo per le tante brave persone che non vogliono problemi e non vogliono trovarsi in particolari situazioni. Negli ultimi 13 mesi le sparatorie in città, soprattutto al centro, sono state tante, troppe tanto da superare la media di qualsiasi comune italiano. Per il sindaco Tony Pannullo però non bisogna allarmarsi più di tanto: “I due eventi incresciosi che si sono verificati nell’ultima settimana non cambiano il livello di attenzione, sempre altissimo, da parte delle istituzioni nei confronti della criminalità – dice il primo cittadino. Ancora una volta il sindaco minimizza sulla questione sicurezza, affermando che Castellammare è una città sicura. Eppure i fatti di cronaca raccontano altro, raccontano di una città in cui si scende tranquillamente armati di coltelli e pistole, una città in cui si può liberamente cacciare un’ arma, nel cuore della notte e nei luoghi della movida, e sparare. Sparare per uccidere e lo si può fare in modo indisturbato. Così come avvenuto sabato scorso. Fortunatamente la vittima, colpita all’addome, è riuscita a cavarsela. Pare non si tratta di fatti legati alla camorra ma a questioni personali tra giovanissimi che si risolvono con pistole. Nell’ultimo anno, si è sparato per una ragazza contesa alla sagra del carciofo al rione Annunziatella, in quella circostanza il piombo colpì anche persone “estranee” ai fatti. Si è sparato per vendicare una liti tra giovanissimi in villa comunale, si è sparato per una truffa assicurativa, si è sparato ancora l’altra notte per motivi ancora da verificare ma che rimandano con molta probabilità a questioni, ancora una volta, personali. Intanto il Primo Cittadino cerca di rassicurare tutti ed elogia le forze dell’ordine per l’encomiabile lavoro che svolgono. “In ogni caso, garantisco agli stabiesi che il nostro livello di attenzione sul tema della sicurezza non varia in base agli eventi, ma resta sempre elevato – afferma. Evitiamo di farci del male da soli parlando di una città meno sicura”. Sulla questione è intervenuto anche l’ex vice sindaco Andrea di Martino che ha affidato il suo pensiero in un lungo post su Facebook. Tra le righe si legge la preoccupazione di un padre che ha figli che frequentano e vivono la città. “Non amo la parola emergenza, ma si tratta dei nostri figli, potrebbe accadere in ogni istante ad ognuno di loro, per sbaglio, o per aver incrociato lo sguardo di un coetaneo senza scrupoli. Mi sembra che ci siano tutti gli ingredienti per essere allarmati – scrive. Le forze dell’ordine stanno facendo tantissimo. Ognuno di questi episodi ha trovato un nome ed un cognome. Un responsabile e anche la ricostruzione del clima da branco in cui questi eventi delittuosi son maturati. Ma le forze dell’ordine non bastano, esse intervengono quando è tardi, quando la vita di un giovane già è stata messa in pericolo[…]Gli episodi non sono pochi e nell’ultimo ci stava per scappare il morto. La testa sotto la sabbia non serve. Serve mobilitarsi e fare il proprio dovere. A partire dalla costruzione di un esercito di assistenti sociali che a Castellammare non c’è. Una sola assistente sociale stanca e sola, innanzi a ciò che sta accadendo in città è di certo una grave emergenza”.

Emilio D’Averio

Luca Materazzo chiese una parrucca per travestirsi

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Luca Materazzo aveva chiesto a un’amica se conoscesse qualcuno che potesse procurargli una parrucca per travestirsi. E’ uno dei particolari inediti che emerge dall’inchiesta della Procura di napoli sul delitto di Vittorio Materazzo, fratello di Luca di cui il giovane avvocato è accusato. In attesa del suo rientro in Italia dalla Spagna dove è stato catturato il 2 gennaio scorso dopo un  anno di latitanza, probabilmente  già nella giornata di domani vengono fuori altri particolari dell’inchiesta. Come la testimonianza dell’amica di vecchia data Valentina Guglielmi, che dopo il funerale di Vittorio lo ospitò a casa dei propri genitori per alcuni giorni fino al 9 dicembre. Da quel giorno Luca Materazzo era diventato uccel di bosco: uscì in taxi dicendo all’amica che sarebbe andato a Vico Equense, dove la sua famiglia ha un appartamento all’interno del Castello Giusso. Ma invece Luca salì su un bus diretto a Genova e poi da lì a Siviglia in Spagna dove è stato arrestato tre settimana fa in una caffetteria dove lavorava come cameriere.La Guglielmi ha raccontato agli investigatori che mel periodo trascorso a casa dei genitori Luca utilizzò pc e cellulari dei suoi ospiti. E qualche giorno prima di allontanarsi fece una richiesta insolita: “Mi chiese di dargli il mio passaporto e mi chiese se conoscevo un posto dove procurarsi una parrucca per travestirsi”. Ma dalle carte dell’inchiesta emerge anche la testimonianza choc del commercialista Stefano Romano, amico dell’ingegnere ucciso. In una deposizione fatta davanti agli uomini della squadra mobile qualche giorno dopo l’omicidio dopo che lui gli aveva parlato dei suoi turbamenti di lavoro Vittorio Materazzo aveva detto: “Tu ti preoccupi per queste sciocchezze. Che devo dire io che temo per la mia vita in quanto ritengo che mio fratello mi voglia uccidere”. E poi aveva aggiunto il commercialista: “Non so se Vittorio abbia o meno formalmente denunciato anche tale suo timore…”. E sempre dalle carte dell’inchiesta è emerso un altro particolare che aveva quasi un sinistro presagio. Infatti su una pen drive in uso a Luca Materazzo è stata rinvenuta anche la bozza di una lettera redatta nel 2015 e indirizzata a «care sorelle, caro Vittorio» in cui Luca nel formulare una propria proposta per la soluzione della controversia della divisione dell’eredità familiare, spiegava le difficoltà incontrate anche nella ricerca di un lavoro e sottolineava: “La vicenda ereditaria che ci vede legati sta pregiudicando irrimediabilmente e gravemente non solo il mio futuro professionale, ma ancor prima la mia stessa sopravvivenza…Assolutamente consapevole dell’importanza, nell’interesse comune, di far fronte ai pagamenti dovuti, con tempestività e passione, purtroppo non posso consentire che aspetti assolutamente vitali, per me come lo sarebbero per chiunque, vengano del tutto tralasciati, costituendo ciò, se non fosse chiaro, una esplicita condanna a morte”.

Portici, picchia la moglie davanti alla figlia di tre anni: arrestato un 29enne

Portici, picchia la moglie davanti alla figlia di soli tre anni: arrestato un 29enne. I carabinieri del nucleo Operativo e Radiomobile della compagnai di Torre del Greco hanno arrestato un 29enne di Portici, in provincia di Napoli. L’uomo, per futili motivi e in presenza della figlia di 3 anni, aveva aggredito la moglie di 26 anni procurandole alcune contusioni guidicate guaribili in 4 giorni dai medici dell’ospedale di Torre del greco dove si era fatta medicare.. In sede di denuncia la donna ha raccontato in lacrime ai carabinieri anche di continui maltrattamenti avuti in precedenza. L’arrestato e’ stato accompagnato nella Casa Circondariale di Poggioreale.

Scafati, ruba spazzolini dal centro commerciale: arrestato

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Scafati, aveva rubato una scatola di spazzolini elettrici da un centro commerciale di Pompei: finisce in manette un pregiudicato di 44 anni. I carabinieri  della stazione di Pompei hanno arrestato Antonio Mascolo, un 44 enne di Scafati già noto alle forze dell’ordine- I militari sono intervenuti nel centro commerciale “Auchan” di Pompei, al confine con Torre annunziata e Castellammare dove l’uomo aveva rubato merce per un valore commerciale di 420 euro. La refurtiva, uno scatolone di spazzolini elettrici, è stata rinvenuta e restituita alla direzione del centro commerciale dal quale Mascolo lo aveva trafugato. Ora l’arrestato è in attesa del processo con rito direttissimo.

Blitz anti contrabbando tra Afragola e dintorni: 15 arresti

Contrabbando di sigarette, 15 arresti tra Afragola e i comuni vicini. Operazione in corso  da parte della Guardia di Finanza su disposizione della Dda di Napoli: le ‘bionde’ provenivano da estero Operazione della Guardia di Finanza e della Dda, nel Napoletano, contro il contrabbando di sigarette: 15 gli arresti. Le ordinanze, secondo quanto si apprende, sono a carico di cittadini italiani. Le sigarette provenivano da paesi esteri ed erano destinate ai comuni del Napoletano. Il blitz e’ ancora in corso ad Afragola e nei comuni vicini.

Incidente sulla Statale 7bis a Caivano: un morto

Anas comunica che, a causa di un incidente, sulla strada statale 7bis ‘di Terra di Lavoro’ è provvisoriamente chiuso in direzione Nola il tratto in corrispondenza del km 31,000 nel territorio comunale di Caivano, in provincia di Napoli. Sul posto sono presenti il personale di Anas e le forze dell’Ordine per la gestione della viabilità e per ripristinare la circolazione il prima possibile. Per cause in corso di accertamento, l’incidente ha coinvolto due veicoli e una persona ha perso la vita. Il traffico in direzione Nola è deviato sulla viabilità secondaria con indicazioni sul posto. Anas raccomanda prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web www.stradeanas.it oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione ”Vai” di Anas, disponibile gratuitamente in ”App store” e in ”Play store”. Inoltre si ricorda che il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il nuovo numero verde gratuito, 800 841 148.

Pozzuoli, la mamma vola giù dal balcone: fermati i due figli

Due fratelli di Pozzuoli, fermati con l’accusa di tentato omicidio della madre, hanno trascorso la notte nel carcere di Poggioreale. Si tratta di un trentacinquenne e di un ventisettenne di Pozzuoli, precisamente del popoloso quartiere di Monterusciello. Sono stati tratti in fermo dai poliziotti del commissariato di Pozzuoli dopo che la madre, sessantanove anni, è volata giù dal balcone del primo piano della villetta dove vive la famiglia. I due attendono adesso di comparire davanti al magistrato, cosa che dovrebbe avvenire con tutta probabilità nella giornata di oggi.

Intanto sembrerebbero farsi un po’ più chiari i contorni della vicenda. A dare l’allarme sarebbe stata una vicina di casa che avrebbe visto la donna riversa a terra e sanguinante. Secondo una prima ricostruzione, e in attesa di capire se il fermo dei due fratelli verrà convalidato o meno, l’ipotesi è che i figli della donna, al culmine di una furibonda lite, l’avrebbero buttata giù dal balcone del primo piano della villetta di Monterusciello. I due però, avrebbero respinto l’accusa, parlando invece di un atto di autolesionismo della donna. Nella caduta la donna ha riportato diverse fratture e ferite. Soccorsa, è stata trasportata all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli dove si trova ricoverata al reparto di Ortopedia.
Sembrerebbe confermata la circostanza che nessuno avrebbe assistito a quanto è accaduto. Dunque non ci sono, al momento, testimoni oculari in grado di confermare o smentire la dinamica dei fatti. Pare che la convivenza all’interno della famiglia non fosse semplice e che in passato ci fossero state già delle liti.

Ansia e preoccupazione ad Arzano: 16enne scomparso da due giorni

Ansia e preoccupazione ad Arzano per la famiglia di Ciro Ascione il 16enne di cui si sono perse le tracce dalla serata di sabato corso. Il giovane ha preso il treno a Casoria
per arrivare alla stazione ferroviaria di Napoli centrale, da dove poi avrebbe dovuto prendere la metropolitana per andare in via Toledo ad un appuntamento con alcuni amici per mangiare una pizza. Ma Ciro in via Toledo non è mai arrivato. Alle 20,30 ha telefonato alla madre per dirle che aveva preso la metropolitana. Poi più nulla. Ad avvertire la madre sono stati proprio gli amici che, non vedendolo arrivare, hanno chiamato preoccupati. I genitori si sono rivolti così alle forze dell’ordine che hanno avviato le ricerche e hanno lanciato un appello a chiunque abbia visto Ciro o possa fornire informazioni utili a ritrovarlo. Il 16enne viene descritto come un ragazzo tranquillo, porta degli occhiali neri, ha i capelli biondi di lunghezza media, generalmente raccolti in un codino, è alto 1,70 e ha una corporatura magra. Al momento della scomparsa il 16enne indossava un jeans nero, una maglia nera con due strisce orizzontali bianche, scarpe bianche. Chiunque dovesse avere sue notizie, oltre che alle forze dell’ordine, può rivolgersi anche allo zio, Marco Capuano, al numero 333.3632969.

Banda della Magliana, arrestato Pellegrinetti: ricercato da 15 anni

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Banda della Magliana, arrestato in Spagna, Fausto Pellegrinetti era ricercato da 15 anni. La Polizia di Stato di Roma ha catturato in Spagna il super latitante Fausto Pellegrinetti, nato il 22.01.1942 (alias Franco; Enrico Longo; Franco Pennello, Giulio Dedonese), appartenente alla nuova banda della Magliana. Lo stesso era ricercato da piu di 15 anni, destinatario di ordine di esecuzione poiche’ condannato in via definitiva a 13 anni di reclusione per i reati di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico e riciclaggio. L’attivita’ investigativa protrattasi per circa due anni, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, e’ stata condotta dai Poliziotti della Squadra Mobile di Roma, dal Servizio Centrale Operativo, in collaborazione con la polizia nazionale spagnola UDYCO Central, la la Direzione Centrale Polizia Criminale -SCIP- e la Direzione Centrale Servizi Antodroga.

A breve i funerali di Vincenzo Ruggiero, ucciso e fatto a pezzi a Ponticelli

I funerali di Vincenzo Ruggiero, il 25 enne commesso presso i negozi di un noto brand napoletano, ucciso e il cui corpo fu dilaniato in stile “macelleria messicana” lo scorso mese di luglio tra Aversa e Ponticelli, potrebbero svolgersi a breve. Un mese fa sono stati infatti depositati i risultati del Dna del resti del cadavere trovato murato in un garage di Ponticelli: si tratta di Vincenzo Ruggiero. Sono state depositate presso la Procura di Napoli Nord anchetutte le analisi medico-scientifiche effettuate dai periti nominati dai magistrati entro breve tempo quindi il cadavere, o meglio quello che resta, sarà restituito alla famiglia per i funerali. Con un quadro indiziario tanto grave da portare diritto all’ergastolo, Ciro Guarente, assassino reo confesso del giovane 25enne commesso di Parete, Vincenzo Ruggiero e tuttora detenuto, si prepara a chiedere il rito abbreviato una volta che la Procura avra’ chiuso le indagini. Una strada “quasi obbligata” quella imboccata da Dario Cuomo, legale del 35enne ex marinaio, confermata dalla rinuncia, avvenuta nel mese di agosto, al pronunciamento del Tribunale del Riesame di , a cui aveva fatto ricorso l’avvocato  affinche’ annullasse l’ordinanza di carcerazione emessa a fine luglio dal Gip del Tribunale di Napoli Nord. Dopo aver visionato gli atti di indagine raccolti dalla Procura di Napoli Nord, Cuomo ha ritirato la sua istanza e ora attendera’ che la Procura chiude il cerchio delle indagini per formalizzare al Gip la richiesta di abbreviato, rito speciale che prevede uno sconto di pena ma con processo i cui elementi di prova sono solo quelli raccolti dagli inquirenti in fase di indagine preliminare; l’obiettivo e’ di evitare un ergastolo che sembra quasi scontato vista la confessione resa da Guarente nel primo interrogatorio di fine luglio, poi confermata in quello di meta’ agosto in cui ammise il coinvolgimento nelle fasi preparatorie del delitto del secondo indagato, Francesco De Turris, tuttora in carcere con l’accusa di aver ceduto a Guarente la pistola calibro 7,65 – peraltro mai trovata – usata per uccidere Ruggiero. Di sicuro la difesa non si appellera’ all’infermita’ mentale, vista la dinamica del delitto, in cui e’ emersa con evidenza la lucidita’ dell’ex marinaio nel pianificare l’assassinio di Ruggiero. Emblematiche le immagini delle telecamere esterne dello studio privato ubicato di fronte all’appartamento di Ruggiero, ad Aversa, dove e’ avvenuto il delitto, che riprendono Guarente arrivare prima della vittima; altre immagini inquadrano poi il 35enne caricare un sacco con il corpo di Ruggiero in auto qualche ora dopo. Senza quei frame Guarente probabilmente l’avrebbe fatta franca. Gli investigatori sono sempre alla ricerca di altri eventuali complici essendo certi che il 35enne fu aiutato da qualcuno ad occultare il cadavere di Ruggiero nel garage di Ponticelli, quartiere alla periferia orientale di Napoli, e magari anche a tagliarlo a pezzi. Le indagini della Procura di Napoli Nord – sostituto Vittoria Petronella con il coordinamento del procuratore capo Francesco Greco – e dei carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa non si sono mai fermate dal luglio scorso. 

Mafia: maxi blitz nell’agrigentino, 56 arresti: c’è anche un sindaco

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Mafia: maxi blitz nell’agrigentino, 56 arresti: c’è anche il sindaco del comune di san Biagio Platani. I carabinieri del comando provinciale di Agrigento, su disposizione della Dda di Palermo, hanno eseguito l’arresto di 56 tra boss e gregari dei mandamenti di Cosa nostra agrigentina. L’inchiesta, la piu’ imponente mai messa a segno nel territorio, ha disarticolato i “mandamenti” di Santa Elisabetta e Sciacca e ha colpito 16 “famiglie” mafiose. Coinvolti uomini d’onore anche delle province di Caltanissetta, Palermo, Enna, Ragusa e Catania. Tra gli arrestati nel maxi blitz che ha portato in cella oltre 50 tra boss e gregari della mafia di Agrigento, c’e’ anche il sindaco di San Biagio Platani, paese della provincia. In manette, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, e’ finito Santino Sabella eletto alle ultime amministrative. I pm della dda di Palermo gli contestano di avere concordato le candidature delle ultime comunali del 2014 con esponenti mafiosi di vertice del suo paese e fatto illecite pressioni nell’assegnazione di appalti.n carcere, tra gli altri, e’ finito Francesco Fragapane, 37 anni, figlio dello storico capomafia di Santa Elisabetta Salvatore, da anni ergastolano al 41 bis. Scarcerato nel 2012 dopo aver scontato sei anni di prigione, Fragapane ha ricostituito e retto lo storico mandamento che comprende tutta l’area montana dell’agrigentino e i paesi di Raffadali, Aragona, S. Angelo Muxaro e San Biagio Platani, Santo Stefano di Quisquina, Bivona, Alessandria della Rocca, Cammarata e San Giovanni Gemini. Fragapane era poi stato riarrestato e nuovamente liberato la scorsa estate: attualmente era sorvegliato speciale. Nell’inchiesta sono coinvolti diversi familiari del padrino di Agrigento e capimafia a lui alleati. L’indagine e’ coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Paolo Guido e dai pm Gery Ferrara e Claudio Camilleri. Le accuse contestate vanno dall’ associazione mafiosa, al traffico di droga, alla truffa, estorsione e a un’ipotesi di voto di scambio.